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Trasformarmi era un gioco da ragazzi quando ero così concentrato. L’umore non mi creava più alcun problema, esclusi i rari casi in cui mi ostacolava.

Per una frazione di secondo ripensai all’orribile momento di quello scherzo di pessimo gusto che era stato il matrimonio. Ero così offuscato dalla rabbia da non riuscire a dominare il mio corpo. Mi sentivo in trappola, tremavo e bruciavo, ma non ero in grado di trasformarmi per ammazzare il mostro che stava a pochi passi da me. Ero andato nel pallone. Morivo dalla voglia di ucciderlo e, insieme, dal timore di fare del male a lei. C’erano i miei amici di mezzo. E poi, quando finalmente ero riuscito ad assumere le sembianze che volevo, era arrivato l’ordine del capo: l’editto dell’alfa. Se quella sera ci fossero stati soltanto Embry e Quil, ma non Sam, sarei arrivato a uccidere l’assassino?

Non sopportavo che Sam dettasse legge a quel modo. Odiavo soprattutto la sensazione di impotenza, l’impossibilità di scegliere, la necessità di obbedire.

Poi mi accorsi che qualcuno ascoltava. Non ero solo, nei miei pensieri.

Il solito egocentrico, pensò Leah.

Già, almeno io non sono ipocrita, Leah, pensai a mia volta.

Piantatela, ragazzi, ci ammonì Sam.

Restammo in silenzio e sentii Leah fare una smorfia alla parola ragazzi. Suscettibile come sempre.

Sam finse di non accorgersene. Dove sono Quil e Jared?

Quil è con Claire, ha sta portando dai Clearwater.

Bene, Sue si prenderà cura di lei.

Jared invece stava andando da Kim, pensò Embry. Mi sa che non ti ha sentito.

Si levò un lamento. Mugolai anch’io assieme al resto del branco. Quando Jared fosse apparso, con tutta probabilità avrebbe ancora avuto il pensiero fisso su Kim. E nessuno aveva voglia di sorbirsi il resoconto dettagliato di quello che stavano combinando in quel momento.

Sam si acquattò e lanciò un altro ululato che squarciò il cielo. Era insieme un segnale e un ordine.

Il branco si era radunato poco lontano dal punto in cui mi trovavo. M’inoltrai nel folto della foresta a grandi falcate per avvicinarmi più veloce che potevo. Anche Leah, Embry e Paul si davano da fare per raggiungere gli altri. Leah era vicina: i suoi passi riecheggiavano nel bosco, poco distante. Proseguimmo in linea parallela, decisi a restare separati.

Non rimarremo ad aspettarlo tutto il giorno. Si rimetterà in pari dopo.

Allora, capo? Paul era curioso.

Dobbiamo parlare. È successa una cosa.

Vidi i pensieri di Sam guizzare verso di me, insieme a quelli di Seth, Collin e Brady. Questi ultimi, i due nuovi, erano stati di ronda con lui quel giorno, perciò sapevano tutto quello che sapeva lui. Mi sfuggiva perché Seth fosse già lì e per di più al corrente dei fatti. Non era di turno.

Seth, di’ cosa hai sentito.

Accelerai, smanioso di raggiungerli. Sentii che anche Leah si muoveva più svelta. Detestava essere superata. Il solo primato che reclamava era quello di essere la più veloce.

Reclama questo, pezzo di scemo, sibilò, e a quel punto ingranò la marcia. Affondai le unghie nella terra grassa e mi lanciai come un razzo.

Sam non era dell’umore giusto per tollerare le nostre solite smargiassate. Jake, Leah, dateci un taglio.

Nessuno di noi rallentò.

Sam ringhiò, ma lasciò correre. Seth?

Charlie ha fatto un giro di telefonate finché ha trovato Billy a casa mia.

Sì, ci ho parlato, aggiunse Paul.

