«Che combatterai l’Ultima Battaglia e ucciderai il Tenebroso. Che sei un falso Drago, o un fantoccio delle Aes Sedai o forse entrambe le cose. Che sei il figlio illegittimo di Morgase, o un sommo signore tarenese, o forse un Aiel.» Aggrottò di nuovo le sopracciglia per un istante, ma non si fermò. «Che sei il figlio di un’Aes Sedai e del Tenebroso. Che sei il Tenebroso, o il Creatore in carne e ossa. Che distruggerai il mondo, lo salverai e lo soggiogherai, portando una nuova Epoca. Tanti racconti quante sono le bocche. La maggior parte sostiene che hai ucciso Morgase. Molti aggiungono il nome di Elayne. Si dice che il bando è solo una copertura per nascondere i tuoi crimini.»
Rand sospirò. Qualcuna di quelle dicerie era peggiore di quante ne avesse sentite fino ad allora. «Non vi chiederò a quali credete.» Perché la donna lo guardava torva? Non era la sola. Anche Luan lo faceva, mentre Abelle ed Ellorien gli lanciavano quel tipo di occhiate che ormai si aspettava da Arymilla e il suo gruppo quando pensavano che non li stesse guardando. Guardando. Guardando. Era la voce di Lews Therin, un sussurro rauco e folle. Ti vedo. Chi mi vede? «Invece vi chiedo se mi aiuterete a rinsaldare di nuovo Andor. Non voglio che diventi una nuova Cairhien o, peggio, un’altra Tarabon o l’Arad Doman.»
«So qualcosa del Ciclo Karaethon» disse Abell. «Credo che tu sia il Drago Rinato, ma nulla parla di te che governi, solo della battaglia contro il Tenebroso a Tarmon Gai’don.»
Rand strinse la coppa con tale forza che la superficie scura del vino tremò. Sarebbe stato molto più facile se questi quattro fossero stati come la maggior parte dei sommi signori tarenesi, ma nessuno di loro voleva rinunciare al potere più di quanto avesse già fatto. Per quanto il vino fosse stato rinfrescato, dubitava che l’Unico Potere potesse intimidire quel gruppo. Molto probabilmente mi diranno di ucciderli e di bruciare all’inferno! pensò.
Bruciare all’inferno. Era l’eco di Lews Therin.
«Quante volte devo dire che non voglio governare Andor? Lascerò Andor quando Elayne sarà sul trono del Leone. Per non tornare mai più, se riesco a fare le cose a modo mio.»
«Se il trono appartiene a qualcuno,» intervenne tesa Ellorien «questa è Dyelin. Se è vero ciò che dici, falla incoronare e vai via. Allora Andor sarà unita e non dubito che i soldati andorani ti seguiranno nell’Ultima Battaglia, se dovesse servire.»
«Mi rifiuto» rispose Dyelin con voce forte, rivolgendosi poi a Rand. «Aspetterò e rifletterò, mio lord Drago. Una volta che vedrò Elayne viva e incoronata e te fuori da Andor, invierò i miei seguaci ad aiutarti, anche se nessun altro in Andor lo farà. Ma se dovesse passare il tempo e tu dovessi rimanere qui, o se i tuoi selvaggi Aiel faranno qui le stesse cose che ho sentito dire hanno fatto a Cairhien e Tear...» lanciò un’occhiata torva alle Fanciulle e agli Scudi Rossi, anche ai gai’shain, come se li avesse visti saccheggiare e incendiare «...o se liberi quegli... uomini che hai radunato con la tua amnistia, allora mi rivolterò contro di te, che gli altri ad Andor lo facciano o meno.»
«E io cavalcherò al tuo fianco» aggiunse Luan con fermezza.
«E io» aggiunse Ellorien, seguita da Abelle.
Rand lanciò indietro la testa e rise pur non volendo, in parte per il divertimento, in parte per la frustrazione. Luce! E io che pensavo che un’onesta opposizione fosse meglio che strisciare alle spalle o leccarmi i piedi! si disse.
Il gruppo lo guardava a disagio, senza dubbio pensando che il suo atteggiamento fosse opera della follia. Forse lo era. Nemmeno lui ne era sicuro.
«Ponderate su quanto dovete» disse loro, alzandosi per concludere la riunione. «Io sono stato sincero. Ma riflettete anche su questo. Tarmon Gai’don si sta avvicinando. Non so quanto tempo vi rimane per pensare.»
Il gruppo lo salutò — cenni del capo, cauti inchini, come fra pari, era più di quanto avessero fatto all’arrivo — ma non appena si voltarono per andare via, Rand afferrò Dyelin per una manica. «Devo farti una domanda.» Gli altri si fermarono e stavano per tornare indietro. «Una domanda privata.» Dopo un istante la donna annuì e i compagni si spostarono in fondo alla sala del trono. Guardavano con attenzione, ma non erano abbastanza vicini per sentire. «Mi hai guardato in modo... bizzarro» le disse. Tu e tutti gli altri nobili che ho incontrato a Caemlyn, pensò. Se non altro quelli andorani. «Perché?»
