Ellie rimase a bocca aperta. Ricordava l’ultima volta che le era capitato. Quella era una ricostruzione dei fatti veramente maligna e velenosa. Si chiese da che cosa vi fosse stato indotto Kitz. Doveva trovarsi davvero in difficoltà, pensò Ellie. «Non penso che nessuno crederà alla vostra storia,» proseguì lui. «Questo è l’inganno più elaborato — e più costoso — mai perpetrato. Lei con i suoi amici ha tentato di imbrogliare la Presidente degli Stati Uniti e di turlupinare il popolo americano, per non parlare di tutti gli altri governi della Terra. Dovete pensare davvero che tutti gli altri siano stupidi.»
«Michael, questa è follia. Migliaia di persone hanno lavorato per acquisire il Messaggio, per decodificarlo, e per costruire la Macchina. Il Messaggio si trova su nastri magnetici, su tabulati e compact-disk in osservatori di tutto il mondo. Lei è convinto che ci sia un complotto che coinvolge tutti i radioastronomi del pianeta, e le compagnie aerospaziali e cibernetiche, e… ««No, non c’è bisogno di un complotto di tale portata. Tutto ciò di cui avete bisogno è un trasmettitore nello spazio che dia l’impressione di operare da Vega. Le dirò come penso abbiate fatto. Preparate il Messaggio e trovate qualcuno — qualcuno con una provata capacità di lancio — per spedirlo in cielo. Probabilmente come un’operazione secondaria di qualche altra missione. E in un’orbita che suggerisca il moto sideralè. Forse c’è più di un satellite. Allora il trasmettitore entra in funzione e voi siete tutti pronti nel vostro bell’osservatorio a ricevere il Messaggio, a fare la grande scoperta, e a spiegare a noi poveri imbecilli il significato di tutta la faccenda.»
Era troppo persino per l’impassibile der Heer, che si agitò sulla sua poltrona. «Veramente, Mike…» cominciò, ma Ellie lo interruppe. «Non sono stata responsabile per la maggior parte della decodificazione. Molte persone vi erano coinvolte. Drumlin in special modo. All’inizio si era dimostrato profondamente scettico, com’è noto. Ma una volta arrivati i dati, Dave fu completamente convinto. Non lo si sentì fare nessuna riserva.»
«Oh sì, povero Dave Drumlin. Il fu Dave Drumlin. L’avete sistemato.
Il professore che non le era mai piaciuto.»
Der Heer sprofondò ancor di più nella sua poltrona, e lei ebbe un’improvvisa visione di lui che intratteneva Kitz con pettegolezzi di seconda mano. Lo guardò più attentamente. Non poteva esserne certa.
«Durante la decifrazione del Messaggio, lei non poteva fare tutto. C’era troppo da fare. Perciò trascurava questo e dimenticava quello. Drumlin stava invecchiando, si preoccupava che la sua studentessa di un tempo finisse per eclissarlo e si prendesse tutto il merito. All’improvviso egli vede come può entrare nell’affare, come può sostenere un ruolo di primo piano. Lei ha fatto appello al suo narcisismo, e l’ha incastrato. E se lui non fosse arrivato alla decifrazione, lei lo avrebbe aiutato. Nella peggiore delle ipotesi, lei avrebbe pelato tutte le tuniche della cipolla da sola.»
«Lei sta dicendo che siamo stati in grado di inventare un simile Messaggio. Davvero, è un complimento pazzesco per Vay-gay e per me. E’ anche impossibile. Non si può fare. Lei può chiedere a ogni ingegnere competente se questa sorta di Macchina — con industrie sussidiarie nuovissime, componenti totalmente sconosciuti sulla Terra — abbia potuto essere inventata da alcuni fisici e radioastronomi nei loro giorni liberi. Quando immagina che avessimo tempo di inventare un simile Messaggio anche se avessimo saputo come fare? Consideri quanti bit di informazioni vi sono contenuti. Avrebbe richiesto anni.»
«Lei aveva anni, mentre Argus non combinava nulla. Il progetto stava per essere chiuso. Drumlin, lei lo ricorda, stava premendo in tale dirczione. Così, proprio al momento giusto, lei trova il Messaggio. Allora non si parla più di dare un taglio al suo amato progetto. Credo che lei e quel russo abbiate inventato l’intera faccenda nel vostro tempo libero. Avevate degli anni.»
