Non aveva dubbi che fosse Palanski il responsabile dell'errore, colui che aveva annunciato l'assassinio di un agente alla stampa. Le informazioni erano denaro sonante a New York, e certamente Palanski era troppo avido, oltreché ambizioso per lasciarsi sfuggire un'occasione del genere. A dirla tutta, Riker sospettava che Palanski fosse anche corrotto. Si vestiva troppo bene per un poliziotto cui toccava mantenere una moglie, una ex moglie e due figli. Riker manteneva solo la bottiglia, eppure non poteva permettersi il costoso parrucchiere dove Palanski si faceva non già tagliare i capelli, ma ritoccare settimanalmente la pettinatura.
«Palanski, se tu hai pensato che fosse Mallory, forse l'ha pensato anche l'assassino.»
Palanski abbassò gli occhiali da sole e si avvicinò a Riker di un passo. «Non me la bevo.»
A ben pensarci, non era un po' strano che Palanski fosse stato il primo ad arrivare sul luogo del ritrovamento di Amanda Bosch? Un rapido controllo dei ruolini aveva confermato che quella mattina non era in servizio. Probabilmente Palanski pensava che l'elegante Upper West Side, dove abitavano i ricchi e famosi, fosse la sua riserva privata.
«Posso farti parlare con Mallory, se credi» disse Riker, sorridendo amabilmente a quell'uomo che detestava.
«No, non…»
«Nessun problema. È il suo caso. Potrai spiegarle perché vuoi portarglielo via.»
«Ascoltami, Riker, io non…»
«Toh, lupus in fabula. Eccola che arriva.»
Palanski sussultò.
In effetti Mallory veniva verso di loro e il suo riflesso si andava allargando negli occhiali scuri di Palanski. Al posto della consueta giacca di montone portava un cappotto nero lungo fino alle caviglie. E, notò Riker, le scarpe da jogging nere che riservava alle mise più formali.
Cosa aveva fatto Mallory a Palanski? Doveva ricordarsi di chiederglielo, un giorno.
«Non importa» disse Palanski a Riker. «Dirò al capitano che ritenete che l'omicidio sia collegato a una delle vostre operazioni. Troverà questa spiegazione perfettamente soddisfacente.»
Giunta a pochi centimetri da loro, Mallory salutò Riker e proseguì per il suo cammino, seguita da una scia di profumo da ottanta dollari il flacone. Palanski la seguì con lo sguardo mentre si allontanava. A un tratto Mallory si voltò.
Riker scosse piano la testa. Conosceva Mallory da tanto tempo, eppure non la conosceva affatto. Quando era una bambina, una volta Markowitz l'aveva descritta come una piccola strega con gli occhi di un killer mafioso. A distanza di tutti quegli anni il suo sguardo non era cambiato.
Fissò Palanski per un solo istante prima di girarsi e riprendere a camminare, ma in quell'istante il volto di lui sbiancò, come se lei avesse trovato un modo per succhiargli il sangue senza bisogno di affondargli i denti nel collo.
Jack Coffey passò in rassegna i presenti. Mallory era stata puntuale come al solito, né un secondo prima né uno dopo l'ora fissata, il dottor John J. Hafner era in ritardo.
«Che cos'hai scoperto, Mallory?»
«Harry Kipling mente alle banche. Sta cercando di ottenere un prestito. Le banche continuano a menare il can per l'aia perché lui non dice la verità.»
«Tutti mentono alle banche. È una cosa di poco conto. Cos'altro?»
«Mente sulla dichiarazione dei redditi. Vi figura come singolo, non insieme alla moglie. L'anno scorso il fisco lo ha inchiodato per un reddito non dichiarato. E ha un capitale crescente depositato all'estero.»
Coffey si coprì il viso con una mano. «Spero che stiamo facendo i controlli con discrezione.» Traduzione: "Stai rubando le informazioni, giusto? Non parli con esseri umani, ma solo con delle macchine, dico bene?".
«Ma certo.»
«E gli altri sospetti? Sono sempre quattro?»
«Forse sono scesi a tre. Uno non è abbastanza alto.»
«Ho paura di chiedere quanto è alto il giudice.»
«Un metro e novanta.»
«Se coinvolgi il giudice Heart, scateni un casino. Cos'hai su di lui?»
«Picchia la moglie.»
