— Come hai detto?
— Ehm… vada pure, signore!
— E le misure di sicurezza? E la registrazione che dovresti tenere di chiunque entra ed esce da questa porta? Potrebbero anche passare di qui abbaiando tutti i cerberi dell'inferno e tu gli offriresti dei biscotti per cani! Non mi chiedi nemmeno il mio nome?
— Oh!… I-i-il s-suo n-n-nome… signore?
— Guinness. — Sbirciò di sopra la spalla dell'uomo mentre quello prendeva appunto sul taccuino. — E cerca almeno di scriverlo bene. G-U-I-N-N-E-S-S. Alec Guinness. Gea lo vorrà sapere.
Cirocco girò sui talloni, varcò con decisione il portale e traversò il ponte levatoio senza guardare né a destra né a sinistra.
La sentinella impiegò un quarto d'ora a ritornare completamente in sé. E a quel punto Cirocco era già lontana mille miglia.
Gea aveva capito tutto fin da quel primo AR.
Giganteggiava monolitica all'Ingresso Universal, i titanici piedi saldamente piantati su tant'oro quanto mai ce n'era stato nei forzieri di Fort Knox, le mani ai fianchi, e sorrideva.
A R R.
A R R E N.
Incominciò a ridere. A quel punto anche alcuni dei presenti, vecchie volpi che avevano assistito pure loro a un sacco di film — più di quanti, in genere, ci tenessero a ricordarne — subodoravano ormai la conclusione. Per un paio di minuti, da parte di molti, s'era temuto il peggio. Occhiate nervose avevano fatto costantemente la spola fra il faccione di Gea e l'invito che s'andava componendo alto nel cielo. Poi, seggeavuole, l'olimpica risata della dea finalmente eruppe, e fu il segnale che diede la stura a un'oceanica esplosione d'ilarità.
Allorché il messaggio si stagliò completo, la A iniziale era ormai divenuta quasi illeggibile, ma ciò non guastava il divertimento.
— Dobbiamo andare a consultare il Mago! — ululò Gea. — Lui saprà consigliarci!
Ancora più forte scrosciò lo sguaiato cachinno degli astanti.
È tempo di organizzare un nuovo festival, pensò Gea. Jones doveva essere proprio ridotta alla disperazione, per fare una simile cretinata. Ma non lo sapeva che era la Malvagia Strega dell'Ovest a scrivere nel cielo? Possibile che malvagia non significasse niente, per lei? C'erano ben precise regole da rispettare, in quella contesa, e i simboli avevano la massima importanza.
La sua colossale risata s'era andata riducendo a un altalenante chiocciolio di soffocate risatine. Le grandi lettere, lassù, si disperdevano nel vento, svaporando in drappeggi d'impalpabile foschia. Le due Libellule vennero raggiunte da un terzo aereo che Gea aveva individuato fin dall'inizio. A bordo, molto probabilmente, c'era Jones, tenutasi cautamente fuori campo a godersi lo spettacolo mentre i suoi scagnozzi si accollavano a loro rischio tutta la parte rognosa. In fin dei conti non c'era neanche tanto gusto, a combattere in quel modo, pensò.
E provò un'inattesa fitta di delusione.
Liquidò quella sensazione con un'alzata di spalle. I tre aerei volavano adesso in formazione, percorrendo l'enorme circonferenza di Nuovo Pandemonio. E continuavano ad emettere scie di fumo.
Sì, un bel festival di film fantastici, pensò Gea. Quali titoli non erano stati programmati, ultimamente? Dunque, vediamo un po', c'era quel…
S'interruppe, levando al cielo uno sguardo sospettoso.
— No! — urlò, spiccando la corsa. — No, cagna che sei! Questo non era previsto! — Calpestò uno zombi riverso al suolo, scivolò, e per un pelo non cadde. Vide accasciarsi un altro zombi.
Due minuti dopo, tutti gli zombi di Pandemonio erano morti.
— All you need is love… — disse Robin, poi fischiettò la stessa frase, e poi ancora la cantò.
