Alla fine dell’istmo, un villaggio di grigie case di pietra con tetti più scuri di ardesia sorgeva fra la strada e l’acqua da un lato. Donne del villaggio che si affrettavano in giro con grossi canestri si fermarono alla vista del gruppo a cavallo. Più di una si toccò il naso mentre osservava. Shalon si era quasi abituata a quegli sguardi, a Cairhien. In ogni caso, i suoi occhi furono attirati dalla fortificazione di fronte al villaggio, un cumulo di pietre molto compatte alto cinque spanne con soldati che guardavano attraverso le celate a sbarre dei loro elmi dalla cima di torri sugli angoli. Dove poteva vederli, alcuni avevano delle balestre pronte e cariche. Da una grande porta rivestita di ferro all’estremità più vicina al ponte, altri soldati muniti di elmo si riversarono in strada, uomini con armature a scaglie quadrate e una spada con decorazioni in oro alla spalla sinistra. Alcuni portavano le spade alla cintura e altri avevano con sé lunghe lance o balestre. Shalon si chiese se si aspettassero che le Aes Sedai avrebbero tentato di combattere per entrare. Un ufficiale con una piuma gialla sull’elmo fece cenno a Cadsuane di fermarsi, poi le si avvicinò e si tolse l’elmo, liberando capelli striati di grigio che gli si sciolsero lungo la schiena fino in vita. Aveva un volto duro, contrariato.
Cadsuane si abbassò sulla sella per scambiare alcune parole a bassa voce con l’uomo, poi estrasse un borsellino rigonfio da sotto le sue bisacce. Lui lo prese e indietreggiò, facendo cenno a uno dei soldati di venire avanti, un uomo alto e ossuto che non stava indossando un elmo. Portava una tavola per scrivere e i suoi capelli, raccolti dietro la testa come quelli dell’ufficiale, arrivavano anche a lui fino in vita. Piegò il collo rispettosamente prima di chiedere il nome di Alanna, e lo scrisse con molta attenzione, con la lingua fra i denti, intingendo spesso la penna. L’elmo al suo fianco, l’ufficiale contrariato rimase a studiare gli altri dietro Cadsuane senza alcuna espressione. Il borsellino gli pendeva dalla mano come dimenticato. Sembrava ignaro di aver parlato con una Aes Sedai. O forse non gli importava. Qui una Aes Sedai non era diversa da ogni altra donna. Shalon rabbrividì. Qui lei non era diversa da ogni altra donna, priva dei suoi doni per la durata della sua permanenza. Priva.
«Prendono i nomi di tutti i forestieri» disse Sarene. «Alle Consigliere piace sapere chi c’è in città.»
«Forse ammetterebbero una Maestra delle Onde senza necessità di corruzione» disse Harine in tono secco. Il soldato ossuto, allontanandosi da Alanna, trasalì come facevano di solito i terricoli nel vedere i gioielli di Shalon e Harine prima di andare verso di loro.
«Il tuo nome, signora, se permetti» disse cortesemente a Sarene, chinando di nuovo il capo. Lei glielo fornì senza dire che era una Aes Sedai. Shalon diede il suo in modo altrettanto semplice, ma Harine dichiarò anche i suoi titoli, Harine din Togara Due Venti, Maestra delle Onde del clan Shodain, ambasciatore straordinario della Maestra delle Navi per gli Atha’an Miere. Il tipo sbatté le palpebre, poi si morse la lingua e piegò il collo sopra la tavola per scrivere. Harine si accigliò. Quando voleva impressionare qualcuno, si aspettava che restasse impressionato.
Mentre l’uomo ossuto stava scrivendo, un soldato tarchiato con l’elmo indosso e un fagotto di cuoio che gli pendeva dalla spalla si fece strada a spintoni fra il cavallo di Harine e quello di Moad. Dietro le sbarre della sua celata, una cicatrice raggrinzita lungo la sua faccia gli contraeva la bocca in un ghigno, ma inchinò la testa verso Harine con sufficiente rispetto. E poi cercò di prendere la spada di Moad.
