Una volta fatto un passo dentro la stanza, un forte profumo di fiori fece capire a Perrin che c’era una donna, prima ancora che la vedesse. Quando lo fece, sussultò. «Min?» I capelli erano acconciati in corti ricci, la giubba e le brache azzurre erano ricamate e diverse da come le ricordava, ma il volto era il suo. «Min, sei davvero tu!» La prese fra le braccia ridendo. «Stiamo riunendo tutti, vero? Faile, questa è Min. Ti ho parlato di lei.»
Fu a quel punto che si accorse dell’odore che emanava dalla moglie e appoggiò Min in terra mentre ancora sorrideva. Di colpo fu troppo consapevole delle brache aderenti che mostravano molto bene la forma delle gambe di Min. Faile aveva davvero poche pecche, ma una era la tendenza a essere gelosa. Perrin sapeva di dover fare finta di non essere al corrente che avesse inseguito Calle Coplin per mezzo chilometro impugnando un bastone, come se lui avrebbe mai guardato due volte un’altra donna, ora che aveva lei. «Faile?» ripeté Min tenendole le mani. «Una donna che sia riuscita a sopportare questo bue peloso abbastanza a lungo da sposarlo ha la mia ammirazione. Immagino che potrebbe essere un buon marito, una volta addomesticato.»
Faile prese le mani di Min sorridendo ma, oh, che odore acre e pungente. «Non ho ancora avuto successo con quell’addestramento, Min, ma intendo tenermelo almeno fino a quando non ci riuscirò.»
«Comare Luhan che fa la riverenza?» Rand scosse il capo, incredulo. «Dovrò vederlo per crederci. Dov’è Loial? È venuto? Non lo avrai per caso lasciato fuori?»
«È venuto,» rispose Perrin, cercando di tenere d’occhio Faile senza che fosse troppo palese «ma non fin qui, non ancora. Ha detto che era stanco e aveva bisogno di uno stedding, quindi gliene ho segnalato uno abbandonato che conoscevo a nord della strada da Ponte Bianco, e lui si è diretto a piedi in quella direzione. Ha detto che lo avrebbe percepito una volta che si fosse trovato a circa dieci chilometri.»
«Immagino che tu conosca Rand e Perrin molto bene» disse Faile, e Min lanciò un’occhiata a Rand.
«Siamo stati insieme per un periodo. Li ho incontrati quando avevano appena lasciato i Fiumi Gemelli. Pensavano che Baerlon fosse una grande città.»
«A piedi?» chiese Rand.
«Sì» fu la breve risposta di Perrin. L’odore di Faile stava cambiando, la gelosia stava svanendo. Perché? «Preferisce andare a piedi, lo sai. Ha scommesso una corona d’oro con me che si sarebbe trovato qui non più di dieci giorni dopo il nostro arrivo.» Le due donne si guardavano, Faile sorrideva e Min era arrossita. Min odorava anche leggermente di imbarazzo, e Faile di piacere. E di sorpresa, anche se non la mostrava in volto. «Non volevo prendere la sua moneta — doveva percorrere più di cinquanta chilometri per arrivare fin qui — ma ha insistito. Voleva addirittura scommettere su cinque giorni.»
«Loial ha sempre sostenuto di poter andare più veloce di un cavallo» rise Rand, facendo poi una pausa. La risata sfumò. «Spero che ce la faccia e che sia al sicuro» aggiunse serio. Rand era stanco e, in qualche modo, diverso. Il Rand che Perrin aveva visto a Tear non era stato morbido, tutt’altro, ma quello di adesso faceva sembrare la sua precedente versione un contadino innocente. Non batteva spesso le palpebre, come se abbassarle potesse nascondere ciò che aveva bisogno di vedere. Perrin riconobbe qualcosa in quello sguardo; aveva visto la stessa espressione sui volti degli uomini dei Fiumi Gemelli dopo gli attacchi dei Trolloc, dopo il quinto, il decimo, quando sembrava che la speranza si fosse esaurita ma si continuava a lottare perché il costo della resa sarebbe stato troppo alto.
«Mio lord Drago,» disse Faile, stupendo Perrin; prima d’ora lo aveva sempre chiamato Rand, anche se avevano sentito parlare di quel titolo fin da Ponte Bianco «chiedo scusa, ma voglio dire solo una parola a mio marito prima di lasciarvi soli.»
