«Amava Helen.» Il rabbino Kaplan lesse le sue carte e il suo sorriso dolce svanì sotto la maschera concentrata del giocatore di poker consumato.
«Okay, su questo ti do ragione. Amava anche Louis nel suo strano modo.» Edward chiuse le carte.
«Questo prova che ha un cuore» disse il rabbino appoggiando le carte sul tavolo accanto alla mano allargata di Robin, e contemporaneamente rastrellando il primo piatto della serata.
Robin distribuì un altro giro.
«Mallory è proprio un bel tipo» disse Edward, «recentemente mi ha chiesto di rubare per lei. Voleva mettere le mani sugli appunti dell'investigatore della scientifica e passarle a Charles. Sta cercando di scavalcare Jack Coffey.»
«Coffey dovrebbe rallegrarsi del fatto che lei non gli stia troppo attorno» disse Robin. «Molto meglio per lui non sapere quello che Mallory combina.»
Edward estrasse dei fogli dalla tasca posteriore dei pantaloni e li spinse attraverso il tavolo in direzione di Charles. «Sono gli appunti dell'investigatore. Neanche una richiesta da parte della polizia le avrebbe consentito di ottenerli. È un po' come chiedere di leggere un diario.»
Charles abbassò lo sguardo su un colore pieno. Gli altri seguirono l'esempio di Edward e chiusero le carte. Come diavolo facevano a sapere cosa aveva in mano? I quattro quarti di dollaro nel piatto rischiavano di rappresentare l'unica sua vincita della serata. «Questi appunti contengono qualcosa di interessante?»
«Mallory voleva un rapporto sulla morte della madre del giudice Heart. Le ho detto che non scomodiamo i nostri investigatori per una morte naturale, se c'è un medico di turno. Ha insistito perché verificassi. È saltato fuori che avevamo effettivamente spedito un investigatore a casa Heart, per errore. Ho trovato anche verbali del pronto soccorso a proposito di alcune ferite riportate dalla anziana signora. Due ossa rotte in un anno. Le ossa dei vecchi si rompono facilmente. Non chiederò la riesumazione della madre del giudice Heart finché non avrà in mano un indizio concreto del fatto che potrebbe trattarsi di omicidio. Diglielo, Charles.»
Robin Duffy appoggiò una busta sul tavolo accanto alla mano di Charles. «Ed ecco le informazioni su Eric Franz. È la trascrizione dell'udienza relativa all'incidente stradale in cui sua moglie è rimasta uccisa. I Franz stavano litigando al momento dell'impatto. Ma, secondo i testimoni, lui era ad almeno un metro di distanza da lei. Eric Franz non può aver dato una spintarella fatale alla moglie, come credo sospetti Mallory.»
«Pensavo che l'oggetto del suo interesse fosse l'incidente in cui Franz perse la vista» disse Charles.
«Infatti» disse il dottore. «Eric Franz perse la vista in un incidente tre anni fa. Ricevette un risarcimento miliardario. Subito dopo fu sottoposto a una delicata operazione, al termine della quale non fu riscontrato alcun miglioramento della vista. Cambiò dottore prima del controllo successivo. Non ho idea di chi fosse il nuovo dottore.»
«È possibile che la vista di Franz sia migliorata in seguito?»
«Il chirurgo prospettò un venti per cento di probabilità che questo avvenisse.»
«Non ha senso ipotizzare che si finga cieco» rilevò Robin. «Era certamente cieco all'epoca in cui il tribunale gli accordò il risarcimento. Se anche la chirurgia gli avesse restituito la vista, nessuno avrebbe toccato i suoi soldi. E il denaro dell'assicurazione sulla vita della moglie è stato devoluto in beneficenza. Per me il tizio è pulito al cento per cento. Mallory non arriverà da nessuna parte.»
«Dicci, Charles» disse Edward. «Sai perché Kathy non è venuta ad ascoltare di persona quanto abbiamo appena finito di raccontare?»
«Ha detto di non poter venire in quanto anni fa fu bandita dal poker settimanale.»
Edward sorrise. «È questa la storia che ti ha raccontato? Stasera non è qui perché non vuole avere niente a che fare con i documenti che abbiamo illegalmente consultato, naturalmente su sua pressante richiesta.»
