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Mormorii inquieti corsero fra gli uomini dietro Masema, i quali si guardarono l’un l’altro e cambiarono di posto le armi. Perrin colse imprecazioni borbottate e anche espressioni come ‘occhi gialli’ e ‘Progenie dell’Ombra’. Il secondo uomo con la testa rasata guardò torvo Perrin come se avesse detto una bestemmia, ma Masema si limitò a fissarlo, come intento a perforare la testa di Perrin per vedere cosa c’era dentro.

« Lui sarebbe addolorato se qualcuno facesse del male a tua moglie» disse infine il folle. L’enfasi indicava chiaramente che si riferiva a Rand il cui nome Masema non consentiva che venisse pronunciato. «Ci sarà una... dispensa, in questo caso particolare, solo per trovare tua moglie, poiché tu sei suo amico. Solo questo.» Parlò con calma, ma i suoi occhi infossati erano un fuoco scuro, il suo volto contratto in una rabbia inconsapevole. Perrin aprì la bocca, e la richiuse subito senza parlare. Ciò che Masema aveva appena detto era come il sole che sorgesse a ovest. All’improvviso pensò che Faile potesse essere più al sicuro con gli Shaido che non con lui, dove si trovava ora.

7

Le strade di Caemlyn

Il corteo di Elayne attirava molta attenzione mentre cavalcava attraverso Caemlyn, per strade che salivano e scendevano lungo le colline della città. Il giglio dorato sul suo mantello cremisi bordato di pelliccia per i cittadini della capitale era sufficiente a identificarla, ma lei teneva il cappuccio all’indietro, che le incorniciava il volto in modo che l’unica rosa dorata del diadema dell’erede al trono di Andor fosse chiaramente visibile. Non solo Elayne Somma Signora della casata Trakand, ma Elayne l’erede al trono. Che tutti vedessero e sapessero.

Le cupole della Città Nuova sfavillavano di bianco e oro nella pallida luce mattutina, e dei ghiaccioli scintillavano sui rami spogli degli alberi nel centro delle strade principali. Anche vicino allo zenit, il sole non dava calore, malgrado un cielo benedettamente sereno. Per fortuna, oggi non c’era vento. L’aria era tanto fredda da gelarle il respiro, tuttavia il selciato era stato liberato dalla neve perfino nelle stradine più strette e tortuose, e la città era di nuovo viva, le vie piene di gente affaccendata. I carrettieri, bardati per il proprio lavoro proprio come i cavalli fra le aste, tenevano stretti i loro mantelli per la rassegnazione mentre si facevano strada lentamente attraverso la folla. Un enorme carro d’acqua passò e, a giudicare dal rumore che faceva, era vuoto, diretto a essere riempito per combattere i troppo frequenti incendi dolosi. Pochi venditori e ambulanti sfidavano il gelo per strillare a gran voce le loro merci, ma la maggior parte della gente si affrettava per le proprie faccende, desiderosa di essere al chiuso al più presto possibile. Non che affrettarsi significasse muoversi molto velocemente. La città traboccava, la sua popolazione cresciuta oltre quella di Tar Valon. In una tale moltitudine, anche la poca gente a cavallo non si muoveva molto più rapida che a passo d’uomo. Nel corso dell’intera mattinata, lei aveva visto solo due o tre carrozze spostarsi lente per le strade. Se i loro passeggeri non erano invalidi o avevano di fronte un lungo viaggio, erano pazzi. Tutti quelli che vedevano lei e il suo seguito per lo meno si fermavano, alcuni indicando lei ad altri, oppure issando un bimbo a cavalcioni perché vedesse meglio, in modo che un giorno potesse dire ai suoi stessi figli di averla vista. La domanda era se avrebbero detto di aver visto la futura regina o semplicemente una donna che aveva retto la città per un periodo. Molta gente la fissava e basta, ma ogni tanto una manciata di voci gridava «Trakand! Trakand!» o perfino «Elayne e Andor!» mentre passava. Sarebbe stato meglio se ci fossero state più acclamazioni, tuttavia il silenzio era preferibile agli scherni. Gli Andorani erano gente schietta, e gli abitanti di Caemlyn ancora di più. Erano iniziate le ribellioni e le regine avevano perso il trono perché i Caemlynesi avevano dato voce al loro dissenso nelle strade.

