Non ci volle molto. La sorpresa iniziale si mutò subito in costernazione. Non era possibile che qualcuno riuscisse ad entrare così, tranquillamente, dentro la Borsa Merci. Fuori, dopotutto, stava all'erta un munito corpo di guardia. Maleski ancora non lo sapeva, ma tutte le sue sentinelle erano morte.
Gl'individui presenti nella stanza sguainarono le spade e incominciarono a sparpagliarsi lungo le pareti. Alcuni di loro impugnarono anche delle torce.
— Ho sentito parlare di te — disse Maleski a un certo punto. — Non sei Cirocco Jones?
— Il Sindaco Jones — precisò Cirocco.
— Il Sindaco Jones… — ripeté Maleski. Uscì dal gruppo e venne avanti. Il suo sguardo corse alla pistola che lei portava infilata alla cintura, ma non parve rimanerne impensierito. — Ti confesso che la cosa mi giunge nuova. Qualcuno dei tuoi deve avere avuto da ridire con qualcuno dei miei, tempo fa. Sei qui per quella faccenda?
— No. Sono qui per requisire l'edificio. Proclamo da questo momento un'amnistia di dieci ore. Avrai bisogno di sfruttarne ogni minuto, quindi faresti bene a sgombrare immediatamente. Anche voialtri siete liberi di andarvene. Avete cinque minuti per fare fagotto.
Per un attimo parvero tutti troppo sbalorditi per replicare. Maleski si accigliò, quindi scoppiò a ridere.
— Ma tu sei matta. Questa è proprietà privata.
Stavolta fu Cirocco a ridere.
— Ma su quale pianeta credi di vivere, idiota? Cornamusa, sparagli nel ginocchio.
La pistola si era materializzata nella mano di Cornamusa nel momento stesso in cui Cirocco aveva detto "sparagli", e alla parola "ginocchio" il proiettile stava già uscendo dalla parte opposta della gamba di Maleski.
Mentre Maleski cadeva, e per alcuni secondi dopo che si fu accasciato al suolo, un frenetico tramestìo si propagò a tutto l'ambiente. Nessuno dei sopravvissuti fu poi in grado di ricostruire esattamente il susseguirsi degli eventi, a parte la circostanza che parecchi uomini si fecero avanti, e a ciascuno di loro apparve nel bel mezzo della fronte un foro netto, e stramazzarono, e non si mossero più. Gli altri, una ventina, ebbero invece il buonsenso di restarsene perfettamente immobili, con la sola eccezione di Maleski, che continuava ad ululare e a dimenarsi e a ordinare ai suoi ragazzi che ammazzassero quei maledetti figli di puttana. Ma ciascun titanide impugnava una pistola per mano, e molti di quelli che erano ancora in piedi godevano ottime viste frontali delle ampie bocche da fuoco. Poi, dopo un poco, anche Maleski la smise di lanciare imprecazioni, e si limitò a giacere sul pavimento respirando a fatica.
— Va bene — si decise infine a biascicare con voce rauca. — Va bene, hai vinto, ce ne andiamo. — E, con grande sforzo, incominciò a girarsi.
Era un tipo in gamba, non c'è che dire. Aveva un pugnale nascosto nella manica. Lo estrasse mentre si girava, e il suo braccio lo lanciò di scatto con la precisione che nasceva da una lunga pratica. L'arma saettò nell'aria… e Cirocco tese una mano e l'afferrò. La intercettò al volo, così, come se niente fosse, e rimase un attimo con quella punta acuminata ferma a quindici centimetri dalla gola inerme nella quale era destinata a sprofondare. A Maleski non rimase altro da fare che fissarla sbalordito mentre lei, con rapido movimento delle dita, capovolgeva il coltello, e lo impugnava per il lancio, e lo scagliava in un lampo spedendolo ad infilzarsi fino al manico nella rovina di carne straziata e frammenti ossei cui era ridotto il suo ginocchio. Maleski ricominciò ad urlare tutto il tormento che lo attanagliava. Un uomo che stava in piedi alla sua sinistra crollò a terra privo di sensi.
