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Quando scesero dal taxi di fronte alla scuola, nella Upper East Side, Charles rimase per un po' a osservare Justin mentre raggiungeva gli altri bambini che si aggiravano nel cortile a gruppi di tre o quattro. Justin non si unì a loro. Con le mani in tasca e la testa china, sembrava stare lì solo perché costretto.

Charles trasalì alla vista di quel ricordo vivente dei suoi giorni a scuola. Una campanella richiamò i bambini all'interno, a due a due, a tre a tre. Justin rientrò da solo.

Charles aprì l'ombrello per proteggersi dalla neve che infittiva e guardò Central Park, oltre la avenue trafficata. Sarebbe stato sufficiente attraversare il parco per andare a trovare Mallory a casa dei Rosen. Lungo la strada avrebbe potuto fermarsi a dare un'occhiata alla scena del delitto.

I taxi gli passavano accanto, taluni vuoti, pronti a frenare a un suo richiamo, ma camminare nella neve gli piaceva. Con gli anni, aveva sviluppato un gusto per tutte le occasioni di solitudine. Lo stesso sarebbe accaduto al giovane Justin.

Attraversò la strada e imboccò un sentiero che si snodava lungo una valletta di neve intatta. Poi prese la strada che tagliava attraverso il parco.

A un tratto si ricordò che non indossava scarpe da neve. Pazienza. Si disse che ne avrebbe comprate di nuove e continuò a godersi la passeggiata solitaria.

Cos'avrebbe detto Markowitz della scelta di Mallory di non recarsi sulla scena del delitto? Poteva esserle sfuggito qualcosa di cruciale? Probabilmente no.

E se invece lui, esaminando la scena, avesse notato qualcosa di utile? Lei come avrebbe reagito? In fondo erano soci, no?

Charles giunse sul luogo del delitto. I nastri gialli della polizia erano ancora al loro posto, legati ai paletti per i capi laceri e fluttuanti nel vento bianco e nevoso.

Si avvicinò all'acqua e si guardò intorno in tutte le direzioni. Il punto in cui l'aveva uccisa era troppo esposto: confermava la teoria di Mallory di un atto non premeditato.

Amanda era morta in un mattino di pioggia. Il parco doveva essere praticamente deserto. Erano pochi coloro che, come lui, amavano sfidare gli elementi. Guardò i torreggianti edifici di Central Park West. I piani alti superavano la linea formata dai rami nudi degli alberi. Chissà, forse in quel momento Mallory era affacciata alla finestra.

Proseguì attorno al braccio d'acqua fino al vialetto lungo il quale si allineavano le panchine, poi si sedette.

Non era seduto da molto quando la persona che sperava di incontrare spuntò sul sentiero. Un'altra persona a cui piaceva camminare sola nella neve.

La luce riflessa dalla neve gli aveva affaticato gli occhi, e Charles dovette sforzarsi per cogliere i particolari, il volto pallido, i capelli bianchi sotto il cappuccio di lana chiara.

Cora si sistemò il cappuccio della mantella intorno al viso.

Troppo tardi.

Lui l'aveva vista nonostante la sua tenuta mimetica. L'uomo era molto alto, ma non sembrava minaccioso. Socchiuse gli occhi per mettere a fuoco il suo volto, che avvicinandosi diventava sempre più nitido.

Con quel largo sorriso un po' sciocco, poteva essere il matto più docile tra quelli che vagavano abitualmente nel parco. No, non sembrava pericoloso.

Lei si infilò le mani nelle tasche dei pantaloni bianchi, in cerca di qualche moneta.

«Scusi» disse l'uomo, che, avvicinatosi, chinava la testa verso di lei per evitare che il vento si portasse via le sue parole.

Estrasse le monete dalla tasca e gliele porse. «Mi prometta che non li spenderà al bar.»

«Oh, no, grazie. Non ho bisogno di soldi.»

Non voleva soldi? Allora doveva essere davvero pazzo, e forse anche pericoloso. Cora si girò per andarsene.

«Ho bisogno del suo aiuto» disse lo sconosciuto. «A proposito di un fatto avvenuto qui la mattina del diciannove.» Indicò un punto in prossimità dell'acqua scura.

«Signora, per caso è venuta a passeggiare da queste parti quella mattina?»

Tutto sommato sembrava abbastanza sano di mente.

«Sì, giovanotto.»