Sobbalzai quando Seth pensò il nome di Charlie. Eccoci. L’attesa era finita. Presi a correre più veloce, sforzandomi di respirare, anche se di colpo avvertii una specie di indolenzimento ai polmoni.

Quale versione avevano scelto?

E insomma... è completamente fuori di testa. Edward e Bella sono tornati più o meno da una settimana...

La stretta al torace si allentò.

Era viva. O perlomeno non era morta morta.

Solo allora afferrai la differenza. Per tutto quel tempo l’avevo pensata morta e me ne rendevo conto solo adesso. Capii che non avevo mai preso in considerazione l’ipotesi che la riportasse indietro sana e salva. Che cosa cambiava, però, in fin dei conti? Sapevo bene cosa sarebbe successo dopo.

Sì, fratello, e adesso arrivano le cattive notizie. Charlie le ha parlato e non gli è sembrata in forma. Dice di essere malata. Secondo Carlisle ha contratto un morbo raro in Sudamerica e adesso è in quarantena. Charlie sta impazzendo perché non gliela fanno vedere. Dice che è disposto a correre il rischio del contagio, ma Carlisle non transige. Niente visite. Ha detto a Charlie che le sue condizioni sono gravi, ma sta facendo tutto il possibile. Prima di chiamare Billy, Charlie si è macerato per giorni. Ha detto che dalla voce gli era sembrato che oggi stesse ancora peggio.

Quando Seth ebbe concluso, seguì un silenzio di tomba. Capimmo tutti.

Per quanto ne sapeva Charlie, quella malattia l’avrebbe uccisa. Sarebbe riuscito almeno a vedere il cadavere? Quel corpo pallido, completamente immobile, senza alcun soffio di vita? Non gli avrebbero permesso di toccare la sua pelle fredda, perché si sarebbe accorto di quanto fosse granitica. Avrebbero dovuto aspettare che Bella fosse capace di controllarsi, di trattenersi e resistere alla tentazione di uccidere Charlie e chiunque andasse a piangerla. Quanto tempo ci sarebbe voluto?

L’avrebbero seppellita? Si sarebbe dissotterrata da sé, o ci avrebbero pensato i succhiasangue?

Gli altri ascoltavano le mie elucubrazioni in silenzio. Avevo elaborato i pensieri molto più meticolosamente di loro.

Leah e io giungemmo nella radura quasi contemporaneamente. Però, era certa che il suo naso avesse tagliato per primo il traguardo. Si accovacciò accanto al fratello mentre io trottavo per prendere posto alla destra di Sam. Paul si scansò e mi fece spazio.

Ho vinto io pure stavolta, pensò Leah, ma non ci badai.

Mi chiedevo perché fossi l’unico ancora in piedi. Fremevo d’impazienza, mi si rizzò il pelo sulla schiena.

Be’, che aspettiamo?, chiesi.

Non ricevetti risposta, ma percepii la loro esitazione.

E dai, il patto è infranto!

Non abbiamo prove... Forse è davvero malata...

MA PER PIACERE!

Okay, diciamo che gli indizi sono piuttosto eloquenti. Però... Jacob. I pensieri di Sam rallentarono, titubava. Sei sicuro che è quello che vuoi? Che sia la cosa giusta? Sappiamo tutti cosa voleva lei.

Sam, il patto non accenna alle preferenze della vittima!

È davvero una vittima? È così che la definiresti?

Sì!

Jake, pensò Seth, non sono nostri nemici.

Chiudi il becco, moccioso! La tua adorazione malsana per quel succhiasangue non cambia la legge! Sono nostri nemici. Si trovano nel nostro territorio. Li elimineremo. Me ne frego se in passato ti sei divertito a combattere al fianco di Edward Cullen.

E cosa farai quando Bella lotterà assieme a loro, Jacob? Eh?, m’incalzò Seth.

Non è più Bella.

Sarai tu ad abbatterla?

Non potei fare a meno di trasalire al pensiero.