Scorrendo tra i canali, diede un’occhiata a una trasmissione di cucina orientale in cui si presentava la ricetta per l’hibachi, a un lungo spot pubblicitario per la prima generazione di robot domestici tuttofare della Cibernetica Hadden, al programma di notizie e commenti in lingua russa dell’ambasciata sovietica, a numerosi spettacoli per bambini e ai notiziari, alla stazione di matematica che mostrava gli strabilianti disegni fatti da un elaboratore del nuovo corso Cornell di geometria analitica, al canale degli appartamenti e beni immobili locali, e a un gruppo compatto di orrendi serial diurni, finché non trovò le reti religiose, dove, con grande e generale eccitazione, si stava discutendo il Messaggio.
Le presenze in chiesa erano aumentate in tutta l’America. Ellie era convinta che il Messaggio fosse una sorta di specchio in cui ognuno poteva vedere il proprio credo sconfessato o confermato. Esso veniva considerato un’apologia omnicomprensiva di dottrine apocalittiche ed escatologiche che si escludevano a vicenda. In Perù, in Algeria, in Messico, nello Zimbabwe, in Ecuador, e fra gli Hopi, si tenevano in tutta serietà pubblici dibattiti sulla possibilità di un’origine spaziale delle loro civiltà; le opinioni a favore di tale ipotesi venivano tacciate di colonialismo. I cattolici dibattevano lo stato di grazia degli extraterrestri. I protestanti discutevano l’eventualità di precedenti missioni di Gesù su pianeti vicini e naturalmente di un suo ritorno sulla Terra. I musulmani erano preoccupati che il Messaggio potesse contravvenire al comandamento che proibiva gli idoli. Nel Kuwait, saltò fuori un uomo che dichiarò di essere l’imano segreto degli Sciiti. Un fervore messianico era sorto tra i Ciasidi Sossaferi. In altre congregazioni di Ebrei ortodossi ci fu un’improvvisa ripresa di interesse per Astruc, un fanatico assertore del pericolo rappresentato dalla conoscenza per la fede, che nel 1305 aveva indotto il rabbino di Barcellona, capo religioso del tempo, a vietare lo studio della scienza o della filosofia ai minori di venticinque anni, sotto pena di scomunica. Tendenze simili, in costante aumento, erano riscontrabili nell’Islam. Un filosofo della Tessaglia, dal nome augurale di Nicholas Polydemos, stava attirando l’attenzione con una serie di appassionate argomentazioni su ciò che chiamava la «riunificazione» delle religioni, dei governi e dei popoli del mondo. I critici cominciarono col mettere in discussione quel prefisso «ri-».
I gruppi ufologici avevano organizzato picchettaggi ininterrotti attorno alla base aerea di Brooks, vicino a San Antonio, dove si diceva stessero rinchiusi in congelatori i corpi perfettamente conservati di quattro occupanti di un disco volante che si era schiantato al suolo nel 1947; gli extraterrestri sarebbero stati alti un metro e avrebbero avuto minuscoli denti perfetti. Erano state segnalate apparizioni di Visnù in India e dell’Amida Buddha in Giappone; venivano annunciate centinaia di guarigioni miracolose a Lourdes; un nuovo Bodhisattva si fece avanti nel Tibet. Un insolito culto esotico venne importato dalla Nuova Guinea in Australia; predicava la costruzione di rozze copie di radiotelescopi per attrarre la generosità degli extraterrestri. L’unione mondiale dei Liberi Pensatori definì il Messaggio una confutazione dell’esistenza di Dio. La chiesa mormone dichiarò che si trattava di una seconda rivelazione dell’angelo Moroni.
Il Messaggio venne considerato dai differenti gruppi come una prova dell’esistenza di molti dei o di un solo dio o di nessun dio. Il Chiliasmo era diffuso. Cerano quelli che predicevano il millennio per il 1999 — come un’inversione cabalistica del 1666, l’anno che Sabbatai Zevi aveva adottato per il suo millennio; altri scelsero il 1996 o il 2033, i presunti bimillenari della nascita o della morte di Gesù. Il grande cielo degli antichi Maya doveva completarsi nell’anno 2011, quando — secondo questa tradizione culturale indipendente — il cosmo sarebbe finito. L’intrecciarsi della profezia maya con il millenarismo cristiano stava producendo una sorta di frenesia apocalittica in Messico e nell’America centrale. Alcuni chiliasti, che credevano nelle prime date, avevano cominciato a donare le loro ricchezze ai poveri, in parte perché presto non avrebbero avuto comunque nessun valore e in parte come caparra a Dio, un dono interessato per l’Avvento. Fanatismo, timore, speranza, accesi dibattiti, pacate preghiere, introspezione angosciosa, esemplare altruismo, ottusa bigotteria, e un entusiasmo per idee drammaticamente nuove erano epidemici, dilagando febbrilmente sulla superficie del piccolo pianeta Terra. Da tutto questo fermento pareva a Ellie di veder emergere lentamente un nascente riconoscimento del mondo come filo di un immenso arazzo cosmico. Intanto, il Messaggio continuava a resistere a tutti i tentativi di decifrazione.
