«Comunque decidessi di comportarmi con Rand,» rispose fredda «puoi essere certo che non indurrò le Aes Sedai a giurare fedeltà a lui o ogni altro uomo.» Fredda e senza litigare; la constatazione serena di un semplice fatto. «Come me la vedrò con Elaida è un mio problema e non ti riguarda affatto. Se hai un minimo di buon senso, Mat, terrai la bocca chiusa fino a quando resterai a Salidar e camminerai in punta di piedi. Comincia a dire alle Aes Sedai cosa vuole fare Rand non appena si inginocchiano davanti a lui e potrebbero non piacerti le risposte che riceverai. Accenna all’idea di voler portare via me, o Nynaeve ed Elayne, e sarai molto fortunato se non ti ritrovi infilzato.»
Mat scattò, tirandosi su e lanciandole un’occhiataccia. «Ti parlerò di nuovo quando sarai pronta a usare il buon senso, Egwene. Thom Merrilin si trova da queste parti?» Egwene rispose con un rapido cenno del capo. Che voleva da Thom? Probabilmente bere in compagnia. Be’, buona fortuna a lui, se fosse riuscito a trovare una taverna da quelle parti. «Quando sarai pronta ad ascoltare» ripeté torvo Mat, quindi si allontanò a grandi passi — zoppicando — verso la porta.
«Mat» lo chiamò Elayne. «Se fossi in te non proverei ad andare via. Entrare a Salidar è molto più facile che uscirne.»
Lui le sorrise in maniera insolente e visto il modo in cui la guardò dall’alto in basso, fu fortunato se Elayne non lo prese a schiaffi con una forza tale da fargli cadere tutti i denti. «Quanto a te, mia bella signora, ti riporto a Caemlyn, anche se dovessi legarti come un salame per riconsegnarti a Rand, che io sia folgorato se non lo faccio. E me ne andrò quando voglio.» L’inchino che aveva fatto, rivolto a Elayne ed Egwene, era ironico. Nynaeve ricevette solo un’occhiataccia e un altro dito puntato in maniera minacciosa.
«Come fa Rand ad avere una serie di amici così insopportabili e meschini?» chiese Elayne a nessuno in particolare prima che la porta fosse ben chiusa alle spalle di Mat.
«Il linguaggio di quel ragazzo è sceso molto in basso» si lamentò Nynaeve tetra, lanciando con un movimento del capo la treccia dietro le spalle. Egwene credeva che prima o poi se la sarebbe staccata, se non l’avesse allontanata dalle mani.
«Avrei dovuto lasciargli fare ciò che voleva, Nynaeve. Devi ricordarti che adesso sei un’Aes Sedai. Non puoi andare in giro a prendere la gente a calci, o tirare orecchie o colpire tutti con un bastone.»
Nynaeve la fissò con gli occhi sgranati muovendo la bocca senza emettere un fiato, con il volto che diventava sempre più rosso. Elayne studiava il tappeto con grande interesse.
Egwene sospirò, piegò la stola a strisce e la ripose sul tavolo, da un lato. Era il suo modo per assicurarsi che Elayne e Nynaeve si ricordassero che erano da sole; a volte la stola le induceva a rivolgersi all’Amyrlin invece che a Egwene al’Vere. Come sempre, funzionò. Nynaeve sospirò profondamente, ma prima che riuscisse a parlare, Elayne disse: «Intendi far unire lui e la sua Banda della Mano Rossa all’esercito di Gareth Bryne?»
Egwene scosse il capo. I Custodi le avevano riferito che nella Banda di Mat c’erano almeno sei o settemila elementi, più di quanti se ne’ ricordasse da Cairhien; un numero considerevole, anche se non tanti quanti i due uomini catturati avevano dichiarato. Era anche vero che i soldati di Bryne avrebbero avuto la mano pesante con i fautori del Drago: inoltre lei aveva i suoi piani, che spiegò mentre le altre due si riavvicinavano al tavolo con le sedie. Era come stare sedute in cucina a parlare. Egwene allontanò ulteriormente la stola.
«È brillante.» Il sorriso di Elayne confermava che credeva nelle proprie parole. Ma in fondo la ragazza diceva sempre ciò che pensava. «Io non avrei mai pensato che l’altro potesse funzionare, ma questo è brillante.»
Nynaeve tirò su con il naso, irritata. «Che cosa ti fa pensare che Mat farà ciò che vuoi tu? T’infilerebbe un bastone fra le ruote solo per puro divertimento.»
