Siuan lo fissò. L’uomo non era uno sciocco. Perché faceva finta di non capire? «Sono di nuovo Aes Sedai. Ti aspetti davvero che un’Aes Sedai ti faccia il bucato?»
Giusto per sottolineare il punto la donna incanalò — quella dolcezza perduta era talmente meravigliosa che rabbrividì — e lo avvolse in flussi di saidar. Cercò di sollevarlo. Rimase a bocca aperta quando non ci riuscì e attinse ancora alla Fonte, cercò di usare maggiore forza fino a quando quella dolcezza la punse come migliaia di aghi. I piedi dell’uomo non si erano mossi da terra.
Era impossibile. Vero, il solo tentativo di sollevare qualcosa era una delle imprese più difficili da compiere incanalando, ma lei un tempo era stata in grado di alzare quasi tre volte il suo peso.
«Stai cercando d’impressionarmi in qualche modo?» osservò Bryne con calma. «O spaventarmi? Sheriam e le sue amiche hanno dato la loro parola, il Consiglio ha dato la sua parola e, cosa più importante, tu hai dato la tua, Siuan. Non ti lascerei andare via nemmeno se fossi di nuovo l’Amyrlin. Adesso disfa tutto ciò che hai fatto, o quando mi libero ti rivolterò sottosopra e ti sculaccerò per questo infantilismo. Non ti comporti spesso in maniera infantile, quindi non pensare che te lo permetta proprio ora.»
Quasi intontita, lei rilasciò la Fonte. Non per la sua minaccia — ne era capace; lo aveva già fatto, ma non per quel motivo — e non per lo stupore di non essere riuscita a sollevarlo. Le lacrime sembravano sgorgare dalla donna come una fontana; sperava che rilasciando saidar si sarebbero bloccate. Qualcuna ancora le scivolava sulle guance, per quanto battesse forte le palpebre.
Gareth le aveva raccolto il viso fra le mani prima di rendersi conto di essersi mosso. «Luce, donna, non dirmi che ti ho spaventata. Pensavo che nemmeno essere scagliata in una fossa con dei leopardi ti avrebbe messo paura.»
«Non sono spaventata» rispose lei rigida. Bene; poteva ancora mentire. Le lacrime aumentarono.
«Dobbiamo trovare il modo di non darci addosso a ogni occasione» le rispose Bryne calmo.
«Non c’è motivo di elaborare nulla fra noi.» Stavano arrivando. Oh, Luce, non poteva lasciarsi vedere in quel modo. «Adesso lasciami da sola, per favore. Ti prego, vai via.» Per una volta l’uomo esitò un solo istante prima di fare quanto lei aveva chiesto.
Con il rumore dei passi di Bryne alle spalle, riuscì a svoltare l’angolo e immettersi nel corridoio prima di scoppiare in lacrime e cadere in ginocchio singhiozzando pietosamente. Adesso sapeva perché. Alric, il suo Custode. Il Custode morto, ucciso quando Elaida l’aveva deposta. Poteva mentire — i Tre Giuramenti non erano stati ripristinati — ma parte del legame con Alric, un legame di carne a carne e da mente a mente, era stato riesumato. Il dolore della sua morte, all’inizio bloccato dallo stupore per quanto Elaida aveva intenzione di fare e poi seppellito dalla quietatura, si era risvegliato e la straziava fino al limite estremo. Si accoccolò contro la parete e gridò, contenta che Gareth non avesse assistito alla scena. Non ho tempo d’innamorarmi, che lui sia folgorato! si disse.
Quel pensiero fu come una secchiata d’acqua fredda sul viso. Il dolore era rimasto, ma le lacrime si erano fermate mentre si rialzava. Amore? Era impossibile come... come... Non le veniva in mente nulla di altrettanto impossibile!
Di colpo si accorse che Leane era a meno di due passi di distanza e la osservava. Siuan fece lo sforzo di asciugarsi le lacrime, poi si arrese. Sul volto dell’altra donna c’era solo comprensione. «Come te la sei cavata con... la morte di Anjen, Leane?» Ormai erano trascorsi quindici anni.
«Ho pianto» rispose Leane. «Per un mese l’ho nascosto durante il giorno e trascorrevo la notte piangendo e tremando, al centro del letto. Dopo aver divelto le lenzuola. Per altri tre mi sono ritrovata a piangere senza preavviso. È dovuto passare più di un anno prima che il dolore si affievolisse. Ecco perché non mi sono legata a un altro. Non pensavo che avrei potuto affrontarlo di nuovo. Ma passa, Siuan.»
La donna riuscì a trovare da qualche parte un sorriso. «Adesso penso che potrei maneggiare due o tre Custodi, forse addirittura quattro.»
