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Poi Cirocco prese a roteare follemente, oscillando avanti e indietro all'estremità dei cavi. Dapprima Nova non si preoccupò, ma siccome quella bizzarra esibizione non accennava a diminuire, incominciò a chiedersi se non ci fosse qualcosa che non andava. E finì per spaventarsi sul serio allorché Cirocco iniziò a precipitare in un vertiginoso tuffo. Per riuscire a starle dietro dovette impegnarsi al massimo, ma prima che si trovasse anche lei a scendere in picchiata, Cirocco aumentò le oscillazioni fin quasi a rovesciarsi. La gran volta era difficile da fare, con un alacadute. E la Maga non c'era riuscita completamente. Nova non arrivò comunque a capire cosa fosse accaduto finché l'altra non scoppiò a ridere.

— Ma non s'era detto che mi dovevi seguire? — gridò Cirocco continuando a ridere. — Ma non eri tu la Campionessina della Congrega o roba del genere?

Ah, è così?

Nova tirò i cavi con entrambe le mani, e sfrecciò davanti a Cirocco talmente vicina da udirne l'ansito sbigottito. Precipitò sempre più veloce, oscillando da un lato all'altro e accumulando slancio finché, con uno scatto violento, s'inarcò descrivendo una curva e per un attimo si librò a testa in giù, mentre l'alacadute si ripiegava sotto di lei. Cadde a capofitto evitando abilmente d'impigliarsi nei cavi allentati, si fermò con un sobbalzo quando la calotta con uno schiocco lacerante si ridispiegò abbracciando l'aria, e concluse l'evoluzione ritornando in planata, il tutto con un'eleganza ed una precisione mai raggiunte in gara. Rivedeva, con gli occhi della memoria, una fila di 10 accendersi sul tabellone del punteggio.

Cirocco le si pose cautamente a lato, abbastanza distante per evitare che i loro alacadute si ostacolassero, e le puntò addosso uno sguardo stizzito che però non le riuscì di mantenere. Scoppiò nuovamente a ridere.

— Mi arrendo alla più brava — dichiarò. — M'hai fatto prendere una bella strizza, lassù, signorina.

— Ma tu avevi spaventato me! — replicò Nova.

— Già, me l'immaginavo. Quindi sarebbe stato meglio che non l'avessi fatto.

— Ma non mi è mica dispiaciuto.

— Nova, mi rendo perfettamente conto di aver l'aria d'una vecchia strega inacidita e senza cuore. Ma ultimamente di tempo per divagarmi me ne avanza davvero poco. E poi c'è il fatto che ho sei volte la tua età, e non venirmi a dire che non ti hanno raccontato la tragica storia della mia vita… però la sai una cosa? A conti fatti, mettendo sulla bilancia il buono e il cattivo, ho avuto un'esistenza meravigliosa. Gli ultimi trent'anni sono stati difficili, e la situazione promette di peggiorare. Ma non avrei sopportato nessun altro genere di vita. Il brutto è quando… be', come ora. Quando voglio uscire un po' dal personaggio, agli altri sembra sempre fuori luogo, e questo mi addolora. Gli ultimi trent'anni, pensò Nova.

Fu una lunga planata. Si divertirono con qualche altro giochetto, ma nulla di così spinto come i giri della morte. E intanto Finefischio continuava a ingigantire sotto di loro.

Quasi un secolo prima, quando Cirocco e il suo equipaggio l'avevano veduto per la prima volta, Finefischio era stato appena più lungo di un chilometro dal muso alla coda. Lo Hindenburg, la più grande aeronave mai costruita sulla Terra, aveva avuto dimensioni leggermente inferiori ad un quarto di quelle possedute da Finefischio.

Da allora, egli era considerevolmente cresciuto.

Adesso aveva una lunghezza di due chilometri. E siccome anche le altre sue dimensioni si erano accresciute in proporzione, attualmente era otto volte più grande. Conteneva quasi quindici milioni di metri cubi di idrogeno.

— Nessuno sa come mai è cresciuto tanto — disse Cirocco a Nova mentre si apprestavano ad atterrare sull'immenso dorso. — Di solito gli aerostati non crescono così alla svelta. Lui ha circa sessantamila anni. I suoi coetanei sembrano crescere solo di pochi centimetri all'anno. E Vecchio Scout, che ha per lo meno ventimila anni più di Finefischio, è lungo solò un chilometro e mezzo all'incirca.

