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«Ho un rapporto completo» dichiarò Nefud.

Facciamolo sudare un poco, pensò il Barone. Gli strumenti del potere devono essere pronti e affilati, sempre. Potere e paura… Pronti e affilati.

«Hai visto i loro corpi?»

Nefud esitò.

«Allora?»

«Mio Signore… li hanno visti mentre si tuffavano in una tempesta di sabbia… raffiche a più di ottocento chilometri all’ora… Niente sopravvive a una simile tempesta, mio Signore, niente! Uno dei nostri velivoli è rimasto distrutto nel tentativo d’inseguirli.»

Il Barone fissava Nefud, notando il tic nervoso nei muscoli della mascella, il modo in cui il mento scattava quando tentava d’inghiottire.

«Hai visto i corpi?» domandò il Barone.

«Mio Signore…»

«E perché mai ti sei precipitato fin qui, con la tua armatura tintinnante, a spacciarmi per sicura una cosa che non lo è?» ruggì il Barone. «Credi forse di meritarti una lode per la tua stupidaggine? O un’altra promozione?»

Il volto di Nefud impallidì come un teschio.

Guarda questo codardo! pensò il Barone. Eccomi circondato da una banda d’idioti. Se spargessi della sabbia davanti a lui e gli dicessi che è grano, si metterebbe a beccarlo.

«Quell’uomo, Idaho… ci ha condotto da loro?» chiese il Barone.

«Sì, mio Signore.»

Guarda come sputa fuori le cose. «Allora, cercavano di raggiungere i Fremen?»

«Sì, mio Signore.»

«C’è ancora altro da aggiungere a questo… rapporto?»

«Il Planetologo Imperiale Kynes è implicato, mio Signore. Idaho ha raggiunto Kynes in circostanze misteriose… potrei dire addirittura sospette.»

«E allora?»

«Ah… sono fuggiti insieme nel deserto verso un rifugio in cui sembra si trovassero già madre e figlio. Nell’eccitazione della caccia, molti dei nostri sono stati uccisi dall’esplosione di un laser contro uno scudo.»

«Quanti uomini abbiamo perduto?»

«Io non… non so ancora la cifra esatta, mio Signore.»

Mente, pensò il Barone. Dev’essere assai alta.

«Quel lacché imperiale, quel Kynes» continuò il Barone, «faceva il doppio gioco, eh?»

«Ci scommetto la mia reputazione, mio Signore.»

La sua reputazione!

«Uccidetelo» ordinò il Barone.

«Mio Signore! Kynes è il Planetologo Imperiale, al servizio personale di Sua Maestà…»

«Fai che sembri un incidente, allora».

«Mio Signore, c’erano dei Sardaukar insieme con i nostri uomini, quando abbiamo attaccato quel nido di Fremen. Ora, Kynes è sotto la loro custodia.»

«Fattelo riconsegnare. Riferisci che voglio interrogarlo.»

«E se rifiutano?»

«Non rifiuteranno, se sarai abbastanza abile.»

Hafud deglutì. «Sì, mio Signore.»

«Quell’uomo deve morire!» urlò il Barone. «Ha tentato di aiutare i miei nemici!» (Nefud spostò il suo peso da un piede all’altro).

«Sì?»

«Mio Signore, i Sardaukar hanno… un’altra persona in custodia, che potrebbe interessarvi. Hanno catturato il Maestro degli Assassini del Duca.»

«Hawat? Thufir Hawat?»

«Ho visto io stesso il prigioniero, mio Signore.»

«Impossibile!»

«Dicono che è stato colpito da uno storditore, mio Signore. Nel deserto, dove non poteva usare lo scudo. È virtualmente illeso. Se lo avessimo tra le mani ci potremmo divertire parecchio.»

«Stai parlando di un Mentat» ringhiò il Barone. «Non si spreca così un Mentat. Ha parlato? Che cosa pensa della sua cattura? Sa l’ampiezza del… ma no.»

«Ha detto soltanto, mio Signore, che è convinto di essere stato tradito da Lady Jessica.»

«Ah!…»

Il Barone si sedette, pensando. Poi: «Ne sei certo? È Lady Jessica che è al centro della sua furia?»

