Выбрать главу

Il proclama di Elaida l’aveva colpita, però. Accigliandosi, strofinò il suo anello pensierosa. Elaida aveva indossato quell’anello per più tempo di quanto lei stessa aveva vissuto. Quella donna era arrogante, ostinata, cieca da ogni punto di vista tranne il suo, ma non era stupida. Tutto il contrario.

«Riesce davvero a pensare che lui accetterà un’offerta del genere?» meditò, quasi fra sé e sé. «Protezione e guida? Non riesco a immaginare un modo migliore per farlo infuriare!» Guida? Nessuno poteva nemmeno pensare di guidare Rand!

«Potrebbe avere già accettato, mia signora, stando alla mia corrispondente a Cairhien.» Norry sarebbe rabbrividito all’allusione che potesse in qualche modo far ricorso a delle spie. Be’, avrebbe storto la bocca dal disgusto, per lo meno. Il primo funzionario amministrava il tesoro, controllava i suoi sottoposti che gestivano la capitale e consigliava il trono sulle materie di stato. Di certo non aveva alcuna rete di occhi e orecchie come le Ajah e perfino qualche singola Sorella. Ma aveva regolari scambi epistolari con persone ben informate e spesso con ottime connessioni nelle altre capitali, in modo da essere al corrente degli eventi per i suoi consigli.

«Manda piccioni una volta a settimana, e sembra che, dopo l’ultimo che ha inviato, qualcuno abbia attaccato il Palazzo del Sole usando l’Unico Potere.»

«Il Potere?» esclamò lei, balzando in avanti per la sorpresa. Norry annuì una volta. Avrebbe potuto fare rapporto in quello stesso modo sull’attuale stato di riparazione delle strade. «Così mi riferisce la mia corrispondente, mia signora. Aes Sedai, forse, o Asha’man, o perfino i Reietti. Riporta dicerie, temo. L’ala che ospitava gli appartamenti del Drago Rinato è stata in gran parte distrutta e lui stesso è scomparso. È opinione diffusa che sia andato a Tar Valon per inginocchiarsi di fronte all’Amyrlin Seat. Alcuni credono che sia morto nell’attacco, ma non molti. Consiglio di non fare nulla prima di avere un quadro più chiaro.» Fece una pausa, la testa inclinata mentre rifletteva. «Da quel che ho visto di lui, mia signora,» disse lentamente «non lo riterrei morto a meno di non star seduto io stesso per tre giorni accanto al cadavere.»

Lei strabuzzò gli occhi. Questa assomigliava proprio a una battuta. Un’approssimativa spiritosaggine, almeno. Da Halwin Norry! Anche lei non credeva che Rand fosse morto. Non ci avrebbe creduto. E riguardo a inginocchiarsi di fronte a Elaida, quell’uomo era troppo testardo per sottomettersi a chiunque. Avrebbero potuto superare molte difficoltà se solo si fosse convinto a inginocchiarsi di fronte a Egwene, ma lui non l’avrebbe fatto... e lei era una sua amica d’infanzia. Elaida aveva tante possibilità quante una capra a un ballo di corte, in particolar modo non appena lui avesse saputo del suo proclama. Perché attaccarlo, però? Di certo i Seanchan non sarebbero potuti arrivare fino a Cairhien. Se i Reietti avessero decisero di muoversi apertamente, questo poteva significare caos e distruzioni peggiori di quelle da cui il mondo era già minacciato, ma ancor peggio se si fosse trattato degli Asha’man. Le sue stesse creazioni che gli si rivoltavano contro... No! Lei non poteva proteggerlo, per quanto lui ne avesse bisogno. Non gli sarebbe rimasto che difendersi da solo. Sciocco!, mormorò nella sua testa. Probabilmente sta andando in giro con degli stendardi, come se nessuno avesse tentato di ucciderlo! Farai meglio a difenderti da solo, Rand al’Thor, o ti schiaffeggerò per bene quando riuscirò a mettere le mani su di te!

«Cos’altro dicono i tuoi corrispondenti, mastro Norry?» chiese ad alta voce, accantonando Rand. Non aveva ancora le mani su di lui, e doveva concentrarsi e afferrare saldamente l’Andor.