— Che roba è? — giunse via radio la domanda di Conal.
— Solo una canzone che intoniamo noi streghe. — E riprese a fischiettare, mentre virava inclinando un'ultima volta il suo aereo a sorvolare lo strano scenario sottostante.
— Madre — fece Nova in tono irritato.
— Mia cara, sarà l'ora che la pianti d'essere imbarazzata circa l'origine del nostro ammazzazombi, non credi?
— Sì, Madre. — Si udì la radio di Nova disattivarsi con uno scatto.
— Al mio segnale virare a sinistra — disse Conal. — Siamo sull'ingresso MGM. Quello con sopra il grande leone di pietra.
— Roger — confermò Robin, che continuava a canterellare a bocca chiusa. Ridiede un'altra occhiata giù verso Nuovo Pandemonio.
Avevano avuto, di quell'insediamento, la descrizione fatta da Cirocco, cosicché lo schema planimetrico generale era loro noto prima di giungere in loco. Ma vederlo di persona era decisamente tutta un'altra cosa. Robin aveva ribollito di nervosismo per l'intera durata della folle esibizione, volteggiando ad alta quota, col suo radar più potente all'erta e l'armamento pesante pronto a far fronte a un eventuale attacco da parte delle bombe volanti, e con una dozzina di piani d'emergenza che turbinosi le si accavallavano in mente… piani che erano stati impietosamente inculcati in tutti loro dall'inflessibile Generale Jones.
Sogghignò, poi rise apertamente. Quella situazione solleticava irresistibilmente lo spiritello burlone che le sonnecchiava dentro.
— Gea come la prenderà, secondo voi? — domandò agli altri. — Chissà se se lo immagina che le abbiamo appena rovesciato in capo tre tonnellate di elisir d'amore?
— Parla Robin della Congrega? — s'inserì una voce.
Seguì un attimo di assoluto silenzio, sottolineato dal gemito acuto del reattore.
— Robin, che cavolo stai blaterando sulle mie frequenze?
— Oggesù — ansimò Conal. — Ma non è…
— Strega del Sud, attieniti agli accordi radio. Credo che dovremmo…
— Ma cara la mia streghetta, io lo so già benissimo che quello è Conal — reintervenne Gea. — E so pure che sull'altro aereo c'è Nova, la tua diletta figlia. Quello che non capisco, son tutte queste ciance su un certo elisir d'amore…
Robin tenne la rotta in silenzio. Aveva le palme delle mani madide di sudore.
— Ah, be' — sospirò Gea. — Vedo che ora ti metti a fare la ritrosa. Ma non c'è alcun bisogno di attuare il piano X-98, o qualunque altra fesseria stavi per dire. Non ho intenzione di farvi inseguire. Nessuna bomba volante ostacolerà il vostro ritorno a Dione. — Nuova pausa di silenzio. — Son curiosa, però. Come mai Cirocco Jones non ha partecipato a questa piccola scampagnata? Forse perché gliene mancava il fegato? Eh, sì, lei ha un vero talento per far combattere agli altri le sue battaglie. Non dirmi che non ci avevi fatto caso. Te lo ricordi, no, il suo spettacolare ingresso al gran galoppo, laggiù a Tuxedo Junction, mentre i miei amici stavano liberando il tuo caro figliolino da quel posto orribile in cui l'avevi portato? Aveste tutti quanti il tempo d'ammirare il suo eroico tentativo… che guarda caso, duole dirlo, tardò appena quel tanto da impedirle di venire sul serio alle mani con quel povero zombi. Vai a capire dov'era stata… Non gliel'hai mai chiesto da dove sbucava fuori?
Robin guardò a destra e a sinistra, con le mani fe' cenno a Nova e Conal di tacere, e li vide entrambi annuire.
— Noiosa anzichenò direi, finora, come conversazione — proseguì Gea. — In fondo volevo solo domandarti come t'erano andate le cose, nel frattempo. È un bel pezzo che non ci si vede. E sai com'è, quando t'ho vista arrivare avevo sperato che avresti fatto un salto a trovarmi.