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Cercò lo sguardo di Mallory, desiderando che lei assentisse e sorridesse per segnalare che era d'accordo. "Scordatelo", dissero i suoi occhi. Charles tornò a rivolgersi a Riccalo. «Stiamo cercando di mettere a punto un test attendibile. Tornate dopo Natale, e andremo a fondo della questione.»

Quando ebbero fissato un altro appuntamento e la famiglia Riccalo fu uscita dalla porta, Charles si girò e trovò Mallory in piedi dietro di sé.

Un altro trucco che lo metteva a disagio. Nessun rumore di passi avvertiva dell'arrivo di Mallory. Nose trotterellò nella stanza per sistemarsi ai suoi piedi.

Mallory ignorò le fusa dell'animale e prese posto in un'alta sedia stile Queen Anne. Fece un cenno verso il divano, invitando Charles a sedersi a sua volta. «Non mi chiedi come ho fatto a far volare la matita?»

«Fammi indovinare. Ogni tanto per strada si incontra qualche ambulante che vende certi ragni neri di gomma sospesi a un filo di nylon praticamente invisibile. Il venditore aziona il filo, sembra che il ragno si muova da solo. Quando si forma una grande folla, fa volare il ragno sulla faccia di una vittima, che invariabilmente si mette a urlare e finisce per comprarne dieci. Hai mai visto un ragno del genere?»

Mallory assentì. «Riker me ne regalò uno quando ero piccola. In ricordo del suo ultimo attacco di delirium tremens.»

«Hai preso un filo di nylon da una calza, l'hai attaccato a qualcosa di appiccicoso, ma non troppo… Magari un pezzetto di nastro adesivo con sopra un po' di polvere o di talco. Poi hai fissato il pezzetto di nastro alla matita. Quando hai tirato il filo, la matita si è librata in aria e il pezzetto di nastro si è staccato. Così chiunque avesse preso in mano la matita non avrebbe trovato traccia del trucco. Hai stabilito la traiettoria della matita facendo girare il filo intorno alla mia poltrona.»

«Giusto. Adesso sappiamo come funziona. Anche un bambino ci riuscirebbe.»

«Mallory, il fatto che tu abbia potuto inscenare il trucco della matita volante non significa che la stessa spiegazione valga nel caso di Justin. Questo tipo di indagine deve essere condotta raccogliendo fatti, abbandonando i pregiudizi.»

«Charles, mentre tu perdi tempo con i giochetti qualcuno potrebbe restare ferito, o addirittura morire.»

«Ci risiamo. Ti convinci di una tesi e automaticamente la dai per dimostrata.»

Charles guardò il gatto acciambellarsi in una macchia di sole ai piedi di Mallory. «Comunque su un punto hai ragione. C'è una dinamica malata in atto in quella famiglia.»

«Ieri la matita è volata verso la matrigna.»

«È più facile far volare la matita nella propria direzione, vero?» Anche se Mallory aveva molto efficacemente spedito una matita nella direzione della gola di Charles.

«Non escluderei la matrigna. Ma con due donne morte, sembra più verosimile che il nuovo obiettivo sia lei. O è così, o lei vuole accusare il ragazzo.»

«Ma per quale motivo? È tutto così confuso.»

«Di che ti lamenti? Tu hai un numero assai ristretto di sospetti e una vittima che parla e cammina. Le cose sono molto più complesse nel caso dell'omicidio del parco.»

«Lo hai già risolto?»

«Come no» disse Mallory, alzandosi. Si appoggiò una mano sul fianco, sollevando un lembo del blazer a mostrare la pistola. «Quando viene Henrietta?»

Prima che Charles potesse rispondere, il gatto si sollevò sulle zampe posteriori. Charles guardò Nose volteggiare con grazia e descrivere un cerchio, poi un altro. Dall'espressione di Mallory, capì che non era nuova a quello spettacolo.

«Credo che Nose si aspetti una ricompensa dopo aver fatto il suo balletto. È possibile che sia stato addestrato a fare così. Un balletto del genere compare nel romanzo» disse Charles.

Andò al tavolo dell'ingresso, raccolse il voluminoso dattiloscritto dal cassetto centrale e sfogliò rapidamente il primo capitolo. «Ecco: "Ha insegnato al mio gatto a ballare". Stando a quello che si dice qui l'addestramento ha avuto luogo nel corso di un week-end lungo, all'inizio della relazione. Chiaro, non si può prendere alla lettera un'opera di fantasia. Però il gatto balla.»

