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«Facile», annuì Alice, «quelli che scompaiono».

Edward, che si era irrigidito sentendo il primo piano fatto da Carlisle, si rilassò. Bella lanciò un’occhiata dimessa ad Alice, con la piccola ruga che le si formava fra gli occhi quando era ansiosa.

«Bene, allora», dissi. «È tutto sistemato. Io mi rimetto in marcia. Seth, ti aspetto al crepuscolo, quindi schiaccia un pisolino, okay?».

«Certo, Jake. Mi ritrasformo appena finisco. A meno che...», esitò, guardando Bella. «Hai bisogno di me?».

«Ha le coperte», sbottai.

«Sto bene, Seth, grazie», fu la pronta risposta di Bella.

In quel momento Esme tornò nella stanza con un piatto in mano. Si fermò titubante dietro il gomito di Carlisle, puntandomi in faccia gli occhioni dorati. Mi porse il piatto, avvicinandosi cauta.

«Jacob», disse piano. La sua voce non era penetrante come quella degli altri. «So che per te è poco appetitosa l’idea di mangiare qui, per via dell’odore. Ma mi sentirei meglio se portassi con te un po’ di cibo. So che non puoi tornare a casa e la colpa è nostra. Per favore... allevia il mio rimorso, almeno in parte. Prendi qualcosa da mangiare». Mi porse il cibo, il volto tenero e supplichevole. Pure se non dimostrava più dei suoi venti e rotti anni, e sebbene fosse chiarissima di pelle, di colpo qualcosa nella sua espressione mi ricordò mia madre.

Cavolo.

«Certo, certo», farfugliai. «Mi sa... Forse Leah ha ancora fame».

Allungai una mano per afferrare il cibo, tenendola a distanza. Lo avrei mollato sotto a un albero o chissà che altro. Ma non volevo che ci rimanesse male.

Poi mi ricordai di Edward.

Non dirle niente! Falle credere che l’ho mangiato.

Non lo guardai per accertarmi che fosse d’accordo. Era meglio che lo fosse. Il succhiasangue era in debito con me.

«Grazie, Jacob», disse Esme, sorridendomi. Come potevano esserci delle fossette su un volto di pietra, maledizione?

«Ehm, grazie a te», dissi. Mi sentii avvampare in viso, più del solito.

Ecco cosa succedeva a frequentare i vampiri: ci si abituava a loro. Iniziavano a crearti confusione, a far vacillare la tua maniera di vedere il mondo. Cominciavano a comportarsi da amici.

«Torni più tardi, Jake?», mi chiese Bella mentre cercavo di tagliare la corda.

«Uhm, non lo so».

Strinse le labbra, come per trattenere un sorriso. «Dai... Potrei avere freddo».

Inspirai dal naso e poi mi resi conto, troppo tardi, che non era stata una buona idea. Feci una smorfia. «Forse».

«Jacob?», chiamò Esme. Mentre mi avvicinavo all’uscita lei riprese a parlarmi, seguendomi a qualche passo di distanza. «Ho lasciato una cesta di vestiti in veranda. Sono per Leah. Sono appena lavati, ho cercato di toccarli il meno possibile». Aggrottò le sopracciglia. «Ti dispiace portarglieli?».

«Pure», bofonchiai e poi me la squagliai, prima che qualcun altro chiedesse un favore facendo leva sul mio senso di colpa.

15

Tic tac tic tac tic tac

Ehi, Jake, pensavo avessi detto che mi volevi al crepuscolo. Com’è che non mi hai fatto svegliare da Leah prima che crollasse?

Perché non avevo bisogno di te. Sono ancora in forma.

Stava già guadagnando la metà superiore del cerchio. Novità?

No. Niente di niente.

Sei andato in ricognizione?

Era giunto al margine di una delle mie perlustrazioni secondarie. Imboccò il nuovo sentiero.

Sì, ho fatto la spola per alcuni raggi. Sai, tanto per controllare. Se i Cullen dovessero andare a caccia...

Buona idea.

Seth tornò indietro, verso il perimetro principale.

