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Salviamo i tiranni per non averne di peggiori, poi quando sarа il momento penseremo ad abbatterli.

— E chi sarebbe questo tiranno tanto temibile? - chiese Bayta con interesse.

— Il Mulo! Ho raccolto parecchie informazioni su di lui, abbastanza da essermi assicurato la morte se non sto piщ attento.

Fate uscire il Clown dalla stanza.

Quello che sto per comunicarvi и un segreto.

— Magnifico - disse Bayta indicando la porta e il buffone uscм senza parlare.

La voce del capitano diventт soave e bassa tanto che Toran e Bayta furono costretti ad avvicinarsi per poterlo sentire.

— Il Mulo и uno stratega molto astuto, troppo astuto per non rendersi conto del vantaggio che procura il magnetismo e il fascino della guida personale.

Se ha rinunciato a questo dev'esserci una ragione.

Evidentemente lui sa che il contatto personale rivelerebbe qualcosa di estremamente importante che invece deve restare segreto.

Fece cenno di non fare domande e continuт parlando piщ in fretta: - Sono andato nel suo pianeta d'origine per questa ragione, e ho interrogato la gente.

Pochi sono quelli rimasti in vita che ricordano quel bambino nato trent'anni fa, la morte di sua madre, e la sua strana giovinezza.

Il Mulo non и un essere umano! I due si tirarono indietro guardandolo inorriditi.

Nessuno dei due capм che cosa volesse dire, ma la minaccia contenuta nella frase era chiara.

Il capitano continuт: - E' un "mutante", e i suoi numerosi successi provano la sua fortuna.

Non conosco la natura dei suoi poteri, nй se lo si potrebbe definire un "superuomo" come quello dei romanzi, io so solo che dal nulla, in due anni, и diventato il conquistatore di Kalgan.

Questo fatto и una dimostrazione sufficiente dei suoi poteri eccezionali.

Non vi rendete conto del pericolo? Puт il Progetto Seldon aver previsto la nascita di un tale uomo? Bayta parlт lentamente. - Non ci credo.

Deve essere tutto un inganno.

Perchй allora gli uomini del Mulo non ci hanno ucciso quando avrebbero potuto farlo, se effettivamente il Mulo и in possesso di poteri soprannaturali? - Vi ho giа detto che non conosco gli effettivi poteri derivati dalla sua "mutazione".

Forse non и ancora pronto per affrontare la Fondazione, e sarebbe un segno di grande saggezza il resistere a tutte le provocazioni fin quando non si и pronti.

Lasciatemi parlare col clown.

Il capitano si pose di fronte a Magnifico che tremava e che evidentemente non si fidava di quell'uomo enorme dalla faccia severa.

Il capitano cominciт parlando lentamente. - Hai visto il Mulo con i tuoi occhi? - Anche troppo bene, mio eccelso signore.

E ho provato anche il peso della sua mano sul mio corpo.

— Non ne dubito.

Potresti descrivermelo? - Il ricordo mi и penoso, eccelso signore.

Egli и un uomo poderoso come nessun altro, persino voi al suo confronto sembrereste un nano.

I suoi capelli son di fuoco, e con tutto il mio peso e la mia forza non riuscivo ad abbassargli un braccio una volta teso, nemmeno di un centimetro.

— Magnifico sembrт tormentato dalla visione. - Spesso, per divertire i suoi generali o per svagarsi, mi teneva sollevato in aria infilando un dito nella mia cintura mentre io dovevo recitare una poesia.

E solo al ventesimo verso ero finalmente lasciato libero, e ognuno dei versi doveva essere improvvisato e doveva rimare perfettamente, altrimenti avrei dovuto ricominciare da capo.

E' un uomo dalla forza sovrumana, eccelso signore, e fa un uso crudele del suo potere… e poi, nessuno puт vedere i suoi occhi.

— Che cosa? Cosa hai detto degli occhi? - Porta gli occhiali, eccelso signore, di una strana natura.

Si dice che siano opachi e che lui veda per potere magico.

Ho sentito dire - e la voce del buffone si fece misteriosa, - che chi vede i suoi occhi muore, perchй lui uccide con lo sguardo, eccelso signore.

Magnifico si volse a guardare i tre che lo ascoltavano ed ebbe un tremito. - E' vero - disse. - Come и vero che io vivo.

Bayta tirт un lungo sospiro. - A quanto pare avete ragione, capitano.

Volete assumere voi il comando? - Esaminiamo un momento la situazione.

Avete altro da fare, qui? La barriera dell'hangar и libera? - Possiamo partire anche subito.

— E allora partite.

Il Mulo forse non vuole ancora attaccare la Fondazione, ma corre un brutto pericolo lasciando libero Magnifico.

Non per nulla l'ha fatto cercare a quel modo dai suoi uomini.

Probabilmente ci saranno alcune navi che vi aspettano una volta fuori dall'atmosfera.

Se scomparite nello spazio, a chi si potrа attribuire il delitto? - Avete ragione - ammise Toran.

— Tuttavia, voi siete in possesso di uno scudo protettivo e siete senz'altro piщ veloci di loro.

Appena sarete fuori dall'atmosfera abbandonatevi alla deriva fin quando non sarete al di sopra dell'altro emisfero, poi partite di scatto.

