«Se volete perdonarmi solo un istante» disse loro Rand.
Sulin non gli permise di pronunciare un’altra parola. «Siamo venuti a parlare con i Fratelli degli alberi, Rand al’Thor» gli disse. «Devi sapere che gli Aiel sono stati a lungo amici d’acqua con i Fratelli degli alberi. Ci rechiamo spesso nei loro stedding per commerciare.»
«È vero» mormorò Haman. Per un Ogier era un mormorio, ma ricordava il boato di una valanga in lontananza.
«Sono sicuro che gli altri sono venuti a parlare» le rispose Rand. Poteva riconoscere a vista le componenti della guardia di Sulin, tutte loro. Jalani arrossì. Invece, a parte Urien, non c’erano più di tre o quattro Scudi Rossi. «Non voglio pensare che dovrei chiedere a Enaila e Somara di assumere il comando.» Il volto abbronzato di Sulin fu oscurato dall’indignazione, evidenziando la cicatrice che si era procurata per seguirlo. «Voglio parlare con loro da solo. Da solo» enfatizzò, lanciando un’occhiata a Liah e Cassin. «A meno che non pensiate che debba essere difeso da loro.» Quell’insinuazione la offese anche maggiormente, quindi Sulin riunì le Fanciulle con brevi messaggi delle mani in un atteggiamento che per chiunque altro, a parte gli Aiel, sarebbe stato considerato risentito. Alcuni degli uomini risero mentre si allontanavano; Rand supponeva di aver fatto qualcosa di divertente.
Mentre gli Aiel andavano via, Haman si carezzò la barba. «Gli umani non si sono sempre ritenuti al sicuro con noi, sai? Hmmm...» La sua meditazione parve il ronzio di un calabrone. «È scritto nei vecchi testi. Molto antichi. Solo stralci, ma datati subito dopo...»
«Anziano Haman,» lo interruppe educatamente Covril «possiamo attenerci al motivo della nostra presenza?» Il calabrone adesso ronzava furiosamente.
Anziano Haman. Quando aveva sentito quel nome prima d’ora? In ogni stedding c’era un consiglio di anziani.
Haman sospirò. «Molto bene, Covril, ma stai mostrando una fretta insolita. Ci hai appena concesso il tempo di lavarci prima di venire qui. Giuro che ti stai comportando come...» I grandi occhi lampeggiarono verso Rand e l’Ogier si coprì la bocca con una mano grande come un prosciutto mentre tossiva nervoso. Gli Ogier consideravano gli umani frettolosi, cercavano sempre di fare oggi quanto non poteva assolutamente aspettare fino a domani. O fino all’anno seguente. Erano creature dalle lunghe vedute. Ritenevano anche che fosse un insulto ricordare agli umani quanto fossero frettolosi. «Il nostro è stato un viaggio molto arduo,» spiegò Haman a Rand «abbiamo scoperto che gli Aiel Shaido hanno assediato Al’cair’rahienallen — un fatto assolutamente straordinario — e che ti trovavi sul posto, ma poi sei andato via prima che potessimo parlarti e... non posso fare a meno di pensare che siamo stati impetuosi. No. No, parla tu, Covril. È per te che ho lasciato i miei studi e i miei insegnamenti per andare in giro per il mondo. Ormai le mie classi saranno in tumulto.» Rand stava per sorridere; vista la maniera in cui di solito gli Ogier facevano qualcosa, la classe di Haman avrebbe impiegato almeno sei mesi per stabilire che era davvero andato via e almeno un anno per decidere cosa fare in merito. «Una madre ha il diritto di essere ansiosa su certi argomenti» rispose Covril, con le orecchie pelose che tremavano. Pareva combattuta fra il rispetto dovuto a un Anziano e una sorta di impazienza non proprio ogier. Quando si rivolse a Rand si tirò su, orecchie dritte e mento fermo. «Che cosa ne hai fatto di mio figlio?»
Rand rimase a bocca aperta. «Tuo figlio?»