I suoi corrispondenti avevano un bel po’ da dire, anche se alcune erano notizie vecchie. Non tutti usavano piccioni, e le lettere date ai mercanti più fidati potevano impiegare mesi per essere recapitate nei periodi migliori. Quelli non affidabili accettavano il pagamento e non si curavano di consegnare la lettera. Poche persone potevano permettersi di ingaggiare dei corrieri. Elayne aveva intenzione di istituire delle Poste Reali, se la situazione l’avesse mai consentito. Norry lamentò il fatto che le sue ultime notizie da Ebou Dar fossero state già superate dagli eventi che erano stati sulla bocca dei cittadini da settimane.

Inoltre, non tutte le notizie erano importanti. I suoi corrispondenti in effetti non erano delle spie: scrivevano solo le notizie della loro città, le chiacchiere delle corti. Le voci a Tear parlavano di un numero crescente di navi del Popolo del Mare che si erano fatte strada senza timoniere attraverso le Dita del Drago e ora affollavano il fiume all’imboccatura della città, di dicerie che i vascelli del Popolo del Mare avevano combattuto i Seanchan al largo, anche se questa era pura speculazione, Illian era tranquilla e piena di soldati di Rand, i quali si stavano riprendendo da una battaglia contro i Seanchan; non si sapeva nient’ altro; era incerto anche se Rand fosse stato in città. La regina della Saldea era ancora nel suo lungo ritiro in campagna, cosa che Elayne già sapeva, ma sembrava che anche la regina di Kandor non si vedesse a Chachin da mesi, e si diceva che il re di Shienar fosse ancora impegnato in una lunga ricognizione del Confine della Macchia, anche se i rapporti indicavano che, a memoria d’uomo, la Macchia non era mai stata più tranquilla. Nel Lugard, re Roedran stava radunando ogni nobile che poteva portare armigeri, e una città già impensierita da due enormi eserciti accampati vicino al confine con l’Andor, uno pieno di Aes Sedai e l’altro pieno di Andorani, ora doveva preoccuparsi di cosa intendesse fare un fannullone dissoluto come Roedran.

«E il tuo parere in proposito?» chiese quando lui ebbe finito, anche se non le serviva. In realtà non le era servito per gli altri. Gli avvenimenti erano troppo distanti per influire sull’Andor, oppure senza importanza, solo una panoramica di ciò che stava succedendo negli altri territori. Tuttavia, ci si aspettava che Elayne lo chiedesse anche se entrambi sapevano che lei aveva già una risposta — ‘non fare nulla’ — e lui era stato sollecito con le proprie repliche. Il Murandy non era né distante né trascurabile, tuttavia stavolta lui esitò, increspando le labbra. Norry era lento e metodico, ma di rado titubante.

«Nessuno, a questo riguardo, mia signora» disse infine. «Di norma, consiglierei di inviare un emissario presso Roedran per cercare di sondare i suoi scopi e le sue motivazioni. Potrebbe temere gli eventi a nord dei suoi territori, oppure le incursioni di Aiel di cui abbiamo sentito molto parlare. Tutto sommato, anche se non è mai stato un tipo ambizioso, potrebbe avere dei progetti nell’Altara del nord. O nell’Andor, date le circostanze. Sfortunatamente...» Tenendo ancora premuta la cartella contro il petto, allargò un poco le mani e sospirò, forse come gesto di scusa, forse di rammarico. Sfortunatamente, lei non era ancora regina e nessun suo emissario si sarebbe potuto avvicinare a Roedran. Se la sua rivendicazione fosse fallita e lui avesse già ricevuto il suo inviato, il pretendente che l’avesse scalzata avrebbe potuto occupare un’area del Murandy per insegnargli una lezione, e lord Luan e gli altri avevano già catturato dei territori. Ma lei, tramite Egwene, aveva informazioni migliori di quelle del primo funzionario. Non aveva intenzione di rivelare la sua fonte, ma decise di alleviare il suo rammarico. Doveva essere questa la ragione per cui la sua bocca si era arricciata: sapere cosa andava fatto e non essere in grado di capire come farlo.