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Come se quei pensieri fossero stati una convocazione, la porta si aprì per far entrare proprio quelle due donne. Leane portava un vassoio di legno con del pane e una scodella di zuppa, una tazza rossa e una caraffa smaltata bianca. C’erano anche delle foglie in un piccolo vaso azzurro. «Siuan e io abbiamo pensato che forse potevi avere fame, Nynaeve. Ho sentito dire che le Gialle sono state dure con te.»

Elayne non era sicura se dovesse alzarsi o meno. Erano solo Siuan e Leane, ma erano di nuovo Aes Sedai. Se non altro, lo pensava. Le due risolsero il problema sedendosi, Siuan ai piedi del letto di Elayne, Leane su quello di Nynaeve, che le guardò entrambe sospettosa, sedendosi con la schiena contro la parete e poggiandosi il vassoio sulle ginocchia.

«Ho sentito che hai fatto un’arringa al Consiglio, Siuan» disse Elayne con cautela. «Dovevamo rivolgerti una riverenza?»

«Vuoi sapere se siamo di nuovo Aes Sedai, ragazza? Lo siamo. Hanno litigato come pescivendole al mercato della domenica, ma alla fine ce l’hanno concesso.» Siuan scambiò alcune occhiate con Leane e arrossì. Elayne sospettava che non avrebbe mai indovinato ciò che non era stato concesso.

«Myrelle è stata abbastanza gentile da trovarmi e farmelo sapere» intervenne Leane nel silenzio momentaneo. «Penso che sceglierò l’Ajah Verde:»

Nynaeve quasi si strozzò. «Cosa vuoi dire? Si può cambiare Ajah di appartenenza?»

«No, non si può» rispose Siuan. «Ma il Consiglio ha deciso che anche se siamo Aes Sedai, per un periodo non lo siamo state e, visto che insistono nel credere che tutte quelle insulsaggini fossero legali, tutti i legami, unioni, associazioni e titoli sono andati a monte.» La voce era talmente dura che avrebbe potuto graffiare il legno. «Domani chiederò alle Azzurre se mi rivogliono. Non ho mai sentito parlare di nessuna Ajah che voltasse le spalle a una delle loro — dal momento che vieni promossa ad Ammessa, vieni guidata all’Ajah giusta, che tu lo voglia o no — ma per come stanno le cose, non mi stupirei se mi sbattessero la porta in faccia.»

«Come stanno le cose?» chiese Elayne. C’era qualcosa che stavano tenendo nascosto. Siuan era una prepotente, una che pungolava e torceva le braccia; non portava la zuppa e non si sedeva sul letto parlandoti come un’amica. «Credevo che tutto andasse bene, come ci si poteva aspettare.» Nynaeve le diede un’occhiata che riuscì a essere incredula e stanca allo stesso tempo. Be’, doveva ben capire cosa intendesse dire.

Siuan si girò per guardare Elayne, ma nella sua occhiata incluse anche Nynaeve. «Sono andata a trovare Logain. Sei Sorelle mantengono lo schermo, come quando era stato catturato. Ha cercato di liberarsi quando ha scoperto che sapevamo che era stato guanto e dicono che se fossero state in cinque, forse ce l’avrebbe fatta. Quindi è forte come prima, o abbastanza vicino da non fare differenza. Io non lo sono e nemmeno Siuan. Voglio che ci provi di nuovo, Nynaeve.»

«Lo sapevo!» Nynaeve scagliò il cucchiaio sul vassoio. «Sapevo che avevate i vostri motivi per un gesto simile! Be’, sono troppo stanca per incanalare e non importerebbe se non lo fossi. Non puoi guarire qualcosa che è stato già guarito. Uscite da qui e portate via la vostra zuppa disgustosa!» Ne rimaneva meno della metà, ed era una scodella grande.

«Lo sapevo che non avrebbe funzionato!» scattò Siuan. «Stamattina sapevo che la quietatura non poteva essere guarita!»

«Un istante, Siuan» disse Leane «Nynaeve, ti rendi conto di quanto stiamo rischiando nel venire qui assieme? Questa non è una stanza in un corridoio con i vostri amici arcieri di guardia; ‘questa casa è piena di donne, con occhi per vedere e lingue per parlare. Se scoprissero che Siuan e io abbiamo giocato con tutte — anche se fosse fra dieci anni — be’, ti basti sapere che alle Aes Sedai possono essere inferte delle punizioni, e probabilmente ci troveremmo in una fattoria a vangare cavoli anche dopo che tutti i capelli saranno diventati bianchi. Siamo venute per ciò che hai fatto per noi, per un nuovo inizio.»

