«Hai fatto cosa?»
«Mi sono nascosta e ho ascoltato» ripeté Nynaeve. «Il messaggio di risposta per Elaida è che hanno bisogno di altro tempo per pensare. E questo significa che stanno almeno prendendo in considerazione di dimenticarsi dell’Ajah Rossa e Logain. Come possono farlo, non lo so, ma deve essere così. Se rimaniamo più a lungo, potremmo finire consegnate a Elaida come regalo. Se non altro, andando via adesso forse potremo dire a Rand di non contare su nessuna Aes Sedai. Potremo dirgli di non fidarsi di nessuna Aes Sedai.»
Elayne aggrottò le sopracciglia in modo vezzoso e incrociò le gambe. «Se stanno ancora pensando significa che non hanno deciso. Penso che dovremmo restare. Forse possiamo aiutarle a scegliere nel modo giusto. E poi, a meno che non riesci a convincere Theodrin a venire con noi, non riuscirai mai a liberarti del tuo blocco.»
Nynaeve la ignorò. Le aveva fatto proprio un gran bene Theodrin, sino ad allora. Secchi d’acqua. Niente sonno durante la notte. Cos’altro avrebbe combinato? La donna poteva dire quanto voleva che aveva intenzione di provare di tutto fino a quando non avesse scoperto cosa funzionasse. Richiedeva troppo tempo per il modo di pensare di Nynaeve. «Aiutarle a scegliere? Non ci ascolteranno. Non lo fa nemmeno Siuan, e se ci tiene per la collottola, noi la teniamo per l’alluce.»
«Sono ancora convinta che dovremmo restare. Se non altro fino a quando il Consiglio non prenderà una decisione. Poi, se decidessero per il peggio, potremo riferire a Rand un fatto e non, un’ipotesi.»
«E come dovremmo fare a scoprirlo? Non possiamo contare su di me per trovare di nuovo la finestra giusta e ascoltare una seconda volta. Se aspettiamo fino a quando lo annunceranno pubblicamente, potremmo essere sorvegliate. Se non altro io. Non c’è un’Aes Sedai che non sappia che io e Rand veniamo da Emond’s Field.»
«Siuan ce lo dirà prima che venga annunciato» rispose Elayne con calma. «Non penserai che lei e Leane se ne andranno docilmente da Elaida, vero?»
Era vero. Elaida avrebbe preteso le teste di Siuan e Leane prima che le rivolgessero la riverenza. «Ma ancora non hai una risposta per Jaril e Seve.»
«Penseremo qualcosa. In ogni caso non sono i primi bambini profughi affidati a qualcuno che non sia un parente.» Elayne probabilmente pensava che il suo sorriso con le fossette fosse rassicurante. «La sola cosa che dobbiamo fare è pensarci. Dovremmo aspettare almeno che Thom ritorni dall’Amadicia. Non posso lasciarlo indietro.»
Nynaeve alzò le mani. Se l’aspetto fosse stato corrispondente al carattere, Elayne sarebbe somigliata a un mulo scolpito nella roccia. La ragazza aveva deciso di rimpiazzare il padre, morto quando lei era piccola, con Thom Merrilin. A volte pareva addirittura convinta che non sapesse trovare il modo di andare a cena a meno che lei non gli desse la mano.
Il solo avviso che ebbe Nynaeve fu la sensazione di saidar abbracciata da qualcuno nelle vicinanze, quindi la porta si spalancò con un flusso d’Aria e Tarna Feir entrò nella stanza. Nynaeve ed Elayne balzarono in piedi. Un’Aes Sedai era un’Aes Sedai e alcuni di quei rifiuti erano stati seppelliti su richiesta di Tarna.
La Sorella bionda le esaminò, l’espressione molto arrogante. «Bene, la Regina di Andor e la selvatica invalida.»
«Non ancora, Aes Sedai» rispose Elayne fredda e educata. «Non fino a quando verrò incoronata nella grande sala. E solo se mia madre è morta» aggiunse.
Il sorriso di Tarna avrebbe potuto gelare una tormenta di neve. «Ma certo. Hanno cercato di tenerlo nascosto, ma le voci circolano.» Lo sguardo che rivolse in giro incluse i letti piccoli e lo sgabello traballante, gli abiti appesi ai ganci sul muro e l’intonaco crepato. «Pensavo che avreste avuto delle stanze migliori, considerando le cose miracolose che avete fatto. Se foste nella Torre Bianca, come dovrebbe essere, non sarei sorpresa di vedervi già esaminate per conseguire lo scialle.»
