Выбрать главу

Alla fine Egwene rimase da sola con le tre donne che avevano garantito per lei. Non era ancora sicura del significato della garanzia. Myrelle si avviò a far entrare le altre mentre Egwene si alzava. «Cosa sarebbe accaduto se Romanda non si fosse alzata?» In teoria avrebbe dovuto esserci un’altra possibilità, un altro giro per lavare i piedi e chiedere di permetterle di servire, ma era certa che se Romanda avesse votato di no la seconda volta, lo avrebbe fatto anche la terza.

«Probabilmente sarebbe stata eletta Amyrlin a distanza di pochi giorni» rispose Sheriam. «Lei o Lelaine.»

«Non è ciò che intendevo» ribatté Egwene. «Cosa mi sarebbe accaduto? Sarei tornata a essere Ammessa?» Anaiya e le altre si fecero avanti di corsa sorridendo e Myrelle iniziò ad aiutare Egwene a togliersi il vestito con le bande colorate e indossare quello di seta verde chiaro che avrebbe tenuto solo per arrivare fino al letto. Era tardi, ma l’Amyrlin non poteva andare in giro con un abito da Ammessa.

«Molto probabilmente» rispose Morvrin dopo un istante. «Non posso dire se sarebbe stata una fortuna o meno, essere un’Ammessa che ogni Adunante avrebbe saputo essere stata quasi eletta Amyrlin Seat.»

«Non è capitato spesso,» intervenne Beonin «ma una donna alla quale viene rifiutata la posizione di Amyrlin Seat di solito finisce in esilio. Il Consiglio vuole armonia e quella donna sarebbe di sicuro un elemento di disturbo.»

Sheriam guardò dritta negli occhi di Egwene, come per marchiare a fuoco le parole. «Noi di sicuro saremmo state esiliate. Io, Myrelle e Morvrin senza alcun dubbio, poiché abbiamo garantito per te, e probabilmente anche Carlinya, Beonin e Anaiya.» Le sorrise all’improvviso. «Ma le cose sono andate diversamente. La nuova Amyrlin dovrebbe trascorrere la prima notte in contemplazione e preghiera, ma una volta che Myrelle avrà finito di abbottonarti l’abito, sarà forse meglio se ti diciamo che tipo di situazione abbiamo a Salidar.»

Adesso la guardavano tutte. Myrelle era alle sue spalle e aveva finito di abbottonare l’abito, ma ne percepiva lo sguardo. «Sì, sì, penso che sarà meglio.»

36

L’Amyrlin è stata eletta

Egwene sollevò la testa dal cuscino e si guardò intorno, sorpresa per un istante di ritrovarsi in un letto a baldacchino di una grande stanza. La luce del primo mattino trapelava dalle finestre e una donna graziosa e paffuta che aveva addosso un semplice abito grigio stava piazzando sul lavabo una brocca bianca piena d’acqua calda. Chesa le era stata presentata la notte precedente come sua cameriera personale. La cameriera dell’Amyrlin. Un vassoio coperto da un panno era già appoggiato vicino alla spazzola e al pettine sul tavolino, accanto a uno specchio con la cornice d’argento lavorato. L’odore di pane caldo e pere cotte era sospeso in aria.

Anaiya aveva preparato la stanza per l’arrivo di Egwene. La mobilia era scompagnata, ma era della qualità migliore reperibile a Salidar, dalla sedia imbottita e foderata di seta verde allo specchio da terra con le dorature intatte sistemato nell’angolo, per passare al guardaroba decorato dove erano appese le sue cose. Purtroppo i gusti di Anaiya sembravano fortemente orientati su fiocchi e merletti. Sia il baldacchino che le tende del letto erano appunto pieni di merletti e infiocchettature, e uno o l’altro elemento decoravano sgabello e tavolo, i braccioli e le zampe della sedia imbottita, il copriletto che Egwene aveva buttato in terra e il sottile lenzuolo di seta che aveva subito lo stesso destino.

Anche le tende alle finestre erano di merletto. Egwene si sdraiò di nuovo. Perfino il cuscino era bordato di merletto. Aveva l’impressione che in quella stanza si potesse annegare nei fronzoli.