— Si - disse Bayta con freddezza, - e una volta che saremo sulla Fondazione, che cosa ne sarа di noi, capitano? - Sarete semplicemente dei cittadini di Kalgan desiderosi di collaborare.

Io non ho altre informazioni sul vostro conto, non и forse cosi? La conversazione era finita.

Toran si sedette ai comandi.

Si avvertм un contraccolpo quasi impercettibile.

Toran si lasciт Kalgan alle spalle, e mentre si stava preparando al primo balzo nell'iperspazio, il capitano Pritcher divenne cupo.

Perchй nessuna astronave del Mulo aveva tentato di fermarli? - A quanto pare ci lasciano portar via il Magnifico - disse Toran.

— La vostra supposizione era errata.

— A meno che - lo corresse il capitano, - non volessero proprio che noi rapissimo il Magnifico, nel qual caso le cose non si mettono bene per la Fondazione.

Dopo l'ultimo balzo nell'iperspazio, quando ormai erano entrati nell'atmosfera del pianeta Terminus, la radio di bordo riuscм a captare la trasmissione del notiziario.

Tra le altre cose ve ne era una appena accennata.

Sembrava che il governatore di un pianeta non specificato dal cronista avesse protestato ufficialmente presso la Fondazione per il rapimento di un membro della sua corte.

Il cronista passт quindi alle notizie sportive.

Il capitano Pritcher parlт trattenendo a stento un gesto di stizza. - Ci hanno preceduti - aggiunse pensieroso. - E pronto ad attaccare la Fondazione e si serve di questa scusa per dare inizio alle ostilitа.

La situazione si fa piщ difficile ora.

Bisogna agire subito anche se non siamo ancora pronti.

15. Lo psicologo

Coloro che si dedicavano alla ricerca scientifica erano gli uomini piщ liberi della Fondazione.

In una Galassia dove il predominio, e persino la stessa sopravvivenza della Fondazione si basavano sulla sua superioritа tecnologica, era naturale che, malgrado gli abusi di potere che si erano verificati nell'ultimo secolo, la comunitа degli scienziati godesse di diritti particolari.

Era una necessitа ed essi lo sapevano.

Di conseguenza, Ebling Mis - solo chi non lo conosceva aggiungeva il titolo al suo nome - era l'individuo piщ libero della Fondazione.

In un mondo dove la scienza era rispettata, egli era lo scienziato per eccellenza.

C'era bisogno di lui, e lui se ne rendeva perfettamente conto.

Cosм accadeva che, mentre gli altri dovevano piegare le ginocchia, lui rifiutava e faceva notare ad alta voce che i suoi antenati non avevano mai dovuto mettersi in ginocchio davanti a nessun sindaco puzzolente.

Diceva inoltre che ai tempi dei suoi antenati i sindaci venivano eletti dal popolo e potevano essere cacciati a pedate se non erano graditi.

Inoltre affermava che, per diritto di nascita, si ereditа solo l'idiozia congenita.

Per cui accadeva che, quando Ebling Mis decideva di onorare il sindaco di una sua visita, faceva a meno di passare attraverso la complicava procedura burocratica che regolava le udienze.

Una volta, dopo essersi buttato sulle spalle la giacca meno rovinata delle due che possedeva e calcato sulla testa un cappellaccio dalla strana forma, si accese un sigaro ed entrт nel palazzo del sindaco senza nemmeno degnare di uno sguardo i poliziotti alle porte.

Il sindaco si rese conto dell'intrusione quando sentм un mormorio di voci dapprima confuso esplodere in esclamazioni e imprecazioni.

Lentamente Indbur posт la sua zappetta e si alzт accigliato.

Indbur si concedeva due sole ore di riposo nella giornata, che dedicava al giardino se il tempo lo permetteva.

Nel suo giardino, i fiori crescevano ordinati in quadrati e triangoli ora gialli ora rossi.

I vertici delle figure geometriche erano d'un color violetto e i lati erano delimitati da una fascia verde.

Tutto era di una simmetria stupefacente.

Quando era nel giardino, nessuno poteva disturbarlo.

Indbur si tolse i guanti sporchi di terra e si diresse verso la porta del giardino.

— Che cosa significa tutto questo baccano? - esclamт irritato.

Per tutta risposta, il corpo di Mis atterrт ai suoi piedi, mentre quelli che cercavano di trattenerlo ancora rimanevano con i brandelli della sua giacca tra le mani.

Indbur fece un passo indietro con aria solenne aggrottando la fronte e Mis si chinт a raccogliere quello che rimaneva del suo cappello, scrollandolo dalla polvere e mettendoselo sotto il braccio.

— Stammi bene a sentire Indbur - disse, - metterт in conto a quei maledetti uomini che tieni davanti alla porta una giacca nuova.

Questa qui era ancora in ottimo stato. - Sbuffт e si asciugт il sudore della fronte con aria teatrale.

Il sindaco si era irrigidito e lo guardava disgustato, poi drizzandosi in tutto il suo metro e cinquantotto di statura, disse: - Non mi risulta che tu abbia chiesto udienza, Mis.

O perlomeno non ti и stato concesso il visto.

Ebling Mis lo guardт stupito: - Per la Galassia, Indbur, non hai ricevuto il biglietto che ti ho mandato ieri? L'ho consegnato di persona a un tale in uniforme.