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La rabbia irritante che fluiva attraverso il legame si attenuò senza scomparire, ma il volto di lei si fece calmo e la sua voce era serena. «Mi fai male al polso.»

Lui sapeva che era così. Poteva sentire la sofferenza attraverso il legame. La lasciò andare che si massaggiava in modo più appariscente di quanto richiedesse il dolore percepito. Ancora sfregandosi il polso, Alanna si sedette sulla seconda sedia e incrociò le gambe. Sembrava che stesse pensando.

«Ho riflettuto sulla libertà da te» disse infine. «L’ho sognato.» Continuò sorridendo mestamente. «Ho perfino chiesto a Cadsuane di lasciare che passassi il legame a lei. Un segnale di quanto fossi disperata, chiederle una cosa del genere. Ma se c’è una che può gestirti, quella è Cadsuane. Solo che ha rifiutato. Era furiosa che l’avessi suggerito senza avertelo chiesto, si sentiva oltraggiata. Ma non lo farà, perfino se acconsentirai.» Allargò le mani. «Dunque sei mio!» Il suo volto non mutò ma, mentre lo diceva, avvampò di nuovo di gioia. «Comunque ti abbia acquisito, sei il mio Custode e ho una responsabilità. Questo per me è forte quanto il giuramento di obbedirti che ho pronunciato. La stessa, precisa forza. Perciò non ti libererò finché non saprò che lei può trattarti come si deve. Chi ti ha legato? Se ne è in grado, lascerò che ti abbia lei.»

Una scia di brividi percorse la schiena di Rand alla sola possibilità che Cadsuane avesse potuto ricevere il suo legame. Alanna non era mai stata capace di controllarlo col legame, e lui non pensava che una Sorella potesse, ma non avrebbe mai voluto rischiarlo con quella. Per la Luce!

«Cosa ti fa pensare che a lei non importi di me?» Fiducia o meno, nessuno sarebbe venuto a sapere quella risposta, se lui poteva impedirlo. Quello che Elayne, Min e Aviendha avevano fatto poteva essere consentito dalla legge della Torre, tuttavia avevano da temere molto più di una punizione da parte delle altre Aes Sedai, se si fosse saputo che erano legate a lui in quel modo. Sedendosi sul bordo del letto, rigirò il flauto fra le dita.

«Solo perché ha rifiutato il mio legame? Forse non è incurante delle conseguenze come te. È venuta da me a Cairhien ed è rimasta lì molto più a lungo perché ci potesse essere qualche altra ragione oltre a me. Devo davvero credere che ha semplicemente deciso di far visita a degli amici mentre, guarda caso, io sono qui? Ti ha portato a Far Madding così da potermi trovare.»

«Rand, lei ha voluto sapere dov’eri ogni giorno,» disse Alanna troncando la questione «ma dubito che ci sia un pastore a Seleisin che non sappia dove ti trovi. Il mondo intero vuole saperlo. Io sapevo che eri molto a sud, che non ti eri mosso per giorni. Nulla più. Quando ho scoperto che lei e Verin stavano venendo qui, ho dovuto pregarla — in ginocchio! — prima che mi lasciasse andare con loro. Ma io stessa non sapevo che tu fossi qui finché non sono uscita dal passaggio nelle colline sopra la città. Prima di allora, pensavo che avrei dovuto Viaggiare quasi fino a Tear per trovarti. Cadsuane me l’ha insegnato, quando siamo giunte qui, perciò non pensare in futuro di potermi sfuggire così facilmente.»

Cadsuane aveva insegnato ad Alanna a Viaggiare? Questo però non gli diceva chi l’aveva insegnato a Cadsuane. Non che importasse, suppose. «E

Damer e gli altri due hanno acconsentito a essere legati? O forse quelle Sorelle li hanno presi come tu hai fatto con me?»

Un debole rossore le imporporò le guance, ma la sua voce era ferma.

«Ho sentito che Merise l’ha chiesto a Jahar. Gli ci sono voluti due giorni per accettare, e non le ho mai visto fare alcuna pressione su di lui. Non posso parlare per gli altri, ma, come ha detto Cadsuane, puoi sempre chiederglielo. Rand, devi capire: quegli uomini avevano paura di tornare a quella tua ‘Torre Nera’.» La sua bocca irritata nel dire quel nome. «Avevano paura che sarebbero stati incolpati dell’attacco a te. Se fossero semplicemente fuggiti, avrebbero dato loro la caccia come disertori. Da quel che so è una tua disposizione, vero? Dove altro potrebbero andare, se non dalle Aes Sedai? E hanno anche fatto bene.» Sorrise come se avesse appena visto qualcosa di meraviglioso, e la sua voce si fece eccitata. «Rand, Damer ha scoperto un modo di Guarire l’essere messa a tacere! Luce, non riesco a dire quella parola senza che mi si blocchi la lingua. Ha Guarito Irgain, Ronaille e Sashalle. Anche loro hanno giurato fedeltà a te, proprio come tutte le altre.»

