Il Nautilus e la Valchiria erano già stati preparati ai loro lunghi viaggi; l’equipaggio dell’Alta Marea era stato fatto sbarcare, per venire rispedito sulla Terra, ed era stato sostituito da un equipaggio formato da componenti della squadra venusiana; anche il traghetto lunare era stato rifornito ed equipaggiato per il volo interplanetario. Benché l’astronave fosse stata concepita e realizzata per coprire il breve tragitto tra la stazione spaziale e la Luna, era perfettamente in grado di attraversare i milioni di chilometri che separavano la Terra da Venere. Il volo spaziale non è un problema di distanze, ma di livelli di potenziale gravitazionale; il balzo da Circum-Terra a Venere richiedeva un dispendio di energia minore di quello necessario per combattere la terribile battaglia contro la gravità del campo terrestre, nel tragitto da Nuova Chicago a Circum-Terra.
L’Alta Marea partì lungo una parabola ampia, estremamente economica; avrebbe compiuto l’intero viaggio per Venere in caduta libera. La Valchiria partì invece in una grande vampata dei razzi propulsori, che la scagliarono in un’orbita rapida, quasi piatta, iperboloide; sarebbe arrivata su Venere forse ancor prima del Nautilus. Il Nautilus fu l’ultimo a partire, perché l’Alto Commodoro Higgins aveva un’ultima cosa da fare, prima di distruggere la stazione spaziale… una trasmissione televisiva sulla rete mondiale.
Tutte le trasmissioni in collegamento mondiale partivano, o venivano ritrasmesse, dal centro per telecomunicazioni di Circum-Terra. Da quando il Nautilus, come un cosmico cavallo di Troia, si era accostato a Circum-Terra, le forze di occupazione venusiane avevano lasciato proseguire normalmente tutte le trasmissioni. L’ufficiale di stato maggiore del commodoro Higgins che aveva la responsabilità della propaganda e della guerra psicologica scelse, come momento più adatto per annunciare alla Terra l’avvenuto colpo di mano, l’orario di trasmissione usualmente occupato da «Steve Brodie Dice…», la rubrica del più popolare commentatore di attualità, che veniva ascoltato da un enorme pubblico, in tutto il pianeta. Il programma del signor Brodie seguiva immediatamente il teleromanzo a puntate «La Famiglia Kallikak», che teneva avvinti almeno due miliardi di telespettatori… e questo rendeva ancor più favorevole il momento scelto dagli attaccanti per annunciare il successo della loro azione al mondo intero.
Finalmente il Cammino della Gloria aveva ricevuto l’autorizzazione di partire per la Terra, con il suo carico di profughi, ma con le radio rese inservibili dai tecnici venusiani. Il Nautilus galleggiava nello spazio, cento miglia più lontano, in orbita di parcheggio, in attesa. All’interno della stazione spaziale, ormai del tutto svuotata di vita… grandi corridoi e raggi e compartimenti silenziosi, scintillare di macchine immote, grandi verande sul cosmo che riflettevano lo scintillare delle stelle… il centro televisivo continuava a svolgere le sue funzioni, senza alcuna supervisione umana. Il discorso del commodoro era già stato registrato; la registrazione era stata inserita nel programmatore, e la trasmissione sarebbe cominciata nel momento esatto in cui il drammone popolare sarebbe finito.
Don assisté alla trasmissione nel grande salone dell’incrociatore cosmico, insieme a un centinaio di altri civili. Tutti gli occhi erano puntati su un enorme televisore che occupava una intera parete del compartimento. Un raggio di emissione, grazie a un particolare allacciamento stabilito tra Circum-Terra e il Nautilus, permetteva all’astronave di captare la trasmissione, e di ritrasmetterla a tutti i centri di ascolto di bordo, in modo che tutti, passeggeri ed equipaggio, potessero assistervi.
