Rivolse un cenno a Sua Santità. Il papa chinò la testa in segno di riconoscenza.
«Padre Lenar Hoyt era un superstite dell’ultimo pellegrinaggio allo Shrike» continuò Albedo, riprendendo ad andare su e giù davanti all’altare. Le fiammelle di candela tremolarono lievemente al suo passaggio. «Padre Lenar Hoyt aveva visto di persona le manipolazioni dei Finali e le devastazioni del loro mostro inviato indietro nel tempo, lo Shrike. Quando prendemmo inizialmente contatto — noi Umanisti e padre Hoyt e alcuni altri membri della Chiesa moribonda — decidemmo di proteggere la specie umana da ulteriori attacchi e di ripristinare intanto la civiltà. Il crucimorfo fu il nostro strumento di salvezza, alla lettera.
«Voi tutti sapete che il crucimorfo era stato un fallimento. Prima della Caduta, gli esseri umani fatti risuscitare da quel simbionte erano ritardati mentali sessualmente neutri. Il crucimorfo — una sorta di computer organico nel quale sono immagazzinati i dati neurologici e fisiologici di un essere umano vivente — ripristinava il corpo, ma non il pieno intelletto e la personalità. Risuscitava il cadavere, ma rubava l’anima.
«Le origini del crucimorfo sono avvolte nel mistero, ma noi Umanisti crediamo che sia stato sviluppato nel nostro futuro e portato indietro nella nostra epoca per mezzo delle Tombe del Tempo di Hyperion. In un certo senso, fu spedito indietro affinché il giovane padre Lenar Hoyt lo scoprisse.
«Il fallimento del simbionte era dovuto alla semplice difficoltà di memorizzare i dati e di ricuperarli. In una mente umana ci sono neuroni. In un corpo umano ci sono circa 1028 atomi. Il crucimorfo, per ripristinare la mente e il corpo di un essere umano, deve non solo mantenere traccia di questi atomi e neuroni, ma ricordare la precisa configurazione del fronte d’onda olistico permanente che comprende la memoria e la personalità umane. Inoltre deve fornire energia per ristrutturare quegli atomi, molecole, cellule, ossa, muscoli e ricordi, in modo che l’organismo rinasca come l’individuo vissuto precedentemente in quel guscio. Il crucimorfo da solo non può eseguire con successo questo compito. Nel migliore dei casi, la biomacchina può riprodurre una rozza copia dell’originale.
«Ma il Nucleo aveva la capacità di memorizzare, ricuperare, risagomare e ricostituire quei dati in un essere umano risuscitato. E così abbiamo fatto, da tre secoli.»
A questo punto Kenzo Isozaki lesse il panico negli sguardi che si scambiarono il cardinale Du Noyer e il cardinale Mustafa, padre Farrell e il monsignore a fianco di Du Noyer. Quelle parole erano eresia. Erano bestemmia. Erano la fine del sacramento della risurrezione e il nuovo inizio del regno della fisica e della meccanica. Lo stesso Isozaki si sentì assalire dalla nausea. Lanciò un’occhiata a Hay-Modhino e a Pelli Cognani: vide che i PFE pregavano. Il PFE Aron pareva in stato di shock.
«Miei cari» disse Sua Santità. «Non dubitate. Non abbandonate la fede. I vostri pensieri ora sono un tradimento di Nostro Signore Gesù Cristo e della sua Chiesa. Il miracolo della risurrezione non è meno miracoloso per il fatto che questi amici in quello che un tempo era noto come il TecnoNucleo ci aiutano a realizzarlo. L’opera di Gesù Cristo Onnipotente ha guidato questi altri figli di Dio, queste creazioni di Nostro Signore tramite il suo più indegno strumento, la specie umana, a trovare la loro stessa anima e la salvezza. Continui, signor Albedo.»
Albedo pareva lievemente divertito per l’espressione sconvolta dei presenti nella piccola cappella. Ma assunse un’aria tranquilla, amabile, e riprese a parlare.
«Abbiamo dato alla specie umana l’immortalità. In cambio, abbiamo chiesto solo una silenziosa alleanza. Vogliamo solo pace con chi ci ha creato.
