— Abbiamo cambiato le Leggi della Fertilità sulla Terra. Era facile. La nostra ritirata dallo spazio conosciuto ha provocato il crollo del mercato finanziario. Gli intrighi economici hanno rovinato molti membri del Ministero della Fertilità. Abbiamo corrotto alcuni di loro e ricattato altri con la minaccia di farli finire in galera per debiti. Abbiamo sfruttato la corruzione del Ministero della Fertilità per forzarlo a cambiare le cose. Un’impresa costosa, ma sicura e destinata al successo. Siamo riusciti a istituire le Lotterie per il Diritto alla Procreazione. Speravamo di creare una stirpe di uomini dotati di una fortuna eccezionale.
— Mostro! — urlò Teela. — Mostro!
Speaker aveva deposto la sua scavatrice Slave. — Teela — disse, — non ti sei certo lamentata quando hai saputo che i burattinai hanno manipolato l’eredità della mia razza per produrre un tipo di kzin docile. Ci hanno allevato come fa un biologo con le cavie, uccidendo le più deboli e tenendo le altre. Prima eri contenta che questo crimine fosse stato commesso a vantaggio della tua specie. Si può sapere adesso di che cosa ti stai lamentando?
Teela si disinserì dall’interfono, piangendo di rabbia.
— Uno kzin docile — ripeté Speaker. — Volevate produrre uno kzin docile! Nessus, se credete di esserci riusciti, prova ad avvicinarti.
Il burattinaio non rispose. Ormai lontano dalla flottiglia, il punto argenteo si era tanto rimpicciolito da diventare invisibile.
— Non vuoi riunirti a noi! Come posso proteggerti da questa terra sconosciuta, se non ritorni qui? Certo non ti biasimo. Fai bene a essere prudente — disse lo kzin. Aveva messo in mostra le unghie affilate come aghi e leggermente incurvate. — Anche il vostro tentativo di produrre uomini fortunati è stato un fallimento.
— No — rispose Nessus. — Ci siamo riusciti. Per questo non ho potuto mettermi in contatto con loro. Erano troppo fortunati.
— Avete giocato bene con tutte e due le nostre razze. Non provarci neanche a ritornare con noi.
— Rimarrò in contatto per mezzo dell’interfono.
L’immagine di Speaker sparì.
— Louis, Speaker mi ha tagliato fuori — disse Nessus. — Se ho da dirgli qualcosa sono costretto a farlo a mezzo tuo.
— Va bene — disse Louis e lo escluse dal circuito. Quasi subito si riaccese una minuscola luce nel punto in cui prima si vedeva la testa fantomatica del burattinaio. Nessus voleva parlare.
Gli venisse un colpo.
Incrociarono un mare vasto quanto il Mediterraneo. Louis abbassò di colpo la quota per indagare e si accorse che gli altri veicoli si stavano abbassando per tenergli dietro. Il che significava che la flottiglia era ancora al suo comando, a dispetto del fatto che nessuno voleva parlare con lui.
Lungo la linea costiera si estendeva un’unica megalopoli in rovina. A parte i bacini, non era dissimile da Zignamuclickclick. Louis non atterrò. Non c’era niente di nuovo, laggiù. Si abbassò a poco a poco fino a che non gli si sturarono le orecchie e gli indicatori della pressione non diminuirono. La terra verde si trasformò in una boscaglia scura, poi in una tundra desolata, e miglia e miglia di roccia.
Una catena di picchi montagnosi si allungava per cinquecento miglia. I venti avevano distrutto la boscaglia scrostando suolo e rocce e lasciando allo scoperto il basamento dell’Anello, grigio e trasparente.
Che manutenzione trascurata! Nessun costruttore del Mondo ad Anello avrebbe permesso una cosa del genere. Era evidente che la civiltà dell’Anello aveva incominciato a morire molto tempo prima. Il processo era iniziato qui, dove le chiazze nude facevano capolino all’esterno, nei luoghi che nessuno frequentava…
Molto più avanti si intravedeva nel panorama una macchia scintillante, a trenta o cinquantamila miglia. Aveva le dimensioni dell’Australia.
