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Era un problema di sicurezza, non di violenza. Vide che anche sua madre aveva afferrato il messaggio. Entrambi si rilassarono.

Il Duca fece un ultimo cenno con il capo, si voltò e uscì dalla porta di servizio seguito dal soldato.

Paul disse: «Prego, continuate pure la vostra cena. Mi sembra che il dottor Kynes stesse parlando dell’acqua».

«Potremmo discuterne un’altra volta?» fece Kynes.

«Ma certamente» acconsentì Paul.

Jessica notò con orgoglio la dignità di suo figlio, la sua maturità.

Il banchiere afferrò la sua caraffa e accennò con essa a Bewt: «Nessuno di noi può superare Mastro Lingar Bewt, quanto a linguaggio fiorito. Ci si potrebbe quasi convincere che aspiri al rango delle Grandi Case. Avanti, Mastro Bewt, a voi questo brindisi. Forse potrete esibire qualche perla di saggezza per questo ragazzo che dev’essere trattato come un uomo».

Sotto la tavola Jessica strinse i pugni. Vide Halleck fare un cenno a Idaho e i soldati lungo le pareti tendere i muscoli, pronti a balzare.

Bewt lanciò un’occhiata velenosa al banchiere.

Paul guardò a sua volta Halleck, notò la posizione difensiva delle guardie, poi fissò il banchiere finché l’uomo abbassò la caraffa. Allora disse: «Una volta, su Caladan, vidi il corpo di un pescatore annegato. L’avevano appena ripescato. Egli…»

«Annegato?» (era la figlia del fabbricante di tute distillanti).

Paul esitò, poi: «Sì, immerso nell’acqua fino a morirne. Annegato».

«Che modo interessante di morire…» commentò lei.

Il sorriso di Paul s’indurì. Riportò la sua attenzione al banchiere: «C’era una cosa interessante, su quest’uomo: le ferite alle spalle… Erano state prodotte dai ramponi degli stivali di un altro pescatore. L’annegato era insieme con molti altri pescatori sulla barca… (un apparecchio per viaggiare sull’acqua)… che era affondata… sprofondata sott’acqua. Uno degli uomini che avevano aiutato a recuperare la salma disse di aver visto segni simili alle ferite del morto molte altre volte: volevano dire che un altro pescatore, sul punto di affogare, si era sforzato di stare in piedi sulle spalle di quel disgraziato nel tentativo di raggiungere la superficie… di raggiungere l’aria».

«Perché mai ci raccontate tutto questo?» chiese il banchiere.

«Mio padre, in quell’occasione, fece un commento interessante. Disse che se un uomo, sul punto di affogare, si arrampica sulle spalle di un altro per salvarsi è comprensibile, ma è intollerabile quando il fatto accade in un salotto!» Paul esitò quel che bastava perché il banchiere indovinasse il seguito. Poi: «Io vorrei aggiungere: quando accade al tavolo di un banchetto!»

La sala piombò nel più completo silenzio.

Temerario, pensò Jessica. Questo banchiere potrebbe essere di un rango abbastanza alto per sfidare mio figlio. Vide che Idaho era pronto a scattare. Anche i soldati erano in allarme. Gurney aveva gli occhi puntati sugli uomini che lo fronteggiavano.

«Ah-ah-ah-aaaaah\» Tuek, il contrabbandiere, rovesciato all’indietro, rideva senza alcun ritegno.

Sorrisi nervosi comparvero tutto intorno alla tavola.

Bewt sogghignò a sua volta.

Il banchiere, che aveva spinto indietro la sedia con un gesto impulsivo, fissava Paul con occhi carichi di odio.

Kynes commentò: «Chi stuzzica un Atreides, lo fa a suo rischio e pericolo».

«È forse un costume degli Atreides quello d’insultare i propri ospiti?» chiese il banchiere.

Prima che Paul potesse rispondere, Jessica si piegò in avanti e disse: «Signore?» E pensò: Dobbiamo sapere quale sia il gioco di questa creatura degli Harkonnen. È qui per provocare Paul? Ha forse chi l’aiuta?

«Mio figlio ha parlato in termini generici; voi vi riconoscete?» continuò. «Che affascinante rivelazione!» Fece scivolare una mano verso il cryss che portava legato al polpaccio.