«Le è capitato di notare due persone, un uomo e una donna, fermi laggiù?»

Doveva riferirsi ai fidanzatini, la donna in blu jeans e l'uomo con l'ombrello.

Si sentiva stranamente protettiva nei confronti della giovane coppia. Che ragione poteva avere quest'uomo di ficcare il naso nel loro incontro segreto?

«Perché me lo chiede?»

Quando Charles ebbe finito di spiegare come stessero realmente le cose, Cora sentì il bisogno di sedersi.

Lui la guidò fino alla panchina più vicina. Tolse il nevischio con cavalleria e poi si sedette accanto a lei.

Ora l'uomo appariva seriamente preoccupato. Vedeva l'orrore dilagare negli occhi di Cora? Aveva scambiato la ferita di Gambe Blu per un fiore. Che stupida. Una rosa in inverno? Come aveva fatto a non capire che quella giovane donna stava per morire? Forse avrebbe potuto…

Oh, sì, avrebbe potuto. Se solo non avesse avuto la sciocca idea di uscire senza occhiali e senza apparecchio acustico. E adesso chinava la testa sotto il peso di quell'agghiacciante consapevolezza.

Gambe Blu, mi dispiace tanto.

L'uomo le sfiorò la mano per ottenere da lei un altro istante di attenzione. Aveva notato qualche altra cosa nel parco quella mattina?

In quel momento una macchia confusa, berretto rosso, giacca e blu jeans comparve sul vialetto e superò di corsa la loro panchina. Un cane correva dietro di lui.

Il cane e il bambino lasciarono il vialetto per imprimere le proprie orme sulla neve vergine della pendenza dietro le panchine. Poi sparirono alla vista.

«Il cane. Sì, c'era un cane che correva su quella collinetta; il guinzaglio si era impigliato nei cespugli.»

«C'è qualcuno che mi piacerebbe farle incontrare» disse l'uomo. E lei trovò il suo sorriso attraente, sebbene un po' ingenuo.

Giunti al Coventry Arms, il portiere disse loro che l'amica dell'uomo, Mallory, non era in casa. Fece un largo sorriso e li invitò ad aspettare la signorina Mallory nella hall.

«Mallory, siediti e chiudi quella bocca.»

Con sorpresa di Coffey, Mallory si sedette.

«Non osare mai più andartene a quel modo da una riunione. Non voglio avere grane a causa tua.»

«Io con Palanski non ci lavoro.»

«No, non ci lavori. Ma l'ho deciso io, non tu. E adesso parliamo del compitino che ti ho affidato. Sei riuscita a ottenere quei registri?» Li hai rubati per me?

Mallory tacque.

«Spero che tu stia lavorando con discrezione.» Non farti beccare.

Silenzio.

«Ho la sensazione che Palanski faccia un sacco di straordinario.» Accetta bustarelle.

Lei si limitò ad assentire, ma era già qualcosa.

«Sembra che abbia una specie di radar che lo guida nel posto giusto al momento giusto. Quando ha scoperto il corpo nel parco non era di turno. Scusa, Mallory. Ti sto dicendo cose che sai già. Allora, mi hai portato i registri?»

«Non hai bisogno di vedere i registri» disse lei.

«Mallory…»

«Markowitz non avrebbe mai attaccato un poliziotto.»

«Per favore, Mallory. Non sono Markowitz, questo è poco ma sicuro, ma lo stesso vale per te. Il tuo vecchio era un fanatico dei dettagli. Raccattava tutte le informazioni possibili, ovunque, da chiunque. Avresti dovuto imparare di più da lui, quando ne avevi la possibilità. Qualcuno al Coventry Arms ha fatto una soffiata a Palanski, mettendolo al corrente circa la direzione delle indagini. Potrebbe essere l'assassino, o magari sei andata a ficcare il naso in qualcosa d'altro. Se devo fermare la fuga di notizie, ho bisogno di sapere che tipo di porcherie combina Palanski.»

Mallory incrociò le braccia sul petto. "No", gli stava dicendo, non avrebbe messo nei guai un collega.

«Mi occupo io di Palanski» disse Mallory. Dopo un istante gli regalò un «Se vuoi» in segno di buona volontà. Coffey seppe di aver perso un altro round.

«Va bene, occupatene tu.» Era forse impazzito? Scatenarla contro Palanski, lasciandole carta bianca? «Non fare niente che Markowitz non ti chiederebbe di fare.»