«E il terzo scopo?» domandò il cardinale Lourdusamy.
«Lo scopo finale è in realtà lo scopo originario di questo elemento del Nucleo» disse il consigliere Albedo. «La distruzione della specie umana.»
Fu il PFE Anna Pelli Cognani a gridare: «Impossibile! Nemmeno la distruzione… il trafugamento… della Vecchia Terra o la Caduta dei teleporter hanno spazzato via la specie umana. La nostra specie è troppo sparpagliata perché si estingua. Troppi pianeti. Troppe culture».
Albedo annuiva, ma con aria triste. «È vero. Era vero! Ma la pestilenza Aenea si diffonderà quasi ovunque. I virus che uccidono il crucimorfo si saranno mutati in nuove fasi. Il DNA umano sarà stato invaso dappertutto. Con la caduta della Pax, gli Ouster ritenteranno l’invasione, stavolta con successo. Da molto tempo sono caduti sotto il dominio della mutazione nanotec. Non sono più umani. Quando a proteggere la specie umana non ci saranno più né la Chiesa né la Pax né la Flotta della Pax, gli Ouster cercheranno le sacche di DNA umano sopravvissuto e le infetteranno con la pestilenza nanotec. La specie umana, come l’abbiamo conosciuta e come la Chiesa ha cercato di proteggere, cesserà di esistere nel giro di pochi anni standard.»
«E cosa verrà dopo di essa?» domandò il cardinale Lourdusamy, con un basso rombo.
«Nessuno lo sa» rispose piano Albedo. «Neppure Aenea e gli Ouster e gli elementi criminali del Nucleo che hanno scatenato questa pestilenza finale. Le colonie di vita nanotec si evolveranno in accordo col proprio programma, modificando la forma umana a proprio capriccio; e solo loro avranno il controllo del proprio destino. Ma quel destino non sarà più umano.»
«Mio Dio, mio Dio» disse Kenzo Isozaki, sorpreso perché esprimeva a voce ciò che pensava. «Cosa possiamo fare? Cosa posso fare io?»
A sorpresa, fu Sua Santità a rispondergli.
«Per trecento anni abbiamo temuto e combattuto questa potenziale pestilenza» disse piano Sua Santità, esprimendo con lo sguardo triste più dolore di quanto non provasse. «Il nostro primo tentativo fu di catturare la bambina, Aenea, prima che potesse diffondere l’infezione. Sapevamo che era fuggita dalla sua epoca alla nostra non per paura — non volevamo farle del male — ma per diffondere il virus in tutta la Pax.»
Esitò. «In realtà» si corresse «sospettiamo che la bambina Aenea non conosca veramente il pieno effetto che il contagio da lei diffuso avrà sulla specie umana. Per certi versi lei è l’ignorante pedina degli elementi criminali del Nucleo.»
Il PFE Hay-Modhino intervenne all’improvviso, con veemenza. «Dovevamo usare bombe al plasma e incenerire Hyperion il giorno stesso in cui era previsto che lei emergesse dalle Tombe del Tempo. Sterilizzare l’intero pianeta. Non correre rischi.»
Sua Santità non si adombrò per l’imperdonabile interruzione. «Sì, figliolo, ci fu chi sollecitò un simile intervento. Ma la Chiesa non poteva causare la perdita di tante vite innocenti, come noi non avremmo potuto autorizzare l’uccisione di quell’unica bambina. Conferimmo con gli elementi analizzatori del Nucleo; essi previdero che un gesuita di nome Federico de Soya sarebbe stato di valido aiuto nella cattura finale della bambina, ma nessuno dei nostri pacifici tentativi di catturare Aenea ha avuto successo. Quattro anni fa, la Flotta della Pax avrebbe potuto vaporizzare la nave della bambina, ma aveva l’ordine di non ricorrere a questa estrema misura se non in caso di fallimento di ogni altra. Così continuiamo a lottare per contenere l’invasione virale da lei minacciata. Ciò che lei deve fare, signor Isozaki, ciò che voi tutti dovete fare, è continuare a sostenere gli sforzi della Chiesa, sforzi che noi intensifichiamo. Signor Albedo?»
L’uomo in grigio riprese la parola.
«Immaginate l’imminente pestilenza come un incendio in una foresta di un pianeta ricco di ossigeno. L’incendio spazzerà ogni cosa davanti a sé, a meno che non si riesca a circoscriverlo e poi a estinguerlo. Il nostro primo impegno è quello di rimuovere la legna secca e gli arbusti… gli elementi infiammabili… non necessari alla vita della foresta.»