Dyelin lo scrutò, quindi alla fine annuì. «Come si chiama tua madre?»
Rand batté le palpebre. «Mia madre?» Kari al’Thor era sua madre: Era il solo nome che gli veniva in mente; l’aveva cresciuto fino a quando era morta. Ma decise di dirle la verità che aveva scoperto nel deserto Aiel. «Mia madre si chiamava Shaiel. Era una Fanciulla della Lancia. Mio padre si chiamava Janduin, un capoclan degli Aiel Taardad.» La donna sollevò le sopracciglia dubbiosa. «Lo giurerei su un qualsiasi pegno di tua scelta. Ma cosa ha a che fare con ciò che voglio sapere? Sono morti entrambi da molto tempo.»
La donna sembrò sollevata. «Allora sì tratta di una somiglianza casuale e nient’altro. Non voglio dire che tu non sappia chi sono i tuoi genitori, ma hai l’accento di Andor.»
«Una somiglianza? Sono cresciuto nei Fiumi Gemelli, ma i miei genitori erano chi ti ho detto. A chi somiglio, perché mi fissiate tutti in questo modo?»
La donna esitò, quindi sospirò. «Suppongo che non importi. Un giorno dovrai spiegarmi come fai ad avere genitori aiel pur essendo stato cresciuto ad Andor. Venticinque anni fa, o forse più, l’erede al trono di Andor scomparve durante la notte. Si chiamava Tigraine. Si lasciò alle spalle un marito, Taringail, e un figlio, Galad. So che è una pura coincidenza, ma rivedo Tigraine nel tuo volto. È stato un duro colpo.»
Adesso anche Rand era colpito. Sentiva freddo. Parti del racconto che gli avevano fatto le Sapienti gli turbinavano in testa... una giovane abitante delle terre bagnate dai capelli biondo oro, vestita di seta... un figlio che amava, un marito che non amava... Shaiel era il nome che aveva scelto. Non ne aveva mai dato un altro. Le assomigli. «In quali circostanze è svanita Tigraine? Mi interessa la storia di Andor.»
«Ti sarei grata se non la chiamassi storia, mio lord Drago. Ero una ragazza quando accadde, ma già più di una bambina, e trascorrevo molto tempo a palazzo. Una mattina Tigraine scomparve e non l’abbiamo mai più rivista. Alcuni sostenevano che vi fosse lo zampino di Taringail, ma l’uomo era mezzo impazzito per il dolore. Taringail Damodred voleva più di ogni altra cosa al mondo vedere la propria figlia erede al trono di Andor e il figlio re di Cairhien. Taringail era Cairhienese. Quel matrimonio era servito per mettere fine alle guerre tra i due regni, ma la scomparsa di Tigraine fece pensare che Andor volesse interrompere la tregua, e questo li portò a tramare in quel modo tipico dei Cairhienesi e il tutto portò all’orgoglio di Laman. Naturalmente sai in cosa sia sfociato» aggiunse asciutta. «Mio padre dice che fu tutta colpa di Gitara Sedai.»
«Gitara?» C’era da stupirsi che non avesse la voce strozzata. Aveva sentito quel nome più di una volta. Era stata un’Aes Sedai di nome Gitara Moroso, una donna con il dono della predizione, che aveva annunciato la rinascita del Drago sulle pendici di Montedrago, dando il via alla ricerca di Siuan e Moiraine. Era stata Gitara Moroso a dire anni prima a ‘Shaiel’ che se non fosse fuggita nel deserto, senza farne parola con nessuno, e non fosse divenuta una Fanciulla della Lancia, sarebbe accaduto un disastro ad Andor e nel mondo.
Dyelin annuì, vagamente spazientita. «Gitara era consigliera della regina Modrellein,» disse in tono vivace «ma trascorreva più tempo con Tigraine e Luc, il fratello di lei, che con la regina. Dopo che Luc si diresse a nord, per non fare mai più ritorno, si mormorò che Gitara lo avesse convinto che la sua fama o forse il suo destino si celasse nella Macchia. Altri dicevano invece che il vero motivo era che vi avrebbe trovato il Drago Rinato, o che l’Ultima Battaglia dipendeva dalla sua partenza. Fu circa un anno prima della scomparsa di Tigraine. Io personalmente dubito che Gitara avesse avuto a che fare con quegli eventi. Rimase consigliera della regina fino alla morte di Modrellein. Di crepacuore, per la scomparsa di Luc e Tigraine, come si racconta. Il tutto diede il via alla successione.» Osservò gli altri, che cambiavano posizione e si guardavano intorno con sospetto e impazienza, ma non poté fare a meno di aggiungere un’altra cosa. «Avresti trovato un’Andor diversa senza questi eventi. Tigraine regina, Morgase solo somma signora della casata Trakand, Elayne mai nata. Morgase sposò Taringail dopo aver ottenuto il trono. Chi può dire quali altri cambiamenti ci sarebbero stati?»