Era più facile correre assieme a lui che con Leah. Per quanto lei si sforzasse, e ce la metteva tutta, c’era sempre una certa tensione nei suoi pensieri. Non voleva stare lì. Non voleva condividere quel mio ammorbidimento nei confronti dei vampiri. Non voleva accettare che Seth si sentisse loro amico intimo e che quel legame si rinsaldasse giorno dopo giorno.

Curioso, perché avrei giurato di essere soltanto io il suo problema più grosso. Finché avevamo fatto parte del branco di Sam, ci eravamo dati sui nervi a vicenda. Ora non mostrava nessuna rivalità nei miei confronti, soltanto verso i Cullen e Bella. Chissà perché. Forse mi era semplicemente grata per il fatto che non l’avessi costretta ad andarsene. Forse perché finalmente capivo le ragioni della sua ostilità. A ogni modo, correre con Leah era meno peggio di quanto mi sarei aspettato.

Certo, non si era poi tanto addolcita. I vestiti che le aveva mandato Esme avevano preso la via del fiume. Il cibo lo aveva rifiutato anche dopo che avevo mangiato la mia razione — non perché avesse un odore irresistibile lontano dai vampiri, ma solo per dare un esempio di sacrificio e tolleranza. La piccola alce che aveva catturato a mezzogiorno non aveva soddisfatto del tutto il suo appetito. Anzi, le aveva peggiorato l’umore. Leah detestava la carne cruda.

E se ci spostassimo un po’ più a est?, suggerì Seth. Inoltriamoci più in profondità, per vedere se ci aspettano.

Ci stavo pensando anch’io. Ma è meglio se siamo tutti svegli. Non dobbiamo abbassare la guardia. Dovremmo agire prima dei Cullen, però. Presto.

Giusto.

Mi trovai a riflettere.

Se i Cullen riuscivano a superare incolumi il territorio che circondava la casa, forse era meglio che non si fermassero più. Anzi, avrebbero dovuto prendere il largo subito dopo il nostro primo avvertimento. I mezzi per trasferirsi altrove li avevano eccome. E su a nord c’erano i loro amici, no? Prendi Bella e scappa. Sembrava la risposta più ovvia ai loro problemi.

Probabilmente avrei dovuto suggerirglielo, ma temevo che mi dessero ascolto. Non volevo che Bella sparisse: non avrei mai saputo se fosse sopravvissuta o no.

No, che sciocchezza. Dovevo suggerire a tutti la fuga. Restare non aveva senso e se Bella se ne fosse andata sarebbe stato meglio per me: non meno doloroso, ma più salutare.

Facile a dirsi ora che Bella non era lì accanto a me, al settimo cielo per la mia presenza ma anche aggrappata alla vita con le unghie e con i denti.

L’ho già chiesto a Edward, pensò Seth.

Cosa?

Gli ho già chiesto perché non avessero ancora tagliato la corda. Perché non fossero andati da Tanya o qualcosa del genere. Un posto in cui Sam non potesse raggiungerli.

Dovevo tener presente che avevo appena deciso di dare ai Cullen quello stesso consiglio. Era la cosa migliore. Perciò non potevo prendermela con Seth se mi aveva sgravato di quel peso. No, non potevo.

E cosa ha risposto? Aspettano il momento giusto?

No. Non se ne andranno.

Non potevo considerarla una buona notizia.

Perché no? È da stupidi.

Non proprio, disse Seth, sulla difensiva. Ci vuole del tempo per installare altrove la strumentazione medica di cui Carlisle dispone qui. Ha tutto quello che gli serve per prendersi cura di Bella e le credenziali per procurarsi altro materiale, se serve. È una delle ragioni per cui hanno deciso di andare a caccia. Secondo Carlisle presto avranno bisogno di altro sangue per Bella. Sta dando fondo a tutte le scorte di 0 negativo che le avevano messo da parte. Non vuole esaurire la riserva. Ne comprerà dell’altro. Lo sapevi che i dottori possono comprare il sangue?

Non ero ancora pronto per essere razionale. Mi sembra comunque una stupidaggine. Potrebbero portarsene appresso un bel po’, no? E poi rubare quello di cui hanno bisogno, dovunque vadano. Chi se ne frega di cosa è legale quando si è non-morti?

Edward non vuole correre rischi facendola muovere.

Ma adesso sta meglio.