Nelle quattro lunghe stive merci c’erano decine di migliaia di corpi. Tutti umani. Tutti nudi. Tutti privi di vita.
«E ha completato l’ispezione dell’AMSS Saigon Maru, Grande Inquisitore?» lo sollecitò il cardinale Lourdusamy.
Il cardinale Mustafa si rese conto d’essere rimasto in silenzio per vari istanti, posseduto dal demone di quel terribile ricordo. «L’abbiamo completata, eccellenza» rispose infine, con voce roca.
«Le sue conclusioni?»
«A bordo del cargo AMSS Saigon Maru c’erano 67.827 esseri umani» disse il Grande Inquisitore. «Cinquantuno di loro erano l’equipaggio. Tutti i membri dell’equipaggio erano stati uccisi. Tutti erano stati squarciati e aperti come le vittime trovate ad Arafat-kaffiyeh.»
«Non c’erano superstiti? Nessuno che si potesse risuscitare?»
«Nessuno.»
«Secondo lei, cardinale Mustafa, la creatura demoniaca detta Shrike era responsabile della morte dell’equipaggio dell’AMSS Saigon Maru?»
«Secondo me sì, eccellenza.»
«E secondo lei, cardinale Mustafa, lo Shrike era responsabile anche della morte degli altri 67.776 cadaveri trovati sulla Saigon Maru?»
Il cardinale Mustafa esitò solo un secondo. «Per me, eccellenza…» girò la testa e rivolse un inchino nella direzione dell’uomo accomodato sulla sedia «Santità… la causa della morte dei 67.776 uomini, donne e bambini trovati sull’AMSS Saigon Maru non era compatibile con le ferite delle vittime su Marte e neppure compatibile con i resoconti di precedenti attacchi dello Shrike.»
Con un fruscio di tonaca, il cardinale Lourdusamy mosse un passo avanti. «E secondo gli esperti di medicina legale del Sant’Uffizio, cardinale Mustafa, qual era la vera causa della morte degli esseri umani trovati su quel cargo?»
Il cardinale Mustafa tenne gli occhi bassi. «Eccellenza» ripose «gli specialisti di medicina legale del Sant’Uffizio e della Flotta della Pax non hanno saputo precisare la causa della morte di quelle persone. In realtà…» Si fermò.
«In realtà» continuò per lui il cardinale Lourdusamy «i corpi trovati sulla Saigon Maru, equipaggio escluso, non presentavano né una chiara causa di morte né le caratteristiche della morte, esatto?»
«Esatto, eccellenza» ammise il cardinale Mustafa. Lasciò vagare lo sguardo sul viso degli altri dignitari presenti nella cappella. «Non erano vivi, ma non mostravano segni di decomposizione, lividità post mortem, putrefazione cerebrale, nessuno dei soliti segni di morte fisica.»
«E tuttavia non erano vivi» disse Lourdusamy.
Il cardinale Mustafa si strofinò la guancia. «Non per quanto riguarda la nostra capacità di riportare in vita, eccellenza. E neppure per quanto riguarda la nostra capacità di individuare segni di attività cerebrale o cellulare. Erano… fermati.»
«E quale fu la destinazione del cargo AMSS Saigon Maru, cardinale Mustafa?»
«Il capitano Wolmak mise a bordo un equipaggio scelto prelevato dalla Jibril» rispose il Grande Inquisitore. «Siamo tornati immediatamente a Pacem per fare rapporto. La Saigon Maru viaggiava con la tradizionale propulsione Hawking, scortata da quattro navi torcia; è previsto che arrivi nel più vicino sistema con una base della Flotta della Pax, il sistema di Barnard mi pare, fra tre settimane standard.»
Lourdusamy annuì lentamente. «Grazie, Grande Inquisitore.» Si accostò al trono papale, piegò il ginocchio verso l’altare e, facendosi il segno di croce, attraversò il passaggio centrale. «Santità» disse «vorrei chiederle di ascoltare sua eccellenza il cardinale Du Noyer.»
Papa Urbano alzò la mano come in benedizione. «Saremmo lieti di ascoltare il cardinale Du Noyer.»
