Rand si strinse nelle spalle a disagio. Era d’accordo con la voce su quell’ultima cosa. Sarebbe stato lieto come Lews Therin di potersene andare. Ma talvolta l’unica scelta era fra male e peggio. Rochaid era davanti a lui, quasi alla sua portata. Questo era tutto ciò che importava, ora. I negozi e le locande di pietra grigia lungo Via della Gioia cambiavano quanto più Rand si allontanava dal mercato Amhara. Gli argentieri presero il posto dei coltellinai, poi gli orafi presero il posto degli argentieri. Sarti e cucitrici esponevano sete ricamate e broccati invece di abiti di lana. Le carrozze che rombavano sul lastricato ora avevano sigilli laccati sulle porte ed erano trainate da quattro o sei cavalli della stessa taglia e colore, e altri cavalieri montavano eccellenti purosangue tarenesi o animali altrettanto buoni. Portantine trasportate da uomini che procedevano a passo veloce erano comuni quasi quanto la gente a piedi e, fra quelli, persone in livrea dai colori vivaci come quelle dei portatori erano in numero superiore ai negozianti con giacche o vesti pesantemente ricamate attorno al petto e alle spalle. Molto spesso, pezzi di vetro colorato ora decoravano i fermagli per capelli per uomini, o in qualche caso perle o gemme più costose; ce n’erano pochi le cui mogli non potevano permettersi di comprar loro delle pietre preziose. Solo il vento freddo era lo stesso, quello e le guardie cittadine che pattugliavano a gruppi di tre, occhi vigili in caso di guai. Non ce n’erano così tante come nei mercati dei forestieri, tuttavia, non appena una pattuglia scompariva dalla vista, ne appariva un’altra e, ovunque una strada più ampia di un vicolo si congiungeva con Via della Gioia, vi era un posto di osservazione di pietra con due guardie che attendevano ai suoi piedi nel caso l’uomo che vi stava sopra scorgesse dei guai. La pace veniva rigorosamente preservata a Far Madding. Rand si accigliò mentre Rochaid procedeva lungo la strada. Poteva essere diretto alla Piazza delle Consigliere, nel mezzo dell’isola? Lì non c’era nulla tranne la Sala delle Consigliere, monumenti di più di cinquecento anni prima, quando Far Madding era stata capitale del Maredo, e gli uffici commerciali delle donne più ricche della città. A Far Madding, un uomo ricco era uno a cui la moglie dava una generosa rendita oppure un vedovo che aveva ereditato. Forse Rochaid stava andando a incontrare degli Amici delle Tenebre. Ma, se era così, perché aveva atteso tanto?
All’improvviso un’ondata di vertigini lo colpì, un volto confuso che riempiva la sua vista per un istante, e barcollò contro un passante. Più alto dello stesso Rand, con una livrea verde brillante, l’uomo biondo spostò il grosso canestro che stava trasportando e spinse via gentilmente Rand. Una lunga cicatrice raggrinzita gli correva lungo il lato del volto scurito dal sole. Chinando il capo, sussurrò delle scuse e si affrettò a procedere. Raddrizzandosi, Rand borbottò un’imprecazione sottovoce. Li hai già distrutti, gli bisbigliò Lews Therin nella testa. Ora hai qualcun altro da distruggere, e non sarà l’ultimo. Quanti ne uccideremo noi tre prima della fine, mi chiedo.
Sta’ zitto. Rand pensò infuriato, ma gli rispose una risata sguaiata e derisoria. Non era l’incontro con un Aiel a turbarlo. Ne aveva visti molti da quando era giunto a Far Madding. Per qualche ragione, centinaia di Aiel che erano fuggiti dopo aver appreso la verità della loro storia erano finiti qui, tentando di seguire la Via della Foglia quando non avevano più alcuna idea di cosa comportasse tranne che dovevano essere gai’shain a vita. Non era nemmeno preoccupato per le vertigini, o di chi fosse la faccia che aveva intravisto quando era stato colpito. Davanti a lui, una carrozza tirata da sei grigi procedeva rumorosamente attraverso il flusso di portantine e gente frettolosa in livrea, e uomini e donne che entravano e uscivano veloci dai negozi, ma non c’era alcun segno di una giubba rossa. Colpì il proprio palmo con un pugno guantato dall’irritazione.
Andare avanti alla cieca sarebbe stato da idioti. Avrebbe potuto andare a sbattere contro quell’uomo o anche soltanto essere visto. Finora, Rochaid pensava che Rand non sapesse che si trovava in città, un vantaggio troppo importante per sprecarlo. Lui sapeva dove era alloggiato Rochaid, una delle locande che ospitavano i forestieri. Poteva gironzolare lì attorno il giorno dopo e attendere un’altra opportunità. Gli altri sarebbero potuti arrivare nel corso della notte, però. Pensava di poterne uccidere due insieme, o forse anche tutti e cinque, ma non poteva farlo di nascosto. Sarebbe stato ferito contro cinque e, nella migliore delle ipotesi, avrebbe dovuto abbandonare la propria spada, cosa che era riluttante a fare. Era un dono di Aviendha. E nella peggiore delle ipotesi...