Cirocco le fornì altre informazioni, e Nova ascoltò attentamente, ma le sole parole non avrebbero mai potuto rendere giustizia a Finefischio. Bisognava vederlo, per crederci. Nova aveva pensato che atterrare sulla schiena di un aerostato fosse una manovra rischiosa, e invece pareva che l'operazione avrebbe comportato più o meno le stesse difficoltà cui va incontro una zanzara per deporsi sopra un elefante.

Prese contatto dolcemente, frenò l'abbrivio in pochi rapidi passi mentre con destrezza ammainava l'alacadute, ed era sul punto d'incominciare a ripiegarlo, quando si sentì toccare una spalla da Cirocco.

— Taglia i cavi — le disse — Per scendere useremo un altro sistema.

— Non ho il coltello — obiettò Nova.

Cirocco parve sorpresa, e scosse la testa.

— Si vede che sto invecchiando — commentò, squadrandola da capo a piedi. Nova non riuscì a comprendere quale fosse il problema. Cirocco recise lei le corde tramite un coltello dalla lama bianca. Dandogli un'occhiata da vicino, Nova si accorse che era stato realizzato con un osso affilato, tutto ricoperto d'intricate incisioni in stile titanide.

— Porti niente sotto i vestiti? — domandò Cirocco.

— Soltanto i calzoncini di cotone — rispose Nova.

— A me interessa il metallo. È non solo scortese, ma anche estremamente pericoloso portare a bordo di un aerostato oggetti di metallo. E qualunque altra cosa possa produrre scintille.

Gli stivali di Nova avevano occhielli metallici per il passaggio delle stringhe, ma dopo un rapido esame Cirocco li dichiarò accettabili. Nova provò un senso di sollievo: quegli stivali erano un regalo di Virginale.

Poi Cirocco s'inginocchiò e incominciò a tastare la robusta cute dell'aerostato. Nova le andò dietro. Sapeva che non ci sarebbe stato niente di male a rivolgerle qualche domanda, ma nonostante l'assaggio di Maga giocherellona che aveva avuto durante la discesa, il suo sentimento predominante nei confronti di Cirocco continuava ad essere la paura, e la sua reazione l'obbedienza.

Si guardò attorno. Non era difficile avere l'impressione di trovarsi sopra un liscio vassoio argenteo. Sapeva che quella superficie andava curvando verso il basso, ma avrebbe potuto percorrere un lungo tratto in qualunque direzione prima che ciò divenisse un problema.

Finalmente Cirocco parve aver trovato il punto che cercava. Premette l'estremità acuminata del coltello d'osso contro la pelle dell'aerostato e praticò un bucherellino. Nova la vide porre una mano sopra il foro e udì un suono sibilante che presto si spense. Cirocco parve soddisfatta, e con grande stupore di Nova usò il coltello per fare un grande taglio a X sul dorso di Finefischio. Poi spinse i lembi dentro l'incisione, e tutt'e due guardarono giù nell'apertura.

Sprofondava nell'oscurità. Su tutti i lati dell'angusto budello si vedevano le pareti protuberare verso l'interno, trattenute da quella che pareva una rete da pesca. Nova capì che erano sacche di gas, e che Cirocco aveva individuato uno spazio vuoto fra di esse.

— Che sarebbe successo se avessi forato una sacca? — domandò.

— Finefischio ne ha più di un migliaio. Se ne potrebbero bucare anche trecento tutte insieme, senza causargli sensibile danno. E poi, se il primo forellino che ho fatto avesse danneggiato una sacca, l'incisione si sarebbe rimarginata in una decina di secondi. — Calò una gamba dentro l'apertura, trovò un punto d'appoggio, e guardò in su facendo a Nova un gran sorriso.

— Tu stammi dietro, d'accordo?

— Ma questo buco?

— Fra cinque minuti si sarà già richiuso. Lui non se ne accorgerà neanche, garantito.

Nova era alquanto dubbiosa, ma non per questo meno intenzionata a seguire Cirocco. Non appena la Maga fu scomparsa all'interno, cominciò a calarsi giù anche lei, scivolò, ma si riprese subito aggrappandosi alla rete che la circondava da ogni parte.