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Dispiegai tutte le mie energie nel tentativo di controllare la reazione. Non intendevo lanciarmi in un combattimento inutile e deleterio contro Sam. Era ancora un fratello, anche se lo avevo appena ripudiato.

In questo branco c’è un solo alfa. Non lo contesto. Ho solo deciso di andarmene per conto mio.

Cos’è, Jacob? Vuoi unirti alla congrega dei vampiri?

Trasalii.

Non lo so, Sam. Ma so che...

Non appena avvertì il peso dell’alfa nella mia voce, fece un balzo indietro. Su di lui faceva molto più effetto di quanto avesse mai fatto su di me. Perché io ero nato per comandare.

Starò in mezzo, fra voi e i Cullen. Non rimarrò a guardare mentre il branco uccide degli..., era difficile attribuire quell’aggettivo a dei vampiri, ma era così, innocenti. Il branco può fare di meglio. Guidalo nella direzione giusta, Sam.

Quando gli voltai le spalle, un coro di ululati squarciò l’aria.

Affondai le unghie nella terra e scappai di corsa dal putiferio che avevo scatenato. Non avevo molto tempo. Leah era l’unica che poteva sperare di raggiungermi, ma avevo un certo vantaggio su di lei.

L’ululato si affievolì mano a mano che mi allontanavo e nel sentire che quel suono continuava a squarciare la notte silenziosa, mi sentii confortato. Significava che non erano ancora partiti al mio inseguimento.

Dovevo avvertire i Cullen prima che il branco si ricomponesse e mi fermasse. Se i Cullen si fossero fatti trovare preparati, era possibile che Sam ci ripensasse, prima che fosse troppo tardi. Sfrecciai verso la casa bianca che tanto odiavo, lasciandomi alle spalle la mia, una casa che ormai non mi apparteneva più: le avevo voltato le spalle.

La giornata era cominciata come tutte le altre. Ero rientrato sotto la pioggia dell’alba dopo essere stato di ronda, avevo fatto colazione con Billy e Rachel, mi ero lasciato intontire dalla TV, mi ero azzuffato con Paul... Possibile che tutto fosse cambiato in maniera così surreale? Che dopo quel gran casino mi ritrovassi solo, un alfa ribelle emarginato e pronto a preferire i vampiri ai miei fratelli?

Il suono che temevo arrestò i miei pensieri confusi: era il contatto impercettibile fra il terreno e grosse zampe che m’inseguivano. Mi scagliai in avanti, lanciandomi come un missile dentro l’oscurità della foresta. Dovevo avvicinarmi quel tanto che bastava perché Edward riuscisse a sentire l’avvertimento che mi ronzava in testa. Da sola, Leah non ce l’avrebbe fatta a bloccarmi.

E fu allora che carpii i pensieri che mi stavano alle calcagna. Non erano rabbiosi, ma entusiastici. Quei passi non mi stavano dando la caccia: mi seguivano.

La mia falcata perse il ritmo. Barcollai un attimo prima di ritrovare l’equilibrio.

Aspetta. Non ho le gambe lunghe come le tue.

SETH! Cosa credi di FARE? TORNA A CASA!

Non rispose, ma percepii la sua eccitazione mentre cercava di tenere il mio passo. Vedevo attraverso i suoi occhi come lui vedeva attraverso i miei. Lo scenario notturno era fosco per me, pieno di desolazione. Per lui, invece, era una promessa di speranza.

Non mi ero reso conto di aver rallentato, ma all’improvviso me lo ritrovai di fianco, che correva con me.

Non sto scherzando, Seth! Non è un posto per te. Sparisci.

Il lupo allampanato sbuffò. Sto dalla tua parte, Jacob. Penso che tu abbia ragione. E non ho intenzione di seguire Sam se...

Invece seguirai Sam, eccome se lo seguirai! Riporta le tue chiappe pelose a La Push e fa’ quello che Sam ti dice di fare.

No.

Seth, vai!

