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«Perché spera che Hal possa essere riattivato.»

«Sì… con il tuo aiuto. Sei pronto?»

«Non ancora. Vorrei porre una domanda.»

«Quale?»

«Sognerò?»

«Certo che sognerai. Tutte le creature intelligenti sognano… ma nessuno sa perché.» Chandra tacque per un momento, soffiò fuori un altro anello di fumo, poi aggiunse qualcosa che non avrebbe mai confessato a un altro essere umano. «Forse sognerai Hal… come spesso faccio io.»

4. PROFILO DELLA MISSIONE

Traduzione

Aclass="underline" Capitano Tatiana (Tanya) Orlova, Comandante, Astronave Cosmonauta Alexei Leonov [UNCOS Registrazione 08/342]

Daclass="underline" Consiglio Nazionale dell’Astronautica, Pennsylvania Avenue, Washington Commissione per lo Spazio esterno, Accademia delle Scienze dell’URSS, Korolyev Prospect, Mosca.

Scopi della missione

Gli scopi della vostra missione sono, in ordine di precedenza:

1) Procedere fino al sistema di Giove e all’appuntamento con l’astronave americana Discovery [UNICOS 01/283].

2) Salire a bordo di detta astronave e procurarsi tutte le possibili informazioni concernenti la sua precedente missione.

3) Riattivare i sistemi esistenti sull’astronave Discovery e, qualora le riserve di propellente siano sufficienti, inserire l’astronave nella traiettoria di ritorno alla Terra.

4) Localizzare il manufatto alieno incontrato dalla Discovery ed esaminarlo il più accuratamente possibile mediante sensori a distanza.

5) Se sembrerà consigliabile, e previa approvazione del Controllo Missione, procedere ad appuntamento con questo oggetto per esame ravvicinato.

6) Procedere a un’esplorazione di Giove e dei suoi satelliti, compatibilmente con il raggiungimento degli scopi precedenti.

Ci si rende conto che circostanze impreviste possono rendere necessaria una modifica delle precedenze, o anche far sì che sia impossibile conseguire alcuni degli scopi. Deve essere chiaramente inteso che l’appuntamento con l’astronave Discovery ha il preciso scopo di procurarsi informazioni sul manufatto alieno; tale scopo deve avere la precedenza su tutti gli altri, compresi i tentativi di recupero.

Equipaggio

L’equipaggio dell’astronave Alexei Leonov sarà formato da:

Capitano Tatiana Orlova (IngegneriaPropulsione)

Dottor Vasili Orlov (NavigazioneAstronomia)

Dottor Maxim Brailovsky (IngegneriaStrutture)

Dottor Alexander Kovalev (IngegneriaComunicazioni)

Dottor Nikolai Ternovsky (IngegneriaSistemi di controllo)

Dottoressa in medicina Katerina Rudenko (MedicinaMantenimento della vita)

Dottoressa in medicina Irina Yakunina (MedicinaAlimentazione)

Inoltre il Consiglio Nazionale dell’Astronautica degli Stati Uniti fornirà i seguenti tre esperti…

Il dottor Heywood Floyd lasciò cadere il memorandum e si riappoggiò alla poltrona. Tutto era ormai deciso; il punto senza ritorno era stato superato. Anche volendo, egli non avrebbe avuto modo di riportare indietro l’orologio.

Sbirciò Caroline, seduta con Chris, di due anni, sull’orlo della piscina. Il bambino si trovava più a suo agio nell’acqua che sulla terraferma; riusciva a rimanere sott’acqua per periodi di tempo che, non di rado, terrorizzavano gli ospiti. E, sebbene non parlasse ancora molto bene il linguaggio umano, sembrava essere già in grado di esprimersi scorrevolmente con quello dei delfini.

Uno di questi amici di Christopher era appena giunto a nuoto dal Pacifico e stava offrendo il dorso per essere accarezzato. Anche tu sei un vagabondo, pensò Floyd, nel vasto Oceano senza piste; ma quanto minuscolo sembra il tuo piccolo Pacifico rispetto all’immensità che sto ora per affrontare!

Caroline si accorse dello sguardo di lui e si mise in piedi. Lo fissò malinconicamente, ma senza ira; l’ira aveva finito con il dileguarsi completamente in quegli ultimi giorni. Mentre si avvicinava, ella riuscì persino a rivolgergli un sorriso triste.