Un pensiero gelido fece tremare Elayne. Chi regge Caemlyn regge l’Andor, recitava il vecchio detto; non era esattamente vero, come Rand aveva dimostrato, tuttavia Caemlyn era il cuore dell’Andor. Lei aveva avanzato la sua rivendicazione sulla città — la bandiera del leone e la chiave di volta d’argento dei Trakand condividevano un posto d’onore sulle torri delle mura esterne — ma non reggeva ancora il cuore di Caemlyn,e quello era molto più importante di reggere pietre e intonaco.

Tutti loro mi acclameranno, un giorno, promise a sé stessa. Mi guadagnerò il loro consenso. Oggi, però, le strade affollate sembravano deserte fra quelle poche voci che si levavano. Desiderò che Aviendha fosse lì, solo per farle compagnia, ma Aviendha non vedeva motivo di arrampicarsi su un cavallo solo per andare in giro per la città. Comunque, Elayne poteva percepirla. Era diverso dal legame con Birgitte, tuttavia poteva sentire la presenza di sua sorella nella città, come avvertire una persona non vista nella stessa stanza, ed era confortante.

I suoi compagni attiravano la loro dose di attenzione. Dopo a malapena tre anni come Aes Sedai, lo scuro volto squadrato di Sareitha non era ancora senza età e aveva l’aria di una prosperosa mercante nei suoi squisiti abiti di lana color bronzo con una grossa spilla d’argento e zaffiri che le teneva il mantello. Il suo Custode, Ned Yarman, cavalcava dietro di lei, e di certo catturava gli sguardi. Un giovane alto e dalle spalle larghe, con vividi occhi azzurri e capelli color biondo grano arricciati fino alle spalle, indossava un luccicante mantello da Custode che lo faceva sembrare una testa senza corpo che fluttuava sopra un alto castrone grigio, anch’esso non del tutto lì, dove il mantello si drappeggiava attorno ai fianchi. Non ci si poteva sbagliare sulla sua identità, o sul fatto che la sua presenza annunciasse una Aes Sedai. Ma anche gli altri, che si mantenevano in cerchio attorno a Elayne mentre si facevano strada fra la folla, attraevano altrettante occhiate. Otto donne nelle giubbe rosse e gli elmi e i pettorali bruniti delle guardie della regina non erano qualcosa che si vedesse ogni giorno. O mai prima di allora, se era per quello. Lei stessa le aveva selezionate dalle nuove reclute proprio per quella ragione.

Il loro sottotenente, Caseille Raskovni, magra e dura come ogni Fanciulla aiel, era la rarità delle rarità, una donna che aveva lavorato nella scorta di un mercante, e che diceva di avere quasi vent’ anni di esperienza. Dei campanelli d’argento nella criniera del suo robusto castrone roano indicavano che proveniva dall’Arafel, anche se lei restava vaga sul suo passato. L’unica Andorana fra le otto era una donna ingrigita dal volto placido e con ampie spalle, Deni Colford, che aveva lavorato come buttafuori in una taverna di carrettieri a Caemlyn Bassa, fuori le mura: un altro mestiere violento e piuttosto singolare per una donna. Deni non sapeva ancora come usare la spada che aveva al fianco, ma Birgitte aveva detto che possedeva mani svelte e occhi ancor più rapidi, ed era piuttosto capace col lungo randello che gli pendeva dalla parte opposta rispetto alla spada. Il resto erano Cercatrici del Corno: donne disparate, alte e basse, snelle e corpulente, con gli occhi innocenti e i capelli grigi, con precedenti ugualmente diversi, anche se alcune erano discrete come Caseille e altre esageravano evidentemente la loro precedente condizione di vita. Nessuno di quegli atteggiamenti era insolito fra i Cacciatori. Avevano colto al balzo l’opportunità di essere arruolate fra le guardie, però. Più importante, avevano superato l’attenta ispezione di Birgitte.

«Queste strade non sono sicure per te» disse Sareitha all’improvviso, spingendo il suo sauro accanto al castrone nero di Elayne. Cuore di fuoco riuscì quasi a mordicchiare la lucida giumenta prima che Elayne gli allontanasse la testa dando uno strattone alle redini. La strada era angusta qui, comprimendo la folla e costringendo le guardie a stare più vicine. Il volto della Sorella Marrone ritraeva la compostezza da Aes Sedai, ma un’evidente preoccupazione inaspriva il suo tono. «Può succedere di tutto in una calca del genere. Ricordati chi è alloggiato a Il cigno d’argento, a meno di due miglia da questo punto. Dieci Sorelle in una sola locanda non stanno semplicemente cercando le loro simili per una visita. È plausibile che siano state inviate da Elaida.»