Выбрать главу

All’inizio dell’anno 1756 — nel frattempo aveva acquistato la casa accanto alla sua sul Pont au Change, esclusivamente a uso d’abitazione, perché adesso la vecchia dimora era letteralmente piena fino al tetto di sostanze aromatiche e di spezie — comunicò a Grenouille che era finalmente disposto a concedergli il diploma di garzone, ma solo a tre condizioni: in primo luogo, in futuro non avrebbe dovuto produrre per conto proprio nessuno dei profumi nati sotto il tetto di Baldini, né rivelare la loro formula a terzi; in secondo luogo, avrebbe dovuto lasciare Parigi e non rimettervi più piede finché Baldini fosse stato vivo; e, in terzo luogo, avrebbe dovuto mantenere il più rigoroso silenzio sulle prime due condizioni. Doveva giurare tutto questo su tutti i santi, sulla povera anima di sua madre e sul suo onore.

Grenouille, che non aveva onore né credeva nei santi o nella povera anima di sua madre, giurò. Avrebbe giurato tutto. Avrebbe accettato qualsiasi condizione di Baldini, perché voleva ottenere quel ridicolo diploma di garzone che gli avrebbe permesso di vivere senza dar nell’occhio, di viaggiare tranquillo e di trovare un impiego. Il resto gli era indifferente. E poi, quali erano mai queste condizioni? Non metter più piede a Parigi? Non aveva bisogno di Parigi! La conosceva fino all’ultimo angolo puzzolente, la portava con sé dovunque andasse, possedeva Parigi, da anni. Non fabbricare nessuno dei profumi di successo di Baldini, non rivelare nessuna formula? Come se non avesse potuto inventarne altre mille, altrettanto buone o migliori, se solo avesse voluto! Ma non l’avrebbe certo fatto. Non intendeva davvero entrare in concorrenza con Baldini o con qualche altro profumiere di città. Non mirava a diventare ricco con la sua arte, non voleva neppure vivere della sua arte, se era possibile vivere diversamente. Voleva esternare ciò che aveva dentro di sé, nient’altro, il suo sé, che per lui valeva molto più di tutto quello che poteva offrire il mondo circostante. E quindi le condizioni di Baldini per Grenouille non erano condizioni.

Se ne andò in primavera, un giorno di maggio, la mattina presto. Da Baldini aveva ricevuto un piccolo zaino, una seconda camicia, due paia di calze, una grossa salsiccia, una coperta da cavallo e venticinque franchi. Era molto più di quanto fosse obbligato a dare, disse Baldini, tanto più che Grenouille non aveva pagato un soldo per il costo del tirocinio, per l’istruzione accurata di cui aveva beneficiato. Per obbligo avrebbe dovuto dargli due franchi di congedo, per il resto proprio niente. Tuttavia non poteva rinnegare la propria generosità, come pure la profonda simpatia che nel corso degli anni aveva accumulato nel cuore per il buon Jean-Baptiste. Gli augurava molta fortuna per il suo viaggio e lo esortava ancora una volta insistentemente a non dimenticare il suo giuramento. Con questo lo accompagnò alla porta dell’ingresso di servizio, dove un tempo lo aveva ricevuto, e lo congedò.

Non gli diede la mano, la sua simpatia non si era spinta fino a tal punto. Non gli avrebbe mai dato la mano. In genere aveva sempre evitato di toccarlo, per una sorta di sacro disgusto, come se, toccandolo, potesse correre il rischio di contagiarsi, di contaminarsi. Si limitò a dirgli un breve addio. E Grenouille rispose con un cenno e si curvò e si allontanò. La strada era deserta.

22

Baldini continuò a guardarlo, mentre scendeva giù per il ponte e attraversava l’isola, piccolo, curvo, con lo zaino sulle spalle come una gobba, da dietro simile a un vecchio. In fondo, accanto al palazzo del Parlamento, dove la strada faceva una curva, lo perse di vista e si sentì straordinariamente sollevato.