«I non cristiani» mormorò il PFE Anna Pelli Cognani.
«Esattamente» confermò il consigliere Albedo.
«Ecco il motivo della loro eliminazione» disse il Grande Inquisitore. «Tutte quelle migliaia di persone sulla Saigon Maru. Tutti quei milioni. Tutti quei miliardi.»
Papa Urbano XVI alzò la mano, stavolta non per benedire, ma per ordinare silenzio. «Non è eliminazione!» rettificò, severo. «Non una singola vita è stata tolta, né di cristiani né di non cristiani.»
I presenti si scambiarono occhiate, confusi e perplessi.
«Proprio così» confermò il consigliere Albedo.
«Ma erano privi di vita…» cominciò il Grande Inquisitore e si fermò bruscamente. «Chiedo scusa, Santo Padre.»
Sua Santità scosse la testa. «Non occorre che ti scusi, John Domenico. Questi sono argomenti che suscitano emozione. Prego, signor Albedo, spieghi pure.»
«Sì, Santità» disse l’uomo in grigio. «Gli individui a bordo della Saigon Maru erano privi di vita, eccellenza, ma non morti. Il Nucleo… gli elementi Umanisti del Nucleo… hanno perfezionato un metodo per mettere gli esseri umani in stasi temporanea, né vita né morte…»
«Come la crio-fuga?» disse il PFE Aron, che prima di convertirsi aveva viaggiato molto in navi a propulsione Hawking.
Albedo scosse la testa. «Una tecnica molto più sofisticata. E meno dannosa.» Mosse la mano dalle dita ben curate. «Negli ultimi sette anni, abbiamo sottoposto a quel procedimento sette miliardi di esseri umani. Nei prossimi dieci anni standard, o prima, dobbiamo trattare più di quarantadue miliardi di altri individui. Esistono molti pianeti nella Periferia, e molti perfino nello spazio della Pax, dove i non cristiani sono la maggioranza.»
«Trattare?» disse il PFE Anna Pelli Cognani.
Albedo sorrise sinistramente. «La Flotta della Pax, all’oscuro dei veri motivi, mette in quarantena un pianeta. Robonavi del Nucleo giungono in orbita e col nostro equipaggiamento di stasi spazzano le zone abitate. Il Cor Unum fornisce le navi, i fondi e l’addestramento. L’Opus Dei usa le navi da carico per rimuovere i corpi in stasi…»
«Perché rimuoverli?» domandò il Grande Inquisitore. «Perché non lasciarli sui loro pianeti?»
Rispose Sua Santità. «Vanno nascosti in un luogo dove la pestilenza Aenea non può trovarli, John Domenico. Vanno tenuti fuori pericolo, con cura… con amore… finché il rischio non sarà eliminato.»
Il Grande Inquisitore chinò la testa: aveva capito e accettava la spiegazione.
«C’è dell’altro» riprese il consigliere Albedo. «Il mio elemento del Nucleo ha creato una… razza di soldati… il cui solo compito è di trovare e di catturare questa Aenea prima che possa diffondere la micidiale contaminazione. Il primo soldato, Rhadamanth Nemes, fu attivato quattro anni fa. Esistono solo alcuni altri esemplari di questi cacciatori/segugi, ma sono attrezzati per trattare qualsiasi ostacolo gli elementi criminali del Nucleo possano frapporre, perfino lo Shrike.»
«Lo Shrike è controllato dai Finali e da altri elementi criminali del Nucleo?» domandò padre Farrell. Era il suo primo intervento.
«Così riteniamo» rispose il cardinale Lourdusamy. «Quel demone pare in combutta con Aenea… pare aiutarla a diffondere il contagio. Pare inoltre che i Finali abbiano trovato un modo per riaprire per lei alcuni teleporter. Satana ha trovato un nome… e degli alleati… nella nostra epoca, purtroppo.»
Albedo alzò il dito. «Devo sottolineare una cosa: anche Nemes e i nostri cacciatori/segugi sono pericolosi… come ogni creatura che mira così terribilmente a un unico scopo. Catturata la bambina, queste creature cìbride saranno eliminate. Solo il terribile pericolo posto dalla pestilenza Aenea giustifica la loro esistenza.»
«Santo Padre» disse Kenzo Isozaki, mani giunte in preghiera «cos’altro possiamo fare?»
«Pregare» rispose Sua Santità: i suoi occhi neri erano pozzi di sofferenza e di responsabilità. «Pregare e aiutare la nostra Santa Madre Chiesa nel suo sforzo di salvare la specie umana.»