Un guizzo di un mantello orlato di pelliccia catturò il suo sguardo, mentre si agitava nel vento e scompariva dietro un angolo più avanti, e lui corse verso di esso. Le guardie a quella postazione si raddrizzarono, l’uomo in cima che prendeva la sua raganella dalla cintura. Uno di quelli ai piedi della postazione sollevò il suo lungo randello mentre l’altro prese un calappio dal palchetto. L’estremità a forcella era fatta in modo da afferrare e trattenere un braccio, una gamba o un collo, e il bastone stesso era bordato di ferro, a prova di spada o di ascia. Lo osservarono attentamente, con sguardi duri. Lui fece loro un cenno col capo e sorrise, poi si fece vedere che scrutava lungo la strada laterale, passando in rassegna la folla. Non un ladro in fuga, solo un uomo che cercava di raggiungere qualcuno. Il randello tornò al suo gancio alla cintura, il calappio contro i gradini. Non guardò di nuovo le guardie. Più avanti colse un’occhiata del mantello e forse di una giubba rossa, mentre colui che li indossava svoltava in un’altra via. Sollevando la mano come per chiamare qualcuno, Rand si affrettò dietro l’uomo, schivando persone e banchetti di venditori di strada. Ambulanti che esponevano spille, aghi o pettini sui loro vassoi cercavano di catturare la sua attenzione, o quella di chiunque altro, con le loro urla. Poche persone qui indossavano abiti ricamati, e una semplice corda per annodare i capelli era molto più comune anche di un banale fermaglio. Queste strade erano anguste nella migliore delle ipotesi, e tortuose, un labirinto a casaccio dove locande a buon mercato e stretti edifici residenziali di pietra a tre e quattro piani torreggiavano sopra le botteghe di macellai e candelai, barbieri e stagnini, vasai e bottai. Le carrozze non sarebbero riuscite a passare per queste viuzze, non c’erano nemmeno portantine o gente a cavallo e passavano solo una manciata di servitori in livrea, con l’incarico di portare dei canestri ma camminando e guardando in modo altezzoso chiunque, tranne le guardie cittadine. Le loro pattuglie e i posti di osservazione erano presenti perfino qui.
Alla fine riuscì ad avvicinarsi abbastanza da vedere chiaramente l’uomo che stava seguendo. Rochaid aveva finalmente mostrato sufficiente buonsenso da avvolgersi nel mantello, nascondendo la sua giubba rossa e la sua inutile spada, ma non c’era dubbio su chi fosse. Per la verità, ora sembrava cercare di evitare del tutto di attirare l’attenzione, muovendosi furtivo lungo il fianco della strada con la spalla che sfiorava le vetrine dei negozi. Di colpo si guardò attorno circospetto, poi schizzò in un vicolo fra una minuscola bottega di un canestraio e una locanda con un’insegna tanto sporca che il nome era completamente illeggibile. Rand quasi sorrise e si affrettò dietro di lui senza perdere tempo. Non c’erano guardie cittadine o postazioni nei vicoli di Far Madding. Quelle viuzze erano ancora più tortuose delle strade che Rand aveva appena lasciato, rendendole un intrico a sé stante all’interno di ogni isolato della città, e Rochaid era già fuori dalla sua vista, ma Rand poteva sentire i suoi stivali percuotere l’umido terreno sassoso. Il suono rimbalzava e si moltiplicava fra i muri di pietra senza finestre finché non fu quasi più in grado di capire da dove proveniva, ma proseguì, correndo lungo passaggi larghi a malapena per due uomini fianco a fianco. Sempre che questi due fossero amici. Perché Rochaid era entrato in questo labirinto? Dovunque stesse andando, voleva arrivarci in fretta. Ma non poteva sapere come usare i vicoli per andare da un posto a un altro. All’improvviso Rand si rese conto che gli unici stivali che udiva erano i suoi e si fermò di colpo. Silenzio. Da dove stava, poteva vedere altri tre vicoli più stretti che si diramavano da quello in cui si trovava. Quasi senza respirare, tese le orecchie. Silenzio. Decise quasi di tornare indietro. E poi udì un acciottolio distante dall’imboccatura del vicolo più vicino, come se qualcuno, passando, avesse accidentalmente dato un calcio a una roccia scagliandola contro un muro di pietra. Meglio uccidere quell’uomo e farla finita.