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Con molta fatica ripresero il cammino (fermandosi solo a lavarsi le mani nel primo torrente che incontrarono), fino a che il sole si alzò e gli uccelli cominciarono a cantare, e dai cespugli saltarono più insetti del previsto. Intanto la stanchezza del giorno prima, causata dal lungo remare, cominciava a scomparire. Si sentivano meglio, erano più sollevati; poi il sole cominciò a picchiare forte e tolsero gli elmetti.

— Siamo sulla strada giusta? — chiese Edmund circa un’ora più tardi.

— Evitando di tenere troppo la sinistra, non possiamo sbagliare — rispose Peter. — Se invece sbandassimo a destra, perderemmo un po’ di tempo e nient’altro: infatti ci imbatteremmo nel Grande Fiume troppo presto, anziché tagliare al gomito.

Ripresero a camminare lentamente. Nell’aria non si sentivano che il tonfo dei piedi e il tintinnare della maglia di ferro.

— Accidenti, ma questo Rapido dov’è? — chiese Edmund dopo un bel po’.

— Avremmo dovuto incontrarlo adesso — rispose Peter. — Non ci resta che proseguire, comunque.

Si resero conto che il nano li guardava, ansioso. Eppure non disse una parola.

Ripresero il cammino e le cotte di maglia diventarono caldissime e pesanti.

— Ma che diavolo?… — esclamò Peter all’improvviso. Senza rendersene conto erano arrivati in cima a un burrone da cui si scorgeva una gola con un fiume che scorreva sul fondo. Da un lato della gola, le rocce erano più alte. Il problema era che nessuno di loro, a parte Edmund, sapeva scalare una roccia…

— Mi dispiace, è colpa mia — ammise Peter. — Vi ho portati nella direzione sbagliata e ci siamo perduti. Non sono mai stato qui prima d’ora.

Il nano emise un lungo fischio.

— Bene, non ci resta che tornare indietro e prendere un altro sentiero — intervenne Susan. — Sospettavo che ci saremmo persi.

— Susan — la rimproverò Lucy — non puoi rivolgerti così a Peter. Non serve a nulla, e lui sta facendo il possibile.

— E tu non alzare la voce con Susan — tuonò Edmund. — In fin dei conti ha ragione.

— Corpo di mille tartarughe — esclamò Briscola. — Se ci siamo perduti, volete spiegarmi come riusciremo a tornare indietro? Rientrare all’isola e ricominciare tutto da capo, ammesso che sia possibile, non servirebbe a niente. Miraz avrà la meglio su Caspian prima che possiamo raggiungerlo.

— Secondo te dovremmo proseguire? — chiese Lucy.

— Io non credo che il Re supremo si sia sbagliato — spiegò Briscola. — Perché questo non dovrebbe essere il Rapido?

— Perché il torrente Rapido non attraversa una gola — spiegò Peter, sforzandosi di mantenere la calma.

— Vostra Maestà ha detto "non attraversa" — replicò il nano — ma forse avrebbe dovuto dire "non attraversava". Eravate su questa terra centinaia, forse migliaia di anni fa. Non potrebbe essersi trasformata? Magari una valanga ha sbriciolato una parete della collina, ed ecco spiegati i precipizi a ridosso della gola. Nel corso degli anni il Rapido ha scavato il suo letto sempre più in profondità, ed ecco spiegato il dirupo che abbiamo raggiunto da questo lato. Oppure c’è stato un terremoto, o qualcosa di simile.

— Mmm, non avevo pensato a questa possibilità — rispose Peter.

— In ogni caso — proseguì Briscola — anche se questo non dovesse essere il Rapido, scorre pur sempre verso nord e quindi, prima o poi, deve confluire nel Grande Fiume. Nel mio viaggio di andata ho attraversato un torrente che forse… ma sì, avrebbe potuto essere il Rapido. Quindi, se seguiamo la corrente, tenendo la destra, troveremo il Grande Fiume. Forse non nel punto sperato, ma sarà sempre meglio della strada che vi avrei fatto prendere io.

— Briscola, sei un vero amico — esclamò Peter. — Avanti, dunque, lungo questo lato della gola.