Sui canali della maldicenza, protetti dal Primo Emendamento, lei, Vaygay, der Heer, e in minor misura Peter Valerian venivano puniti per una vasta gamma di colpe, che includevano l’ateismo, il comunismo, e l’incameramento del Messaggio. A suo parere, Vaygay non era poi così comunista, e Valerian aveva una fede cristiana profonda, tranquilla, ma sofisticata. Se fossero stati così fortunati da arrivare vicino alla soluzione del mistero del Messaggio, lei avrebbe voluto annunciarlo personalmente a quel cretino ipocrita di un commentatore televisivo. David Drumlin, tuttavia, veniva presentato come l’eroe, l’uomo che aveva decifrato veramente i numeri primi e la trasmissione olimpica; era il tipo di scienziato di cui si aveva più bisogno. Ellie sospirò e cambiò canale ancora una volta.
Era arrivata al TABS, il Turner-American Broadcasting System, l’unico superstite dei grandi networks commerciali che avevano dominato la telediffusione negli Stati Uniti fino all’avvento delle trasmissioni via satellite su vasta scala e del cavo da 180 canali. Su questa stazione, Palmer Joss stava facendo una delle sue rare apparizioni televisive. Come la maggior parte degli americani, Ellie riconobbe all’istante la sua voce risonante, il suo bell’aspetto leggermente trascurato e il pallore attorno agli occhi che faceva pensare che non dormisse mai per preoccuparsi del suo prossimo.
«Che cosa ha veramente fatto la scienza per noi?» declamava Joss. «Siamo davvero più felici? Non parlo soltanto di ricevitori olografici e di uva senza vinaccioli. Siamo fondamentalmente più felici? O gli scienziati ci corrompono con inezie, con gingilli tecnologici, mentre indeboliscono la nostra fede?»
Ecco un uomo, lei pensò, che stava agognando tempi più semplici, un uomo che aveva passato la vita a tentare di conciliare l’inconciliabile, che aveva condannato i più evidenti eccessi di religione popolare e giustificato gli attacchi all’evoluzione e alla relatività. Perché non attaccare l’esistenza degli elettroni? Palmer Joss non ne aveva mai visto uno, e la Bibbia ignorava l’elettromagnetismo. Perché credere negli elettroni? Sebbene non l’avesse mai sentito predicare, era certa che prima o poi sarebbe arrivato a parlare del Messaggio, e fu ciò che fece: «Gli scienziati tengono le scoperte che fanno per loro, a noi danno solo le briciole, quel tanto che basta per farci stare tranquilli. Credono che siamo troppo stupidi per capire ciò che stanno facendo. Ci danno conclusioni senza importanza, ci propinano scoperte come se fossero la Sacra Scrittura e non speculazioni, teorie, ipotesi: ciò che la gente comune chiamerebbe congetture. Non si chiedono mai se qualche nuova teoria abbia per la gente lo stesso valore della credenza che tenta di rimpiazzare. Sopravvalutano quello che sanno e sottovalutano quello che sappiamo noi. Quando noi chiediamo spiegazioni, ci dicono che ci vogliono anni per capire. Me ne rendo conto, poiché anche nella religione ci sono cose che esigono anni perché si possa arrivare a comprenderle. Si può spendere una vita e non avvicinarsi mai alla comprensione della natura di Dio onnipotente. Ma non si vedono gli scienziati accostarsi ai capi religiosi per chiedere loro degli anni che hanno dedicato allo studio, alla meditazione e alla preghiera. Non pensano a noi che quando ci ingannano e ci illudono. E adesso dicono di avere un Messaggio dalla stella Vega. Ma una stella non può inviare un messaggio. Qualcuno lo sta inviando. Chi? L’intento del Messaggio è divino o satanico? Quando avranno decifrato il Messaggio terminerà con ‘Vostro devotissimo Dio’… o ‘Cordialmente, il Diavolo’? Quando gli scienziati si decideranno a rivelarci il contenuto del Messaggio, ci diranno tutta la verità? O ci taceranno qualcosa poiché pensano che non possiamo capirlo, o poiché non si accorda con quello che credono loro? Non sono quelle persone, che ci hanno insegnato come autoannientarci?