Fra i membri del branco serpeggiava la paura, non tanto per se stessi, quanto per il gruppo. Era inimmaginabile che ne uscissimo tutti vivi. Quali fratelli avremmo perso? Chi ci avrebbe lasciati per sempre? Quali famiglie avremmo dovuto consolare l’indomani mattina per il loro lutto?
La mia mente si mise in moto, cominciò a lavorare all’unisono con le loro, a pensare alla maniera di affrontare quelle paure. Mi alzai meccanicamente da terra e agitai il manto.
Embry e Quil sospirarono di sollievo. Quil mi sfiorò un fianco con il naso.
Nelle loro teste dominava l’idea della sfida, della missione. Ricordavamo tutti le notti in cui avevamo visto i Cullen esercitarsi per la battaglia contro i neonati. Emmett Cullen era il più forte, ma il problema maggiore sarebbe stato Jasper. Si muoveva rapido come un lampo: potenza, velocità e morte in lui erano un tutt’uno. Quanti secoli di esperienza aveva accumulato? Abbastanza perché gli altri Cullen avessero chiesto consiglio a lui.
Prendo io il comando, se vuoi proteggere il fianco, si offrì Quil. Era il più elettrizzato di tutti. Osservando Jasper che impartiva gli ordini notte dopo notte, Quil aveva desiderato ardentemente di potersi misurare con il vampiro. Per lui era una gara. Sapeva che in gioco c’era la sua vita, ma la vedeva così. Lo stesso valeva per Paul e per quelli che non erano mai andati in battaglia, come Collin e Brady. Forse anche per Seth, se gli avversari non fossero stati suoi amici.
Jake? Quil richiamò la mia attenzione. Come vuoi procedere?
Scossi la testa. Non riuscivo a concentrarmi: mi sentivo una marionetta spronata dall’impulso di seguire gli ordini, con i muscoli mossi da fili invisibili. Prima una zampa, poi l’altra.
Seth si trascinava dietro Collin e Brady, Leah aveva assunto il comando della sua squadra. Mentre metteva a punto il piano assieme agli altri, ignorava Seth e mi resi conto che avrebbe preferito tenerlo lontano dallo scontro. Nutriva una sorta di senso materno nei confronti del fratello più piccolo. Avrebbe voluto che Sam lo rimandasse a casa. Seth ignorò i pensieri di Leah, anche lui cercava di adattarsi ai fili invisibili.
Se magari la smettessi di opporre resistenza, bisbigliò Embry.
Concentriamoci sul nostro compito, su quelli grossi. Possiamo abbatterli. Li abbiamo in pugno! Quil si pompava, le sue parole suonavano come un discorso di incitamento prima di una partita importante.
Sarebbe stato facile non pensare ad altro che al mio compito. Non era difficile immaginare di attaccare Jasper ed Emmett. Ci eravamo già andati vicini. Per molto tempo li avevo considerati miei nemici. Potevo farlo ancora.
Dovevo solo dimenticare che proteggevamo la stessa cosa. Dovevo solo dimenticare la ragione per cui avrei potuto desiderare che vincessero loro...
Jake, mi mise in guardia Embry. Concentrati.
Mi mossi con indolenza, ribellandomi ai fili invisibili.
È inutile opporsi, mormorò Embry.
Aveva ragione. Avrei fatto quello che voleva Sam, se era disposto ad andare fino in fondo. E chiaramente lo era.
L’autorità dell’alfa era più che motivata. Anche un branco forte come il nostro non costituiva una grande potenza senza un capo. Per risultare efficaci dovevamo muoverci assieme, pensare assieme. Perciò era necessario che ci fosse una testa a condurre il corpo.
Ma se Sam si fosse sbagliato? Nessuno poteva farci niente. Nessuno poteva contrastare la sua decisione.
Tranne...
Ed eccolo, un pensiero che mai e poi mai avrei voluto evocare. Ma in quel momento, con le zampe tenute da fili invisibili, considerai l’eccezione con sollievo, anzi, con una gioia intensa.
Nessuno poteva contrastare la decisione dell’alfa, tranne me.
Senza aver mai dovuto lottare per conquistarlo, possedevo qualcosa di innato, un diritto che non avevo mai reclamato.