«Loial!» La donna lo fissò come se fosse pazzo. Anche Erith lo guardava ansiosa, con le mani premute contro il petto. «Hai detto alla più anziana degli Anziani dello stedding Tsofu che avresti vegliato su di lui» proseguì Covril. «Mi è stato riferito. Allora non ti facevi chiamare Drago, ma eri tu. Vero, Erith? Alar non ha forse parlato di Rand al’Thor?» Non diede tempo alla giovane di rispondere, ma solo di fare un cenno con il capo. Mentre la voce della donna prendeva velocità, Haman cominciò a mostrare segnali di panico. «Il mio Loial è toppo giovane per trovarsi all’Esterno, troppo giovane per girovagare nel mondo, facendo le cose che senza meno gli hai chiesto di fare. L’Anziana Alar mi ha parlato di te. Cos’ha a che fare il mio Loial con le Vie, i Trolloc e il Corno di Valere? Adesso tu me lo restituisci, affinché possa fare in modo che si sposi con Erith come si deve. Lei gli farà passare il prurito ai piedi.»
«È molto attraente» mormorò timida Erith, con le orecchie che le tremavano per l’imbarazzo al punto che i peli scuri apparivano sfocati. «E penso che sia anche molto coraggioso.»
Rand ci mise un istante a recuperare l’equilibrio. Un Ogier che parlava con fermezza scatenava l’effetto di una frana. Un Ogier che parlava rapidamente...
Secondo le regole ogier, Loial era troppo giovane per lasciare lo stedding da solo, poco più che novantenne. Gli Ogier erano molto longevi. Dal primo giorno che lo aveva incontrato, tutto impaziente di vedere il mondo, la sua preoccupazione era stata rivolta al momento in cui gli Anziani si sarebbero accorti della sua fuga. Più di tutto si preoccupava che la madre lo avrebbe inseguito con una sposa al seguito. Aveva spiegato che fra gli Ogier gli sposi non avevano voce in capitolo per quelle cose; era un affare gestito dalle madri. Non era impossibile per un uomo ritrovarsi promesso a una donna che non aveva mai visto prima del giorno in cui la madre gli avrebbe presentato moglie e suocera.
Loial sembrava convinto che per lui il matrimonio sarebbe stato la fine di tutto, in primo luogo del suo desiderio di vedere il mondo. Che fosse vero o no, Rand non poteva consegnare un amico a ciò che temeva maggiormente. Stava per dire che non aveva idea di dove si trovasse Loial, pronto a suggerire di fare ritorno allo stedding fino a quando Loial non sarebbe tornato. Aveva già aperto la bocca rivolto ai tre visitatori, quando gli venne in mente una cosa. Era imbarazzante per lui non essersi ricordato prima di una cosa tanto importante; per Loial, lo era. «Da quanto tempo ha lasciato lo stedding?»
«Troppo» grugnì Haman, e sembrò il suono di una cascata di rocce. «Il ragazzo non si è mai voluto applicare. Ha sempre parlato di vedere l’Esterno, come se qualcosa fosse cambiato da ciò che è scritto nei libri che avrebbe dovuto studiare. Hmmm. Quale cambiamento può essere importante se tutto ciò che fanno gli umani è modificare i confini? La terra è pur sempre...»
«È stato fuori troppo a lungo» intervenne la madre di Loial, ferma come un palo conficcato nell’argilla secca. Haman la guardò corrucciato e la donna riuscì a fissarlo con la stessa fermezza, anche se le tremavano le orecchie per l’imbarazzo.
«Ormai sono più di cinque anni» rispose Erith. Per un istante le orecchie le si abbassarono, quindi scattarono di nuovo in su. Imitando Covril, disse: «Voglio che sia mio marito. L’ho capito dalla prima volta che l’ho visto. Non lo lascerò morire. Non per essere stato uno sciocco.»
Rand e Loial avevano conversato su molte cose, e una di queste era stata la Brama, anche se a Loial non era piaciuto parlarne. Quando la Frattura del Mondo spinse gli uomini a fuggire verso ogni forma di salvezza che riuscissero a trovare, aveva spinto anche gli Ogier a lasciare gli stedding. Per molti anni gli uomini avevano errato in un mondo che a volte cambiava da un giorno all’altro, in cerca della sicurezza, e anche gli Ogier vagarono, a caccia degli stedding dispersi nella terra sovvertita. Fu allora che vennero colti dalla Brama. Un Ogier lontano dallo stedding voleva farvi ritorno. Un Ogier lontano dagli stedding ‘doveva’ tornare. Un Ogier che si fosse trattenuto troppo a lungo lontano dagli stedding, sarebbe morto.