Preferibilmente prima che siamo crepati tutti. — Una cosa voglio che sia chiara: può darsi che veniamo attaccati il giorno stesso dello sbarco, può darsi che occupiamo indisturbati il pianeta per dieci anni e ce ne torniamo a casa. — Fesso chi ci crede. — In ogni caso, ognuno di noi dovrà mantenersi sempre in forma perfetta. Durante il viaggio seguiremo un programma regolare di ginnastica e faremo un ripasso dell’addestramento. Specialmente per quanto riguarda le tecniche di costruzione… dovremo erigere la base e gli impianti difensivi nel più breve tempo possibile.
Dio, cominciavo a parlare da ufficiale. — Qualche domanda? — Non ce ne furono. — Allora vorrei presentarvi il commodoro Antopol. Commodoro?
Il commodoro non cercò neppure di nascondere la propria noia mentre accennava, di fronte a quel branco di terragnoli, le caratteristiche e le prestazioni della Masaryk II. Io avevo imparato quasi tutto ciò che lei diceva per mezzo dell’alimentazione forzata nel barattolo, ma l’ultima cosa che disse colpì la mia attenzione.
— Sade-138 sarà la collapsar più lontana mai raggiunta dagli umani. Non è neppure nella galassia vera e propria, e si trova invece nella Grande Nube di Magellano, a una distanza di circa 150.000 anni-luce.
"Il nostro viaggio richiederà quattro balzi tra collapsar e durerà quattro mesi soggettivi. Le manovre d’inserimento nelle collapsar ci faranno restare indietro di circa trecento anni rispetto al calendario di Stargate, quando saremo arrivati a Sade-138."
Ecco altri settecento anni che se ne andavano, se vivevo abbastanza a lungo per tornare indietro. Non che facesse molta differenza: Marygay era come se fosse morta, ormai, e non esisteva altra persona al mondo che significasse qualcosa per me.
— Come ha detto il maggiore, non dovete lasciarvi illudere da queste cifre. Anche il nemico è diretto verso Sade-138: può darsi che ci arriviamo lo stesso giorno. La parte matematica della situazione è complicata, ma potete crederci sulla parola: sarà una corsa con poco distacco.
"Maggiore, ha altro da aggiungere?"
Feci per alzarmi. — Ecco…
— At-tenti! — urlò la Hilleboe. Dovevo imparare ad aspettarmelo.
— Solo che vorrei incontrarmi con i miei ufficiali, dal grado quattro in su, per qualche minuto. Sergenti dei plotoni, portate le vostre truppe all’Arca di Carico 67 alle 0400 di domattina. Fino a quel momento siete in libertà. Rompete le righe.
Invitai i cinque ufficiali nel mio alloggio e tirai fuori una bottiglia di vero cognac francese. Mi era costata due mesi di stipendio, ma che altro potevo fare del mio danaro? Investirlo?
Distribuii i bicchieri, ma l’Alsever, il dottore, rifiutò. Invece ruppe una piccola capsula, se l’accostò al naso e aspirò profondamente. Poi cercò, senza riuscirci troppo, di nascondere la sua espressione euforica.
— Per prima cosa, affrontiamo l’unico problema personale serio — dissi, versando il cognac. — Sapete tutti che non sono omosessuale?
Un coro misto di sissignore e nossignore.
— Ritenete che questo… complicherà la mia posizione come comandante? Nei confronti della truppa?
— Signore, io non… — cominciò Moore.
Lasciamo perdere il "signore" — dissi io — almeno tra di noi. Quattro anni fa, secondo il mio tempo soggettivo, ero un soldato semplice. Quando non è presente nessuno della truppa, io sono solo Mandella, o William. — Ebbi l’impressione che fosse uno sbaglio, nel momento stesso in cui lo dissi. — Continua pure.
— Ecco, William — continuò Moore — potrebbe essere stato un problema cento anni fa. Tu sai come la pensava la gente, allora.
— Per la verità non lo so. Tutto quel che so del periodo dal Ventunesimo secolo a oggi è la storia militare.
— Oh, be’. Allora era, uhm, era… come dire? — Moore agitò le mani.