Quel tipo non gli era mai piaciuto, mai, ora poteva finalmente confessarselo. Per tutto il tempo in cui l’aveva alloggiato sotto il suo tetto e l’aveva sfruttato, non si era mai sentito a suo agio. Si era sentito come uno incensurato che per la prima volta fa una cosa proibita, gioca un gioco con mezzi illeciti. Certo, il rischio che il suo trucco venisse scoperto era stato minimo e la sua prospettiva di successo enorme; ma altrettanto gli erano pesati il nervosismo e la cattiva coscienza. In effetti in tutti quegli anni non c’era stato giorno in cui non fosse stato perseguitato dall’idea sgradevole che in qualche modo avrebbe dovuto pagare per essersi messo con quell’individuo. Se soltanto mi andasse bene! aveva cominciato a pregare con ansia fra sé e sé, se solo riuscissi a mietere il successo di questa rischiosa avventura, senza per questo pagarne le conseguenze! Se solo riuscissi! In verità non è giusto quello che faccio, ma Dio chiuderà un occhio, certo che lo farà! Nel corso della mia vita mi ha punito spesso abbastanza duramente, senza nessun motivo, dunque sarebbe soltanto giusto, se Lui ora si mostrasse conciliante. In che cosa consiste poi la mia colpa, posto che esista? Tutt’al più in questo, che agisco un po’ al di fuori del regolamento della corporazione, sfruttando il meraviglioso talento di un individuo non qualificato e spacciando la sua abilità per la mia. Tutt’al più in questo, che ho deviato un poco dalla via dell’onestà artigianale. Tutt’al più in questo, che oggi faccio quello che solo ieri condannavo. Ma è poi un delitto? Alcuni imbrogliano per tutta la vita. Io ho soltanto barato un poco per qualche anno. E soltanto perché il caso mi ha offerto un’occasione unica. Forse non è stato neppure il caso, forse è stato Dio stesso a mandarmi in casa lo stregone, per ricompensarmi del periodo d’umiliazione subito a causa di Pélissier e dei suoi complici. Forse il decreto divino non è diretto affatto a me, bensì contro Pélissier! Sarebbe ben possibile! E come potrebbe altrimenti Dio punire Pélissier, se non innalzando me? Di conseguenza la mia fortuna sarebbe lo strumento della giustizia divina, e come tale non soltanto potrei, ma dovrei accettarla, senza vergogna e senza il minimo rimorso…

Questo aveva spesso pensato Baldini negli anni trascorsi, la mattina, quando scendeva la scala stretta che portava al negozio; la sera, quando saliva con il contenuto della cassa e contava nella cassaforte le pesanti monete d’oro e d’argento; e la notte, quando giaceva accanto allo scheletro ronfante di sua moglie e non riusciva a dormire per l’ansia che gli causava la sua fortuna.

Ma ora, finalmente, aveva chiuso con i pensieri sinistri. L’ospite inquietante se n’era andato e non sarebbe tornato mai più. Ma la ricchezza restava, ed era certa per tutto l’avvenire. Baldini si portò la mano al petto e attraverso la stoffa della giacca sentì il libriccino sul cuore. Seicento formule vi erano annotate, più di quanto avrebbero mai potuto realizzare generazioni intere di profumieri. Se oggi avesse perduto tutto, soltanto con questo meraviglioso libriccino entro il termine di un anno avrebbe potuto essere di nuovo un uomo ricco. Davvero, che cosa poteva pretendere di più?

Il sole del mattino gli cadeva sul viso dai frontoni delle case dirimpetto, giallo e caldo. Baldini continuava a guardare verso sud la strada che scendeva in direzione del palazzo del Parlamento — era semplicemente troppo bello che di Grenouille non ci fosse più traccia! — e con un sentimento traboccante di gratitudine decise di recarsi il giorno stesso in pellegrinaggio a Notre-Dame, di gettare nella cassetta delle elemosine una moneta d’oro, di accendere tre candele e di ringraziare in ginocchio il Signore per averlo colmato di tanta fortuna e per avergli risparmiato la vendetta.

Ma stupidamente qualcosa intralciò di nuovo i suoi piani, perché al pomeriggio, proprio quando stava per incamminarsi verso la chiesa, si sparse la voce che gli inglesi avevano dichiarato guerra alla Francia. In verità la notizia in sé e per sé non era affatto preoccupante. Ma poiché Baldini giusto in quei giorni stava per inviare a Londra una spedizione di profumi, rimandò la visita a Notre-Dame e si recò invece in città per raccogliere informazioni, e successivamente si diresse alla sua manifattura in Faubourg Saint-Antoine per annullare come prima cosa la spedizione a Londra. La notte poi, a letto, poco prima di addormentarsi, ebbe un’idea geniale: in considerazione degli imminenti conflitti bellici per le colonie del nuovo mondo, avrebbe lanciato un profumo dal nome «Prestige du Québec», un eroico profumo alla resina il cui successo — su questo non c’era dubbio — l’avrebbe compensato ampiamente del mancato affare con l’Inghilterra. Con questo dolce pensiero nella sua sciocca, vecchia testa, che adagiò con sollievo sul cuscino, sotto il quale si avvertiva la gradevole pressione del libriccino di formule, Maître Baldini si addormentò e non si risvegliò mai più in vita sua.