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Ottenere di nuovo il Potere fu meraviglioso. Non era come attingere direttamente da saidar, esserne colmata, ma anche toccare la Fonte attraverso l’altra donna equivaleva quasi a raddoppiare la vitalità che le scorreva nelle vene. Trattenere saidar le dava voglia di ridere e danzare per pura gioia. Supponeva che un giorno vi si sarebbe abituata; le Aes Sedai sicuramente lo avevano fatto. A confronto di quell’euforia, il legame con Marigan era un prezzo modesto da pagare. «Adesso che sappiamo che c’è una possibilità,» disse «penso...»

La porta si spalancò e Nynaeve balzò in piedi prima di accorgersene. Non pensava mai a usare il Potere; avrebbe gridato se non avesse avuto la gola chiusa. Non fu la sola, ma non fece quasi attenzione a Siuan e Leane, che balzarono in piedi come lei. La paura che filtrava copiosa dal bracciale pareva l’eco della propria.

La giovane donna che aveva spalancato la porta si accorse subito delle emozioni che aveva scatenato. Alta ed eretta, con addosso l’abito delle Ammesse e i ricci rosso oro che le scendevano sulle spalle, aveva un’espressione folle. Anche con il volto teso dalla rabbia e grondante sudore appariva comunque bellissima; era una caratteristica di Elayne. «Sapete cosa stanno facendo? Stanno inviando un’ambasciata a... a Caemlyn! E si rifiutano di lasciarmi andare! Sheriam mi ha vietato di parlarne ancora. Mi ha vietato di parlarne!»

«Non hai ancora imparato a bussare, Elayne?» Dopo aver raccolto la sedia, Nynaeve si sedette di nuovo e si accasciò. Il sollievo l’aveva lasciata con le gambe molli. «Io credevo che tu fossi Sheriam.» Il solo pensiero di essere scoperta la fece rabbrividire.

Elayne arrossì e si scusò immediatamente, per rovinare poi tutto aggiungendo: «Non capisco come abbiate potuto essere tanto sciocche. Birgitte si trova ancora fuori e sapete bene che vi avviserebbe se qualcun altro si avvicinasse. Nynaeve, loro devono lasciarmi andare.»

«Non devono fare nulla di simile» intervenne Siuan seccata. Lei e Leane si erano sedute di nuovo, Siuan dritta come sempre, l’altra accasciata, indebolita come Nynaeve. Marigan era appoggiata contro la parete e respirava con affanno a occhi chiusi e con le mani premute contro l’intonaco. Il bracciale emanava un’alternanza di sollievo e terrore puro.

«Ma...»

Siuan non permise a Elayne di aggiungere un’altra parola. «Credi che Sheriam o una qualunque delle altre lascerebbero che l’erede al trono di Andor cadesse nelle mani del Drago Rinato? Con tua madre morta...»

«Questo non lo credo!» scattò Elayne.

«Non credi che l’abbia uccisa Rand,» proseguì Siuan senza pietà «e aggiungo dell’altro. Nemmeno io lo credo. Ma se Morgase fosse viva si farebbe avanti per riconoscerlo come Drago Rinato. O, se lo credesse un falso Drago malgrado le prove, organizzerebbe una forma di resistenza. Nessuno dei miei occhi e orecchie ha mai sentito parlare dell’una o dell’altra ipotesi. Non solo ad Andor, ma nemmeno nell’Altara o nel Murandy.»

«Non è vero» fu la risposta di Elayne. «A ovest si sono verificate alcune sommosse.»

«Contro Morgase. Contro. Sempre che anche quella non sia una voce.» Siuan era quasi atona. «Tua madre è morta, ragazza. Meglio ammetterlo e andare avanti, una volta finito di piangerla.»

Elayne sollevò il mento, un’abitudine molto fastidiosa; era l’immagine della fredda arroganza, anche se la maggior parte degli uomini per qualche oscuro motivo la trovavano attraente. «Ti lamenti sempre di quanto tempo impieghi a contattare tutti i tuoi agenti,» rispose con freddezza «ma adesso ignorerò il fatto che tu possa o meno aver sentito tutto quello che c’era da sentire. Che mia madre sia morta o no, adesso il mio posto è a Caemlyn. Io sono l’erede al trono.»

