— Sì, signore — risponde Sproul. — Devo trattenermi ancora un poco o ha visto abbastanza?
De Soya guarda il portale… ora incombe su di loro, mentre il tòttero rimane sospeso qualche metro sopra le onde. — Possiamo tornare, Tenente — dice il Padre Capitano. — Stasera abbiamo una cena ufficiale, siamo ospiti del vescovo Melandriano.
Sproul inarca le sopracciglia. — Sì, signore. — Fa salire il tòttero, compie un ultimo giro intorno al portale e punta di nuovo a nord.
— Quella piattaforma pare danneggiata di recente — dice de Soya, sporgendosi verso destra per guardare meglio dalla bolla.
— Sì, signore — conferma il tenente. — Un mio amico ha appena terminato il turno su quella piattaforma… la stazione Tre-due-zero-sei Mediolitorale, signore… e me ne ha parlato. Un pescatore di frodo ha tentato di farla saltare in aria, alcune maree fa.
— Sabotaggio? — domanda de Soya, mentre guarda allontanarsi la piattaforma.
— Guerriglia — precisa il tenente. — I pescatori di frodo sono gli indigeni locali, i discendenti dei coloni bloccati qui prima che la Pax giungesse sul pianeta. Per questo abbiamo soldati su ciascuna piattaforma e regolari navi di pattuglia durante la stagione di pesca. Dobbiamo per così dire tenere in branco le navi da pesca, signore, in modo che i pescatori di frodo non le assalgano. Ha visto quelle barche all’ormeggio, signore… be’, è quasi ora che prendano il largo. Le nostre navi le scorteranno. Il Bocca a Lampada, be’, signore, viene in superficie quando le lune si trovano proprio in questa posizione… ecco la maggiore che si alza. Le navi da pesca legali hanno potenti riflettori che accendono appena le lune sono calate, per attirare i grossi gigacanti. Ma lo fanno anche i pescatori di frodo, signore.
De Soya guarda la vuota distesa d’oceano fra il tòttero e l’orizzonte settentrionale. — Non vedo posti dove i ribelli potrebbero nascondersi.
— No, signore. Voglio dire, sì, signore. In realtà hanno navi da pesca mimetizzate in modo da sembrare isole d’algagialla, sommergibili, perfino un grosso sottomarino raccoglitore camuffato in modo da sembrare un Bocca a Lampada, per quanto possa sembrare incredibile, signore.
— E quella piattaforma è stata danneggiata durante un attacco di pescatori di frodo? — dice de Soya. Ora parla solo per tenersi sveglio. Il ronzio d’ali del tòttero è micidiale.
— Esatto, signore. Circa otto Grandi Maree fa. Un uomo solo… cosa insolita, perché in genere i pescatori di frodo agiscono in gruppi. Ha fatto saltare alcuni skimmer e alcuni tòtteri… la solita tattica, anche se in genere sono prese di mira le barche.
— Mi scusi, Tenente, ha parlato di otto Grandi Maree fa. Potrebbe tradurre in giorni standard?
Sproul si mordicchia il labbro. — Ah, sì, signore, scusi, signore. Sono cresciuto a Mare-Occhio e… be’, otto Grandi Maree corrispondono a circa due mesi standard, signore.
— Il pescatore di frodo è stato catturato?
— Sì, signore — dice Sproul, con un sorriso da ragazzino. — Be’, a dire il vero, c’è una storia… — Lancia un’occhiata al prete-capitano per vedere se è il caso di continuare. — Bene, per farla breve, signore, quel pescatore di frodo fu prima catturato, poi fece esplodere le cariche e tentò di fuggire, infine fu colpito e ucciso dalle guardie.
De Soya annuisce e chiude gli occhi. Negli ultimi giorni ha esaminato più di cento rapporti su "incidenti di pesca di frodo" riguardanti gli ultimi due mesi standard. Far saltare piattaforme e uccidere pescatori di frodo pare, dopo la pesca, lo sport più popolare su Mare Infinitum.
— La cosa buffa, su quel tizio — prosegue il tenente, terminando la storia — è il modo in cui ha tentato di fuggire. Una sorta di vecchio tappeto volante dei tempi dell’Egemonia.