— Rocky — ordinò Cirocco — legagli un laccio intorno alla coscia e buttalo fuori. Voialtri, mettete giù le armi nel punto dove siete, e allontanatevi lentamente. Tutte le armi. Poi spogliatevi. Andate verso l'uscita tenendo in mano solo i pantaloni e dateli a Valiha, la titanide gialla. Se lei ci trova dentro un'arma qualsiasi, vi spezzerà il collo. In caso contrario, ve li potete rinfilare e cavarvi dai coglioni. Vi rimangono quattro minuti.
Ma non ce ne volle nemmeno uno. Erano tutti spasmodicamente ansiosi di tagliare la corda, e nessuno cercò di fare il furbo.
— Raccontate ai vostri amici quello ch'è successo qui! — gli gridò dietro mentre se ne andavano per lasciare il posto alla sua gente che già stava arrivando.
Della nuova combriccola facevano parte sia umani che titanidi. I quadrupedi erano al solito tranquilli e disinvolti, sicuri del fatto loro. Gran parte dei bipedi apparivano invece piuttosto inquieti, essendo stati reclutati solo poche ore prima. Fra di loro figuravano anche Libere Femmine e Vigilanti, nonché esponenti di altre comunità.
Fu piazzata una scrivania, e mentre gli addetti approntavano il parco-lampade Cirocco vi prese posto. Si sentiva sotto l'influsso di una certa reazione emotiva, dovuta sia allo scontro, sia a quello che era stata costretta a fare a Maleski… sia alla consapevolezza di essersela cavata per un pelo. Sapeva che quel trucchetto del coltello poteva riuscirle sei volte su dieci, ed era una percentuale assolutamente insoddisfacente. Non doveva più esporsi a un simile rischio.
Gran parte del suo nervosismo, comunque, consisteva in puro e semplice panico da palcoscenico. Non era qualcosa che si potesse superare con l'età, evidentemente. Ne aveva sofferto sin dall'infanzia.
Un paio di Vigilanti, che prima della guerra avevano lavorato nel campo delle comunicazioni di massa, stavano collegando dei cavi e sistemando un treppiede con sopra una piccola telecamera. Si accesero le luci, abbaglianti, costringendola a battere le palpebre. Le misero davanti un microfono.
— Tutta 'sta cianfrusaglia deve avere almeno cent'anni — brontolò uno dei tecnici.
— Mi basta che funzioni anche solo un'ora — gli disse Cirocco. Lui non parve ascoltarla, intento com'era a esaminarle il viso da varie angolazioni. Tese una mano cercando di toccarle la fronte, e lei si ritrasse, sorpresa e infastidita.
— Bisognerebbe davvero che ci mettesse qualcosa — le disse. — C'è un brutto riflesso.
— Metterci cosa?
— Un po' di trucco.
— Ma è proprio necessario?
— Signora Jones, l'ha detto lei che voleva la collaborazione di un esperto. Io le sto solo spiegando cosa farei se certe decisioni circa la trasmissione stessero a me.
Cirocco sospirò, e annuì. Uno dei titanidi fornì una specie di crema che al tecnico parve andar bene. Prese sulla punta delle dita un poco di quell'impasto untuoso e glielo spalmò sul viso.
— L'immagine è abbastanza buona — annunciò l'altro. — Ma il tubo non lo so quanto potrà andare avanti.
— E allora faremo meglio a muoverci — replicò il regista. Sollevò il microfono e ci parlò dentro. — Cittadini di Bellinzona — disse, e fu sommerso dal gemito lacerante dell'effetto Larsen. Il suo collega regolò un paio di manopole, lui provò di nuovo, e stavolta l'amplificazione risultò corretta. Cirocco poté udire le parole riecheggiare su per le colline.
