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«Certamente. Controlliamo d’abitudine la deriva a lungo termine del ricevitore in ogni caso. Ma anche un bit all’ora soltanto fa, vediamo, dieci-ventimila bit al massimo prima che il Messaggio riparta da capo.»

«Perciò ha senso solo se il sillabario è molto più facile del Messaggio. Lei crede che non lo sia. E anch’io credo che non lo sia. Ora, che ne dice di velocità di bit molto più alte? Come fa a sapere che sotto ogni bit del suo Messaggio-Macchina non ci siano milioni di bit del messaggio-sillabario?»

«Perché produrrebbe larghezze di banda mostruose. Lo sapremmo in un istante.»

«Okay, allora c’è un rapido scarico dati di quando in quando. Lo veda come un microfilm. C’è un minuscolo punto di microfilm situato in parti che si ripetono del Messaggio. Sto immaginando una vocina che dice chiaramente: ‘Io sono il sillabario’. Quindi, subito dopo l’annuncio, c’è un punto. E in quel punto ci sono cento milioni di bit, velocissimi. Dovrebbe vedere se avete ricevuto qualche vocina.»

«Mi creda, ce ne saremmo accorti.»

«Okay, che mi dice allora di una modulazione di fase? La usiamo nella telematica dei radar e dei veicoli spaziali, e difficilmente sconvolge lo spettro. Avete collegato un correlatore di fase?»

«No. E’ una buona idea. La esaminerò a fondo.»

«Adesso, l’eventualità speciale è questa: se la Macchina verrà mai realizzata, se i nostri uomini vi prenderanno posto, qualcuno premerà un bottone e allora quei cinque andranno da qualche parte. Non importa dove. Ora, un interessante interrogativo è questo: quei cinque ritorneranno indietro? Forse no. Mi piace l’idea che gli abitanti di Vega abbiano inventato tutta questa progettazione della Macchina perché hanno bisogno di corpi da sottoporre ad autopsia. Per i loro studenti di medicina, o per gli antropologi o per altri. Hanno bisogno di alcuni corpi umani. E’ una grande seccatura venire sulla Terra — si ha bisogno di permessi, di visti di transito dell’autorità — accidenti, il gioco non vale la candela. Ma con un piccolo sforzo, si può inviare sulla Terra un Messaggio e allora i terrestri si sobbarcheranno tutte le noie di spedire cinque corpi. E’ come la raccolta dei francobolli. Avevo l’abitudine di raccogliere francobolli quando ero bambino. Si spediva una lettera a qualcuno in un paese straniero e il più delle volte si riceveva una risposta. Non importava il contenuto della missiva. Tutto quello che si voleva era il francobollo. Dunque, questa è la mia visione: ci sono alcuni filatelici su Vega. Spediscono lettere nello spazio quando ne hanno voglia e i corpi arrivano volando da tutto l’universo. Non le piacerebbe vedere la collezione?»

Le sorrise e proseguì. «Okay, che c’entra questo con il ritrovamento del sillabario? Nulla. E pertinente solo se sbaglio. Se il mio quadro è sbagliato, se i cinque ritorneranno sulla Terra, allora sarebbe di grande aiuto l’aver inventato il volo spaziale. Per quanto intelligenti possano essere, sarà duro far atterrare la Macchina. Troppe cose in movimento. Dio solo sa qual è il sistema di propulsione. Se si termina il viaggio alcuni metri sotto terra, è finita. E che cosa sono alcuni metri in ventisei anni luce? E’ troppo rischioso. Se la Macchina tornerà indietro, dovrà fermarsi nello spazio, in qualche punto vicino alla Terra, ma non sulla Terra o dentro la Terra. Perciò loro devono essere sicuri che noi si sia padroni del volo spaziale, perché i cinque possano essere recuperati nello spazio. Hanno fretta e non riescono a stare tranquilli finché non arriva su Vega un telegiornale serale del 1957. Allora, che fanno? Fanno in modo che parte del Messaggio possa essere individuata solo dallo spazio. Di che parte si tratta? Del sillabario. Se si può scoprire il sillabario, vuoi dire che si è capaci di volare nello spazio e che si può tornare a casa sani e salvi. Quindi, immagino che il sillabario sia stato mandato alla frequenza degli assorbimenti dell’ossigeno nello spettro di microonde, o nell’infrarosso vicino: una parte dello spettro che si può scoprire soltanto quando si è ben fuori dall’atmosfera terrestre…»

«Abbiamo avuto il telescopio Hubble puntato su Vega nell’ultravioletto, nel visibile e nell’infrarosso vicino. Nulla. I russi hanno riparato il loro strumento a onde millimetriche. Non hanno fatto altro che guardare Vega e non hanno scoperto nulla. Ma continueranno a guardare. Altre eventualità?»

