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«È più facile immaginare uno scenario simile piuttosto che un coltello che vola da solo. Qualcuno si sta dando un gran daffare, e dalle matite a questo… si direbbe che è in atto una escalation. La faccenda deve essere risolta. Ma tocca a te. Io sono già abbastanza impegnata con il mio assassino.»

«Pensi davvero che a qualcuno della famiglia Riccalo accadrà qualcosa di male?»

«Sì. E presto. Contaci.»

«Cosa ti rende tanto sicura?»

Mallory tacque. Le aveva rivolto una domanda sciocca. Di norma Mallory non permetteva alla logica di interferire con il corso dei suoi pensieri. Stabiliva un'ipotesi, e quell'ipotesi diventava automaticamente un obiettivo verso il quale lavorava con efficienza e rapidità straordinarie.

Fino a un istante prima lo spazio ai piedi di Mallory era vuoto. Adesso era occupato dal gatto. Nose aveva imparato ad avvicinarsi agli altri non visto, proprio come Mallory.

«Sei sempre convinta di riuscire a chiudere il caso di Amanda per il ventisei?»

Mallory annuì. «Se non faccio in fretta lo perdo. Se non lo marco stretto, potrebbe procurarsi un avvocato prima che possa inchiodarlo.»

«Fortunatamente per te, tutti e tre i sospetti passeranno le vacanze in città.»

«Se uno di loro avesse lasciato la città, l'avrei cancellato dalla lista.»

«Ma da un punto di vista logico…»

«La logica funziona solo sulla carta.»

«Jack Coffey sembra convinto del fatto che…»

«Hai parlato con Coffey? Non gli avrai detto del romanzo, spero.»

«No. Perché non gliel'hai detto tu? Perché tutti questi segreti?» La risposta era ovvia: Mallory lavorava da sola.

«C'è un poliziotto che vende le informazioni. Non voglio più correre rischi.»

«E invece stai correndo un rischio tremendo. Probabilmente hai sottovalutato l'assassino. Coffey dice che sottovaluti ogni…»

Mallory si irrigidì.

«Io conosco quell'uomo. Ha pulito e ripulito quell'appartamento. Ha pulito oggetti che non poteva aver toccato. Evidentemente temeva di poter dimenticare qualcosa. E io intendo sfruttare questa sua preoccupazione. È l'unico che possa collegarmi ad Amanda Bosch, perché è l'unico a sapere che lei è morta e che io sono stata scambiata per lei. Vuole scappare, ma non può. Immagina che io sappia qualcosa, non sa quanto. Il fatto che io sia qui lo sta facendo impazzire. Ogni messaggio che scrivo nel computer lo spinge più vicino al limite. Non può partire. È mio prigioniero dal giorno in cui ho messo piede in questo palazzo. Sta aspettando che io vada a prenderlo. Ogni volta che bussano alla porta, si chiede se sia arrivata la fine. Quando non potrà più sopportarlo, quando esploderà, sarà lui a venire da me. E io coglierò quel momento.»

«Jack Coffey ha ragione, lo sai.»

«E io ho torto?»

La domanda sottintesa era: "Da che parte stai?". Perché con lei era sempre così, era sempre necessario scegliere.

«Mallory, se ti attieni ai fatti nudi e crudi, devi ammettere di non avere in mano un gran che. Il profilo dell'assassino su cui basi la tua strategia è frutto della tua speculazione.»

Fu Nose ad accorgersi per primo dei segnali. Il suo radar animale percepì la tempesta in avvicinamento. Rizzò il pelo e strisciò sotto il divano.

Le lunghe unghie smaltate di rosso scomparvero nella sacca di tela sul tavolino e riemersero reggendo un fascio di stampate e altri documenti. Scelse un gruppo di fogli tenuto insieme da una graffetta e glielo porse.

«D'accordo, Charles. Adesso occupiamoci del piccolo caso riguardante gli oggetti volanti.» Il viso di Mallory era di marmo.

