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Der Heer stava nuovamente irradiando qualcosa. Che stava tentando di dirle? Che gli piaceva quella analogia elementare, ma che andasse più leggera con Kitz?

«In ogni caso,» Ellie continuò, «è troppo tardi. Tutti ora sanno che c’è una specie di vita intelligente nel sistema di Vega.»

«Non sono certo che sia troppo tardi, dottor Arroway. Lei sembra supporre che ci sarà una trasmissione ricca di informazioni, un messaggio che deve ancora venire. Il dottor der Heer, qui presente, dice che lei pensa che questi numeri primi siano un avviso, qualcosa per attrarre la nostra attenzione. Se c’è un messaggio ed è misterioso — qualcosa che gli altri paesi non potrebbero cogliere immediatamente — esigo che sia tenuto segreto finché non ne avremo parlato.»

«Molti di noi hanno delle esigenze, signor Kitz,» sbottò lei con fare amabile, ignorando le occhiatacce di der Heer. Cera qualcosa di irritante, di quasi provocatorio nei modi di Kitz. E probabilmente anche nei suoi. «Io, ad esempio, ho l’esigenza di capire quale sia il significato di questo segnale, e cosa stia succedendo su Vega, e che cosa voglia dire per la Terra. E’ possibile che scienziati di altre nazioni siano indispensabili per arrivare alla comprensione del segnale. Forse avremo bisogno dei loro dati. Forse avremo bisogno dei loro cervelli. Si potrebbe trattare di un problema troppo grande perché se ne occupi un paese solo.»

Adesso der Heer appariva vagamente allarmato. «Uh, dottor Arroway. Il suggerimento del segretario Kitz non è poi così irragionevole. E’ possibilissimo che si debba far entrare nella cosa altre nazioni. Tutto quello che sta chiedendo è di parlarne prima con noi. E solo nel caso che ci sia un nuovo messaggio.» Il suo tono era tranquillizzante ma non mellifluo. Ellie lo guardò di nuovo attentamente. Der Heer non era un bell’uomo nel senso comune dell’espressione, ma possedeva un volto gentile e intelligente. Indossava un abito blu e una camicia di oxford spiegazzata. La sua serietà e la sua aria flemmatica erano temperate dal calore del suo sorriso. Perché, allora, stava appoggiando quell’idiota? Faceva parte del suo lavoro? Poteva darsi che Kitz stesse dicendo delle cose sensate?

«Comunque è una eventualità remota.» Kitz sospirò mentre si alzava in piedi. «Il segretario della Difesa apprezzerebbe la sua collaborazione.» Stava cercando di uscirne vincitore. «D’accordo?»

«Lasci che ci pensi sopra,» replicò lei, prendendo la mano che le offriva come se fosse stata un pesce morto.

«Ti raggiungerò tra pochi minuti, Mike,» disse der Heer di buon umore.

Con una mano sullo stipite della porta, Kitz ebbe un apparente ripensamento, estrasse un documento dalla tasca interna della giacca, ritornò indietro e lo posò con precauzione all’estremità della sua scrivania. «Oh sì, me ne ero dimenticato. Ecco una copia della Decisione Hadden. Lei probabilmente la conosce. E’ sul diritto del governo di schedare materiale vitale per la sicurezza degli Stati Uniti. Anche se non proviene da un’installazione dipendente.»

«Volete schedare i numeri primi?» domandò lei con gli occhi spalancati, assumente un’aria di ironica incredulità. «Ci vediamo fuori, Ken.»

Ellie cominciò a parlare nel momento stesso in cui Kitz lasciò il suo ufficio. «Ma a che sta dietro? Ai raggi mortali di Vega? Ai mostri che potrebbero far saltare per aria il mondo? Di che si tratta veramente?»

«Sta solo agendo con prudenza, Ellie. Vedo che non crede che sia tutto qui. Okay. Supponiamo che ci sia un qualche messaggio, con un contenuto ben preciso, e che in esso ci sia qualcosa di offensivo per i musulmani, diciamo, o per i metodisti. Non dovremmo autorizzarne la diffusione, per evitare di appannare il prestigio degli Stati Uniti?»

«Ken, non mi prenda in giro. Quell’uomo è un sottosegretario della Difesa. Se fossero preoccupati per i musulmani e i metodisti, mi avrebbero mandato un sottosegretario di Stato, o, non so, uno di quei fanatici religiosi che presiedono alle preghiere presidenziali del mattino. Lei è il consigliere scientifico del Presidente. Che consiglio le ha dato?»