«Cosa intendi, tutte le altre?»

«Intendo tutte le Sorelle che gli Aiel stavano trattenendo. Perfino le Rosse.» Sembrava piuttosto incredula su quello, come avrebbe dovuto essere, ma l’incredulità si tramutò in veemenza quando lei piantò entrambi i piedi sul pavimento e si sporse verso di lui, gli occhi fissi nei suoi. «Ognuna di loro ha giurato e accettato la punizione che hai stabilito per Nesune e le altre, le prime cinque che hanno giurato. Cadsuane non si fida di loro. Non ha lasciato che portassero nessuno dei loro Custodi. Ammetto di essere stata incerta io stessa, al principio, ma credo che tu possa fidarti di loro. Hanno pronunciato un giuramento per te. Sai cosa significa ciò per una Sorella. Noi non possiamo rompere un giuramento, Rand. Non è possibile.»

Perfino le Rosse. Era stato sorpreso quando quelle prime cinque prigioniere avevano offerto fedeltà. Elaida le aveva inviate per rapirlo, e così avevano fatto. Era sicuro che fosse successo perché lui era ta’veren, ma questa cosa alterava soltanto le probabilità, rendeva certezza ciò che poteva accadere una volta su un milione. Era difficile credere che una Rossa potesse giurare sotto qualunque circostanza a un uomo che poteva incanalare.

«Tu hai bisogno di noi, Rand.» Rizzandosi, si mosse come se volesse andare su e giù, ma invece rimase ferma a osservarlo, senza battere ciglio. Le sue mani lisciarono le gonne come se fossero ignare di quello che stavano facendo. «Hai bisogno del sostegno delle Aes Sedai. Senza di esso, dovrai conquistare ogni nazione, e finora non ci sei riuscito molto bene. La ribellione a Cairhien per te può sembrare conclusa, ma non a tutti piace che Dobraine sia stato nominato tuo Sovrintendente. Molti potrebbero parteggiare per Toram Riatin, nel caso ricomparisse. Il Sommo Signore Darlin se ne sta rintanato nella Pietra, così si dice, annunciato come tuo Sovrintendente a Tear, ma i ribelli laggiù non sono venuti fuori da Haddon Mirk a sostenerlo. E, per quanto riguarda l’Andor, Elayne Trakand può pure dire che ti appoggerà non appena avrà il trono, ma ha mosso i tuoi soldati fuori da Caemlyn, e che io possa indossare campanelli nella Macchia se, una volta regina, li lascerà rimanere nell’Andor. Le Sorelle possono aiutarti. Elayne ci darà ascolto. I ribelli a Cairhien e Tear ci daranno ascolto. La Torre Bianca ha fermato guerre e ribellioni per tremila anni. Può non piacerti il trattato che Rafela e Merana hanno negoziato con Harine, ma hanno ottenuto tutto quello che hai chiesto. Per la Luce, Rand, lascia che ti aiutiamo!»

Rand annuì lentamente. Il fatto che delle Aes Sedai gli avessero offerto la loro fedeltà era sembrato solo un modo per impressionare le persone col suo potere. La paura che potessero manipolarlo per i loro obiettivi lo aveva accecato nei confronti di’ ogni altra cosa. Non gli piaceva ammetterlo. Era stato uno sciocco.

Un uomo che si fida di chiunque è uno sciocco, disse Lews Therin, così

come un uomo che non si fida di nessuno. Siamo tutti sciocchi se viviamo abbastanza. Sembrava quasi assennato.

«Torna a Cairhien» dichiarò. «Di’ a Rafela e Merana che voglio che avvicinino i ribelli ad Haddon Mirk. Di’ loro di portare anche Bera e Kiruna.» Oltre Alanna erano le quattro di cui Min aveva detto che si poteva fidare. Cosa aveva detto sulle altre cinque che Cadsuane aveva portato con sé? Che ognuna lo avrebbe servito a proprio modo. Non era abbastanza, non ancora. «Voglio Darlin Sisnera come mio Sovrintendente e che le leggi che ho emanato rimangano in vigore. Possono negoziare qualunque altra cosa, per porre fine alla ribellione. Dopo questo... cosa c’è?»