«Le apprendiste sono sempre sorvegliate da vicino» replicò la donna, segnata dalle intemperie. «Ritengo di dover ricordare a queste altre di essere grate per essere state lasciate a oziare come capoclan.»
Le restanti quattro Sorelle di fronte al caminetto si alzarono solerti mentre lei si avvicinava, fecero profonde riverenze e ascoltarono con attenzione quello che diceva loro a bassa voce e accompagnandosi con un gesto del dito. Sorilea poteva pensare di avere molto da insegnare loro, ma avevano già appreso che uno scialle da Aes Sedai non offriva protezione all’apprendista di una Sapiente. Toh assomigliava molto a una penitenza per Cadsuane.
«Lei è... formidabile» mormorò Verin. «Sono molto lieta che sia dalla nostra parte. Se lo è.»
Cadsuane le rivolse un’occhiata tagliente. «Hai l’aria di una donna che ha qualcosa da dire e non vuole dirla. Su Sorilea?» Quell’alleanza era definita in modo molto vago. Amicizia o no, poteva darsi che lei e la Sapiente stessero mirando a obiettivi diversi.
«Non ancora» sospirò la tozza donnetta. Malgrado il volto squadrato, inclinare la testa da un lato la fece sembrare un passero grassottello. «So che non sono affari miei, Cadsuane, ma Bera e Kiruna non stavano arrivando a nulla con le nostre ospiti, perciò ho fatto una piccola chiacchierata da sola con Shalon. Dopo un po’ di gentile interrogatorio, ha cantato l’intera storia, e Ailil ha confermato tutto quanto non appena si è resa conto che lo sapevo già. Poco dopo che il Popolo del Mare era arrivato qui, Ailil aveva avvicinato Shalon sperando di apprendere cosa volevano dal giovane al’Thor. Da parte sua, Shalon voleva sapere quanto più possibile su di lui e sulla situazione qui. Questo ha portato degli incontri, che hanno portato ad amicizia, che le ha portate a diventare compagne di letto. Tanto per solitudine quanto per tutto il resto, sospetto. In ogni caso, era questo che stavano nascondendo, più del loro mutuo ficcanasare.»
«E hanno sopportato giorni di interrogatori per nascondere questo?» disse Cadsuane incredula. Bera e Battana erano arrivate a farle urlare!
Gli occhi di Verin scintillarono di allegria soffocata. «Le Cairhienesi sono compassate e pudiche, Cadsuane, almeno in pubblico. Possono farsela come conigli quando le tende sono tirate, ma non ammetterebbero di toccare i loro stessi mariti se qualcuno potesse sentirle! E le donne del Popolo del Mare sono quasi altrettanto rigide. E poi, Shalon è sposata a un uomo che ha compiti altrove, e rompere i voti matrimoniali è un crimine molto severo. Una violazione di comportamento decoroso, sembra. Se sua sorella lo scoprisse, Shalon sarebbe... ‘Cercavento su una barca a remi’, penso siano state le sue precise parole»
Cadsuane avvertì gli ornamenti ondeggiare fra i suoi capelli mentre scuoteva la testa. Quando le due donne erano state scoperte proprio dopo l’attacco al palazzo, legate, imbavagliate e ficcate sotto il letto di Ailil, aveva sospettato che sull’attacco sapessero più di quanto ammettessero. Una volta che si furono rifiutate di dire perché si erano incontrate in segreto, ne era stata certa. Forse perfino che fossero coinvolte in qualche modo, anche se all’apparenza l’attacco era opera di Asha’man rinnegati. Presunti rinnegati, almeno. Tutto quel tempo e quegli sforzi sprecati per niente. O forse non proprio, se si erano così accanite per tener nascoste le cose.