«Grazie» rispose Nynaeve, per dimostrare che poteva essere civile come Elayne. Tarna la guardò. Quegli occhi azzurri facevano sembrare caldo il resto del volto. «Aes Sedai» aggiunse in ritardo.
Tarna si rivolse di nuovo a Elayne. «L’Amyrlin ha un posto speciale per te, in cuor suo, e per Andor. Ha scatenato una ricerca alla quale non crederesti. So che sarebbe molto contenta se tu facessi ritorno a Tar Valon insieme a me.»
«Il mio posto è qui, Aes Sedai.» La voce di Elayne era ancora gradevole, ma aveva sollevato il mento e teneva testa all’espressione arrogante di Tarna. «Ritornerò alla Torre quando lo faranno le altre.»
«Vedo» rispose Tarna atona. «Molto bene. Adesso lasciaci. Voglio parlare da sola con la selvatica.» Nynaeve ed Elayne si scambiarono qualche occhiata, ma Elayne non poté fare altro se non rivolgere la riverenza a Tarna e andare via.
Quando si chiuse la porta, Tarna cambiò totalmente. Sedette sul giaciglio di Elayne e tirò su le gambe, appoggiandole sulla testata del letto e ripiegando le mani sullo stomaco. Il volto si addolcì e sorrise addirittura. «Sembri a disagio, non ti morderò.»
Nynaeve le avrebbe creduto se fosse cambiata anche la luce degli occhi. Il sorriso non li toccava mai: al contrario, parevano dieci volte più duri, cento volte più freddi. La combinazione le diede i brividi. «Non sono a disagio» rispose rigida, bloccando i piedi per non dondolare.
«Ah. Offesa, vero? Perché? Perché ti ho chiamata selvatica? Anche io sono una selvatica, sai? Galina Casban mi ha tolto il bloccò. Aveva capito prima di me a quale Ajah avrei appartenuto e mi ha presa a cuore personalmente. Lo fa sempre con quelle che pensa sceglieranno la Rossa.» Scosse il capo ridendo, con lo sguardo sempre glaciale. «Ho trascorso ore a gridare e piangere prima di riuscire a toccare saidar senza tenere gli occhi chiusi; non puoi intessere se non vedi i flussi. Mi sembra di capire che Theodrin stia usando metodi più gentili con te.»
Nynaeve mosse i piedi senza volere. Sicuramente Theodrin non avrebbe tentato una cosa simile! Certo che no. Irrigidire le ginocchia non servì a calmarle lo stomaco. Quindi non doveva offendersi, vero? E doveva ignorare anche di essere stata definita invalida? «Di cosa volevi parlarmi, Aes Sedai?»
«L’Amyrlin vuole vedere Elayne al sicuro, ma per diversi aspetti tu sei altrettanto importante. Forse anche di più. Quanto sai su Rand al’Thor è impagabile. E ciò che sa Egwene al’Vere. Sai dove si trova?»
Nynaeve voleva asciugarsi il sudore dal viso, ma trattenne le mani lungo i fianchi. «Non la vedo da molto tempo, Aes Sedai.» Mesi, dal loro ultimo incontro nel tel’aran’rhiod. «Posso chiedere cosa...» nessuna a Salidar si riferiva a Elaida chiamandola Amyrlin, ma lei doveva portare rispetto a quella donna «...cosa vuole fare l’Amyrlin con Rand?»
«Cosa vuole fare, bambina? Lui è il Drago Rinato. L’Amyrlin lo sa e vuole dargli tutti gli onori che merita.» La voce di Tarna assunse un tono interessato. «Pensa, bambina. Quel gruppo se ne tornerà nel gregge una volta che avranno capito bene cos’hanno fatto, ma ogni giorno potrebbe essere vitale. Per tremila anni la Torre Bianca ha guidato i governanti; ci sarebbero state molte più guerre e anche peggiori, senza la Torre. Il mondo potrebbe trovarsi davanti al disastro se non guidiamo al’Thor. Ma non puoi guidare ciò che non conosci, come io non potevo incanalare a occhi chiusi. La cosa migliore che puoi fare per lui è tornare alla Torre con me e regalare all’Amyrlin la tua conoscenza adesso, invece che fra settimane o mesi. Sarebbe meglio anche per te. Qui non potrai mai essere promossa Aes Sedai. La Verga dei Giuramenti si trova alla Torre. L’esame può essere fatto solo alla Torre.»