Il banchiere la fulminò con un’occhiata. Paul, a sua volta, si era leggermente scostato dalla tavola, preparandosi all’azione. In codice, la parola termini significava: Preparati alla violenza.

Kynes a sua volta fissò Jessica, perplesso, e fece un impercettibile gesto a Tuek.

Il contrabbandiere balzò in piedi, alzò la caraffa e disse: «Brindo alla salute di Paul Atreides, ancora un ragazzo nell’aspetto, ma già un uomo per le sue azioni».

Perché s’immischiano? si chiese Jessica.

Il banchiere si voltò verso Kynes e Jessica vide il terrore che riaffluiva nel volto mortalmente pallido dell’uomo della Gilda.

Intorno alla tavola la gente cominciò a rispondere al brindisi.

Quando Kynes ordina, gli altri obbediscono, pensò Jessica. Ci ha appena detto che è dalla parte di Paul. Qual è il segreto del suo potere? Certamente, non è dovuto al fatto che è l’Arbitro del Cambio. È un incarico temporaneo. E neppure perché è al servizio dell’Imperatore.

Tolse la mano dal cryss e alzò la caraffa verso Kynes, che ricambiò il gesto.

Solo Paul e il banchiere (Soo-Soo! che soprannome idiota! pensò Jessica) erano rimasti a mani vuote. Il banchiere teneva ancora gli occhi puntati su Kynes. Paul fissava il suo piatto.

Stava pensando: Avevo la situazione in pugno. Perché hanno interferito? Lanciò un’occhiata all’ospite più vicino: Preparati per la violenza? Da parte di chi? Certamente non dal banchiere.

Halleck si agitò e parlò senza rivolgersi a nessuno in particolare, fissando un punto al di sopra delle teste degli ospiti: «Nella nostra società la gente non dovrebbe offendersi così presto. Spesso è un suicidio». Si voltò verso la figlia del fabbricante di tute, seduta al suo fianco: «Non lo pensate anche voi, signorina?»

«Oh, sì, in verità io sono d’accordo con voi» rispose la ragazza. «C’è troppa violenza. Mi fa star male. Molte volte non c’è nessuna intenzione di offendere, ma la gente muore lo stesso. Non ha senso.»

«Davvero, non ha senso» confermò Halleck.

Jessica giudicò perfetto il modo in cui la ragazza recitava, e pensò: Quella piccola donna dalla testa vuota non è affatto una piccola donna dalla testa vuota. E allora, vide la minaccia e capì che anche Halleck se n’era accorto. Avevano tentato d’intrappolare suo figlio col sesso. Jessica si rilassò. Suo figlio era stato probabilmente il primo ad accorgersene. Il suo addestramento non aveva certo trascurato un argomento così importante!

Kynes si rivolse al banchiere: «Non dovreste forse scusarvi un’altra volta?»

Il banchiere si voltò verso Jessica e con un sorriso forzato le disse: «Signora, temo di aver ecceduto coi vostri vini. Voi servite vini assai potenti alla vostra tavola, e io non vi sono abituato».

Jessica percepì il veleno nelle sue parole e gli rispose in tono soave: «Quando s’incontrano estranei bisognerebbe far uso di una grande comprensione per capire i loro costumi e il loro diverso modo di vivere».

«Grazie, mia Signora» rispose il banchiere.

La dama dai capelli scuri, la compagna del fabbricante di tute, si piegò verso Jessica e le disse: «Il Duca ha accennato al fatto che saremmo stati al sicuro, qui. Spero che la sua assenza non significhi nuove battaglie».

L’hanno istruita perché porti la conversazione su questo argomento, pensò Jessica.

«Probabilmente è una cosa senza importanza» rispose. «Ma vi sono tanti particolari che richiedono la presenza del Duca, in questi momenti. Finché continua l’inimicizia fra gli Atreides e gli Harkonnen, la prudenza non è mai troppa. Il Duca ha pronunciato il giuramento kanly. Non lascerà che un solo agente degli Harkonnen rimanga in vita, su Arrakis». Fissò il banchiere della Gilda: «E l’Intesa, naturalmente, lo appoggia in questo». Si voltò verso Kynes: «Non è forse così, dottor Kynes?»