Siuan sbuffò con tale forza da far sussultare Nynaeve. «Sei stata Ammessa abbastanza a lungo per sapere come stanno le cose.» Il potenziale di Elayne era a un livello che non si vedeva da migliaia di anni. Non quanto quello di Nynaeve — se mai avesse imparato a incanalare secondo la propria volontà — ma comunque sufficiente a far illuminare gli occhi di qualsiasi Aes Sedai. Elayne arricciò il naso — sapeva molto bene che se anche fosse stata già sul trono del Leone, le Aes Sedai l’avrebbero comunque trattenuta per l’addestramento, forse chiedendoglielo prima, ma infilandola, se necessario, in un barile —, aprì la bocca, ma Siuan non mollò la presa. «So che a loro non dispiace che prima o poi tu salga al trono; non c’è stata una regina Aes Sedai per troppo tempo, ma non ti lasceranno andare fino a quando non sarai diventata una Sorella e anche allora, poiché sei l’erede al trono e presto sarai regina, non ti permetteranno di avvicinarti al maledetto Drago Rinato fino a quando non sapranno se e quanto possono fidarsi di lui. Specialmente da quando ha... emanato quell’amnistia.»La bocca di Siuan si contorse su quella parola, e Leane fece una smorfia.

Anche Nynaeve ebbe una reazione negativa. Era stata cresciuta nella paura di ogni uomo che potesse incanalare, sapendo che erano tutti destinati a impazzire, e terrorizzava quelli che li circondavano prima che la metà maschile della Fonte contaminata dall’Ombra potesse portare loro una morte terribile. Rand, un ragazzo che lei aveva visto crescere, era il Drago Rinato, venuto al mondo sia per segnalare che l’Ultima Battaglia stava giungendo, sia per combattere il Tenebroso durante la stessa. Il Drago Rinato; la sola speranza dell’umanità e... un uomo che poteva incanalare. Peggio ancora, alcuni rapporti riferivano che stesse tentando di riunire tutti quelli come lui. Ovviamente non potevano essercene molti. Ogni Aes Sedai dava la caccia a questi uomini — e l’Ajah Rossa non si limitava a questo — ma, secondo i rapporti, ne trovavano pochi.

Elayne però non voleva arrendersi. Era una sua caratteristica ammirevole; non si sarebbe arresa nemmeno con la testa sul ceppo e l’ascia che discendeva per decapitarla. Rimase in piedi con il mento sollevato sostenendo lo sguardo di Siuan, cosa che per Nynaeve talvolta era troppo difficile. «Ci sono due motivi precisi per i quali dovrei andare. Primo, qualsiasi cosa sia accaduta a mia madre, lei è scomparsa, quindi in quanto erede al trono posso calmare il popolo e rassicurarlo sull’integrità della successione. Secondo, posso avvicinare Rand. Si fida di me. Sarei una candidata migliore di qualsiasi altra il Consiglio dovesse scegliere.»

Le Aes Sedai a Salidar avevano eletto un loro Consiglio della Torre, un Consiglio in esilio. In teoria dovevano pensare a chi eleggere come nuova Amyrlin. Un’Amyrlin adatta a contestare la rivendicazione di Elaida al titolo e alla Torre, ma Nynaeve non ne aveva visto alcun segno.

«Sei gentile a sacrificarti, ragazza» osservò asciutta Leane. L’espressione di Elayne non cambiò, ma lei arrossì. Poche al di fuori di quella stanza ne erano al corrente, e nessuna Aes Sedai, ma Leane non aveva dubbi che la prima azione di Elayne a Caemlyn sarebbe stata appartarsi con Rand e baciarlo per un tempo infinito. «Con... l’assenza di tua madre, se Rand al’Thor ti prendesse, insieme a Caemlyn otterrebbe anche Andor, e il Consiglio non gli permetterà di avere più controllo di quanto abbiano intenzione di concedergliene su quel regno — o su qualunque altro posto. Ha già Tear e Cairhien dalla sua, come anche gli Aiel, a quanto pare. Aggiungi Andor, e il Murandy e l’Altara — noi incluse — cadranno con uno starnuto. Sta anche diventando potente, troppo in fretta. Potrebbe decidere di non avere bisogno di noi. Con Moiraine morta, non c’è nessun’altra vicino a lui di cui possiamo fidarci.»

Quelle parole fecero trasalire Nynaeve. Moiraine era l’Aes Sedai che aveva portato lei e Rand fuori dai Fiumi Gemelli, cambiando per sempre le loro vite. Lei, Rand, Egwene, Mat e Perrin. Nynaeve aveva desiderato talmente a lungo che Moiraine pagasse per quanto aveva fatto che perderla era stato come perdere una parte di se stessa. Ma Moiraine era morta a Cairhien, portando Lanfear con sé. Stava diventando rapidamente una leggenda fra le altre sorelle. La sola Aes Sedai ad aver ucciso una dei Reietti. Il solo lato positivo che vi vedeva Nynaeve, anche se ne provava vergogna, era che adesso Lan era libero dalla condizione di Custode di Moiraine. Sempre che fosse riuscita a trovarlo.