«Ragazza in gamba» disse Robin, con una dose di orgoglio paterno. «Ha imparato da Markowitz: burocrazia e procedure sono solo perdite di tempo.»
«Ma che le abbiate impedito di unirsi a voi quando giocate a poker è la verità, o no?»
Gli altri giocatori fissarono le carte.
«Perché è stata esclusa?» insistette Charles.
Robin alzò la testa. «Quando era bambina, Markowitz era solito portarla con sé le sere in cui Helen usciva. Mallory insisteva per prendere parte alle nostre partite, e vinceva tanto che Markowitz dovette comprarle un carrettino rosso per portare a casa il bottino.»
Charles mischiò e diede la prima carta al rabbino Kaplan. «Qual è la vera ragione della sua esclusione, rabbino?»
La seconda carta al dottore.
«Sapevo che Mallory avrebbe avuto una cattiva influenza su di lui.»
La terza all'avvocato.
«Mallory non può giocare. Non è leale. La piccola delinquente è nata con una faccia da poker.»
Charles sedette immobile, rifiutandosi di continuare la distribuzione finché non avesse ottenuto una risposta migliore.
«Va bene» disse Robin. «Kathy frequentava una scuola privata femminile. Le sue compagne non conoscevano il poker. Kathy insegnò loro a giocare.»
Charles distribuì il secondo giro.
«Portava a casa trecento dollari alla settimana quando Helen e Lou furono convocati per una chiacchierata con il preside» disse Edward.
La mano era completa.
Robin sistemò la sua mano. «La bambina era un'autentica campionessa, e noi ne eravamo francamente orgogliosi. Ma Helen ne fu sconvolta.»
«E non è finita qui» disse il rabbino, guardando appena le sue carte.
Edward si chiamò fuori e spinse le carte verso un lato del tavolo. «Lou non voleva che Kathy fosse espulsa dalla scuola, così si assunse la colpa. Disse al preside che era uno scherzo che gli era sfuggito di mano, e che non ci si poteva aspettare che Kathy capisse quello che stava facendo dopo che era stato lui a metterle quella stupida idea in testa.»
«Louis era un ottimo bugiardo» disse Robin. «Tanto che Helen se la bevve. Che io sappia, quell'episodio fu l'unico screzio tra i due. Kathy sapeva che era colpa sua, ma non capiva perché. Non truccava le carte o roba del genere.»
«Era solo anni luce più avanti di qualsiasi bambina del pianeta» disse Edward. «Tu non hai conosciuto Helen. Non puoi capire come stessero le cose tra lei e Lou. Quando uscivano a cena si tenevano la mano sotto il tavolo. Se stavano a casa, rimanevano seduti vicini a chiacchierare fino alle due del mattino.»
«La volta del poker» disse il rabbino, «Helen era davvero turbata: accusò Louis di aver seriamente danneggiato Kathy. Louis era distrutto, ma continuò ad assumersi la colpa del racket organizzato da Kathy. Kathy avvertiva la tensione tra loro, il terribile silenzio. Fu molto vicina a comprendere la differenza tra il bene e il male.»
«Ma sul più bello le sfuggì» commentò Edward.
«Però non giocò mai più a poker» disse il rabbino. «Kathy si autoescluse dal gioco. Come forma di penitenza.»
«La sopravvaluti. È un piccolo mostro senza cuore. Corrompe ogni…» Edward fu interrotto dallo squillo del telefono.
Robin rispose e passò il ricevitore a Edward. Quando il dottore ebbe riattaccato, si rivolse a Charles. «Mia moglie dice che Kathy ci ha lasciato un messaggio sulla segreteria telefonica. Sta venendo qui a prendere personalmente i documenti.»
«Kathy verrà qui?»
«Sì.»
«Quando?»
«Alle otto e mezza.»
«Sono le otto e trentacinque» disse Charles. «Strano, non tarda mai, neanche di un minuto.»
«Dio, le luci!» disse Robin. «Kathy non sa delle luci.»
Guardarono fuori dalla finestra. La piccola macchina marrone chiaro di Mallory era parcheggiata accanto al marciapiedi.
Fu Edward Slope, il suo più grande detrattore, a volare fuori dalla porta, senza cappotto, per andarle incontro. Giunse sul vialetto lastricato prima che gli altri potessero alzarsi dal tavolo.