«Pochi giorni? Pensavo ci volesse di più per addestrare un animale. Soprattutto un gatto.»

«Se sai quello che stai facendo e non disdegni di usare metodi crudeli, no. Immagino che tenesse Nose a digiuno.»

Mallory si girò a guardare il gatto, che stava ancora ballando. «Adesso non è il bisogno di cibo a spingerlo a ballare.»

Il gatto atterrò morbidamente al suolo come se lei glielo avesse ordinato.

«Mallory, leggendo il romanzo ho compreso una cosa. La protagonista non sembra avere alcun coinvolgimento emotivo nei confronti dell'uomo. Il bambino è tutto ciò che conta per lei.»

Mallory assentì. «Il bambino potrebbe essere di Harry Kipling o del giudice Heart. Sono entrambi in grado di procreare. Forse dovrei eliminare il cieco dall'elenco.»

«Davvero sospetti un cieco?»

«Ha perso la vista in un incidente di lavoro. Al tempo lavorava per un giornale… ha ricevuto un risarcimento enorme.»

«Capisco la tua propensione a privilegiare il movente economico.» Era l'influenza di Markowitz che si faceva sentire. «Ma quell'uomo ha perso la vista.»

«Charles, ho sempre creduto che fossi un tipo politically correct. Spero che tu non intenda suggerire che i ciechi non sono in grado di uccidere come il resto dell'umanità.»

«Un cieco non sarebbe mai tornato sul luogo del delitto. Non avrebbe avuto modo di verificare l'assenza di testimoni.»

«Immagina che si sia fatto prendere dal panico e che abbia ucciso, e poi un complice sia tornato a pulire al suo posto.»

«Stai parlando sul serio?»

«No. Non credo che sia stato un cieco. Sei un esperto di talenti speciali. Parlami di quelli che si sviluppano quando un uomo perde la vista.»

«Si ritiene che sia così» disse Charles. «Ma i ciechi non hanno un odorato o un udito più fine. Semplicemente, privati del senso della vista, fanno i conti con un minor numero di distrazioni. Sono costretti ad affidarsi agli altri quattro sensi, così tendono a prestare loro più attenzione. Il tuo cieco ha un cane guida?»

«Sì. Quasi tutti in quell'edificio hanno un cane.»

«È più facile che un vedente piuttosto che un cieco finisca contro una vetrata… il bastone o il cane avvertono il cieco della presenza dell'ostacolo. Lo stesso vale per le macchine.»

«È possibile che un soggetto si adatti con particolare efficacia alla sua condizione?»

«Alcuni ne fanno un'arte. Ti guardano in faccia quando parli, cercano di creare l'illusione di vedere.»

«Eric Franz non lo fa. Ma si atteggia a Sherlock Holmes della domenica e dichiara di godere di sensi acutissimi. E sa attraversare una stanza piena di gente senza toccare nessuno col bastone.»

«Interessante.»

«Lo credo anch'io. Per questo il suo nome è ancora sulla mia lista. Insieme a quello di un giudice che maltratta la moglie, e a quelli del Bello e della Bestia.»

Charles guardò la propria immagine riflessa accanto a quella di Mallory nello specchio antico accanto al divano. Già, la Bella e la Bestia.

Si girò verso di lei, e agito una mano in direzione della porta. «Ti spiace aprire la porta a Henrietta?»

In quel momento suonò il campanello.

Mallory lo fissò. «Un giorno devi dirmi come fai.»

«Quando lavora, Henrietta è puntuale quasi come te. Pranzerà con noi.»

Mallory aprì la porta alla psichiatra dell'appartamento numero 3A. Quel giorno Henrietta indossava la sua tenuta da lavoro, un completo di buon taglio e una camicetta chiara.

Charles lasciò le due donne a discutere dell'omicidio nel parco e andò in cucina. Il gatto lo seguì, sapendo che quello era il luogo da cui proveniva il cibo. Mallory aveva riempito il frigo con ogni tipo di provviste.

Henrietta entrò in cucina mentre Charles porgeva al gatto un pezzo di carne affumicata.