Ora, accanto a me e a Jason, c’era un ragazzine di otto anni con un’espressione distratta nello sguardo. Tiro a indovinare la sua età. Forse aveva dieci anni. Suo padre gli stava chiedendo delle cose e lui rispondeva a monosillabi. Il bambino stava baloccandosi con la canna di un fucile giocattolo che teneva rivolto in alto sulla sua sedia a sdraio. Il calcio era stretto tra le gambe. Tutto quello che voleva era di essere lasciato solo e di poter carezzare in pace il suo fucile. Dietro a lui, s’innalzavano le torri e le guglie del Regno Magico, e all’improvviso ogni cosa andò a posto. Capisce ciò che sto dicendo?» Si riempì un bicchiere di coca cola dietetica e lo fece tintinnare contro il suo.
«Bevo alla sconfitta dei nemici,» brindò lui giovialmente. «La farò accompagnare fuori per la porta di Ishtar. La processione creerà troppi ingorghi verso la porta di Enlil.»
Entrambe le scorte apparvero come per magia e fu chiaro che la si stava congedando. Desiderava poco trattenersi. «Non dimentichi la modulazione di fase e guardi nelle righe dell’ossigeno. Ma anche se sbaglio riguardo alla collocazione del sillabario, non scordi: sono l’unico in grado di costruire la Macchina.»
I riflettori illuminavano a giorno la porta di Ishtar, decorata da animali azzurri in ceramica vetrificata. Gli archeologi li avevano chiamati dragoni.
14
OSCILLATORE ARMONICO
«Lo scetticismo è la castità dell’intelletto, ed è vergognoso abbandonarlo troppo presto o nelle mani del primo venuto: è cosa nobile conservarlo con freddezza e orgoglio durante una lunga giovinezza, finché alla fine, nella maturità dell’istinto e della discrezione, può essere barattato in tutta sicurezza con fedeltà e gioia.»
Era in missione di rivolta e sovversione. Il nemico era enormemente più grande e più potente. Ma ne conosceva la debolezza. Poteva assumere il controllo del governo alieno, volgendo le risorse dell’avversario ai propri fini. Ora, con milioni di agenti devoti piazzati…
Lei starnutì e cercò di trovare un fazzoletto di carta pulito nella tasca rigonfia dell’accappatoio presidenziale di spugna. Non era truccata, e le sue labbra screpolate rivelavano macchie di balsamo mentolato. «Il mio medico mi dice che devo rimanere a letto o mi beccherò una polmonite virale. Gli chiedo un antibiotico e lui mi dice che non c’è nessun antibiotico per i virus. Ma come fa a sapere che ho un virus?» Der Heer aprì la bocca per rispondere, ma la Presidente lo bloccò. «No, fa niente. Comincerai a parlarmi del DNA e del riconoscimento dell’ospite e avrò bisogno di tutte le forze che mi restano per ascoltare le tue storie. Se non hai paura del mio virus, prendi una poltrona.»
«Grazie, Presidente. Si tratta del sillabario. Ho qui il rapporto. C’è una lunga sezione tecnica in appendice. Ho pensato che potesse interessarla. In breve, stiamo leggendo e comprendendo davvero la cosa quasi senza difficoltà. E un programma di apprendimento diabolicamente intelligente. Non intendo il ‘diabolicamente’ nel senso letterale della parola, naturalmente. Dovremmo ormai essere in possesso di un vocabolario di tremila termini.»
«Non capisco come ciò sia possibile. Riuscirei a capire come siano in grado di insegnarci i nomi dei loro numeri. Si fa un punto e sotto si scrivono le lettere UNO e così via. O si ha la foto di una stella e ci si scrive sotto STELLA. Ma non vedo come si possa fare per i verbi, per i modi e i tempi.»
«In parte ci riescono con filmati. I filmati sono perfetti per i verbi. Per molte altre cose adoperano i numeri. Persino per le astrazioni; riescono a comunicare delle astrazioni con numeri. Funziona pressappoco così: prima elencano i numeri per noi, e poi introducono qualche nuova parola, parole che noi non capiamo. Ecco, indicherò le loro parole con lettere. Leggiamo qualcosa di simile (le lettere stanno per simboli introdotti dagli alieni)». Egli scrisse:
1A1B2Z 1A2B3Z 1A7B8Z
«Che cos’è secondo lei?»
«Il mio tesserino della scuola superiore? Intendi dire che la A sta per una combinazione di punti e di linee, e che la B sta per una differente combinazione di punti e di linee, e così via?»
«Esattamente. Si sa cosa significano uno o due, ma non si conosce il significato di A e B. Che cosa le dice una sequenza di questo tipo?»
«A significa ‘più’ e B significa ‘uguale’. E’ così?»
«Bene. Ma non comprendiamo ancora il significato di Z, giusto? Adesso sta scrivendo»:
1A2B4Y
«Capisce?»
«Forse. Dammene un altro che termini in Y.» 2000A4000BOY
«Okay, credo di esserci arrivata. Purché non legga gli ultimi tre simboli come una parola, Z significa vero e Y falso.»
«Giusto. Esattamente. Abbastanza bene per una Presidente alle prese con un virus e una crisi sudafricana. Così, con alcune righe di testo ci hanno insegnato quattro parole: più, uguale, vero, falso. Quattro parole piuttosto utili. Poi insegnano la divisione, dividono uno per zero, e ci dicono la parola per infinito. O forse si tratta solo della parola per indeterminato. Oppure dicono: ‘La somma degli angoli interni di un triangolo è pari a due angoli retti.’ Quindi commentano che l’asserzione è vera se lo spazio è piatto, ma falsa se lo spazio è curvo. Così si è arrivati a imparare come si dice ‘se’ e…»
«Non sapevo che lo spazio fosse curvo. Ken, di che diavolo stai parlando? Come può lo spazio essere curvo? No, non importa, non importa. Questo non può avere nulla a che vedere con il problema che abbiamo di fronte.»
«In realtà…»
«Sol Hadden mi dice che era sua l’idea di dove potesse trovarsi il sillabario. Non guardarmi in quel modo strano, der Heer. Io parlo con tutti.»
«Non intendevo dire… ah… Da quel che so, il signor Hadden ha dato alcuni suggerimenti, che erano stati avanzati pure da altri scienziati. Il dottor Arroway li ha controllati e ha trovato la soluzione in uno di essi. Si chiama modulazione di fase o codificazione di fase.»
«Sì. Ma adesso dimmi se è giusto, Ken! Il sillabario è disperso nel Messaggio, vero? Moltissime ripetizioni. E c’era un sillabario anche poco dopo che Arroway captò per la prima volta il segnale.»
«Poco dopo che Arroway scovò il terzo strato del palinsesto, il progetto della Macchina.»
«E molti paesi hanno la tecnologia per leggere il sillabario, vero?»