— Oh, sicuro — fece la bionda. — Uno dei soldati… ehi, questo è grande, proprio grande. — La testa si ritirò.
— Oh, Mr Mandella — disse la prima infermiera, in tono espansivo. — Non mi sorprende che lei sia confuso. In realtà è molto semplice.
— E allora?
— Fa parte del Servizio Assistenza Medica Universale. Tutti vengono classificati, al compimento del settantesimo anno di età. Arriva automaticamente da Ginevra.
— E cosa classifica? Che cosa significa? — Ma l’orribile verità era già evidente.
— Be’, stabilisce l’importanza della persona e il livello di trattamento cui ha diritto. La classe tre è come per tutti; la classe due è lo stesso, a parte certi trattamenti di prolungamento della vita…
— E la classe zero non ha diritto a nessuna cura.
— Esatto, Mr Mandella. — E nel suo sorriso non c’era un barlume di pietà o di comprensione.
— Grazie. — Tolsi la comunicazione. Marygay era dietro di me e piangeva in silenzio, a bocca aperta.
Trovai una bombola d’ossigeno per alpinisti in un negozio d’articoli sportivi, e riuscii persino a procurarmi un po’ di antibiotici al mercato nero, per mezzo di un tale che scovai in un bar di Washington. Ma Mamma non era più in grado di reagire a una cura improvvisata da un dilettante. Visse ancora quattro giorni. Quelli del crematorio avevano lo stesso sorriso fisso.
Cercai di parlare con Mike, ma la compagnia dei telefoni non mi permise di effettuare la chiamata fino a quando non ebbi firmato un contratto e rimesso un assegno di 25.000 dollari. Dovetti farmi trasferire il credito da Ginevra. Le pratiche portarono via mezza giornata.
Finalmente riuscii a parlare con lui. Senza preamboli:
— Mamma è morta.
Per una frazione di secondo, le onde radio salirono fino alla luna, e dopo un’altra frazione di secondo ritornarono. Mike trasalì, poi chinò il capo lentamente. — Non mi sorprende. Ogni volta che tornavo sulla Terra, negli ultimi dieci anni, mi chiedevo se l’avrei trovata ancora. Nessuno di noi aveva abbastanza danaro per tenerci in contatto. — A Ginevra ci aveva spiegato che una lettera dalla Luna alla Terra costava 100 dollari di tariffa postale… più 5000 di tasse. Serviva a scoraggiare le comunicazioni con quello che le Nazioni Unite consideravano un branco di anarchici sfortunatamente indispensabili.
Ci commiserammo a vicenda per un po’, poi Mike disse: — Willy, la Terra non è un posto per te e per Marygay; ormai l’avete capito. Venite sulla Luna, dove si può ancora avere una personalità. Dove non buttiamo fuori dal portello la gente quando arriva a settant’anni.
— Dovremmo rientrare nella FENU.
— È vero, ma non dovreste più combattere. Dicono che hanno bisogno di voi come istruttori. E tu potresti studiare, a tempo perso, metterti al corrente dei progressi della fisica… e magari, più tardi, passare alla ricerca.
Parlammo ancora un po’, per un totale di tre minuti. Mi furono restituiti 1000 dollari.
Marygay e io ne parlammo per tutta la notte. Forse la nostra decisione sarebbe stata diversa se non fossimo stati lì, circondati dalla vita e dalla morte di Mamma: ma quando arrivò l’alba, la bellezza fiera, ambiziosa e perfetta della cittadina di Rifton era diventata sinistra, malaugurante.
Facemmo le valigie, trasferimmo il nostro conto alla Credit Union di Tycho e prendemmo la monorotaia per il Capo.
25
— Nel caso che vi interessi, non siete i soli veterani che sono venuti a reingaggiarsi. — L’ufficiale addetto al reclutamento era un tenente muscoloso di genere imprecisato. Gettai mentalmente in aria una moneta, e venne croce: femmina.
