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«...vedere se Fuoco può essere usato per i problemi di cuore» disse Therva, toccandosi il lungo naso. Beldemaine, una donna paffuta dell’Arafel con dei campanelli d’argento fra i capelli, annuì pensierosa.

«...se Terra fosse combinata con Aria a questo modo, vedete...»

«...Fuoco intessuto con Acqua...»

«...Terra miscelata con Acqua...»

Nynaeve rimase a bocca aperta. L’avevano dimenticata. Credevano di poter fare meglio di lei quello che aveva appena mostrato loro!

Myrelle le diede dei colpetti su un braccio. «Ti sei comportata molto bene» mormorò. «Non preoccuparti; più tardi si complimenteranno. Adesso sono ancora disorientate.»

Nynaeve tirò sonoramente su con il naso, ma nessuna delle Gialle sembrò farvi caso. «Spero che questo significhi che non devo più strofinare pentole.»

Sheriam voltò il capo con espressione stupita. «Oh, bambina. Cosa ti ha fatto venire in mente una cosa simile?» Aveva ancora un braccio attorno a Siuan, che stava asciugandosi le lacrime con un fazzoletto di merletto, ora molto imbarazzata. «Se tutte potessero rompere le regole come preferiscono, fare ciò che vogliono e sfuggire alle punizioni solo facendo qualcosa di buono per bilanciare il tutto, il mondo sarebbe nel caos.»

Nynaeve sospirò. Doveva aspettarselo.

Uscendo dal gruppo delle Gialle, Nisao si schiarì la voce e passando lanciò un’occhiata a Nynaeve che avrebbe potuto essere definita solo accusatoria. «Suppongo che dovremmo domare di nuovo Logain.» Sembrava volesse negare che tutto quello era accaduto.

Le altre cominciarono ad annuire, quindi Carlinya parlò, con l’effetto di un pezzo di ghiaccio caduto nella stanza. «Possiamo?» Tutti gli occhi si rivolsero su di lei, ma proseguì con calma e freddezza. «Moralmente, possiamo pensare di appoggiare un uomo in grado di incanalare, che tenta di riunirne altri con le sue stesse conoscenze, mentre allo stesso tempo proseguiamo come prima, domando quelli che troviamo? In pratica, che effetto avrebbe su di lui se lo scoprisse? Per quanto sia doloroso, lui ci vede separate dalla Torre e, cosa più importante, da Elaida e l’Ajah Rossa. Se domassimo anche un solo uomo, potremmo perdere quella distinzione e, con essa, la possibilità di assumere un certo controllo su di lui prima che lo faccia Elaida.»

Il silenzio ammantò la stanza quando la donna finì di parlare. Le Aes Sedai si scambiarono delle occhiate preoccupate, e quelle rivolte a Nynaeve fecero sembrare docile lo sguardo di Nisao. Durante la cattura di Logain erano morte delle Sorelle e, anche se lo avevano schermato di nuovo, lei glielo aveva consegnato un’altra volta per ricominciare tutto da capo, e in una salsa peggiore.

«Penso che dovresti andare via» le disse sottovoce Sheriam.

Nynaeve non voleva discutere. Fece la riverenza e se ne andò, alla massima velocità e con cautela, facendo del suo meglio per non correre.

Una volta fuori, Elayne si alzò dallo scalino di pietra. «Mi dispiace, Nynaeve» disse sistemandosi la gonna. «Ero talmente eccitata che ho detto tutto a Sheriam prima di accorgermi che erano presenti anche Romanda e Delana.»

«Non importa» rispose lei, guardando la strada affollata. «Sarebbe venuto comunque a galla, prima o poi.» Non è giusto però, si disse. Ho fatto qualcosa che sostenevano non potesse essere fatto e devo ancora strofinare le pentole! «Elayne, non mi importa cosa dici; dobbiamo andare via. Carlinya stava parlando di assumere il controllo su Rand. Questo gruppo non sarà meglio di Elaida. Throm e Juilin ci procureranno i cavalli e Birgitte si potrà mordere i gomiti.»

«Ho paura che sia troppo tardi» rispose contrita Elayne. «La voce si sta già diffondendo.»

Larissa Lyndel e Zenare Ghodar si lanciarono su entrambi i lati di Nynaeve come dei falchi. Larissa era una donna ossuta molto semplice. Zenare era leggermente paffuta e altezzosa quanto due regine, ma erano entrambe impazienti. Appartenevano all’Ajah Gialla, anche se nessuna era stata presente nella stanza quando aveva guarito Siuan e Leane.