Dopo che Sheriam e le altre l’avevano portata in quella che chiamavano la Piccola Torre c’erano state molte chiacchiere. Non erano molto interessate a cosa lei riteneva stesse progettando Rand o a cosa potessero volere Coiren e le altre. Un’ambasciata stava dirigendosi a Caemlyn a seguito di Merana, che sapeva cosa fare, anche se erano abbastanza vaghe su cosa fosse esattamente. Furono più che altro loro a parlare e lei ad ascoltare. Le sue domande venivano accantonate. Le avevano detto che le risposte erano irrilevanti, almeno al momento; le poche che davano tendevano a dissimulare i fatti, prima di riprendere a spiegare i punti importanti. Delle ambasciate erano state inviate a ogni governante, con la spiegazione del perché lei o lui fosse di vitale importanza per la causa di Salidar, e sembrava che tatti lo fossero. Non le avevano detto apertamente che tutto sarebbe crollato se anche un solo governante fosse andato contro di loro, ma l’enfasi che avevano posto sulla spiegazione lo rivelava comunque. Gareth Bryne stava allestendo un esercito che presto sarebbe stato abbastanza forte da portare avanti la loro... denuncia contro Elaida, se fossero giunte a quel punto. Non sembravano convinte che sarebbe accaduto; malgrado la richiesta di Elaida a tutte le donne di far ritorno alla Torre, parevano credere che una volta diffusasi la notizia dell’elezione di Egwene ad Amyrlin Seat, le Aes Sedai sarebbero andate da lei, anche qualcuna di quelle che adesso si trovavano nella Torre, un numero così elevato che a Elaida non sarebbe rimasta altra scelta che ritirarsi. I Manti Bianchi si giravano i pollici per motivi a loro ignoti, quindi Salidar era sicura come ogni altro posto per tutto il tempo che sarebbe servito loro. Che Logain fosse stato guarito come Siuan — e Leane; anche lei doveva essere stata guarita se si trovava in quel posto; era solo sorpresa di averlo scoperto — le fu accennato casualmente e in breve.

«Nulla di cui preoccuparti» le aveva detto Sheriam per tranquillizzarla. Stava in piedi davanti a Egwene, che era seduta sulla sedia imbottita, con le altre che la circondavano disposte ad arco. «Il Consiglio deciderà se domarlo fino a quando la vecchiaia lo libererà dai suoi problemi.»

Egwene aveva tentato di reprimere un altro sbadiglio — si stava facendo tardi — e Anaiya aveva detto: «Adesso dobbiamo mandarla a dormire. Domani sarà una giornata importante quasi quanto oggi, bambina.» Quindi era scoppiata a ridere d’improvviso. «Madre. Domani è altrettanto importante, Madre. Invieremo Chesa ad aiutarti per la notte.»

Anche dopo che se ne furono andate, mettersi a letto fu difficile. Mentre Chesa le sbottonava il vestito, apparve Romanda con una serie di suggerimenti per l’Amyrlin, enunciati con voce ferma, e non appena questa se ne andò si presentò Lelaine, come se l’Adunante Azzurra avesse aspettato che uscisse la Gialla. Anche Lelaine le diede consigli, con Egwene seduta sul letto dopo che Chesa era stata mandata via dalla stanza, gentilmente ma con fermezza. Non somigliavano affatto a quelli di Romanda — nemmeno a quelli di Sheriam — e le furono dispensati con un caldo sorriso, quasi affettuoso, ma trasmettendo anche il messaggio che di sicuro per i primi mesi Egwene avrebbe avuto bisogno di un po’ di assistenza. Nessuna delle donne aveva detto apertamente di poterla guidare ad agire per il bene della Torre meglio di Sheriam, o che Sheriam e la sua cerchia avrebbero provato a indirizzarla in troppe direzioni, o che forse le avrebbero dato dei cattivi consigli, ma tutte le implicazioni erano ben chiare. Romanda e Lelaine fecero anche delle allusioni reciproche sui piani personali che l’altra poteva avere, cosa che avrebbe senza dubbio scatenato problemi impensabili.

Quando Egwene riuscì a incanalare per spegnere l’ultima lampada, si aspettava un sonno pieno di incubi. La mattina seguente ne rammentava solo due. In uno lei era Amyrlin — Aes Sedai senza prestare i Giuramenti — e tutte le sue azioni avevano condotto al disastro. Quel sogno l’aveva fatta svegliare di colpo, solo per uscirne, ma era certa che non fosse tra quelli con un significato particolare. Era come le esperienze fatte nel ter’angreal dove era stata esaminata per diventare Ammessa; per quanto se ne sapeva non erano collegate con la realtà. L’altro era il tipo di sciocchezza che si aspettava; ne sapeva abbastanza dei propri sogni da capirlo, anche se alla fine si era svegliata per sfuggire anche a quello. Sheriam le aveva tolto la stola dalle spalle, quindi erano tutte scoppiate a ridere indicando quella sciocca che aveva davvero creduto che una ragazzina di diciotto anni potesse essere Amyrlin. Non solo le Aes Sedai, ma anche le Sapienti, con Rand, Perrin, Mat, Nynaeve, Elayne e quasi tutti quelli che aveva incontrato, mentre lei se ne stava in piedi nuda, cercando disperatamente di indossare un abito da Ammessa che sarebbe andato bene a una ragazzina di dieci anni.