— Era un reato — fece laconicamente l’Alsever. — Era il periodo in cui il Consiglio Eugenetico cercava di abituare la gente all’idea dell’omosessualità universale.
— Il Consiglio Eugenetico?
— Fa parte della FENU. Ha autorità esclusivamente sulla Terra. — L’Alsever aspirò profondamente la capsula vuota. — Lo scopo era di impedire alle persone di fare i bambini nel modo biologico. Perché: 1) mostravano una deplorevole mancanza di buon senso nella scelta del partner genetico; e 2) il Consiglio riteneva che le differenze razziali avessero lo spiacevole effetto di dividere inutilmente l’umanità; con un controllo totale delle nascite, in poche generazioni sarebbe invece stato possibile fare in modo che tutti appartenessero a un’unica razza.
Non sapevo che fossero arrivati a tanto. Ma immagino che fosse logico. — E tu approvi? Come medico?
— Come medico? Non ne sono certa. — L’Alsever si tolse dalla tasca un’altra capsula e la rotolò tra pollice e indice, guardando nel vuoto. O fissando qualcosa che noialtri non potevamo vedere. — In un certo senso, semplifica il mio lavoro. Molte malattie non esistono più. Ma non credo che conoscano la genetica come immaginano di conoscerla. Non è una scienza esatta: potrebbero commettere qualche grave errore, e i risultati si vedrebbero solo dopo parecchi secoli.
Si spezzò la capsula sotto il naso e inalò due volte, profondamente. — Ma come donna, sono completamente favorevole. — La Hilleboe e la Rusk approvarono con energici cenni del capo.
— Per non dover sopportare la gravidanza e il parto?
— Anche. — L’Alsever strabuzzò comicamente gli occhi, guardando la capsula, e diede un’ultima fiutata. — Ma soprattutto, è per… non dover… avere un uomo. Dentro di me. Devi capire. È disgustoso.
Moore rise. — Se non hai mai provato, Diana, non puoi…
— Oh, stai zitto. — Lei gli lanciò la capsula vuota, scherzosamente.
— Ma è del tutto naturale — protestai io.
— Sì, e lo è anche saltare sugli alberi da un ramo all’altro. Scavare con un fuscello per dissotterrare le radici. Progresso, mio caro maggiore; progresso.
— Comunque — disse Moore — è stato un reato solo per un breve periodo. Poi è stato considerato una… una …
— Disfunzione guaribile — disse l’Alsever.
— Grazie. E adesso, be’, è così rara che… non credo che gli uomini e le donne abbiano qualche forte idea preconcetta al riguardo, in un senso o nell’altro.
— È solo un eccentricità — disse Diana, in tono magnanimo. — Non è come se mangiassi i bambini.
— Esatto, Mandella — disse la Hilleboe. — Io non provo nessun sentimento diverso nei tuoi confronti, per questa faccenda.
— Io… io… ne sono lieto. — Era magnifico. Cominciavo a rendermi conto che non avevo la più vaga idea di come dovessi comportarmi, socialmente. Quasi tutto il mio comportamento "normale" era basato su un complesso, tacito codice d’etichetta sessuale. Adesso dovevo trattare gli uomini come se fossero donne e viceversa? Oppure trattare tutti quanti come fratelli e sorelle? Era una gran confusione.
Finii il cognac e posai il bicchiere. — Bene, grazie per le vostre, assicurazioni. Quello che volevo chiedervi… Sono certo che avrete tutti qualcosa da fare, gli addii e tutto il resto. Non voglio tenervi prigionieri.
Se ne andarono tutti, tranne Charlie Moore. Insieme decidemmo di prenderci una sbronza monumentale, facendo il giro di tutti i bar e di tutti i circoli ufficiali del settore. Ne girammo dodici e probabilmente saremmo riusciti a girarli tutti, ma poi decisi che era meglio dormire qualche ora prima del raduno del giorno seguente.
L’unica volta che Charlie mi fece delle proposte, lo fece con molta delicatezza. Spero che anche il mio rifiuto fosse altrettanto delicato… ma pensavo che in poco tempo avrei acquisito una notevole pratica.