«Lo ha dichiarato in mia presenza, mio Signore.»

«Lasciagli credere che sia viva, allora.»

«Ma, mio Signore…»

«Calma. Voglio che Hawat sia trattato con cortesia. Non dirgli nulla del defunto dottor Yueh, il vero traditore. Digli che il dottor Yueh è morto difendendo il suo Duca. In un certo senso questo può anche essere vero. Invece alimenteremo i suoi sospetti verso Lady Jessica.»

«Ma, mio Signore, io non…»

«Il miglior modo di controllare e dirigere un Mentat, Nefud, è con le informazioni. False informazioni, falsi risultati.»

«Sì, mio Signore, ma…»

«Hawat ha fame? Ha sete?»

«Mio Signore, Hawat è ancora nelle mani dei Sardaukar!»

«Sì, è vero. Sì. Ma i Sardaukar saranno ansiosi quanto me di ottenere informazioni da Hawat. Ho osservato una cosa nei nostri alleati, Nefud. Politicamente non sono molto… tortuosi. Credo che questo sia il desiderio dell’Imperatore. Sì, ne sono convinto. Ricorda al capo dei Sardaukar la mia abilità nell’ottenere informazioni dai soggetti più riluttanti.»

Nefud parve molto infelice. «Sì, mio Signore.»

«Dirai al comandante dei Sardaukar che voglio interrogare sia Hawat che Kynes, contemporaneamente, mettendoli l’uno contro l’altro. Spero che capisca almeno questo.»

«Sì, mio Signore.»

«E quando li avremo nelle nostre mani…» Il Barone annuì.

«Mio Signore, il Sardaukar vorrà che un suo osservatore sia presente ad ogni… interrogatorio.»

«Riusciremo senz’altro a creare una situazione di emergenza che allontani qualsiasi osservatore non richiesto, Nefud.»

«Capisco, mio Signore. E allora Kynes avrà il suo incidente.»

«Sia Kynes sia Hawat avranno incidenti, Nefud. Ma soltanto Kynes avrà un vero incidente. È Hawat che voglio. Sì… Oh, sì.»

Nefud ammiccò e inghiottì. Sembrò sul punto di fargli una domanda, ma si trattenne.

«Darai a Hawat cibo e bevande» disse il Barone. «Farai in modo che sia trattato con gentilezza e simpatia. Nella sua acqua verserai quel veleno residuo messo a punto da Piter de Vries. Ma soprattutto, veglierai che l’antidoto sia sempre presente nel suo cibo, d’ora in poi… a meno che io non dica altrimenti.»

«L’antidoto, sì.» Nefud scosse la testa. «Ma…»

«Non fare l’idiota, Nefud. Il Duca mi ha quasi ucciso con quella capsula nel dente. Il gas che ha esalato in mia presenza mi ha privato del mio Mentat più prezioso, Piter. Ho bisogno di un sostituto.»

«Hawat?»

«Hawat.»

«Ma…»

«Stai per dirmi che Hawat ha una fedeltà assoluta verso gli Atreides. È vero, ma gli Atreides sono morti. Lo convinceremo con paroline dolci. Gli diremo che non è lui che va biasimato per la fine del Duca. È stato tutto un piano di quella strega Bene Gesserit. Il suo padrone era un debole, la cui ragione si lasciava offuscare dalle emozioni. I Mentat ammirano colui che è abile a calcolare senza emozioni, Nefud. Noi alletteremo il formidabile Thufir Hawat.»

«Allettarlo. Sì, mio Signore.»

«Hawat, sfortunatamente, aveva un padrone di scarse risorse, uno che non poteva innalzarlo alle altezze sublimi di ragionamento che spettano di diritto a un Mentat. Hawat dovrà ammettere che c’è un fondo di verità, in questo. Il Duca non poteva permettersi spie più efficienti per garantire al suo Mentat le indispensabili informazioni.» Il Barone fissò Nefud. «Non cerchiamo mai d’ingannarci tra noi, Nefud. La verità è un’arma molto potente. Noi sappiamo come abbiamo trionfato sugli Atreides. Anche Hawat lo sa. Grazie alla nostra ricchezza.»

«La ricchezza. Sì, mio Signore.»