DODICI
Venti riv dopo avere usurpato il potere, Cirocco già rimpiangeva di non avere lasciato Bellinzona abbandonata a se stessa. Lo sapeva fin dall'inizio che avrebbe dovuto affrontare un mucchio di discussioni, ma ciò non toglieva che tutte quelle beghe la infastidissero enormemente. Sospirò, e continuò ad ascoltare. L'ideale sarebbe stato, a questo punto, che coloro i quali sperava divenissero suoi alleati accettassero semplicemente la situazione, senza costringerla a drastiche prese di posizione tipo quella rivelatasi così utile nel caso di Maleski.
Di azioni dimostrative ne erano servite altre, ma se l'era aspettato. Dei venticinque in lista, diciotto adesso erano morti. Sette avevano preferito invece presentarsi, disarmati, a fare atto di sottomissione al nuovo Capo. Si rendeva conto, con estrema lucidità, di non potersi minimamente fidare di loro, ma era meglio lasciare che s'infrenassero a fondo nella loro stessa ingordigia, aspettare che tramassero i loro intrighi, e alla fine impiccarli con tutti i crismi di legge. Un modo elegante per restare nel giusto anche se sotto sotto c'era il trucco.
Quindi, in un certo senso, i cattivi non rappresentavano un vero problema. Erano i buoni, come al solito, che provocavano infiniti mal di testa.
— Non possiamo abbandonare, e non abbandoneremo, il nostro enclave indipendente — dichiarò Trini. — Tu è un pezzo che non càpiti da queste parti, Cirocco. E non lo sai com'era la situazione. Non. puoi capire quanto fosse brutto, per una donna — e lo è ancora! — cercare di vivere a Bellinzona. Alcune delle nostre donne dovettero subire… oh, Cirocco, ti verrebbe da piangere! Lo stupro non era niente, in confronto al resto. No, dobbiamo conservare la nostra autonomia.
— E noi non consegneremo le nostre armi — rincarò Stuart. Era, costui, l'uomo presentatosi in rappresentanza dei Vigilanti a séguito di una precisa richiesta di Cirocco, così come Trini si era fatta avanti in qualità di membro anziano delle Libere Femmine. — Hai parlato di legge e di ordine. Da sette anni, siamo praticamente il solo gruppo che si sforzi di garantire una parvenza di diritti civili a tutti gli umani di Gea. — E a questo punto lanciò uno sguardo di fuoco a Trini, che non esitò a restituirglielo. — Siamo sempre stati e rimaniamo disposti a proteggere anche quelli che non appartengono alla nostra organizzazione… compatibilmente, si capisce, con le disponibilità di volontari e di armi. Non pretendo che siamo riusciti a rendere sicure le pubbliche vie, ma il nostro intento era procurare un minimo di decenza.
Cirocco li fissò, prima uno, poi l'altra. Incredibile ma vero, avevano entrambi riassunto le rispettive posizioni in un paio di minuti, e probabilmente nessuno dei due ricordava di avere discusso e sbrodolato per dieci ore senza arrivare a dire un accidente di nulla più di quello che avevano appena detto.
Tacquero un momento, ad ogni modo, appuntando su Cirocco una coppia di sguardi ansiosi.
— Mi piacete entrambi — disse Cirocco in tono pacato. — E mi seccherebbe molto se uno di voi dovesse morire.
Non batterono ciglio, ma l'improvvisa vacuità del loro sguardo era abbastanza eloquente.
— Stuart, lo sappiamo tutt'e due che la mia politica di disarmo non potrà durare a lungo. Però mi si presenta una grossa occasione, e voglio sfruttarla fino in fondo. Le munizioni presenti a Bellinzona sono tutte sotto il mio controllo. Ma in giro c'è un mucchio di pistole. E io voglio requisirle, se necessario frugando casa per casa. La costruzione di armi da fuoco funzionanti va oltre le capacità tecniche di Bellinzona, e per un bel pezzo la situazione non cambierà. Ma nessuno v'impedirà di realizzare coltelli, spade, archi e frecce, randelli… e via dicendo. Intendo usare il breve periodo in cui tutti saranno disarmati per… per dare alla gente l'occasione di respirare liberamente. Certo, nei prossimi giorni molti umani moriranno, ma saranno i titanidi ad ucciderli. Se un umano ucciderà un altro umano, l'assassino verrà immediatamente e pubblicamente giustiziato. Voglio che la gente veda. Il mio scopo, qui, è ottenere un patto sociale funzionante, e debbo partire praticamente da zero. Dalla mia ho il vantaggio della forza, e la consapevolezza del fatto che gran parte di questa gente proviene da comunità che prima della guerra erano basate sull'osservanza delle leggi. Col giusto orientamento, non ci metteranno molto a rientrare in carreggiata.