«Negli scorsi tre secoli, la nostra alleanza è stata vantaggiosa sia per le IA sia per la specie umana. Come ha detto Sua Santità, abbiamo trovato la nostra anima. La specie umana ha trovato una pace e una stabilità che da millenni, forse da sempre, mancavano dalla sua storia. E l’alleanza, lo ammetto, è stata un bene per il mio elemento del Nucleo, il gruppo degli Umanisti. Se prima eravamo una delle fazioni più piccole e più disprezzate, stiamo per divenire, non il gruppo dominante perché nel Nucleo nessun elemento domina, ma l’elemento di maggiore consenso. La nostra filosofia è accettata da quasi tutti i gruppi precedentemente in conflitto.
«Ma non da tutti.»
Smise di andare su e giù e si fermò proprio davanti all’altare. Guardò in viso i presenti, uno dopo l’altro, con aria severa.
«L’elemento del Nucleo che si augurava di distruggere la specie umana, l’elemento composto di alcuni ex Finali e di alcuni evoluzionisti favorevoli alla nanotecnologia, ha giocato la sua briscola, la bambina chiamata Aenea. Costei è, letteralmente, un virus rilasciato nel corpo della specie umana.»
Il cardinale Lourdusamy avanzò di un passo. Era rosso in viso, serio. Gli occhi gli brillavano. La sua voce era pungente.
«Ci dica, consigliere Albedo, qual è lo scopo della bambina Aenea?»
«Il suo scopo» rispose Albedo «è triplice.»
«Qual è il primo?»
«Distruggere la possibilità della specie umana di raggiungere l’immortalità fisica.»
«E come può, una bambina, riuscirci?»
«Non è una bambina» disse Albedo. «Non è neppure umana. È la progenie di un cìbrido creato su misura. La persona di suo padre cìbrido si interfacciò con lei già nel ventre materno. Prima ancora che quella bambina nascesse, la sua mente e il suo corpo sono stati interconnessi con elementi criminali del Nucleo.»
«Ma come può rubare alla specie umana il dono dell’immortalità?» insistette il cardinale Lourdusamy.
«Il suo sangue» rispose Albedo. «Col suo sangue può diffondere un virus che distrugge il crucimorfo.»
«Un vero e proprio virus?»
«Sì. Ma non è un virus naturale. Fu creato su misura dagli elementi criminali del Nucleo. Quel virus è una forma di pestilenza nanotec.»
«Ma nella Pax ci sono centinaia di miliardi di cristiani rinati» obiettò il cardinale Lourdusamy, col tono di un avvocato che guidasse il proprio teste. «Come potrebbe, una bambina, minacciare un numero così grande di individui? Il virus si diffonde forse da vittima a vittima?»
Albedo sospirò. «Per quanto ne sappiamo, il virus diventa contagioso dopo la morte del crucimorfo. Coloro a cui sarà negata la risurrezione a causa di contatto con Aenea, diffonderanno ad altri il virus. Inoltre chi non ha mai avuto il crucimorfo può divenire portatore del virus.»
«Esiste una cura?» domandò il cardinale Lourdusamy. «Un vaccino che immunizzi da quel virus?»
«No, niente» rispose Albedo. «Gli Umanisti hanno tentato per tre secoli di creare contromisure. Ma poiché il virus Aenea è una forma di nanotecnologia autonoma, progetta il proprio vettore ottimale di mutazione. Le nostre difese non possono mai stargli a pari. Forse con le nostre legioni di colonie nanotec rilasciate nell’ambito della specie umana potremmo un giorno metterci in pari col virus Aenea e sconfiggerlo, ma noi Umanisti aborriamo la nanotecnologia. E il triste è che tutta l’evoluzione della vita nanotec è fuori del nostro controllo… fuori del controllo di chiunque. L’essenza dell’evoluzione della vita nanotec è l’autonomia, l’ostinazione e mete che non hanno niente a che fare con quelle della forma di vita ospite.»
«La specie umana, cioè» disse il cardinale Lourdusamy.
«Precisamente.»
«Quindi» ricapitolò il cardinale Lourdusamy «la prima meta di Aenea, o per essere più precisi la prima meta degli elementi criminali del Nucleo che l’hanno creata, è quella di distruggere tutti i crucimorfi e rendere impossibile la risurrezione umana.»
«Sì.»
«Lei ha parlato di tre scopi. Quali sono gli altri due?»
«Il secondo è la distruzione della Chiesa e della Pax, ossia dell’attuale civiltà umana. Quando il virus Aenea si diffonde, la risurrezione è negata. Poiché i teleporter non funzionano e la propulsione Gideon è inattuabile per chi dispone di una sola vita, questo secondo scopo sarà raggiunto. La specie umana tornerà al tribalismo balcanizzato che seguì la Caduta.»