«Voglio vedere tutto passo per passo, Nynaeve» disse Larissa, prendendola per un braccio.

«Nynaeve» fece Zenare afferrandola per l’altro braccio. «Scommetto che troverò cento cose alle quali non hai mai pensato, se ripeti abbastanza a lungo i flussi.»

Salita Toranes, Tarenese e scura quasi quanto un’abitante del Popolo del Mare, sembrava essere spuntata dal nulla. «Vedo che altre mi hanno preceduta. Be’, che io sia folgorata se aspetto in fila.»

«Sono arrivata per prima, Salita» rispose Zenare con fermezza, stringendo la presa.

«Sono arrivata prima io» aggiunse Larissa, aumentando la sua stretta.

Nynaeve lanciò un’occhiata colma di terrore a Elayne, ricevendone in cambio una di commiserazione. Era ciò che intendeva dire Elayne con ‘troppo tardi’. Dopo quell’evento non avrebbe più avuto un istante tutto per sé.

«...arrabbiata?» stava dicendo Zenare. «Conosco almeno cinquanta modi per farla arrabbiare al punto tale da mordere i sassi.»

«Io posso pensare a cento modi» rispose Larissa. «Intendo spezzare quel blocco, fosse l’ultima cosa che faccio.»

Magia Daronos si fece largo a spallate, e aveva la corporatura per riuscirci. Aveva l’aspetto di una spadaccina, o di una che usasse d’abitudine il martello di un fabbro. «Lo spezzerai, Larissa? Ah! Anch’io ho diversi sistemi in mente per eliminarlo.»

Nynaeve avrebbe voluto gridare.

Tutto ciò che poteva fare Siuan era non abbracciare saidar senza più rilasciarlo, ma pensava che sarebbe di nuovo esplosa in lacrime. Non andava bene. E poi sarebbe sembrata una stupida novizia alle donne affollate attorno a lei in una sala d’attesa. Ogni espressione di meraviglia e delizia, ogni caloroso benvenuto, come se fosse stata via per anni, giungevano come un balsamo, specialmente da quelle che le erano state amiche prima che diventasse Amyrlin, prima che il tempo e il dovere le separassero. Lelaine e Delana le avevano gettato le braccia al collo come non avevano fatto per anni. Moiraine era stata la sola a esserle tanto vicina, la sola oltre Leane che fosse riuscita a mantenere amica dopo aver indossato la stola. Anche il dovere le aveva tenute unite.

«È bello riaverti fra noi» rise Lelaine.

«Molto bello» mormorò Delana calorosamente.

Siuan rise e dovette asciugarsi le lacrime sulle guance. Luce, cosa le stava succedendo? Non aveva pianto con tale facilità nemmeno da bambina!

Forse era solo la gioia e la riconquista di saidar, o tutto quel calore che la circondava. Solo la Luce sapeva, tutte quelle emozioni assieme erano abbastanza da sconvolgere chiunque. Non aveva mai osato sognare che sarebbe giunto un tale giorno, e ora che era successo, non aveva niente contro nessuna di quelle donne, non la fredda distanza di prima, non la loro insistenza che doveva rammentarsi di quale fosse il suo posto. Il confine fra essere Aes Sedai o no era chiaro — aveva insistito molto su quel punto prima di essere quietata ed era superfluo dire che lo avrebbe fatto di nuovo — e sapeva come gestire le donne quietate per il loro bene e per quello di coloro che potevano ancora incanalare. Bisognava prendersi cura di loro. Era strano pensare che non sarebbe accaduto di nuovo. Con la coda dell’occhio vide Gareth Bryne salire per le scale accanto alla stanza. «Scusatemi per un istante» disse alle donne, e gli corse dietro.

Dovette comunque fermarsi ogni due passi per accettare un’altra congratulazione, fino in fondo alle scale, quindi non lo raggiunse fino a quando non si trovò nel corridoio al secondo piano. Facendosi avanti rapidamente gli si piazzò di fronte. I capelli grigi dell’uomo erano scomposti, il volto squadrato e la giubba consumata erano impolverati. Pareva solido come la roccia.

Sollevò una risma di carte dicendo: «Devo consegnare queste carte, Siuan» e cercò di girarle intorno.

La donna si mosse per bloccarlo. «Sono stata guarita. Posso incanalare di nuovo.»

L’uomo annuì. Solo quello! «Ne ho sentito parlare. Immagino significhi che d’ora in poi incanalerai per lavare le mie camicie. Forse finalmente saranno pulite. Rimpiango di aver lasciato andare via Min con tanta facilità.»