«E’ sicura di non voler gradire un drink? Io non bevo, ma tanti lo fanno.» Ellie rifiutò di nuovo. «No, nessun’altra eventualità. Ora tocca a me? Guardi, voglio chiederle qualcosa. Ma non sono bravo a chiedere. Non lo sono mai stato. La mia immagine pubblica è ricca, eccentrica, senza scrupoli: quella di uno che cerca i punti deboli del sistema per poter fare un mucchio di dollari in fretta. E non mi dica che non ci crede anche lei. Tutti ci credono almeno in parte. Lei ha probabilmente già sentito quello che sto per dirle, ma mi conceda dieci minuti e le racconterò com’è cominciato tutto. Voglio che lei sappia qualcosa di me.» Ellie si accomodò, chiedendosi cosa mai avrebbe potuto volere da lei, e spazzò via frivole fantasie che coinvolgessero il tempio di Ishtar, Hadden, e forse un auriga o due in sovrappiù. Anni prima, Hadden aveva inventato un modulo che, quando appariva uno spot pubblicitario in televisione, automaticamente sopprimeva l’audio. All’inizio, non si trattava di un congegno per il riconoscimento contestuale. Controllava semplicemente l’ampiezza del portante: i pubblici tari della TV avevano preso l’abitudine di trasmettere i loro comunicati a un volume più alto e con minore rumore di fondo rispetto ai programmi che costituivano i loro veicoli nominali. La notizia del modulo di Hadden si diffuse oralmente. La gente si sentì sollevata, liberata da un grave fardello, persino felice di essere salvata da quell’ondata pubblicitaria durante le sei-otto ore al giorno che l’americano medio trascorreva davanti al televisore. Prima che ci potesse essere una qualsiasi reazione coordinata da parte dell’industria pubblicitaria televisiva, l’Adnix era diventato incredibilmente popolare. Costrinse i pubblicitari e le reti televisive a nuove scelte di strategia del portatore, che Hadden vanificava con una nuova serie di invenzioni. Qualche volta inventò dei circuiti per sconfiggere strategie che le agenzie e i networks non avevano ancora escogitato. Soleva dire che stava risparmiando loro l’affanno di produrre delle invenzioni che sarebbero costate care ai loro azionisti e che erano, a ogni modo, destinate al fallimento. Quando aumentò il volume delle sue vendite, continuò a ridurre i prezzi. Era una sorta di guerra elettronica. E lui stava vincendo. Cercarono di citarlo in giudizio accusandolo di voler in qualche modo limitare il commercio. Avevano sufficiente forza politica perché venisse respinta la sua mozione per un’assoluzione sommaria, ma insufficiente influenza per vincere davvero il caso. Il processo aveva costretto Hadden ad approfondire i relativi codici legali. Non molto tempo dopo, egli chiese, attraverso una ben nota agenzia di Madison Avenue di cui era diventato un importante socio accomandante, di poter pubblicizzare il suo stesso prodotto sulle TV commerciali. Dopo alcune settimane di polemiche, i suoi spot vennero rifiutati. Egli citò in tribunale tutte e tre le reti e in questo processo fu in grado di dimostrare un complotto per limitazione di commercio. Ricevette un enorme indennizzo che costituì all’epoca, un record per casi di questo tipo, e che contribuì, nel suo piccolo, alla fine delle reti originarie. C’erano sempre state persone cui piaceva la pubblicità, naturalmente, e quelle non avevano nessun bisogno dell’Adnix. Ma erano una minoranza che si andava riducendo sempre più. Hadden si costruì una grossa fortuna sferrando un duro colpo alle trasmissioni pubblicitarie, ma si fece anche molti nemici. I microcircuiti integrati di riconoscimento contestuale facevano la loro comparsa sul mercato e Hadden aveva già pronto il Preachnix, un sottomodulo che poteva essere collegato all’Adnix. Il nuovo congegno avrebbe semplicemente commutato i canali se per caso fosse stato trasmesso un programma religioso. Si potevano preselezionare parole chiave, come «Avvento» o «Estasi» e tagliare grandi fasce nella programmazione disponibile. Il Preachnix riscosse un vastissimo successo in seno a una significativa minoranza di spettatori televisivi che avevano portato anche troppa pazienza. C’era in giro la chiacchiera, solo in parte attendibile, che il prossimo sottomodulo di Hadden si sarebbe chiamato Jivenix e avrebbe agito soltanto sui discorsi pubblici di presidenti e premier. Sviluppando ulterioremente i microcircuiti integrati di riconoscimento contestuale, Hadden si rese conto della possibilità di una loro ben più ampia applicazione — dall’educazione, scienza e medicina, ai servizi segreti militari e allo spionaggio industriale. Fu questa la ragione che portò alla famosa causa «Gli Stati Uniti contro la Cibernetica Hadden». Uno dei microcircuiti integrati di Hadden era stato considerato troppo valido per la vita civile, e su raccomandazione della National Security Agency, gli impianti e il personale qualificato per la produzione più avanzata dei microcircuiti integrati di riconoscimento contestuale furono schedati dal governo. Era semplicemente più importante poter leggere la posta dei russi. Dio solo sapeva, gli dissero, cosa sarebbe potuto accadere se i russi fossero stati in grado di leggere la nostra di posta. Hadden si rifiutò di cooperare al passaggio del controllo e dichiarò solennemente che si sarebbe dedicato ad altri settori possibilmente privi di connessioni con la sicurezza nazionale. Il governo stava nazionalizzando l’industria, disse. Si proclamavano capitalisti, ma al momento opportuno, mostravano il loro volto socialista. Aveva trovato un bisogno pubblico insoddisfatto e usato una nuova tecnologia esistente e legale per consegnare loro quello che volevano. Era capitalismo classico. Ma c’erano molti capitalisti moderati che dicevano che egli si era già spinto troppo oltre con l’Adnix, rappresentando una reale minaccia per il sistema di vita americano. In una severa colonna firmata da V. Petrov, la «Pravda» definiva la cosa un concreto esempio delle contraddizioni del capitalismo. Il «Wall Street Journal» ribatteva, forse un po’ impropriamente, definendo la «Pravda», parola che in russo significa «verità», un concreto esempio delle contraddizioni del comunismo. Hadden sospettò che l’assunzione del controllo da parte dello stato fosse solo un pretesto, che la sua vera colpa fosse stata quella di attaccare la pubblicità e l’evangelismo sul video. Adnix e Preachnix erano l’essenza dell’imprenditorialità capitalistica, sostenne Hadden ripetutamente. Compito del capitalismo era, secondo i presupposti, di fornire alla gente delle alternative.