Adesso ascolta questo passo.» Ellie lesse dal testo:
Negli ultimi cent’anni numerosi filosofi e sociologi hanno sostenuto la scomparsa del sacro e predetto la morte della religione. Uno studio della storia delle religioni mostra che le forme religiose mutano e che non c’è mai stata unanimità sulla natura e sull’espressione della religione. Se l’uomo sia…
«Anche i maschilisti scrivono e pubblicano articoli religiosi, naturalmente.» Riprese a leggere:
Se l’uomo sia o no attualmente in una nuova situazione per sviluppare strutture di valori fondamentali radicalmente diverse da quelle fornite nella consapevolezza del sacro tradizionalmente affermata è una questione di vitale importanza. «E allora?»
«Allora, sono del parere che le religioni burocratiche cerchino di istituzionalizzare la percezione del numinoso invece di fornire i mezzi per far percepire il numinoso direttamente: come guardare attraverso un telescopio da sei pollici. Se la percezione del numinoso è al centro dell’esperienza religiosa, chi diresti sia più religioso, quelli che seguono le religioni burocratiche o quelli che imparano la scienza da soli?»
«Vediamo se ho inteso bene,» ribattè lui. Era una frase di lei che aveva fatto sua. «E’ un indolente sabato pomeriggio e c’è una coppia che sta a letto nuda a leggere P’Encyclopaedia Britannica’ e a discutere se la nebulosa di Andromeda sia più ‘numinosa’ della Resurrezione. Sanno come spassarsela, o no?»
SECONDA PARTE
LA MACCHINA
«L’Onnipotente Conferenziere, mettendo in mostra i principi della scienza nella struttura dell’universo, ha invitato l’uomo allo studio e all’imitazione. E’ come se Egli avesse detto agli abitanti di questo globo che chiamiamo nostro: ‘Ho creato una terra perché sia di dimora all’uomo, e ho reso visibili i cicli stellati per insegnargli la scienza e le arti. Egli può ora provvedere al suo personale benessere e imparare dalla mia munificenza cosmica a essere magnanimo con il suo prossimo.»
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PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI
«Credendo che gli dei esistano, inganniamo noi stessi con sogni inconsistenti e menzogne, mentre l’incurante sorte e i mutamenti controllano da soli il mondo» EURIPIDE, Ecuba Era strano il modo in cui era andata la cosa. Ellie si era immaginata che Palmer Joss sarebbe venuto all’Argus, avrebbe guardato il segnale che veniva raccolto dai radiotelescopi, e avrebbe osservato attentamente l’enorme stanza piena di nastri magnetici e di dischi su cui i dati dei molti mesi precedenti erano stati memorizzati. Avrebbe posto alcune domande di carattere scientifico e quindi esaminato, nella loro molteplicità di zeri e di unità, alcune delle risme del tabulato uscito dall’elaboratore che presentavano l’ancor incomprensibile Messaggio. Non aveva previsto di passare ore intere a discutere di filosofia e di teologia. Ma Joss si era rifiutato di venire all’Argus. Non era un nastro magnetico che voleva esaminare, egli disse, era il carattere umano. Peter Valerian sarebbe stato l’ideale per questa discussione: semplice, capace di comunicare con chiarezza, protetto da una genuina fede cristiana che lo impegnava quotidianamente. Ma la Presidente aveva evidentemente posto il veto all’idea; aveva voluto un piccolo incontro e aveva esplicitamente chiesto che fosse Ellie a intervenire. Joss aveva insistito che il colloquio avesse luogo lì, all’Istituto e Museo della Ricerca Scientifica Biblica a Modesto, in California. Lo sguardo di Ellie, dopo essersi posato per un attimo su der Heer, si rivolse alla parete di vetro che divideva la biblioteca dall’area espositiva. Appena fuori c’era un calco di gesso ricavato da un’arenaria del Red River di orme di dinosauri frammiste a quelle di un bipede in sandali, che stava a dimostrare, così diceva la didascalia, che l’Uomo e il Dinosauro erano stati contemporanei, almeno nel Texas. Nel mesozoico dovevano esserci stati anche i calzolai. La conclusione cui si giungeva nella didascalia era che l’evoluzione fosse un’impostura. L’opinione di molti paleontologi che l’arenaria fosse un falso non veniva citata, come aveva osservato Ellie due ore prima. Quelle orme facevano parte di una vasta esposizione intitolata «L’errore di Darwin». Sulla sinistra vi era un pendolo di Foucault, a riprova dell’asserzione scientifica, quest’ultima evidentemente incontestata, che la Terra gira. Sulla destra, Ellie poteva vedere parte di un’imponente unità olografica di Matsushita sul podio di un piccolo teatro, da cui le immagini tridimensionali dei più importanti teologi potevano comunicare direttamente con i fedeli.
Chi stava comunicando con lei in maniera ancor più diretta in quel momento era il reverendo Billy Jo Rankin. Aveva appreso solo all’ultimo istante che Joss aveva invitato Rankin e ne era rimasta sorpresa. C’erano state continue dispute teologiche tra loro, se l’Avvento fosse imminente, se il giorno del Giudizio fosse un inevitabile accompagnamento dell’Avvento, e sul ruolo dei miracoli nel sacerdozio, tra le altre cose. Ma recentemente erano arrivati a una riconciliazione ampiamente pubblicizzata, fatta, era stato detto, per il bene comune della comunità fondamentalista americana. I segni di un riavvicinamento tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica stavano influenzando anche l’arbitrato delle controversie. Tenere la riunione in quel luogo era forse parte del prezzo che Palmer Joss aveva dovuto pagare per la riconciliazione. Probabilmente, Rankin aveva considerato che gli oggetti in mostra avrebbero dato un reale supporto alla sua posizione, se ci fosse stata qualche questione scientifica in discussione. Al momento, dopo due ore di animata conversazione, Rankin stava ancora ricorrendo a una serie altalenante di rimproveri severi e di suppliche imploranti. Il suo abito aveva un taglio impeccabile, le sue unghie appena uscite dalle mani di una manicure, e il suo sorriso raggiante contrastavano con l’aria sciupata, confusa e più sbattuta di Joss che, con appena l’ombra di un sorriso sul volto, teneva gli occhi socchiusi e il capo piegato in un atteggiamento che richiamava da vicino quello della preghiera. Non aveva avuto molto da dire. Le osservazioni di Rankin fino a quel momento — tranne che per la tirata sull’Estasi, suppose Ellie — erano dottrinalmente indistinguibili dai discorsi televisivi di Joss. «Voi scienziati siete così riservati,» stava dicendo Rankin. «Vi piace nascondere la vostra fiaccola sotto il moggio. Dai titoli non si riuscirebbe mai a immaginare il contenuto dei vostri scritti. La prima opera di Einstein sulla teoria della relatività era intitolata L’elettrodinamica dei corpi in movimento. Non c’era la formula E=mc2 sul frontespizio. Nossignore. ‘L’elettrodinamica dei corpi in movimento’. Presumo che se Dio apparisse a un intero branco di scienziati, forse a una di quelle grandi riunioni dell’Associazione, ci scriverebbero su qualcosa e lo intitolerebbero, probabilmente ‘La combustione spontanea dendritoforme nell’aria’. Avrebbero un mucchio di equazioni; parlerebbero di ‘economia di ipotesi’; ma non direbbero mai una parola di Dio. Vedete, voi scienziati siete troppo scettici.»