Era un altro tratto di pavimento messo a nudo, ancora più grande del precedente? Grandi zone del materiale di base dell’Anello risplendevano spuntando dagli squarci del suolo, una volta fertile e che adesso veniva trascinato via dai fiumi in piena. La caduta di Zignamuclickclick, e la cessazione di energia, dovevano rappresentare l’ultimo stadio dello sfacelo.
Quanto era durato? Diecimila anni? Di più?
— Maledizione! Vorrei discuterne con qualcuno. Può essere importante. — Louis lanciò un’occhiata al paesaggio. Quando il sole era alto lo scorrere del tempo era diverso. Qualunque decisione sembrava meno importante, e la realtà irreale. Era, pensò Louis, come l’istante di passaggio tra una cabina-transfert e l’altra.
Volarono in direzione Port, immersi nel tempo immutabile.
Da quanto non scambiavano una parola tra di loro? Aveva chiamato Speaker. Le spie luminose erano rimaste accese sui cruscotti, e ignorate, allo stesso modo in cui Louis ignorava quella accesa sul suo.
— Ne ho abbastanza — disse Louis tutto a un tratto e inserì l’interfono.
Colse uno scoppio incredibile d’orchestra prima che il burattinaio si accorgesse di lui. — Dobbiamo fare in modo che i membri della spedizione si riuniscano senza spargimento di sangue — disse Nessus. — Hai qualche suggerimento da dare?
— Sì. Non sta bene iniziare una conversazione a metà.
— Scusami Louis. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. Come stai?
— Solo e irritato. E tutto per colpa tua. Nessuno vuole più parlare con me.
— Posso fare qualcosa? — domandò il burattinaio.
— Può darsi. Hai avuto a che fare con le Leggi sulla Fertilità?
— Io mi sono opposto al progetto.
Louis sbuffò. — Questa è la risposta sbagliata. Potresti essere proprio tu la prima vittima del controllo della nascita retroattiva. Teela non mi rivolgerà più la parola.
— Non dovevi prenderla in giro.
— Lo so. Sai che cosa mi ferisce di più? Non tanto la tua arroganza da vittima offesa, quanto il fatto che tu puoi prendere decisioni grandiose, e poi fare delle cose assolutamente stupide come, come…
— Teela ci può sentire?
— No. Che tu sia maledetto! Sai cosa le hai fatto?
— Se sapevi che il suo Ego ne sarebbe rimasto scosso…
Louis emise un gemito. Aveva risolto un problema di concetto e lo aveva rivelato subito. Non gli era neanche saltato in mente di tenerlo segreto. Non rientrava nel suo ordine di idee.
— Hai pensato alla maniera di riunire la spedizione? — gli domandò il burattinaio.
— Sì — rispose Louis e chiuse l’interfono.
Lasciò che il burattinaio ci pensasse un po’ su.
La terra si allontanò ricolorandosi di verde.
Superarono un altro mare a forma trangolare. Le variazioni delle correnti dovevano averne completamente prosciugato le sorgenti. Risultò evidente che i canali serpeggianti che avevano formato il delta erano stati scavati dentro il terreno. Gli artefici del Mondo ad Anello non si erano limitati a lasciare che il fiume scavasse da sé i suoi letti. E avevano ragione, perché il suolo dell’Anello non era abbastanza profondo. Ci voleva l’artificio.
INTERLUDIO CON I FIORI-SPECCHIO
Si sentiva come durante i suoi ritiri. Pilotare in solitudine, su un territorio mutevole e senza confini, era come vagare su una nave monoposto al di là delle stelle conosciute. Louis Wu era solo con l’universo. E l’universo era un balocco per Louis Wu. La domanda più bruciante nasceva di nuovo: Louis Wu è ancora soddisfatto di sé?
Aveva quasi scordato gli altri volocicli. Sobbalzò quando la faccia pelosa dello kzin si materializzò nel video.
— Sei stanco — disse Speaker. — Vuoi che piloti io?
— Vorrei scendere a terra. Sono rattrappito.
— Allora scendi. Sei tu ai controlli.
— Non voglio imporre a nessuno la mia compagnia.