— Secondo le ultime notizie, ce ne sono stati già altri nove — disse con la sua voce da tenore rauco. — E tutti hanno optato per la Luna… Magari ci troverete qualcuno dei vostri amici. — Passò attraverso la scrivania due semplici moduli. — Firmateli e sarete di nuovo nell’esercito. Con il grado di secondo tenente.
Il modulo era una semplice richiesta di venire assegnati al servizio attivo; in realtà la FENU non ci aveva mai mollati, perché la legge sulla coscrizione era stata estesa, ed eravamo semplicemente in licenza indefinita. Scrutai attentamente il foglio.
— Qui non ci sono le garanzie che ci avevano promesso a Stargate.
— Quali garanzie? — lei aveva quel sorriso meccanico che era così tipico della Terra.
— Ci avevano garantito la scelta dell’incarico e della sede. Su questo contratto non c’è niente.
— Non sarà necessario. La FENU…
— Io lo ritengo necessario, tenente. — Restituii il modulo. Lo restituì anche Marygay.
— Lasciatemi controllare. — Quella lasciò la scrivania e sparì in un ufficio. Rimase al telefono per un po’, e poi sentimmo ticchettare una stampatrice.
Ci riportò gli stessi due fogli, con una clausola aggiunta a macchina sotto i nostri nomi:
GARANTITI SEDE SCELTA (LUNA) E INCARICO SCELTO (SPECIALISTA ISTRUTTORE DI COMBATTIMENTO).
Ci fecero una scrupolosa visita medica e ci adattarono degli scafandri da combattimento nuovi. La mattina dopo prendemmo il primo servizio navetta per l’orbita, ci godemmo per qualche ora la gravità zero mentre trasferivano il carico su una navetta a tachioni, e poi sfrecciammo verso la Luna e scendemmo alla Base Grimaldi.
Sulla porta dell’Alloggio Ufficiali in Transito, qualche spiritoso aveva scarabocchiato: "Lasciate ogni speranza, o voi che entrate." Trovammo un cubicolo per due persone e cominciammo a cambiarci per il rancio.
Due colpi all’uscio. — Posta, signori.
Aprii la porta e il sergente che aveva bussato salutò. Lo fissai per un secondo e poi ricordai che ero un ufficiale e ricambiai il saluto. Mi consegnò due fax, identici. Ne diedi uno a Marygay. I nostri cuori dovettero fermarsi simultaneamente:
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IL PERSONALE SOTTO ELENCATO:
Mandella William 2°TEN (11 575 278) COCOM D COMP GRIATRNS
Potter Marygay 2°TEN (17 386 907) COCOM B COMP GRIATRNS
È RIASSEGNATO A:
2°TEN Mandella: PLCOM 2 PL FDATHETA STARGATE
2°TEN Potter: PLCOM 3 PL FDATHETA STARGATE
PER: comando plotone fanteria nella campagna di Tet-2.
IL PERSONALE SOPRA ELENCATO SI PRESENTI IMMEDIATAMENTE AL BATTAGLIONE TRASPORTO GRIMALDI PER VENIRE TRASPORTATO ALLA NUOVA SEDE.
DA STARGATE TACCBD-1298-8684-1450/4 dicembre 2024 SG ETO: il Comandante FDACOM
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— Non hanno perso tempo, vero? — disse amaramente Marygay.
— Deve essere un ordine generale. Il Comando della Forza d’Attacco è lontano da qui diverse settimane-luce. Non possono neppure sapere che ci siamo arruolati di nuovo.
— E la nostra… — Marygay non finì la frase.
La garanzia. — Be’, ci hanno dato davvero l’incarico che avevamo scelto. Nessuno aveva garantito che l’avremmo tenuto per più di un’ora.
— È uno schifo.
Scrollai le spalle. — È l’esercito. — Ma avevo due sensazioni inquietanti:
Che avessimo sempre saputo quello che sarebbe successo.
Che stavamo tornando a casa.
PARTE TERZA
Tenente Mandella
(2024-2389 d.C.)
26
— Un sistema svelto e sporco. — Stavo guardando il sergente del mio plotone, Santesteban, ma parlavo a me stesso. E chiunque altri mi stesse a sentire.