È un ordine, Jacob?

La domanda mi colse alla sprovvista. Mi fermai di botto, le mie unghie scavarono solchi nel fango.

Non do ordini a nessuno, io. Ti sto solo dicendo quello che sai già.

Si accovacciò accanto a me. Ti dico quello che so io, allora. So che c’è un silenzio tremendo. Te ne sei accorto?

Battei le palpebre. Quando compresi cosa sottintendevano le sue parole, la mia coda frusciò nervosamente. In un certo senso, era tutto meno che silenzioso. Lontano, a ovest, gli ululati continuavano a saturare l’aria.

Non si sono ancora ritrasformati, disse Seth.

Lo sapevo. Il branco doveva essere in stato di allarme rosso. In quel momento stavano sicuramente usando il potere della mente per vederci chiaro. Ma io non riuscivo ad ascoltare i loro pensieri. Sentivo solo Seth, nessun altro.

Mi sa che quando il branco si separa, la comunicazione s’interrompe. E questo i nostri padri non lo sapevano. Impossibile che lo sapessero, non c’erano motivi per cui il branco si separasse. E non c’erano abbastanza lupi per formare due branchi. Wow. Che silenzio. È quasi lugubre. Ma è pure bello, non credi? Doveva essere più facile per Ephraim, Quil e Levi. Poche chiacchiere in tre, o addirittura in due.

Zitto, Seth.

Sissignore.

Piantala! Non ci sono due branchi. C’è IL branco. E poi ci sono io. Fine della storia. Perciò puoi tornartene a casa.

Se non ci sono due branchi, allora com’è che fra noi ci sentiamo ma non riusciamo ad ascoltare gli altri? Penso che sia stato un gesto significativo quello che hai fatto voltando le spalle a Sam. Un cambiamento. E penso che sia stato significativo anche il mio gesto, il fatto che ti ho seguito.

Okay. Ammesso e non concesso che tu abbia ragione, se una cosa può cambiare, può anche tornare com’era.

Si alzò e cominciò a trottare verso est. Adesso non c’è tempo per discuterne. Dobbiamo muoverci per anticipare Sam...

Aveva ragione. Non era il momento delle chiacchiere. Ricominciai a correre senza forzare troppo l’andatura. Seth mi stava alle calcagna, occupava il posto che tradizionalmente spettava al secondo, alla mia destra.

Posso correre anche all’altro lato, pensò abbassando appena il muso. Non ti ho seguito perché ero in cerca di una promozione.

Corri dove ti pare. Per me non fa differenza.

Non sembrava che ci inseguissero, ma accelerammo entrambi. Cominciavo a preoccuparmi. Le cose si sarebbero complicate se non riuscivo più a sintonizzarmi sui pensieri del branco. Non avrei saputo dell’attacco con più anticipo dei Cullen.

Perlustreremo la zona, suggerì Seth.

E che facciamo se il branco ci sfida? Lo guardai truce. Attacchiamo i nostri fratelli? Attacchiamo tua sorella?

No, lanciamo l’allarme e battiamo in ritirata.

Ottima risposta. Sì, ma poi? Non penso...

Lo so, concordò, meno fiducioso. Neanch’io credo che potrei scontrarmi con loro. Ma l’idea di doverci attaccare non li rende più felici di quanto accade a noi. Potrebbe bastare a fermarli. E poi sono rimasti solo in otto.

Smettila di essere così..., mi ci volle un momento per trovare la parola giusta, ottimista. Mi dai sui nervi.

Va bene. Mi vuoi tenebroso e catastrofico, oppure devo solo starmene zitto?

Devi solo stare zitto.

Ce la posso fare.

Sul serio? Non sembrerebbe proprio.

Finalmente tacque.

E in quel momento attraversammo la strada e ci inoltrammo nella foresta che circondava casa Cullen. Edward riusciva già a sentirci?

Forse dovremmo pensare qualcosa del tipo: «Veniamo in pace».