Kenzo Isozaki era confuso e sconcertato. Perché Lourdusamy li aveva messi a conoscenza di quelle cose? Per quale scopo era necessario che i PFE della Pax Mercatoria ascoltassero quelle storie? Si era già sentito gelare il sangue nell’udire la sommaria sentenza di morte per l’ammiraglio Aldikacti. Sarebbe stato questo, si domandò, il destino di tutti loro?
No, rifletté. L’ammiraglio Aldikacti aveva avuto una sentenza di scomunica e di esecuzione capitale per semplice incompetenza. Se Mustafa, Pelli Cognani, lui stesso e gli altri fossero stati accusati di una qualsiasi forma di tradimento, non se la sarebbero certo cavata con una rapida e semplice esecuzione. Le macchine di dolore di Castel Sant’Angelo avrebbero ronzato e cigolato per secoli.
Era evidente che il cardinale Du Noyer aveva scelto di rinascere come donna anziana. Come molte persone anziane, pareva in perfetta salute — tutti i denti, rughe al minimo, occhi chiari e lucidi — ma preferiva farsi vedere con i capelli bianchi, tagliati quasi a zero, e la pelle tesa sugli zigomi sporgenti. Iniziò senza preliminari.
«Santità, eccellenze, dignitari tutti, sono qui oggi come prefetto e presidente del Cor Unum e portavoce de facto dell’ente privato noto come Opus Dei. Per ragioni che diverranno chiare, gli amministratori dell’Opus Dei non potrebbero e non dovrebbero essere qui presenti oggi.»
«Continui, eccellenza» disse il cardinale Lourdusamy
«Sette anni fa, il cargo AMSS Saigon Maru fu acquistato dal Cor Unum per l’Opus Dei, sottratto alla demolizione e al riciclaggio e consegnato a quell’ente.»
«A quale scopo, eccellenza?» inquisì il cardinale Lourdusamy.
Nella piccola cappella il cardinale Du Noyer lasciò girare lo sguardo da viso a viso, terminando con Sua Santità e chinando gli occhi per rispetto. «Allo scopo di trasportare i corpi senza vita di milioni di persone come quelle trovate in quel viaggio interrotto, eccellenze, Santità.»
I quattro PFE della Pax Mercatoria emisero qualcosa che non era un vero ansito, ma più rumoroso di una semplice inspirazione di fiato.
«Corpi senza vita» ripeté il cardinale Lourdusamy, col tono calmo di un pubblico ministero che sappia in anticipo quale sarà la risposta a tutte le domande. «Corpi senza vita provenienti da dove, cardinale Du Noyer?»
«Da qualsiasi pianeta l’Opus Dei indichi, eccellenza» rispose Du Noyer. «Negli ultimi cinque anni, l’elenco dei pianeti di provenienza comprende Hebron, Qom-Riyadh, Fuji, Nevermore, Sol Draconis Septem, Parvati, Tsingtao-Hsishuang Panna, Nuova Mecca, Mao Quattro, Ixion, i Territori della Fascia di Lambert, Amarezza di Sibiatu, il litorale nord di Mare Infinitum, la luna terraformata di Rinascimento Minore, Nuova Armonia, Nuova Terra e Marte.»
"Tutti mondi che non appartengono alla Pax" pensò Kenzo Isozaki. "O mondi dove la Pax ha solo un piede."
«E quanti corpi hanno trasportato i cargo dell’Opus Dei e del Cor Unum, cardinale Du Noyer?» domandò Lourdusamy, con la sua voce bassa e tonante.
«All’inarca sette miliardi, eccellenza» rispose l’anziana donna.
Kenzo Isozaki si concentrò nel mantenere l’equilibrio. Sette miliardi di corpi. Un cargo come la Saigon Maru poteva trasportare forse centomila corpi, se fossero stati accatastati come legna. Sarebbero occorsi alla Saigon Maru circa settantamila viaggi per trasportare da sistema solare a sistema solare sette miliardi di persone. Assurdo! A meno che parecchie decine di navi da carico, comprendenti un’alta percentuale di cargo della recentissima classe Nova, non facessero la spola per centinaia o migliaia di viaggi. Ognuno dei pianeti elencati da Du Noyer era stato chiuso alla Pax Mercatoria nel corso degli ultimi quattro anni, messo in quarantena col pretesto di dispute commerciali o diplomatiche con la Pax.