«Perché non siete andate da una dell’Ajah Gialla?» chiese Elayne. «Molte di loro ormai ne sapranno quanto Nynaeve.»

Lei guardò indignata il cucchiaio. Zuppa disgustosa?

Siuan e Leane si scambiarono un’occhiata e alla fine Siuan disse con riluttanza: «Se andiamo da una Sorella, lo verranno a sapere tutte prima o poi. Se lo facesse Nynaeve, forse quelle che ci hanno valutato oggi penseranno di avere commesso un errore. In teoria tutte, le Sorelle sono uguali e abbiamo avuto Amyrlin che riuscivano a incanalare quel poco che serviva a guadagnarsi la stola; ma le Amyrlin e quelle alla guida delle Ajah, per tradizione, quando incontrano una che è più forte, dovrebbero cedere il posto.»

«Non capisco» rispose Elayne. Era una bella lezione per lei; la gerarchia aveva un senso, ma supponeva fosse una di quelle cose che non imparavi fino a quando non diventavi Aes Sedai. In un modo o nell’altro aveva sentito abbastanza per sospettare che per molti versi l’educazione cominciava solo quando si otteneva lo scialle. «Se Nynaeve riesce a guarirvi di nuovo, allora diventerete più forti?»

Leane scosse il capo. «Nessuna è mai stata guarita dalla quietatura prima d’ora. Forse le altre lo vedranno come, diciamo, diventare selvatiche. Significa una posizione leggermente inferiore rispetto alla forza. Forse essere state deboli conterà in qualche modo. Se Nynaeve non è riuscita a guarirci totalmente la prima volta, forse adesso ci porterà a due terzi di quel che eravamo, o alla metà. Anche quello sarebbe meglio della condizione attuale, ma molte altre qui sarebbero comunque altrettanto forti, e alcune anche di più.» Elayne le fissava, più confusa di prima. Nynaeve invece sembrava avesse ricevuto un colpo fra gli occhi.

«Viene preso tutto in considerazione» spiegò Siuan. «Chi impara più rapidamente, o chi trascorre meno tempo da novizia e Ammessa. Vi sono tutti i tipi di sfumature. Non è possibile dire con precisione quanto sia forte una donna. Due Sorelle potrebbero sembrare della stessa forza; forse lo sono e forse no, il solo modo di esserne sicure sarebbe un duello e, che la Luce sia benedetta, siamo al di sopra di una simile eventualità. A meno che Nynaeve non ci restituisca la forza originale, corriamo il rischio di avere delle posizioni molto basse.»

Leane riprese il discorso. «La gerarchia non deve governare nulla se non la vita quotidiana, ma in realtà va ben oltre. I consigli impartiti da qualcuna con una posizione elevata hanno maggior peso di quelli di una con una posizione bassa. Il fatto che siamo state quietate al momento è irrilevante. Non abbiamo alcuna posizione; ascoltavano quel che dicevamo solo per merito. Adesso non sarà più così.»

«Capisco» rispose Elayne sommessamente. Non c’era da meravigliarsi se la gente pensava che le Aes Sedai avessero inventato il Gioco delle Casate! Facevano addirittura sembrare semplice il Daes Dae’mar.

«È bello vedere che con la guarigione ho procurato più guai di quanti ne abbia sofferti io» si lamentò Nynaeve. Fissò il fondo della ciotola e sospirò, quindi raccolse la rimanenza con l’ultimo pezzo di pane.

Siuan divenne torva, ma riuscì a mantenere la voce atona. «Vedi, noi ci stiamo scoprendo con te, ma non solo per convincerti a una seconda guarigione. Mi hai restituito... la vita. Molto semplice. Mi ero convinta di non essere morta, ma lo ero al confronto di questo. Quindi voglio attuare il nuovo inizio di Leane. Amiche, se mi accetterete. In caso contrario, mozzi dello stesso equipaggio.»

«Amiche» rispose Elayne. «Suona molto meglio, per me.»

Leane le sorrise, ma lei e Siuan guardavano ancora Nynaeve, che le osservava a sua volta.

«Elayne vi ha rivolto una domanda, quindi vorrei fare lo stesso. Che cosa hanno scoperto Sheriam e le altre durante il loro incontro della scorsa notte con le Sapienti? Non rispondermi che non lo sai, Siuan. Per quanto ne so io, sei sempre al corrente dei loro pensieri nell’arco di un’ora.»