«Ho trovato la poesia che stavo cercando» disse. «Comincia in questo modo:

Cos’è mai una donna, se tu l’abbandoni

insieme al focolare e al giardino di casa

per seguire il grigio Creatore di vedove?»

«Spiacente… ma non riesco a capire. Chi è il Creatore di vedove?»

«Non chi è, ma che cosa è. Si tratta del mare. La poesia è il lamento di una donna vichinga. Venne scritta da Rudyard Kipling, un centinaio di anni fa.»

Floyd prese la mano di sua moglie; ella non contraccambiò la stretta, ma neppure oppose resistenza.

«Be’, io non mi sento affatto un vichingo. Non vado in cerca di bottino e l’avventura è l’ultima cosa che desidero.»

«Allora perché… no, non voglio cominciare un nuovo litigio. Ma sarebbe di aiuto per entrambi se tu sapessi esattamente quali sono i tuoi moventi.»

«Vorrei poterti dare una sola buona ragione. Posso darti invece tutta una serie di ragioni non molto importanti. Ma, tutte insieme, mi costringono a una decisione alla quale non posso oppormi… credimi.»

«Ti credo. Ma sei sicuro di non ingannare te stesso?»

«Se mi inganno, si ingannano anche innumerevoli altre persone. Compreso, consentimi di ricordartelo, il Presidente degli Stati Uniti.»

«È improbabile che possa dimenticarlo. Ma supponi — limitati a supporlo — che egli non te lo avesse chiesto. Ti saresti offerto volontariamente di partire?»

«A questa domanda posso risponderti con sincerità: no, non mi sarebbe mai passato per la mente. La telefonata del Presidente Mordecai ha costituito il più grande choc della mia vita. Però, ripensandoci, mi sono reso conto che egli aveva assolutamente ragione. Sai che non approvo la falsa modestia. Sono l’uomo più qualificato per questo compito… se i medici spaziali daranno l’okay definitivo. E tu dovresti sapere che sono ancora abbastanza in forma.»

Queste parole fecero affiorare il sorriso cui egli aveva mirato.

«A volte mi domando se ti saresti offerto di tua iniziativa.»

L’idea gli era effettivamente passata per la mente; ma poté rispondere con franchezza.

«Non lo avrei mai fatto senza prima consultarmi con te.»

«Sono lieta che tu non mi abbia consultata. Non so che cosa ti avrei detto.»

«Potrei ancora opporre un rifiuto.»

«Ora stai dicendo una sciocchezza, e lo sai. Se anche tu opponessi un rifiuto, mi odieresti per tutto il resto della tua esistenza… e non riusciresti mai a perdonare te stesso. Hai troppo spiccato il senso del dovere. Forse è questa una delle ragioni per cui ti ho sposato.»

Il dovere! Sì, era questa la parolachiave, e quale moltitudine di significati conteneva! Aveva un dovere nei confronti di se stesso, della sua famiglia, dell’università, dell’incarico precedente (sebbene lo avesse lasciato sotto una nube di sospetto), del suo paese… e dell’intero genere umano. Non era facile stabilire le precedenze; e talora tutti questi doveri si trovavano in conflitto l’uno con l’altro.

Esistevano ragioni perfettamente logiche per le quali avrebbe dovuto prendere parte alla missione, e altre ragioni altrettanto logiche come molti suoi colleghi gli avevano già fatto rilevare per le quali non avrebbe dovuto parteciparvi. Ma forse, in ultima analisi, la decisione era stata presa dal suo cuore, non dalla mente. Ma, anche emotivamente, si sentiva spinto in due direzioni opposte.

Curiosità, rimorso, la decisione di portare a termine un compito abborracciato alla meglio — tutti questi fattori messi insieme lo spingevano verso Giove e quelle qualsiasi cose che potevano aspettarlo là, nello spazio esterno. D’altro canto, la paura — egli era sufficientemente sincero per ammetterla — accomunata all’affetto per la famiglia — lo tratteneva sulla Terra. Ciò nonostante, non aveva mai avuto veri dubbi; aveva deciso quasi all’istante, e respinto tutti i ragionamenti di Caroline il più gentilmente possibile.