«Questa è follia,» disse Ellie sommessamente. Valerian intervenne. Aveva conosciuto bene il dottor Arroway durante il periodo in questione. Lei aveva fatto un fecondo lavoro scientifico. Non aveva mai avuto il tempo necessario per una frode così complessa. Per quanto l’ammirasse, lui era d’accordo che il Messaggio e la Macchina erano ben al di là delle sue capacità: o delle capacità di chiunque altro. Di chiunque altro sulla Terra. Ma Kitz non si arrendeva. «E’ un giudizio personale, dottor Valerian. Quot homines, tot sententiae. Il dottor Arroway le piace. Piace anche a me. E’ comprensibile che lei voglia difenderla. Non me la prendo. Ma c’è un argomento decisivo. Lei non lo conosce ancora. Glielo esporrò.»
Si sporse in avanti, guardando Ellie intensamente. Chiaramente era interessato a vedere come lei avrebbe reagito a ciò che stava per dire. «Il Messaggio si è interrotto nel momento in cui abbiamo attivato la Macchina. Nel momento in cui i benzel hanno raggiunto la velocità di crociera. Al secondo. In tutto il mondo. Ogni radio osservatorio con una linea ottica in direzione di Vega ha registrato la stessa cosa. Abbiamo evitato di dirvelo per non distogliervi dal vostro resoconto. Il Messaggio si è interrotto a metà di un bit. E’ stato veramente stupido da parte vostra.»
«Non ne so nulla, Michael. Ma che c’è di strano se il Messaggio si è interrotto? Aveva raggiunto il suo intento. Abbiamo costruito la Macchina, e siamo andati… dove volevano che andassimo.»
«Questo vi pone in una situazione particolare,» proseguì lui. All’improvviso Ellie capì dove voleva arrivare. Non se l’era aspettato. Lui stava discutendo di complotto, ma lei stava intuendo che si alludeva alla pazzia. Se Kitz non era pazzo, poteva esserlo lei? Se la nostra tecnologia può produrre sostanze in grado di dare allucinazioni, una tecnologia molto più avanzata poteva causare allucinazioni collettive particolareggiatissime? Solo per un momento le sembrò possibile. «Immaginiamo che sia la settimana scorsa,» stava dicendo lui. «Le onde radio che arrivano sulla Terra in questo istante dovrebbero essere state inviate da Vega ventisei anni fa. Esse impiegano ventisei anni ad attraversare lo spazio e raggiungerci. Ma ventisei anni fa, dottor Arroway, non c’era nessuna base Argus, c’erano l’LSD e le proteste per il Vietnam e lo scandalo Watergate. Siete così intelligenti, ma avete dimenticato la velocità della luce. Non c’è modo che l’attivazione della Macchina possa interrompere il Messaggio finché non siano trascorsi ventisei anni: a meno che in uno spazio ordinario non siate in grado di inviare un messaggio a una velocità superiore a quella della luce. Ed entrambi sappiamo che ciò è impossibile. Ricordo che lei si lamentava della stupidità di Rankin e di Joss che non sapevano che non si può viaggiare più veloci della luce. Mi sorprende che lei abbia pensato di potersela cavare così.»
«Michael, ascolti. Il problema è come abbiamo potuto andare da qui a là e ritornare indietro praticamente in un baleno. Venti minuti, a dire il vero. Può essere acausale attorno a una singolarità. Non sono un’esperta in questo campo. Dovrebbe parlarne con Eda o Vaygay.»
«Grazie per il suggerimento,» disse lui. «Lo abbiamo già fatto.» Ellie immaginò Vaygay sottoposto a un interrogatorio simile da parte del suo vecchio avversario Archangelskij o di Baruda, l’uomo che aveva proposto di distruggere i radiotelescopi e di bruciare i dati. Probabilmente loro e Katz avevano la stessa opinione sulla delicata faccenda che si trovavano a dover affrontare. Ellie sperò che Vaygay stesse tenendo duro.
«Lei capisce, dottor Arroway. Sono certo che capisce. Ma permetta che mi spieghi di nuovo. Forse lei può mostrarmi dove ho tralasciato qualcosa. Ventisei anni fa, quelle onde radio stavano puntando sulla Terra. Adesso le immagini nello spazio tra Vega e qui. Nessuno può intercettare le onde radio dopo che hanno lasciato Vega. Nessuno può fermarle. Anche se il trasmettitore avesse saputo istantaneamente — attraverso il buco nero, se le fa piacere — che la Macchina era stata attivata, ci sarebbero voluti ventisei anni prima che il segnale cessasse di arrivare sulla Terra. I suoi Vegani non avrebbero potuto sapere ventisei anni fa quando la Macchina sarebbe stata attivata. E con la massima precisione. Avreste dovuto inviare indietro un messaggio in tempo per ventisei anni fa, perché il Messaggio si interrompesse il 31 dicembre 1999. Mi segue, non è vero?»