«Questi sono i fatti. Due donne sono morte. Due compagnie assicurative hanno pagato. Una terza donna è terrorizzata, oppure si finge tale. Il denaro del bambino (amministrato dal padre) è ridotto a un terzo della cifra originaria. Verrebbe da supporre che abbia fatto degli investimenti sbagliati, dato che anche il suo denaro personale è stato male amministrato. Ma voglio attenermi ai fatti. La matrigna è una programmatrice informatica con competenze finanziarie. Ha accesso alla firma del marito e ai suoi documenti. Quando l'ha sposato conosceva Robert Riccalo da dieci anni. Da quello che mi dici, nessun oggetto vola a meno che la famigliola al completo non si trovi nella stessa stanza. Una matita è volata contro la matrigna. Sappiamo che è più facile far volare la matita nella direzione della persona che tira il filo, ma io l'ho fatta volare verso di te, no?»

Il suo tono di voce era fin troppo civile, tanto da indurre il gatto a sporgere la testa fuori dal rifugio sotto il divano.

Da dove provenivano tutte queste informazioni riservate? Nel momento stesso in cui formulava la domanda, la archiviò insieme a tutte le altre, mai poste, che rimanevano sospese ai trespoli della sua mente come pipistrelli nel buio.

Un'altra serie di fogli venne sbattuta con energia sul tavolino. Il gatto era sparito di nuovo.

«Un tempo il ragazzo andava a scuola in orari normali. Nei giorni in cui i genitori lavoravano seguiva un programma di doposcuola» disse Mallory. «Adesso, alla Tanner School, fa orari più lunghi. A volte va a scuola sei giorni alla settimana. È stata un'idea della nuova matrigna. E Justin ha ragione quando dice che ogni moglie di suo padre è la copia della precedente. Tutte a favore del tempo prolungato a scuola. Nessuna di loro voleva il bambino tra i piedi. Il fondo del bambino è in via di prosciugamento e nei conti di paparino c'è un buco. Il lavoro della nuova matrigna le garantisce una bella assicurazione. La madre naturale soffriva di problemi cardiaci. La matrigna suicida aveva avuto qualche problemuccio psichiatrico. Questi sono i fatti.»

«Forse anche la prima matrigna vedeva gli oggetti volare.»

«Non c'è modo di saperlo. È un fatto che uno psichiatra l'abbia tenuta sotto osservazione per verificare segni di paranoia in occasione di un breve ricovero in ospedale. Al momento di uccidersi non lasciò nulla di scritto. L'investigatore dell'ufficio del medico legale tentò una diagnosi psicologica postmortem. Con lui la famiglia Riccalo non aveva mai parlato di oggetti volanti. Ecco una copia della sua relazione sulla morte della donna. Contiene anche qualche annotazione su Justin. La parola "sinistro" ricorre due volte. Sto solo ripetendo i fatti.»

La sua voce vibrava di una violenza controllata, un'energia tenuta sotto controllo.

«Il suicidio esclude il movente dell'assicurazione.»

«No, Charles, i fatti dicono che non è così. Riccalo è ricorso in tribunale per farsi pagare. E ci è riuscito. Nessuna clausola nel contratto di assicurazione specificava l'invalidità dello stesso in caso di suicidio. E la donna non aveva problemi psichiatrici nel periodo in cui sottoscrisse la polizza.»

«Robert Riccalo era il beneficiario.»

«I soldi dell'assicurazione furono depositati su un fondo intestato al ragazzo.»

«Piuttosto sinistro.»

«Atteniamoci ai fatti, Charles. La cifra ottenuta bastava appena a compensare le somme perse nei cattivi investimenti del trimestre precedente. Riccalo navigava in cattive acque, rischiava di avere grane con la banca. Ma ecco che, al momento giusto, una donna coperta da una notevole assicurazione sulla vita, muore. La definirei una coincidenza interessante.»

«Non hai in mano nulla che dimostri la responsabilità di Riccalo. Da quello che ho capito, quando la matrigna si è uccisa era sola in casa.»

«Il Dipartimento non controlla un alibi a meno che il caso non sia registrato come omicidio.»

«Chi fa volare gli oggetti?»

«Purtroppo non sono in grado di dirtelo. Con la logica non ci sono arrivata.»

«Chi è dei tre? Secondo te.»

«Oh, no, Charles. Sono un semplice poliziotto, un detective. Tu sei il genio, e adesso che hai a disposizione tutti i fatti concreti, la logica ti condurrà dritto alla soluzione.»

«Ma tutti e tre potrebbero avere una ragione per farlo. La logica…»

«La logica è il tuo handicap, non il mio. Divertiti, Charles. E mandami una cartolina ogni tanto.»