«Riconduci lady Ailil ai suoi appartamenti scusandoti per il suo trattamento, Verin. Dalle molte... vaghe... rassicurazioni che le sue confidenze saranno serbate. Fa’ in modo che sia consapevole di quanto sono vaghe. E lascia intendere con forza che potrebbe volermi tenere ben informata di qualunque cosa venga a sapere su suo fratello.» Il ricatto era un mezzo di cui non gradiva avvalersi, ma l’aveva già usato sui tre Asha’man, e Toram Riatin poteva comunque causare guai anche se la sua ribellione sembrava essere sfumata. Per la verità, a lei importava poco chi sedesse sul Trono del Sole, tuttavia i complotti e i piani di coloro che consideravano i troni importanti spesso finivano per interferire con questioni più significative. Verin sorrise: la sua crocchia che oscillava mentre annuiva. «Oh, sì, penso che funzionerà davvero bene. Specialmente dato che detesta con forza suo fratello. Lo stesso per Shalon, immagino. Tranne che vorrai sapere di avvenimenti fra gli Atha’an Miere? Non sono certa che arriverebbe a tradire Harine, a prescindere dalle conseguenze per lei stessa.»
«Tradirà chi le ordinerò di tradire» disse Cadsuane in tono spietato.
«Trattienila fino a domani, sul tardi.» Non bisognava consentire ad Harine di pensare neanche per un momento che le sue richieste sarebbero state accolte. Il Popolo del Mare era un altro mezzo da usare sul ragazzo, nulla più. Tutti e tutto dovevano essere visti in quella luce. Oltre Verin, Corele scivolò nel solarium e chiuse la porta con attenzione dietro di sé come se sperasse di non disturbare nessuno. Non era da lei. Magra come un ragazzo, con spesse sopracciglia nere e una massa di lucidi capelli scurì che le fluivano lungo la schiena e le davano un aspetto selvaggio, a prescindere da quanto fossero ordinati i suoi vestiti, alla Gialla si addiceva molto di più entrare in una stanza ridendo. Sfregandosi la punta del naso verso l’alto, guardò Cadsuane con esitazione, senza il suo solito luccichio negli occhi azzurri.
Cadsuane le rivolse un gesto perentorio e Corele trasse un profondo respiro affrettandosi lungo i tappeti e aggrappandosi alle gonne blu striate di giallo con entrambe le mani. Squadrando le Sorelle raggruppate attorno a Sorilea all’estremità opposta della stanza e Daigian che stava giocando a labirinto di fili con Eben dall’altra parte, parlò con una voce bassa che racchiudeva l’accento cadenzato del Murandy.
«Ho delle notizie stupende, Cadsuane.» Dal suo tono, non era affatto certa di quanto fossero stupende. «So che mi hai detto di tener occupato Damer a palazzo, ma lui ha insistito per guardare le Sorelle ancora nell’accampamento aiel. Per quanto di carattere mite, quando vuole insistente, ed è certo come il sole che non c’è nulla che non possa essere Guarito. E, be’, il fatto è che è riuscito a Guarire Irgain. Cadsuane, è come se non fosse mai stata...» Lasciò morire la frase, incapace di dire la parola. Tuttavia era sospesa nell’aria. Quietata.
«Notizie stupende» disse Cadsuane in tono piatto. Lo erano. Ogni Sorella nel profondo di sé conservava la paura di poter essere tagliata fuori dal Potere. E ora era stato scoperto un modo per Guarire quello che non poteva essere Guarito. Da un uomo. Ci sarebbero state lacrime e recriminazioni prima che questo fosse finito. In ogni caso, mentre ogni Sorella che l’avesse sentito l’avrebbe considerato una scoperta colossale — in più di un senso; un uomo! — paragonata a Rand al’Thor era una tempesta in bottiglia. «Suppongo che si stia offrendo di essere percossa come le altre?»
«Non ce ne sarà bisogno» disse Verin in tono assente. Se la stava prendendo con una macchia di inchiostro sul suo dito, ma sembrava esaminare qualcosa più lontano. «A quanto pare le Sapienti hanno deciso che Rand ha punito Irgain e le altre due a sufficienza quando ha... fatto ciò che ha fatto. Mentre stavano trattando le altre come animali spregevoli, hanno fatto in modo di tenere in vita quelle tre. Ho anche sentito che stanno cercando di trovare marito a Ronaille.»
«Irgain sa tutto sui giuramenti che le altre hanno pronunciato.» La voce di Corele assunse toni di stupore. «Ha cominciato a piangere per la perdita dei suoi Custodi non appena Damer ha finito, ma anche lei è pronta a giurare. Il fatto è che Damer vuole provare anche con Sashalle e Ronaille.»
Sorprendentemente, si drizzò quasi con aria di sfida. Era stata sempre arrogante come ogni altra Gialla, ma sapeva stare al suo posto con Cadsuane.