Faile quasi non attese il sorpreso assenso di Rand per avvicinarsi a Perrin e farlo girare in modo tale che lei potesse dare le spalle a Rand. «Non mi allontanerò troppo, mio caro. Io e Min avremo la nostra conversazione su cose che probabilmente per te sarebbero molto noiose.» Giocando con il bavero di Perrin, Faile cominciò a parlare in fretta e sottovoce, in modo tale che nessuno tranne lui potesse sentire. A volte ricordava che il senso dell’udito di Perrin era molto fine. «Ricordati che non è più il tuo amico d’infanzia, Perrin. O comunque, non solo quello. Lui è il Drago Rinato, il lord Drago. Ma tu sei lord Perrin dei Fiumi Gemelli. So che difenderai i tuoi diritti e quelli dei Fiumi Gemelli.» Il sorriso che gli rivolse era pieno d’amore e sicurezza; Perrin avrebbe voluto baciarla proprio in quell’istante. «Sei di nuovo in ordine.» Adesso Faile non emanava più odore di gelosia.
Dopo aver rivolto a Rand una graziosa riverenza e aver mormorato «Mio lord Drago» porse la mano a Min. «Vieni, Min.» La riverenza di Min fu decisamente meno disinvolta e Rand rimase sorpreso.
Prima che le due raggiungessero la soglia, una delle porte si spalancò ed entrò una donna alta in livrea, con in mano un vassoio d’argento e una caraffa che emanava odore di vino speziato, oltre a delle coppe e del succo di melone. Perrin rimase a fissarla. Malgrado il vestito rosso e bianco avrebbe potuto essere la madre di Chiad, o forse la nonna, con quei capelli rossi e bianchi acconciati in ricci. Dopo aver osservato le donne che stavano lasciando la stanza, entrò a grandi passi dirigendosi al tavolo più vicino e depositò il vassoio con il volto che era una tale maschera di remissività da sembrare surgelato. «Mi era stato detto quattro, mio lord Drago» disse in modo strano. Perrin pensò che stesse cercando un tono di voce umile e rispettoso, ma avesse qualcosa in gola che le impediva di esprimersi bene. «Quindi ne ho portate quattro.» La sua riverenza fece sembrare elegante quella di Min e andando via si sbatté la porta alle spalle.
Perrin guardò Rand. «Pensi mai che le donne siano... strane?»
«Perché me lo chiedi? Sei tu quello sposato.» Rand riempì il boccale con il vino speziato e lo porse a Perrin. «Se non lo sai dovrai chiedere a Mat. Io ne so sempre meno, di giorno in giorno.»
«Anche io» sospirò Perrin. Il vino era sicuramente rinfrescante, ma non sembrava che Rand sudasse. «Dov’è Mat? Se dovessi indovinare, direi nella taverna più vicina e con la stessa probabilità di avere i dadi fra le mani o una ragazza sulle ginocchia.»
«Sarà meglio che non sia vero» rispose torvo Rand, lasciando la bevanda intonsa. «In teoria dovrebbe portare qui Elayne per l’incoronazione, con Egwene e Nynaeve, spero. Luce, ci sono così tante cose da fare prima che arrivino.» Mosse il capo come se fosse un orso al guinzaglio, quindi guardò Perrin. «Andresti a Tear per me?»
«Tear! Rand, ho viaggiato per quasi due mesi. Il mio fondo schiena ha preso la forma della sella.»
«Posso depositarti sul posto stanotte. Oggi. Potresti dormire nella tenda di un generale e rimanere alla larga dalle selle quanto vuoi.»
Perrin lo fissò; l’uomo sembrava serio. Lui si ritrovò di colpo a chiedersi se Rand fosse ancora mentalmente sano. Luce, doveva resistere, almeno fino a Tarmon Gai’don. Bevve un lungo sorso di vino speziato per eliminare quel pensiero amaro. Che brutto modo di pensare a un amico. «Rand, se tu potessi depositarmi nella Pietra di Tear in questo momento direi comunque di no. Devo parlare con qualcuno qui a Caemlyn e vorrei vedere Bode e le altre.»
Rand non sembrava stesse ascoltando. Si lanciò su una delle sedie dorate e fissò Perrin inespressivo. «Ti ricordi come Thom faceva girare tutte quelle palle colorate facendolo sembrare facile? Be’, io lo sto facendo proprio adesso, per quel che valgo, e non è facile. Sammael si trova a Illian, il resto dei Reietti solo la Luce sa dove si nascondono. A volte non penso nemmeno che siano la parte peggiore. Ci sono ribelli che credono io sia un falso Drago. Fautori del Drago che pensano di poter incendiare villaggi in mio nome. Hai sentito parlare del Profeta, Perrin? Non importa; è peggio di tutto il resto. Ho degli alleati che si odiano a vicenda e il miglior generale che posso nominare per affrontare Illian vuole solo attaccare e essere ucciso. Elayne dovrebbe essere qui in un mese e mezzo circa, se siamo fortunati, ma io potrei ritrovarmi con una ribellione fra le mani prima che giunga quel momento. Luce, le voglio consegnare Andor intera. Avevo pensato di andarla a prendere di persona, ma è la cosa peggiore che potrei fare.» Rand si strofinò il viso con entrambe le mani, parlando da dietro di esse. «La peggiore in assoluto.»