— Guardate, Guardate! — gridò Lucy tutto a un tratto.

— Dove? Cosa? — chiesero gli altri in coro.

— Il leone, Aslan in persona. Non vedete? — proseguì Lucy.

Sul suo viso era dipinta un’espressione diversa e gli occhi le brillavano.

— Vuoi dire che…? — cominciò Peter.

— Ti sembra di averlo visto? Dove? — chiese Susan.

— Ehi, non parlare come gli adulti — protestò Lucy, puntando i piedi. — Non mi sembra di averlo visto, l’ho visto!

— Dove, Lucy? — ripeté Peter.

— Proprio là, tra i frassini. Da questo lato della gola, ma in alto, non in basso; è la direzione opposta a quella che abbiamo deciso di seguire. Vedete, vuole che noi andiamo dove si trova, lassù…

— Come fai a essere sicura che è questo che vuole? — domandò Peter.

— Io… l’ho capito dalla sua faccia — rispose Lucy.

Gli altri si guardarono l’un l’altro, mentre scendeva un silenzio imbarazzato.

— Sicuramente Vostra Maestà ha visto un leone — intervenne Briscola. — Del resto in queste foreste i leoni ci sono, lo so per certo. Ma non è affatto detto che sia un leone amico, e soprattutto che parli: pensate all’orso in cui ci siamo imbattuti ieri.

— Non fare lo stupido — esclamò Lucy. — Credi che non sappia riconoscere Aslan?

— Se vi riferite al leone che incontraste quando vivevate qui — ribatté Briscola — dovrebbe essere vecchiotto, ormai. Ma anche se fosse rimasto lo stesso, cosa avrebbe potuto impedirgli di diventare feroce e cattivo come gli altri animali?

Il viso di Lucy si fece rosso e secondo me avrebbe aggredito Briscola, se Peter non le avesse messo immediatamente la mano sulla spalla.

— Il P.C.A. non capisce. E come potrebbe? Briscola, devi convincerti che noi conosciamo Aslan. Certo non molto, ma lo conosciamo. E ti invito a usare un tono diverso, quando parli di lui. Da un lato, non porta bene mancargli di rispetto; dall’altro è una sciocchezza. Ma la domanda a cui rispondere è una sola: se Aslan si trova veramente laggiù.

— Io ne sono sicura — protestò Lucy, con le lacrime agli occhi.

— Lo so, Lucy, ma noi non lo abbiamo visto. Cerca di capire — la consolò Peter.

— Non possiamo far altro che mettere ai voti la questione — suggerì Edmund.

— E va bene — rispose Peter. — P.C.A., tu sei il più anziano di tutti… Qual è il tuo voto? Aslan era là o no?

— Voto contrario — disse il nano. — Io non conosco Aslan, ma so per certo che se andassimo a sinistra e risalissimo la gola, impiegheremmo almeno un giorno prima di trovare il punto adatto ad attraversare il fiume. Invece, se giriamo a destra e scendiamo, in un paio d’ore ci imbatteremo nel Grande Fiume. Se veramente ci sono dei leoni, è meglio starne alla larga che avvicinarli.

— Tu che ne pensi, Susan?

— Non prendertela, Lucy — rispose Susan — ma anch’io penso che sia meglio ridiscendere la gola. Sono stanca morta. Cerchiamo di uscire da questa maledetta foresta il prima possibile e tornare all’aperto. E poi nessuno, a parte te, ha visto niente.

— E tu, Edmund? — chiese Peter.

— Be’, volevo dire questo — cominciò lui, parlando in fretta e con un certo imbarazzo. — Quando abbiamo scoperto Narnia, un anno o migliaia di anni fa, non ha importanza, è stata Lucy a trovarla per prima. Se ben ricordate, nessuno le credeva eppure aveva ragione. Perché non dovremmo crederle anche stavolta? Io sono d’accordo con lei.

— Oh, Ed! — esclamò Lucy, afferrandogli la mano.

— Tocca a te, Peter — disse Susan — e spero che…

— Sta’ zitta, sta’ zitta e lasciami pensare, piuttosto — la interruppe Peter. — Io preferirei non votare.