«Devi consentirglielo o lasciare le tue lame qui finché non parti» si affrettò a dire Sarene, quando il Maestro della Spada strattonò via il fodero dalle mani dell’uomo tarchiato. «Questo servizio è ciò per cui Cadsuane sta pagando, Maestra delle Onde. A Far Madding, a nessuno è consentito portare un’arma più grande di un pugnale a meno che non vi sia applicato un vincolo di pace in modo che non possa essere sguainata. Perfino le guardie delle mura come questi uomini non possono permettere che nessuno di loro si allontani dal posto a lui assegnato. Non è così?» chiese al soldato scarno, e lui rispose che era così, e che era anche un bene. Con una scrollata di spalle, Moad sollevò la spada dalla sua fusciacca e, quando il tizio col ghigno perpetuo gli richiese anche il suo pugnale dall’impugnatura d’avorio, lui glielo consegnò. Infilando il lungo coltello dietro la cintura, l’uomo estrasse dal suo fagotto una bobina di filo sottile e cominciò rapidamente ad avvolgere la spada in una rete intricata. Di tanto in tanto si fermava per staccare una stampasigilli dalla cintura e ripiegare un piccolo disco di piombo attorno ai filamenti, ma aveva mani veloci ed esperte.
«La lista di nomi sarà distribuita agli altri due ponti,» proseguì Sarene «e gli uomini dovranno mostrare i fili intatti, altrimenti saranno detenuti finché un magistrato non determinerà che non è stato commesso nessun altro crimine. Anche in questo caso, la pena consiste in una multa molto pesante e una fustigazione. Molti forestieri depositano le proprie armi prima di entrare per risparmiare la tariffa, ma questo vorrebbe dire che dovremo uscire da questo ponte. Solo la Luce sa quale direzione vorremo prendere quando ce ne andremo.» Guardando verso Cadsuane, che pareva stesse trattenendo Alanna dallo spronare il cavallo per attraversare da sola il lungo ponte, Sarene aggiunse quasi sottovoce: «Almeno spero che sia questo che lei pensa.»
Harine sbuffò. «Questo è ridicolo. Come potrà difendersi?»
«Nessun uomo ha bisogno di difendersi a Far Madding, signora.» La voce dell’uomo tarchiato era rude, ma non suonava beffarda. Stava affermando l’ovvio. «Le guardie cittadine se ne occupano. Se si lasciasse che ogni uomo che lo desidera porti una spada, presto qui sarebbe pericoloso come in ogni altro posto. So come va altrove, signora, e noi non vogliamo che qui avvenga lo stesso.» Inchinandosi ad Harine, procedette lungo la colonna seguito dall’uomo con la tavola per scrivere. Moad esaminò brevemente la spada e il pugnale, entrambi con elsa e fodero accuratamente avvolti, poi li rimise al loro posto, facendo attenzione a non strapparsi la fusciacca sui sigilli. «Le spade diventano utili solo quando l’intelligenza viene meno» disse. Harine sbuffò di nuovo. Shalon si chiese come quel tizio si fosse procurato una cicatrice se Far Madding era così sicura.
Suoni di protesta provennero dalle retrovie, dove c’erano gli altri uomini, ma furono velocemente zittiti. Da Merise, avrebbe scommesso Shalon. A volte quella donna faceva sembrare rilassata Cadsuane. I suoi Custodi erano come i cani da guardia addestrati che usavano gli Amayar, pronti a balzare a un fischio, e non esitava affatto a rimproverare i Custodi delle altre Aes Sedai. Presto a tutte le spade fu applicato il vincolo di pace e i cavalli da soma vennero perquisiti in cerca di armi nascoste, e poi procedettero sul ponte, gli zoccoli che risuonavano sulla pietra. Shalon cercava di assimilare tutto, non tanto per interesse quanto per distogliere la sua mente da ciò che mancava.