«Non le ho dato nessun consiglio. Da quando sono qui, le ho parlato soltanto una volta, brevemente, al telefono. E sarò franco, non mi ha dato nessuna istruzione circa una schedatura. Ho pensato che quello che ha detto Kitz non fosse dettato da nessuno. Suppongo che stia agendo di sua spontanea iniziativa.»

«Ma chi è?»

«Per quanto ne so, è un avvocato. Era un alto dirigente dell’industria elettronica prima di entrare nell’Amministrazione. Conosce a fondo C3I, ma questo non vuoi dire che sia ben informato in altri campi.»

«Ken, mi fido di lei. Sono convinta che non c’entri nulla con questa minaccia della Decisione Hadden.» Sventolò il documento davanti a sé e tacque per un attimo cercando il suo sguardo. «Sa che Drumlin pensa che ci sia un altro messaggio nella polarizzazione?»

«Non capisco.»

«Solo poche ore fa, Dave ha terminato uno studio statistico approssimativo della polarizzazione. Ha rappresentato i parametri di Stokes secondo le sfere di Poincaré; c’è un bel film che li mostra varianti nel tempo.»

Der Heer la guardò senza espressione. I biologi non usano luce polarizzata nei loro microscopi? si chiese Ellie. «Quando un’onda di luce arriva a noi — luce visibile, luce radio, qualsiasi tipo di luce — sta vibrando ad angoli retti rispetto alla nostra linea ottica. Se la vibrazione ruota, si dice che l’onda è polarizzata ellitticamente. Se essa ruota in senso orario, la polarizzazione si definisce di destra; se in senso antiorario, di sinistra. So che si tratta di una definizione stupida. Comunque, spaziando tra i due tipi di polarizzazione, si possono trasmettere delle informazioni. Una polarizzazione un po’ a destra e abbiamo uno zero; un po’ a sinistra ed è un uno. Mi segue? E’ perfettamente possibile. Noi abbiamo modulazione di ampiezza e modulazione di frequenza, ma la nostra civiltà, per convenzione, di solito non fa modulazione di polarizzazione.

Ebbene, il segnale di Vega sembra che abbia una modulazione di polarizzazione. Siamo impegnati a controllarlo proprio in questo momento. Ma Dave ha scoperto che non c’è una quantità uguale dei due tipi di polarizzazione. Quella a sinistra è inferiore rispetto a quella a destra. E’ proprio possibile che ci sia un altro messaggio nella polarizzazione che finora non abbiamo afferrato. Ecco perché sono sospettosa nei riguardi del suo amico. Kitz non mi sta dando un avvertimento generico e gratuito. Lui sa che noi possiamo imbatterci in qualcos’altro.»

«Ellie, non se la prenda troppo. Per quattro giorni non ha quasi dormito. Si è destreggiata con la scienza, l’amministrazione e la stampa. Ha già fatto una delle più grandi scoperte del secolo, e se la capisco bene, può essere sul punto di farne un’altra addirittura più importante. Ha tutte le ragioni di avere un po’ i nervi a fior di pelle. E la minaccia di militarizzare il progetto è stata maldestra da parte di Kitz. Non ho nessuna difficoltà a capire perché nutre dei sospetti nei suoi confronti. Ma c’è un senso in ciò che dice.»

«Conosce l’uomo?»

«Ho partecipato ad alcuni congressi con lui. Posso dire quasi di non conoscerlo. Ellie, se c’è una possibilità di un vero messaggio in arrivo, non sarebbe una buona idea ridurre un po’ l’affollamento?»

«Sicuro. Mi dia una mano con qualcuno di quei rompiscatole di «Washington.»

«Okay. Ma se lascia quel documento sulla sua scrivania, qualcuno entrerà qui e trarrà le errate conclusioni. Perché non lo ripone da qualche parte?»

«Mi aiuterà?»

«Se la situazione resta pressappoco com’è adesso, l’aiuterò. Non ci adopereremo certo se la cosa subirà una schedatura.» Sorridendo, Ellie si inginocchiò davanti alla piccola cassaforte del suo ufficio e formò la combinazione di sei cifre, 314159. Diede un’ultima occhiata al documento che recava il titolo GLI STATI UNITI CONTRO LA CIBERNETICA HADDEN a grandi lettere nere, e lo mise via.