Non avevo mai voluto pormi a capo del branco. E non volevo starci neanche adesso. Non volevo prendermi carico della sorte di tutti. Sam se la cavava molto meglio di quanto me la sarei mai cavata io.
Ma quella notte aveva torto.
E io non ero nato per inginocchiarmi davanti a lui.
Nell’attimo esatto in cui accettai il mio diritto di nascita, mi sentii libero dalle catene.
Sentii addensarsi in me un senso di libertà e un potere strano e allo stesso tempo vuoto. Vuoto sì, perché il potere dell’alfa veniva dal branco e io non ce l’avevo, un branco. Per un istante fui sopraffatto dall’isolamento.
Non avevo più un branco.
Ciononostante mi diressi di slancio verso Sam che parlamentava con Paul e Jared. Non appena mi sentì sopravanzare, si voltò e mi guardò torvo.
No, ribadii.
Si accorse subito della mia scelta perché anche i miei pensieri risuonarono con la voce dell’alfa.
Indietreggiò di mezzo passo e si lasciò sfuggire un guaito sconvolto.
Jacob? Cos’hai fatto?
Non ti seguirò, Sam. Non per compiere un atto tanto sbagliato.
Mi fissò stupefatto. Preferisci... preferisci il nemico alla tua famiglia?
Non sono, scossi la testa, come per sgombrarla, non sono nostri nemici. Non lo sono mai stati. L’ho capito solo quando ho cominciato a pensare seriamente alla possibilità di distruggerli.
Non si tratta di loro, ringhiò. Si tratta di Bella. Non è mai stata tua, non ha mai scelto te, ma per lei continui a mandare a rotoli la tua vita!
Erano parole dure, ma vere. Inspirai una bella boccata d’aria per mandarle giù.
Forse hai ragione. Ma tu manderai a rotoli il branco, Sam. Non importa in quanti riusciranno a sopravvivere, le loro mani si macchieranno per sempre di un delitto atroce.
Dobbiamo proteggere le nostre famiglie!
Conosco la tua decisione, Sam. Ma non puoi più decidere per me.
Jacob... non puoi voltare le spalle alla tribù.
Udii il doppio eco dell’alfa che impregnava il suo ordine, ma stavolta non ne subii il peso. Non mi riguardava più. Serrò la mascella, cercando di costringermi a reagire alle sue parole.
Lo fissai negli occhi che erano diventati furiosi. L’erede di Ephraim Black non è nato per seguire il volere dell’erede di Levi Uley.
È così allora, Jacob Black? Rizzò il pelo e ritrasse il muso scoprendo i denti. Anche Paul e Jared, ai suoi fianchi, avevano il pelo irto e ringhiavano. Se pure mi sconfiggessi, il branco non ti seguirà mai!
Sconfiggerti? Non voglio combattere con te, Sam.
E allora qual è il tuo piano? Non mi farò da parte in modo che tu possa proteggere la progenie del vampiro a spese della tribù.
Non ti ho chiesto di farti da parte.
Se ordini loro di seguirti...
Io non costringerò mai nessuno ad agire contro la propria volontà.
La sua coda prese a scudisciare avanti e indietro quando colse il rimprovero implicito nelle mie parole. Poi avanzò di un passo e ci trovammo vicinissimi: i suoi denti scoperti erano a un niente dai miei. Fino a quel momento non mi ero accorto di averlo superato in altezza.
Ci può essere un solo alfa. Il branco ha scelto me. Che intenzione hai? Di farci a brandelli stanotte? Di voltare le spalle ai tuoi fratelli? Oppure ci darai un taglio con questa follia e tornerai a unirti a noi? Ciascuna delle sue parole suonava come un ordine che si affastellava su altri ordini, ma la cosa non mi sfiorò. Nelle mie vene scorreva puro sangue alfa.
Capivo perché non c’era mai stato più di un alfa maschio in un branco. Il mio corpo rispondeva alla provocazione. Sentivo crescere dentro di me l’istinto che mi esortava a difendere ciò che reclamavo. La mia natura di lupo era pronta a lanciarsi nella battaglia per la supremazia.