«Preferisco rimanere in piedi, grazie.» Egwene lanciò un’occhiata alla sedia dallo schienale rigido con il sedile di legno che Myrelle aveva indicato e riuscì appena a reprimere un brivido. «Di Elayne cosa sapete? Anche lei sta bene? Voglio sentire tutto ciò che sapete su lei e Nynaeve.»
La scoperta più importante di Nynaeve? Implicava che ce n’era stata più di una. Apparentemente era rimasta indietro con le Sapienti; adesso avrebbe dovuto correre veloce per recuperare. Se non altro ora pensava che le sarebbe stato permesso. Non le avrebbero dato un benvenuto tanto caloroso se volevano mandarla via in disgrazia. Non aveva fatto nessuna riverenza e non si era rivolta a nessuna con l’appellativo Aes Sedai — più che altro perché non ne aveva avuto occasione; la sfida non era il modo giusto di affrontare le Aes Sedai — ma nessuna l’aveva richiamata. Forse non sapevano ciò che aveva fatto. Ma allora perché l’avevano convocata con urgenza?
«A parte qualche piccolo problema che lei e Nynaeve stanno avendo in questo momento con le pentole...» iniziò a rispondere Sheriam, ma Siuan la interruppe bruscamente.
«Perché vi state lasciando andare a chiacchiere superficiali come un branco di ragazzine scervellate? Adesso è troppo tardi per avere paura di andare avanti. La cosa è iniziata; l’avete avviata voi. Ora dovete portarla a termine, o Romanda vi appenderà tutte al sole a essiccare insieme a questa ragazza, mentre Delana, Faiselle e il resto del Consiglio saranno pronte a stirarvi la pelle.»
Sherial e Myrelle si voltarono a guardarla quasi simultaneamente. Lo fecero tutte le Aes Sedai, Morvrin e Carlinya senza alzarsi. Occhi freddi di Aes Sedai che fissavano da volti da Aes Sedai.
All’inizio Siuan sostenne quegli sguardi con un’espressione di sfida, altrettanto da Aes Sedai, anche se aveva dei lineamenti molto più giovani. Quindi abbassò leggermente il capo e le guance arrossirono. Si alzò dalla sedia a testa bassa. «Ho parlato di fretta» mormorò sommessamente. Lo sguardo non cambiò — forse le Aes Sedai non l’avevano notato, ma Egwene sì — ma non era comunque il comportamento caratteristico di Siuan.
Egwene aveva anche capito di non sapere affatto cosa stesse succedendo. Non solo Siuan Sanche era docile come un gattino: vi era, di fatto, costretta. Quello era il minimo. A cosa avevano dato il via? Perché sarebbe stata appesa al sole a essiccare se si fossero fermate?
Le Aes Sedai scambiarono fra loro delle occhiate incomprensibili, come solo le Sorelle sapevano fare. Morvrin fu la prima ad annuire.
«Sei stata convocata per un motivo molto speciale, Egwene» disse solenne Sheriam.
Il cuore di Egwene cominciò a battere veloce. Non sapevano di lei. Non lo sapevano. Ma allora, di cosa si trattava?
«Tu» continuò Sheriam «sarai la prossima Amyrlin Seat.»
35
Al Consiglio delle Adunanti
Egwene fissò Sheriam, chiedendosi se si aspettava che lei ridesse a quella battuta. Forse dopo aver trascorso tanto tempo con gli Aiel aveva dimenticato cosa ritenessero divertente le Aes Sedai. Sheriam la fissò con il volto imperturbato, gli occhi verdi a mandorla apparentemente immobili. Egwene guardò le altre. Sette volti inespressivi, solo leggermente in attesa. Forse Siuan stava sorridendo, ma poteva anche essere una curvatura naturale della bocca. La luce tremolante delle lampade rese improvvisamente strani e inumani i lineamenti di quelle donne.
Egwene si sentiva la testa vuota e le ginocchia deboli. Senza pensare, si accasciò sulla sedia dallo schienale rigido, rialzandosi all’istante. Quell’impatto le schiarì le idee, almeno in parte. «Non sono nemmeno Aes Sedai» rispose senza fiato. Sembrava un pensiero incongruo. Doveva essere una specie di scherzo, o... o... ‘qualcosa.’
«A questo possiamo ovviare» spiegò Sheriam con fermezza, lisciando una piega della fusciacca azzurro chiaro per enfatizzare la risposta.