«Credo che abbia fatto una promessa» rispose Egwene semplicemente, e Nynaeve annuì. Piano, con riluttanza, ma lo fece. Elayne sembrava persa, ma non se ne rendeva conto. «Elayne, Mat fa esattamente quello che vuole, lo ha sempre fatto.»
«Non ha importanza quante rape abbia poi dovuto pelare per punizione,» borbottò Nynaeve «o quante cinghiate abbia ricevuto.»
«Sì, quello è Mat» sospirò Egwene. Era stato il ragazzo più irresponsabile di Emond’s Field, forse di tutti i Fiumi Gemelli. «Ma se dà la sua parola la mantiene, e io penso che abbia promesso a Rand di portarti a Caemlyn, Elayne. Avrai notato che con me non ha insistito.» Be’, a modo suo l’aveva fatto. «Ma con te non ha cambiato posizione. Credo che ti resterà il più vicino possibile, come un sacchetto appeso alla cintura, ma noi non gli permetteremo neppure di vederti, a meno che non faccia ciò che vogliamo.» A quel punto, si prese una pausa. «Elayne, se vuoi andare con lui, puoi farlo. Da Rand, voglio dire. Non appena avremo spremuto tutto quello che ci serve da Mat e la sua Banda.»
Elayne non esitò prima di scuotere il capo con fermezza. «No. Ebou Dar è più importante.» Quella era stata una vittoria, ottenuta sorprendentemente con un solo suggerimento. Elayne e Nynaeve avrebbero raggiunto Merilille alla corte di Tylin. «Almeno, se mi resta vicino avrò alcuni giorni per studiare il ter’angreal che si porta appresso. Deve trattarsi di quello, Egwene, nient’altro spiegherebbe l’accaduto.»
Egwene fu d’accordo. Lei voleva solo avvolgerlo in Aria per bloccarlo, solo un gentile promemoria per fargli presente chi stesse cercando di manipolare, ma i flussi lo avevano toccato ed erano svaniti. Era il solo modo di spiegarlo. Cessavano di esistere quando lo toccavano. Nel rammentarlo, Egwene provò ancora lo stupore di prima e si accorse di aggiustare una gonna che non ne aveva alcun bisogno. «Potremmo fargli vuotare le tasche da qualche Custode.» Nynaeve sembrava più che contenta all’idea. «Vedremo quanto piace a mastro Cauthon un simile trattamento.»
«Se gli togliamo qualcosa,» rispose Egwene paziente «non credi che potrebbe recalcitrare quando gli diremo cosa vogliamo che faccia?» Mat non aveva mai preso bene gli ordini e la sua tipica reazione davanti a un’Aes Sedai e all’Unico Potere era quella di sparire il prima possibile. Forse la promessa fatta a Rand glielo avrebbe impedito — doveva essere fatto, nient’altro spiegava quel comportamento — ma lei non voleva correre rischi. Nynaeve annuì, anche se a malincuore.
«Forse...» Tamburellando sul tavolo Elayne guardò pensierosa nel nulla per un istante. «Forse potremmo portarlo con noi a Ebou Dar. In quel modo potrei avere una possibilità migliore con il ter’angreal, anche se, visto che ferma saldar, non vedo come potrò studiarlo.»
«Portare quel giovane ruffiano con noi!» Nynaeve si tirò su. «Non puoi volerlo veramente, Elayne. Renderebbe ogni giorno infernale, in quello è molto bravo. Non farà mai ciò che gli chiedi e comunque non cederà in maniera pacifica. È così preso dall’idea di portarti a Caemlyn, che non riusciresti a scalzarlo nemmeno con un piede di porco o un tiro di cavalli.»
«Ma se intende tenermi d’occhio fino a quando non raggiungo Caemlyn,» osservò Elayne «non avrà altra scelta se non quella di seguirmi. È perfetto.»
«Forse non è una cattiva idea» intervenne Egwene mentre Nynaeve cercava un nuovo motivo per obiettare. Mandarle alla ricerca della scodella le sembrava ancora la cosa giusta da fare, ma più pensava al luogo dove avrebbero dovuto cercare e più si preoccupava. «Alcuni soldati potrebbero essere un’ottima idea, a meno che non abbiate scelto dei Custodi senza che io lo sapessi. Thom e Juilin vanno benissimo, come Birgitte, ma quello dove vi state recando è un postaccio.»