— Stai cercando di trasformare questo posto in un paradiso, per caso? — sogghignò Stuart.
— Neanche per sogno. Mi faccio poche illusioni su quello che accadrà a Bellinzona. Sarà brutale e ingiusto. Ma già ora è meglio di com'era venti riv fa.
— Venti riv fa, però, io mi sentivo al sicuro — obiettò Trini.
— Ma solo perché vivevi in una specie di fortezza. Non ti biasimo, sai, al posto vostro avrei fatto anch'io la stessa cosa. Ma adesso ho bisogno di abbatterli, i muri, e d'altra parte non posso avere in giro per la città un esercito arrogante di Vigilanti spadaccini finché non li conoscerò un po' meglio. — Si rivolse a Trini.
— Ho da farti un paio di proposte. Dopo il disarmo, voglio un periodo di tempo, diciamo un miriariv, durante il quale solamente alla polizia sarà consentito portare spade e mazze. E solo le donne potranno portare pugnali.
— Questo non è giusto! — esclamò Stuart.
— Hai dannatamente ragione a pensarla così — proseguì Cirocco. — Però non era nemmeno giusto che la maggior parte delle donne che arrivavano qui a causa della guerra venissero tramortite e trascinate via da certe luride bestie su due gambe e vendute all'asta.
Trini appariva interessata, ma ancora dubbiosa.
— Qualche donna morirà — osservò Trini. — Non sono mica tante, quelle capaci di maneggiare un coltello.
— Quante donne sono morte, ieri, proprio perché il coltello non ce l'avevano? — replicò Cirocco.
Trini continuava a mostrare un'aria esitante. Cirocco si rivolse a Stuart.
— Quanto ai tuoi Vigilanti… trascorsa questa fase iniziale, avremo bisogno di una polizia composta di umani, ed ho intenzione di dare la preferenza ai Vigilanti.
— Armati di bastoni? — domandò lui.
— Non sottovalutare l'efficacia di un bel manganello sfollagente.
— Quindi i miei uomini dovranno andare in giro a fermare la gente e a perquisirla, giusto? E che succede se qualche testa calda tira fuori un coltello?
— Dipende da quant'è in gamba il tuo uomo. Certo, potrebbe benissimo rimetterci la pelle.
Lasciò a tutti e due il tempo di rifletterci. Provava, intensa, la tentazione di tagliar corto e spiattellargli senza mezzi termini il nòcciolo del discorso: non avete scelta. Ma già lo sapevano. Quindi era meglio dargli la possibilità di trovar da sé un punto di vista che consentisse loro di accettare di buon grado la situazione, almeno in parte.
— Dunque ci saranno leggi, e tribunali? — domandò Stuart.
— Sì, ma non subito. Ho già delineato le norme basilari contro lo schiavismo e l'omicidio. Per il momento saranno applicate sul luogo stesso del crimine, coi titanidi in veste di giudici. Tra non molto le trasformeremo in leggi vere e proprie, introducendo la formalità dell'arresto e una qualche forma di processo.
— Mi sentirei più tranquilla se ci fossero fin da ora, qualche legge vera e un tribunale.
Cirocco la fissò in silenzio. Evitò di accennare all'esistenza di una possibilità ancora più brutale, che per un certo periodo aveva preso in seria considerazione ed ancora esitava a rimuovere del tutto dal proprio orizzonte. Soluzione Conal, la definiva. Si basava sul fatto che i titanidi erano in grado di emettere verdetti nei quali lei nutriva una fiducia assoluta. Se loro dicevano che il tale o talaltro umano andava eliminato, Cirocco sapeva che avevano ragione. E non si poteva negare che una simile procedura avrebbe reso tutto più rapido e più facile.