Le treccine color miele di Beonin ondeggiarono mentre annuiva. «L’Amyrlin Seat è un’ Aes Sedai — la legge parla chiaro, è spiegato in diversi punti, ‘Amyrlin Seat in quanto Aes Sedai’ — ma da nessuna parte è specificato che bisogna essere Aes Sedai per diventare Amyrlin.» Tutte le Sorelle erano a conoscenza delle leggi della Torre, ma come mediatrici le Grigie dovevano conoscere quelle di ogni terra e Beonin assunse il tono di chi impartisce una lezione, come se stesse spiegando qualcosa che nessun’altra sapeva bene come lei. «La legge che elenca i criteri di scelta dell’Amyrlin Seat menziona solamente ‘la donna che viene convocata’ o ‘colei che si trova di fronte al Consiglio’ o altre definizioni simili. Dall’inizio alla fine, le parole ‘Aes Sedai’ non vengono mai riportate. Nemmeno una volta. Alcune sostengono che andrebbero interpretati i significati intesi dalle ideatrici, ma qualunque fosse l’intento delle donne che hanno scritto la legge, si evince che...» Aggrottò le sopracciglia quando Carlinya la interruppe.
«Senza dubbio pensavano che a quel punto non vi fosse bisogno di spiegarlo. Comunque, per logica, una legge va interpretata per ciò che riporta, qualsiasi significato avessero in mente le ideatrici.»
«Spesso la legge non ha molto a che fare con la logica» rispose Beonin acida. «In questo caso, comunque,» si soffermò a riflettere un istante «hai ragione.» Per Egwene aggiunse: «Anche il Consiglio la vede alla stessa maniera.»
Erano tutte molto serie, anche Anaiya, quando disse: «Per farla breve, sarai Aes Sedai, bambina, non appena verrai eletta Amyrlin Seat.» Anche Siuan era seria, malgrado quel sorrisetto. Sì, era un sorriso.
«Potrai prestare i Tre Giuramenti non appena faremo ritorno alla Torre» le spiegò Sheriam. «Avevamo pensato di farteli pronunciare in ogni caso, ma senza la Verga dei Giuramenti potrebbe essere interpretato come un’offesa. Meglio attendere.»
Egwene era sul punto di sedersi di nuovo, prima di ricordare. Forse le Sapienti avevano ragione; forse viaggiare nel tel’aran’rhiod in carne e ossa le aveva procurato qualche danno cerebrale. «È una follia» protestò. «Non posso essere Amyrlin. Io sono... sono...» Le obiezioni si accumularono sulla sua lingua, una sull’altra; Siuan per prima era stata l’Amyrlin più giovane mai eletta, e aveva avuto trent’anni all’epoca. Lei aveva appena iniziato l’addestramento, non importava quanto conoscesse il Mondo dei Sogni; le Amyrlin avevano molta sapienza ed esperienza. Ed erano sagge; sicuramente, almeno in teoria dovevano esserlo. Si sentiva confusa e disorientata. La maggior parte delle donne trascorreva dieci anni da novizia e dieci da Ammessa. Era anche vero che qualcuna era più veloce, molto più veloce. Siuan lo era stata. Ma lei era stata novizia per meno di un anno e Ammessa per un periodo anche più breve. «È impossibile!» fu la frase migliore che riuscì a dire alla fine.
Lo sbuffo di Morvrin le rammentò quello di Sorilea. «Calmati, bambina. O provvederà io. Questo non è il momento giusto per iniziare a innervosirsi o svenire.»
«Ma non saprei che fare! Nemmeno la minima cosa!» Egwene sospirò. Questo non le calmò il cuore che batteva all’impazzata, ma l’aiutò. In minima parte. Cuore aiel. Qualsiasi cosa avessero fatto, non avrebbe permesso loro di essere prepotenti con lei. Lanciando un’occhiata al volto schietto e duro di Morvrin, aggiunse mentalmente: potrà spellarmi, ma non maltrattarmi. «È ridicolo, ecco cos’è. Non mi dipingerò il viso da buffona davanti a tutti, e sarebbe esattamente ciò che farei se vi assecondassi. Se è solo per questo che il Consiglio mi ha convocata, lo dirò anche a loro.»
«Temo che non sia un’opzione valida» sospirò Anaiya lisciandosi il vestito; sembrava sorprendentemente frivola con l’abito di seta rosa e gli orli decorati da un delicato merletto color avorio. «Non puoi rifiutare la convocazione per diventare Amyrlin, come non potresti evitarne una per un processo. Anche le formule usate sono le stesse.» Davvero rassicurante, oh sì, certo che lo era.