«Ah, grandioso, grandioso davvero. Il campione dei diritti delle donne! Sparami, Mallory, e facciamola finita.»
«Se posso interrompere…»
Il dottor Hafner, psicologo del Dipartimento di Polizia di New York e compagno di partite a golf del sindaco, entrò nell'ufficio senza bussare e senza scusarsi per il ritardo.
Coffey lanciò un'occhiataccia a Hafner, che sfoggiava ovunque un odioso sorrisetto del tipo "Io ho tutte le risposte e tu no".
«Un uomo che picchia la moglie calza con questo caso ancor più di quanto immaginiate» disse Hafner, sbottonandosi la giacca del completo prima di sedersi. Gli occhiali gli scivolarono sul naso. Hafner li risistemò, togliendosi immaginari peluzzi dai pantaloni di squisita fattura. Coffey represse l'impulso di schiaffeggiare quell'individuo irritante. Si chiese se Mallory avrebbe fatto altrettanto, se sarebbe riuscita a comportarsi correttamente fintanto che il caro amico del sindaco fosse stato nella stanza.
«Il giudice è candidato alla Corte Suprema» disse Coffey, sorridendo con cordialità. «Mi auguro caldamente che non c'entri nulla con questo omicidio.»
Inutile, borioso piccolo idiota.
Hafner si sistemò gli occhiali. «Avrete notato che Amanda Bosch non aveva con sé una borsetta né un portafogli. Non credo che le siano stati rubati. Ho esaminato l'inventario dell'appartamento. Le sue carte di credito e la patente erano in un cassetto, e non possedeva borsette. Le donne di solito ne possiedono diverse, una per ogni vestito…»
«Vada al sodo» disse Mallory. Era un ordine.
Hafner si tirò su gli occhiali, il perenne sorriso ancor più condiscendente, come se pensasse di avere a che fare con un bambino indisciplinato. «Le persone che non portano con sé un documento, mancano di un'identità propria. Una donna dotata di scarsa autostima è naturalmente attratta da uomini prepotenti, violenti, portati alla sopraffazione.»
«Secondo la signora Farrow» disse Mallory, «la Bosch non portava più la borsetta da che era stata derubata, tre anni fa. Il verbale del furto è registrato. Gliel'ho mandato con il resto delle carte. Lei legge i rapporti che le mandiamo? E poi mi risulta che al giorno d'oggi molte donne preferiscano le tasche alle borsette.»
Coffey vide gli occhi di Hafner abbassarsi per verificare il fatto che Mallory non aveva una borsa. Ora Hafner stava esaminando il suo viso, valutando Mallory come fosse un campione. Gli brillavano gli occhi, come se avesse scoperto una forma di vita unica al mondo. In effetti era così.
«Dottor Hafner» disse Coffey nel tono più controllato che seppe assumere. «Pensa che l'assassino possa uccidere di nuovo?»
«Certamente. Potrebbe aver ucciso molte volte. Non sappiamo se questo sia il suo primo delitto. Non credo che sarà capace di fermarsi.»
Coffey stava pensando: Cazzate, e gli occhi di Mallory erano d'accordo.
«Continui, dottor Hafner» disse Coffey.
«Le condizioni impeccabili dell'appartamento sono un esempio di comportamento rituale e compulsivo, l'estrema purificazione. Questi individui ossessivamente puliti soffrono di gravi disordini della personalità.»
«Quindi lei pensa che il nostro uomo abbia il profilo di un serial killer?» chiese Coffey.
«È altamente probabile. Mi interesserebbe avere notizie dettagliate circa il passato dei sospetti, e la loro infanzia in particolare. Ci sono stati traumi? Maltrattamenti? Abbandoni? Fughe da casa?»
Hafner sembrava affascinato da Mallory; mentre parlava esaminava apertamente il suo viso, come a misurare l'effetto che ogni parola aveva su di lei.
Hafner si sistemò di nuovo gli occhiali. «I rituali di purificazione normalmente vanno a braccetto con un'ossessiva osservanza della puntualità.»
Coffey si sporse in avanti.
Puntualità? Cosa c'entrava adesso la puntualità?
Forse Hafner aveva notato la pulizia che regnava nell'ufficio di Mallory, e altro ancora. Poteva aver avuto accesso alla valutazione psicologica di Mallory, resa necessaria dopo che lei aveva scaricato un'arma in servizio.