Quando l’episodio del giorno del teleromanzo si concluse, e Celeste Kallikak era già stata arrestata per presunto uxoricidio, Buddy Kallikak si trovava ancora in ospedale, con i medici che ne prevedevano la morte, Padre Kallikak era sempre introvabile, scomparso, e Mamma Kallikak era sospettata a sua volta di avere acquistato illegalmente delle razioni… ma affrontava l’accusa coraggiosamente, serena, nella convinzione che soltanto i buoni muoiono giovani, dopo il solito intermezzo pubblicitario («Il Solo Sapone con Contenuto Vitaminico Garantito, per una sempre più grande Vi-ta-mi-tà!») sullo schermo apparve la sigla del programma di Steve Brodie, la scia di un razzo che si condensava formando i lineamenti del commentatore, mentre una voce sonora ruggiva: «Steve Brodie con OGGI, le notizie di domani!»
La sigla sparì bruscamente, lo schermo si fece lattescente, e una voce annunciò:
«Interrompiamo questo programma per trasmettere uno speciale notiziario.» Lo schermo tornò a riempirsi, questa volta dei lineamenti del commodoro Higgins.
Il suo viso mancava del sorriso artificiale obbligatorio per tutti coloro che parlavano nelle trasmissioni pubbliche; i suoi modi, e la sua voce, erano freddi e cupi.
«Sono l’Alto Commodoro Higgins, comandante del Corpo d’Assalto ‘Emancipazione’ dell’Alta Guardia, Repubblica di Venere. L’Alta Guardia ha occupato la stazione satellite della Terra, Circum-Terra. In questo momento teniamo tutte le città della Terra alla nostra merce.»
Fece una pausa, perché le sue parole fossero pienamente comprese da tutti. Don rifletté un momento, e la conclusione non gli piacque affatto. Tutti sapevano che Circum-Terra portava missili a testata nucleare in numero sufficiente ad annientare ogni esercito, o combinazione di eserciti, che avrebbero potuto coalizzarsi per minacciare la Federazione. L’esatto numero delle bombe esistenti a bordo della stazione era coperto dal segreto militare, ma le valutazioni generali fornivano cifre varianti tra le duecento e le mille. Tra i civili del Nautilus si era sparsa la voce che l’Alta Guardia avesse trovato settecentotrentadue bombe pronte a partire, con i componenti fondamentali per costruirne moltissime altre, e, in più, deuterio e trio sufficienti per preparare almeno una dozzina di superbombe all’idrogeno.
Sia che la voce fosse esatta, sia che fosse stata solo il frutto di molta fantasia e di poca realtà, certamente Circum-Terra conteneva bombe a sufficienza per trasformare la Federazione Terrestre in un deserto radioattivo, inabitabile per centinaia e centinaia di anni. Senza dubbio, poiché lo sviluppo delle grandi città era stato principalmente sotterraneo, e i livelli più bassi si trovavano a centinaia di metri sotto la superficie, molti abitanti delle città sarebbero sopravvissuti… ma qualsiasi città, dopo il bombardamento, avrebbe dovuto essere abbandonata; l’effetto militare sarebbe stato perciò uguale alla completa distruzione. E molti, moltissimi sarebbero morti. Quanti? Quaranta milioni? Cinquanta milioni? Don non riusciva neppure a immaginarlo.
A questo punto, il commodoro proseguì:
«Pur essendo in questa posizione, ci tratteniamo dall’agire in questo senso, misericordiosamente. Le città della Terra non saranno bombardate. I liberi cittadini della Repubblica di Venere non desiderano massacrare i loro cugini rimasti sulla Terra. Il nostro unico scopo è quello di stabilire la nostra indipendenza, di trattare da soli i nostri affari, di eliminare la soffocante, beffarda situazione di una sudditanza a un proprietario assente, e di una tassazione compiuta da un governo che nulla ha fatto per Venere, non avendo neppure propri rappresentanti sul pianeta, non concedendo alcun diritto ai venusiani, e portandoci lentamente alla morte per inedia, al completo dissanguamento delle risorse di Venere.
«Così facendo, prendendo così il nostro posto di uomini liberi, lanciamo un appello a tutte le nazioni oppresse e impoverite, ovunque esse si trovino, affinché seguano la strada che noi indichiamo, seguano la nostra guida, e accettino il nostro aiuto. Alzate gli occhi al cielo! Sopra di voi galleggia nel cielo la stazione spaziale dalla quale io ora vi parlo. I grassi e stupidi governanti della Federazione hanno trasformato Circum-Terra nella frusta del negriero. La minaccia di questa base militare sospesa nel cielo ha protetto il loro impero dalla giusta collera delle loro vittime, per più di sessant’anni.