— Cittadini di Bellinzona — ripeté il regista. — Cirocco Jones, il nuovo Sindaco della città, ha un importante annuncio da fare a tutti voi.
— L'immagine c'è! — esclamò una Libera Femmina che stava alla finestra e guardava in su.
Cirocco si schiarì la gola nervosamente, vinse la tentazione di schiudere le labbra in un sorriso radioso… impulso che senza dubbio riemergeva dai giorni remoti delle conferenze stampa alla NASA… e parlò.
— Cittadini di Bellinzona. Il mio nome è Cirocco Jones. Molti avranno già sentito parlare di me. Fui uno dei primi umani a entrare in contatto con Gea, e per un certo periodo lei mi scelse per essere la sua Maga. Venti anni fa venni rimossa dall'incarico. È importante che comprendiate che anche se Gea mi ha respinto, i titanidi mi sono rimasti assolutamente fedeli. E seguono, senza eccezioni, i miei ordini. In passato non ho mai tratto vero vantaggio da questa obbedienza. Ma lo farò adesso, e i risultati cambieranno la vostra vita. Da questo momento siete tutti, come ho già detto, Cittadini di Bellinzona. Vi domanderete cosa implica questo fatto. Essenzialmente, vuol dire che dovrete obbedire ai miei ordini. Ho già in progetto un regime democratico, più avanti, ma per ora farete meglio a comportarvi come vi dirò. Nella vostra città sono attualmente presenti alcune migliaia di titanidi, e ciascuno di loro è stato istruito circa le nuove regole. Considerateli come un corpo di polizia. Sottovalutare la loro forza o la loro sveltezza sarebbe un grave errore. Visto che dovrete incominciare a vivere secondo norme precise, sarà bene che qualcuna ve la mettiate in mente da subito. Poi, quando la cosa si sarà avviata, ne riceverete altre. Quindi, innanzitutto. L'omicidio non verrà più tollerato. Lo schiavismo è proibito. Tutti gli esseri umani che in questo momento si trovano in stato di schiavitù, sono liberi. Tutti gli umani che ritengono di possedere altri umani, faranno bene a liberarli immediatamente. Quest'obbligo riguarda anche tutte le situazioni in cui, per consuetudine, sia stato concesso privare della libertà altri umani. Se vi trovate in dubbio — se, per esempio, siete musulmani e pensate che la moglie sia una vostra proprietà — sarà opportuno che chiediate consiglio a un titanide. A tale scopo è in vigore un'amnistia di dieci ore. Non sarà più venduta carne umana. Ogni umano che abbia rapporti di qualunque genere con un Fabbro Ferraio verrà ucciso a vista. Non esiste proprietà privata. Potete continuare ad alloggiare dove avete alloggiato finora, ma non crediate di possedere nulla, a parte i panni che portate indosso. Per almeno quattro decariv, a nessun umano sarà consentito di detenere armi da taglio. Approfittate dell'amnistia per consegnare tali armi nelle mani di un qualunque titanide. Appena possibile restituirò agli umani i compiti di polizia. Nel frattempo, il possesso di una spada o di un coltello è considerato delitto capitale. Comprendo le difficoltà che ciò potrà causare a quelli di voi che usano i coltelli per scopi leciti, ma, lo ripeto, chiunque venga sorpreso con un'arma da taglio verrà giustiziato all'istante. Purtroppo non ho molti benefici da offrirvi… a breve termine. Ma spero che, in un arco di tempo più lungo, molti di voi finiranno per apprezzare i provvedimenti che sono costretta a prendere oggi. Soltanto gli sfruttatori, gli schiavisti, gli assassini, non torneranno più alla loro attuale posizione. Tutti gli altri otterranno sicurezza, e i vantaggi ìnsiti in una società umana organizzata. Ordino alle seguenti persone di presentarsi entro dieci ore all'edificio noto come la Borsa Merci. Chi non verrà, sarà ucciso nel corso dell'undicesima ora.