Siuan annuì. Per quanto riguardava il maledetto Gareth Bryne... Non c’era niente, su quell’uomo. Niente! «Pensi che siano pronte?» Avevano avuto solo pochi momenti per parlare. L’amo doveva essere piazzato in fretta o non sarebbe stato possibile farlo.
«Forse. Non ho avuto molto tempo. E ho dovuto essere cauta.» Leane fece una pausa. «Sei sicura di voler andare avanti, Siuan? Significa cambiare tutto ciò per cui abbiamo lavorato, senza preavviso e... Non sono forte com’ero prima, Siuan, e nemmeno tu. La maggior parte delle donne qui può incanalare meglio di noi due, adesso. Luce, penso che anche qualcuna delle Ammesse possa farlo, senza parlare di Elayne e Nynaeve.»
«Lo so» rispose Siuan. Dovevano correre il rischio. L’altro piano era stato solo una soluzione provvisoria, perché lei non era più un’Aes Sedai. Ma adesso lo era di nuovo ed era stata deposta quasi senza rispettare la legge della Torre. Se era di nuovo Aes Sedai, non era forse di nuovo anche Amyrlin? Drizzando le spalle scese al piano inferiore, per combattere con il Consiglio.
Elayne, sdraiata sul letto in camicia da notte, trattenne uno sbadiglio e riprese a passarsi la crema per le mani che le aveva dato Leane. Sembrava farle bene; almeno aveva l’impressione che fossero morbide. Una brezza notturna attraversò la finestra, facendo tremolare l’unica candela che aveva. L’aria rese la stanza ancor più calda.
Nynaeve entrò barcollante, si chiuse la porta alle spalle, si lanciò sul letto e fissò Elayne. «Magia è la più disgustosa, odiosa, gretta donna del mondo» borbottò. «No. Larissa ha il primato. No, Romanda.»
«Ne deduco che ti abbiano fatta arrabbiare abbastanza da incanalare.» Nynaeve sbuffò, con l’espressione più cupa che avesse mai avuto, ed Elayne proseguì veloce. «Per quante hai dovuto dare dimostrazioni? Ti aspettavo molto tempo fa. Ti ho cercata a cena, ma non sono riuscita a trovarti.»
«Ho cenato con un panino» mormorò Nynaeve. «Un panino! Ho fatto dimostrazioni per tutte loro, per ogni Gialla presente a Salidar. Ma non sono contente. Mi vogliono vedere una alla volta. Hanno preparato un orario a rotazione. Larissa mi avrà domani mattina — prima della colazione! — Zenare subito dopo, poi... Si sono messe a discutere su come farmi arrabbiare, come se non fossi presente!» Alzò la mano dal copriletto, disperata. «Elayne, stanno facendo a gara su chi riuscirà a spezzare prima il mio blocco. Somigliano a dei ragazzini che cercano di afferrare un maiale unto in un giorno di festa, e io sono il maiale!»
Sbadigliando, Elayne le passò il barattolo di crema e dopo un istante Nynaeve cominciò a strofinarsela sulle mani. Doveva ancora scontare la punizione alle pentole.
«Mi dispiace di non aver fatto come mi avevi chiesto giorni fa, Nynaeve. Avremmo potuto camuffarci come Moghedien e passare sotto il naso di tutti.» Le mani di Nynaeve si fermarono. «Che cosa succede, Nynaeve?»
«Non ci avevo mai pensato. Non ci avevo mai pensato!»
«Non ci avevi pensato? Ero sicura del contrario. Dopotutto l’hai imparato per prima.»
«Ho cercato di non pensare a ciò che non potevamo dire alle Sorelle.» La voce di Nynaeve era atona, fredda come il ghiaccio e altrettanto dura. «Adesso è troppo tardi. Sono troppo stanca per incanalare anche se dovessi darmi fuoco ai capelli, e se l’avranno vinta, sarò troppo stanca per sempre. Il solo motivo per cui mi hanno lasciata andare stasera era perché non riuscivo a trovare saidar, anche quando Nisao...» Nynaeve tremò, quindi cominciò a muovere di nuovo le mani, spalmandosi la crema.
Elayne sospirò. Si era quasi rovinata da sola. Anche lei era stanca. Ammettere di avere sbagliato faceva sempre sentire meglio l’altra persona, ma lei non aveva avuto intenzione di parlare di saidar per il camuffamento. All’inizio aveva temuto che Nynaeve potesse provarci. Lì almeno potevano tenere sotto controllo le intenzioni delle Aes Sedai di Salidar, e forse passare parola a Rand tramite Egwene, una volta che fosse tornata nel tel’aran’rhiod. Nel peggiore dei casi avrebbero potuto esercitare una piccola influenza, tramite Siuan e Leane.