De Soya drizza subito le orecchie. Lancia un’occhiata al sergente e ai due soldati. Tutt’e tre scattano a sedere e lo fissano.
— Torni indietro — ordina il Padre Capitano de Soya. — Ci riporti a quella piattaforma.
— E poi cos’è accaduto? — domanda de Soya per la quinta volta. Con le sue Guardie Svizzere si trova nell’ufficio del direttore della piattaforma, sul punto più alto della struttura, proprio sotto l’antenna parabolica radar. Dalla lunga finestra si vedono sorgere le tre incredibili lune.
Il direttore, Dobbs Powl, capitano della Pax nel Comando Oceanico, è sovrappeso, florido, suda copiosamente. — Quando fu chiaro che quell’uomo non apparteneva a nessuno dei gruppi di pescatori che avevamo a bordo quella notte, il tenente Belius lo prese da parte per interrogarlo. Procedura standard, Padre Capitano.
De Soya lo fissa. — E poi?
Il direttore si umetta le labbra. — E poi l’uomo riuscì a fuggire temporaneamente, Padre Capitano. Ci fu una lotta sulla passerella superiore. L’uomo gettò in mare il tenente Belius.
— Il tenente fu recuperato?
— No, Padre Capitano. Quasi sicuramente annegò, anche se quella notte c’era un certo fermento di squali arcobaleno…
— Descriva l’uomo che ha catturato e poi perduto — lo interrompe de Soya, calcando sull’ultima parola.
— Giovane, Padre Capitano, sui venticinque standard. Alto, signore. Un giovanotto davvero ben piantato.
— L’ha visto di persona?
— Oh, sì, Padre Capitano. Ero sulla passerella insieme col tenente Belius e col marinaio scelto Ament, quando quel tizio si ribellò e spinse giù dalla ringhiera Belius.
— E sfuggì a lei e al marinaio — dice in tono piatto de Soya. — Anche se voi eravate armati, mentre quell’uomo… Ha detto che era ammanettato?
— Sì, Padre Capitano — risponde Powl. Con un fazzoletto già umido si asciuga la fronte.
— Ha notato qualcosa d’insolito in quel giovanotto? Qualcosa di cui non ha parlato nel suo… ah… scarno rapporto al Quartier Generale?
Il direttore mette via il fazzoletto, lo estrae di nuovo per asciugarsi il collo. — No, Padre Capitano… Cioè, ah, durante la lotta, il maglione di quel tizio si strappò sul davanti. Ho notato che non era come lei e me, Padre Capitano…
De Soya inarca il sopracciglio.
— Voglio dire, non era della croce — spiega in fretta Powl. — Non aveva il crucimorfo. Ovviamente la cosa non mi colpì, a quel tempo. Per la maggior parte, questi pescatori di frodo indigeni non sono battezzati. Se lo fossero, non sarebbero pescatori di frodo, no?
De Soya non bada alla domanda. Si avvicina al capitano seduto e sudato. — Così quell’uomo scavalcò la passerella principale e fuggì da quella parte?
— Non fuggì, signore — dice Powl. — Andò a prendere quell’affare volante che aveva nascosto là sotto. Ma naturalmente avevo già dato l’allarme. Tutti i soldati della guarnigione sono corsi fuori, come sono stati addestrati a fare.
— Ma l’uomo si alzò in volo su… su quell’affare? E lasciò la piattaforma?
— Sì — dice Powl. Si asciuga di nuovo la fronte e pensa, è chiaro, al proprio futuro… o alla mancanza di un futuro. — Ma solo per un minuto. L’abbiamo visto sul radar e poi con i visori notturni. Quel… tappeto… volava, è vero, ma quando abbiamo aperto il fuoco, è tornato verso la piattaforma…
— A quale quota volava, capitano Powl?
— Quota? — Powl corruga la fronte. — Venticinque, trenta metri sul livello del mare, penso. Circa all’altezza del nostro ponte principale. Puntava dritto su di noi, Padre Capitano. Come se si apprestasse a bombardare la piattaforma. Naturalmente, in un certo senso, fece proprio così… le cariche esplosero proprio allora. A momenti me la facevo sotto… mi scusi, Padre.